Liguria in bici

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Rifugio Franco Allavena
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Un lungo percorso che partendo da Sanremo sale attraverso la Val Nervia per scollinare al Colle Langan e poi deviare in direzione Colle Melosa sulla SP76 per raggiungere il Rifugio Franco Allavena.


Arrivo al Rif. Franco Allavena 1520 m.



Sanremo galleria per Ospedaletti - Dolceacqua - Rif. F. Allavena




Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
50 km
1761 m
Asfal/Sterr
Cicl/Strad
3% - 20%
✩✩✩✩✩
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Un lungo percorso che partendo dal mare a Sanremo sale attraverso la Val Nervia nell'entroterra Ligure per scollinare al Colle Langan e poi deviare in direzione Colle Melosa sulla SP76 per raggiungere il Rifugio Franco Allavena.

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Fino al quindicesimo km ci sono un po' di saliscendi e falsi piani per poi gradatamente iniziare il tratto in salita fino alla fine del percorso intervallati da qualche pausa di respiro

 

 

IL PERCORSO

Da Sanremo si raggiunge in ciclabile Ospedalatti attraverso la galleria dell'ex ferrovia. Si continua poi sulla strada statale Aurelia sino a Bordighera dove si devia verso Vallecrosia e Camporosso in Valle Nervia, passando poi di seguito per Dolceacqua, Isolabona, Pigna, Colle Langan e arrivare al Rifugio Franco Allavena sul Colle Melosa dopo 50 km dalla partenza.

Rifornimenti idrici

Dolceacqua e poco prima del Colle Langan

Quale bici usare

Se ci si limita al Rifugio va bene qualsiasi bici anche da corsa, purché dotate di cambio e buoni freni, se si vuole proseguire un pezzo oltre il colle Melosa sono consigliate una MTB front o Full.


 

Da Sanremo verso la Via del Sale

 

Noi a Sanremo avevamo il campo base vicino alle ciclabile per cui ci siamo inseriti all'altezza della galleria che porta ad Ospedaletti

 

Galleria inaugurata qualche anno fa e che è stata oggetto anche di un report

La galleria è illuminata e caratterizzata da pannelli posizionati sulla volta che narrano la storia della corsa della Milano-Sanremo

Come recitava una nota canzone: Siamo fuori dal tunnel...

Sull'asfalto si possono vedere le corsie riservate ai ciclisti e ai pedoni con i noti pittogrammi, tutto in tinta rosa


La ex stazione di Ospedaletti ora riconvertita con vari servizi tra cui un noleggio di bici e le carrozzelle a quattro ruote con tanto di tendalino parasole.

Ospedaletti e il suo bel lungomare ciclopedonalizzato. Al suo termine una salita porta sulla S.S. Aurelia dove si svolterà a sx in direzione Bordighera.

Giunti a Bordighera abbiamo deviato in Via Pasteur, per poi alla successiva rotonda deviare a sx in via Cesare Augusto in direzione Vallecrosia e in successione verso Camporosso.

In via Cesare Augusto un cartello segnala che si esce dal territorio del Comune di Bordighera, mentre sotto un cartello in blù fa apparrire in parte coperta dai fiori la scritta Dolceacqua, la direzione in cui dovevamo andare

Superato Campogrosso si entra nella Valle Nervia. A quanto pare c'era già chi stava scendendo verso il mare. Certo non so se fossero già saliti di primo mattino verso qualche luogo interno della valle, oppure semplicemente se stessero andando al mare!

Le piccole chiese nelle valli Liguri non mancano mai e forse anche in numero maggiore che in altre regioni d'Italia

Dopo 19 km dalla partenza si arriva a Dolceacqua e per assonanza nella foto stavo indicando la fontanella per il rifornimento. La giornata era molto calda ed occorreva approfittarne.

 

Basta attraversare la strada per il rifornimento per avere anche questa visione sul centro storico al di là del ponte.






Ultimi sguardi e qualche foto prima di ripartire e con il letto del fiume Nervia solo con qualche rigagnolo d'acqua.

Il vecchio ponte romano a schiena d'asino che il celebre pittore Monet assieme al castello posto in cima al borgo, inserì in 4 sue opere dipinte su tela.

Il castello risale al 1177.

A Dolceacqua qualcuno ha pensato bene di parcheggiare la bici al fresco e al sicuro!

Proseguendo, ad 1 km da Dolceacqua a sx il bivio per Roccanervina

Ne stavo discutendo con lei quando è sopraggiunto un ciclista del posto che sentendo ciò che stavo dicendo ha spiegato che quella non era la strada che io pensavo fosse per raggiungere il Passo Gouta

Visto che dovevamo fare parte del percorso assieme, ne avevo approfittato per farmi dire alcune cose sui percorsi che non avevamo ancora fatto.

Giunti ad Isolabona a dx si saliva ad Apricale, Baiardo e Perinaldo già visitati in precedenti report

Alle loro spalle a sx il centro storico di Isolabona

Arrivati poco prima di Pigna ecco il cartello stradale per il Passo Gouta di cui avevamo discusso in precedenza


Gli inseguitori in piena azione su un ponte del torrente Nervia

Eccoci in fine arrivati al bivio dove a sx parte la strada per il Passo Gouta. Me lo sono segnato per una prossima volta che dovessimo capitare da queste parti.

Nonostante quest'anno sia stata un estate abbastanza calda e siccitosa, tutto sommato guardandoci attorno qui il verde era abbastanza rigoglioso e non sembrava accusare problemi per carenza d'acqua.

Ingresso a Pigna bassa...

... di fatto il centro storico di Pigna è situato più in alto e lo si vede in centro alla foto, qui la strada incomincia a salire aumentando la pendenza con qualche breve strappo.

Sulla dx è la ripida strada che porta al centro storico di Pigna

E alla periferia di Pigna ecco la desolazione, ho saputo dal ciclista che ci accompagnava che le terme di Pigna ed il Grand Hotel sono state chiusi per fallimento e messi all'asta!

Il passaggio sul ponte Erici fa scorgere in cima alle colline il borgo di Castelvittorio

Infatti poco dopo si è trovato il bivio per Castelvittorio, noi invece dovevamo deviare verso Buggio

Dietro di lei il bivio e a sx la strada in salita per Castelvittorio

Pur proseguendo verso Buggio subito dopo un altro bivio; a sx per Buggio e a dx per i Molini di Triora a 21 Km

A questo bivio i cartelli indicano anche altre destinazioni prima dei Molini di Triora, ed in ordine sarebbero: Il Colle Langan, il Parco Alpi Liguri, il Colle Melosa e il Rifugio F. Allavena

Al bivio ci siamo salutati, ognuno per la sua strada, lui per Buggio mentre noi verso la prossima meta al Colle Langan 10,6 Km e 843 m D+

Appena iniziata la salita ci eravamo fermati per una breve sosta ed abbiamo sentito il classico ticchettio delle ruote libere delle bici, una coppia stava scendendo a tutta, mani ben piantate in basso sul manubrio, sedere arretrato e leve freni a portata di dita.

Qui si era a 26 Km dalla partenza con 326 m D+ fatti.



Se fino a qui si era trattato di lievi salite, ora iniziava la vera salita che innalzandosi nella valle dava l'opportunità di qualche sguardo panoramico.

In questa prima parte della salita eravamo fortunati ad avere il sole dalla montagna per cui un po' d'ombra ogni tanto c'era, ma al sole si incominciava già a sentire il caldo sopra alla media di quel periodo anomalo.



E si sa in salita d'estate è sempre meglio avere l'ombra a favore!

Più si saliva e più gli orizzonti si allargavano. Le cime dietro di lei dovevano essere il confine fra Italia e Francia

Dietro di noi il rumore di un grosso motore

Si trattava di uno di quei veicoli ibridi per il fuoristrada medio impegnativo, una via di mezzo fra una grossa Jeep ed un piccolo autocarro, con tanto di presa per l'aspirazione posta oltre il parabrezza, sia per evitare la polvere delle piste sterrate o in caso di guadi per non fare aspirare l'acqua al motore e rimanere piantati.

Dopo aver sorpassato lei...

...il mezzo stava arrivando anche da me e a quanto pare aveva montata una cellula tipo camper


Finita la pacchia! Da qui in poi eravamo sotto il sole a picco, basta ombra e benché stessimo salendo più in alto il caldo si faceva sentire parecchio!

Poco più avanti quasi in prossimità del colle Langan il mezzo si era fermato a fare rifornimento di acqua

Col caldo che c'era ne abbiamo approfittato anche noi

Qui uno scambio di informazioni sui percorsi. Loro erano una coppia di Francesi e mi hanno detto che da molti anni venivano in questi luoghi percorrendo le sterrate militari e a quanto pare lui le conosceva a menadito meglio di noi!

Ripreso il percorso poco dopo ci hanno superato di nuovo con un affettuoso colpo di clacson per salutarci ancora.

Arrivati al Colle Langan dopo 43 km dalla partenza e 1344 m D+ superati. Qui si è a 1227m s.l.m.

Qui si svolta a sx sulla SP67 verso il Colle Melosa, da qui mancano ancora 6,3 km e 455 m D+

Subito dopo il bivio se vi serve consultare una mappa della zona la potete trovare nell'edicola a sx.

Vari tipi di boschi si alternano salendo verso il rifugio

Osservare il piccolo schermo del GPS per sapere dove ti trovi alle volte è un po' riduttivo, meglio allora tirare fuori un tablet da 7" per una visione d'insieme più dettagliata.

Lei ne aveva approfittato per bere, inutile ripeterlo, ma il caldo era elevato anche se ci trovavamo ad oltre 1000 m s.l.m.

Quando sulla vs. dx avrete queste rocce manca poco alla meta e se alzerete gli occhi sulla montagna di fronte potrete scorgere anche le Caserma Di Marta a circa 3,5 km in linea d'aria in territorio Francese

Sempre in questo punto se osserverete sulla vs. sx troverete il Lago di Tenarda, se ne vede uno spicchio fra i cespugli


Arrivati alla meta finale. Qui potete scegliere: o il ristorante a dx Colle Melosa oppure tirare diritti al Rif. F. Allavena

Noi avevamo prenotato al rifugio

Colle Melosa, dietro di lei il ristorante omonimo



Dopo 50 km le ultime pedalate sotto il sole delle 13:05, in tempo per il pranzo. Per la cronaca eravamo partiti alle 9:18, quindi 3h e mezza in sella.

In attesa del pranzo e a fine pranzo nell'ampio salone del rifugio con 80 coperti disponibili.

Dal rifugio è possibile osservare le Caserme di Marta poste a 1980 m s.l.m. e a 3,3 km in linea d'aria con alle spalle Le Cime de Marta ambedue in territorio Francese.

Sotto le caserme passa il tracciato dell'Alta Via Dei Monti Liguri e poco sotto l'SP76, la sterrata militare Italiana facente parte della famosa Via del Sale che parte dal Colle di Tenda sopra Limone Piemonte.

Il Rifugio Franco Allavena è situato a 1545 m s.l.m. ed appartiene alla sezione C.A.I. di Bordighera. Dispone di 66 posti letto


Verso la Via del Sale

Terminato il pranzo mi sono diretto a fare un breve sopralluogo sulla SP76 in direzione delle Caserme di Marta che si vedono là in cima

La strada ex militare è sterrata ed è quella che corre sul confine Italo/Francese

I cartelli sono eloquenti per cosa si va in contro

Se ci fosse stato limpido si sarebbe visto il mare!

Ovvio che un vecchio parapetto può fare ben poco e se si sbaglia ci si trova giù.

Se non altro ho capito l'ambiente a cui andremmo in contro se dovessimo fare la Via del Sale.

Archiviata la breve salita sulla Via del sale ci siamo apprestati a ritornare alla base con qualche foto non scattata durante la salita.

Come avevo accennato, prima di arrivare al rifugio sulla sx si trova il Lago di Tenarda a circa 1330 m di quota.



Proprio sopra il lago, sullo sfondo, le due cime senza alberi sono l'anticima del Monte Ceppo e a dx Il monte Ceppo 1620 m s.l.m. (altra meta scritta sul taccuino per il futuro)

Non pensate che si tratti di un invaso naturale... la diga c'è e viene utilizzata come riserva per l'acqua potabile

Scendendo con calma c'è stato modo di osservare anche la cresta dei monti alle spalle di Triora


Triora il paese delle Streghe, già oggetto di un report

Si scende verso il mare; la Val Nervia ci stava aspettando


Traccia GPX

 


Conclusioni

Il percorso indubbiamente è lungo ma permette di esplorare una buona fetta di territorio a partire dal mare sino alle montagne che fanno da spartiacque fra Liguria, Piemonte e Francia.

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

 

Un foto racconto di Cadore designe © 2017
pagina creata:08-09-2017
ultimo aggiornamento: 09-09-2017
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