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Melzo giro dei 30 km

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Sul confine Est della Provincia di Milano o se vogliamo: Città Metropolitana di Milano, un giro di 30 km fra tratti ciclabili e alzaie sterrate lungo il canale Muzza sconfinando nella Provincia di Lodi


Corneliano Bertario

 
Canale Muzza
 

 

Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
30 km
144 m
Asfal/Sterr
Cicla-Strad
0,1% - 5%
✩✩✩
✩✩
✩✩
✩✩✩✩✩

  

 

 

 

 

Il tracciato si snoda sui confini delle Province di Milano e di Lodi. I tratti evidenziati in verde sono riferiti alle ciclopedonali, quelli in giallo i tratti su alzaie sterrate mentre gli altri tratti sono su strade locali a bassa traffico tranne nei giorni lavorativi nelle ore di punta per chi si reca o torna dal lavoro.

 

 
IL PERCORSO

Salvo i cavalcavia e qualche breve strappo nella zona fra Comazzo e Corneliano Bertario, il percorso è tutto pianeggiante ed i tratti sterrati non presentano alcuna difficoltà.

Rifornimenti idrici

Presso il santuario della Madonna di Rezzano e il cimitero di Corneliano Bertario

Quale bici usare

Bici da Trekking o MTB, eventualmente anche una City bike con gomme per lo sterrato leggero.


30 km nell'estremo est Milanese e alto Lodigiano


Partenza da Melzo, ad una ventina di chilometri ad est di Milano. La città è posta sull'asse ferroviario Milano - Venezia, con fermate del Passante Ferroviario Treviglio - Varese- Novara.

Anche Melzo nel suo piccolo ha tracce del passato, questo è il Palazzo Trivulzio trasformato in residenza sulla base di un precedente castello di cui si conservano alcune parti come la torre qui visibile ed altre parti poste dietro questa facciata, come il lato ovest e sud, compreso un vecchio muro di cinta ad est a chiusura del cortile del palazzo.

Ora dietro questa facciata, da anni è presente il Cinema Teatro Trivulzio


I tempi cambiano e se nel 1623 Melzo si ritrovava cinta da mura e fossato e quattro porte d'accesso, ora di tutto questo è rimasto ben poco, un paio di porte come la porta Milano posta a ovest e la Porta Lodi posta a sud.

Il lato ovest del palazzo, dove sull'angolo fra la torre e il palazzo è situato l'ingresso con la scala d'onore che porta al salone

Lo scalone d'onore interno che conduce al salone principale del palazzo. In cima il ritratto di Gian Giacomo Trivulzio che qui vi soggiornò per alcuni mesi nel 1499, dopo aver ricevuto in premio il feudo di Melzo per aver sconfitto a Milano Ludovico il Moro.



Nel salone si tengono, manifestazioni culturali e artistiche, come l'esibizione del soprano di bellitaliainbici di qualche anno fa


Si parte; a Nord-est di Melzo da Via Aldo Moro una recente ciclabile va a congiungersi con quella in direzione Pozzuolo Martesana.

Per chi ne avesse necessità lungo tutta la via Aldo Moro si trovano 4 parcheggi


 

Benché il Comune abbia classificato questo percorso solo Ciclabile con tanto di cartelli, i pedoni non mancano mai, spesso con cani al guinzaglio.

Per i pedoni sarebbe riservato il marciapiede posto lungo la Via Aldo Moro a sx delle piante che si vedono, ma qui è decisamente più bello per cui basta adattarsi ed eventualmente suonare il campanello.

In fondo a questa ciclabile si svolterà a dx sulla ciclopedonale per Pozzuolo Martesana


 

Questa è la ciclopedonale per Pozzuolo Martesana.

Chi volesse arrivare a Melzo in treno, ha la possibilità, uscendo dalla stazione verso la Ciclostazione, di prendere la ciclopedonale che passando davanti al plesso scolastico, al cimitero e all'ospedale conduce direttamente su questa ciclopedonale per Pozzuolo Martesana.


Fino a qualche anno fa la ciclopedonale fra i due Comuni era tutta in piano, poi l'avvento della costruzione della TEEM Tangenziale Est Esterna Milanese ha stravolto questo angolo di territorio e le sue ultime campagne rimaste.

Qui si è sul cavalcavia della TEEM, se non altro nelle giornate terse da questa altezza si ha uno sguardo più ampio sulle Prealpi verso est sino al Monte Guglielmo e sugli Appennini ad esempio sino alla cima del Monte Penice

Per chi volesse vedere quali monti si vedono può dare uno sguardo qui

Prima di queste opere qui si era in piano ed in aperta campagna, mentre sotto a dx c'era un bello stagno con folti alberi


Ogni foto scattata testimonia il passato e bellitalianbici dopo 12 anni ha accumulato un sostanzioso e prezioso archivio fotografico che si sta avvicinando ai 20.000 scatti.


Giunti a Pozzuolo Martesana dopo essere passati davanti al cimitero si prosegue sul vialetto alberato che è rimasto a testimoniare il passato.

Dovete sapere che anni addietro Pozzuolo Martesana era collegato a Melzo attraverso la strada a fianco, ex Cassanese. Era un lungo rettilineo affiancato da alberi come questi su ambo i lati.

Ora di tutto ciò non rimane quasi nulla se non due brevi tronconi di strada spezzati dalla TEEM Tangenziale Est Esterna Milanese


Entrati a Pozzuolo Martesana dovrete affrontare circa 300 metri di senso vietato per cui ponete la massima attenzione

Sfruttate i marciapiedi appena possibile, in genere viene utilizzato in bici il marciapiede a sx, posto fra la chiesa e l'auto


Giunti davanti al Municipio spostatevi a dx facendo attenzione a quando passate davanti al suo ingresso, potrebbe sempre uscire all'improvviso qualche persona


Altra attenzione da porre è al termine del marciapiede perchè passa davanti all'ingresso di una gelateria!

Da qui in poi finisce il senso vietato! Tenete presente che fino a qualche decennio fa questa era l'unica strada di transito detta Cassanese per cui transitavano: Bus, Camion a rimorchio, Tir per ogni senso di marcia! A mio avviso si sarebbe dovuto mantenere un minimo spazio riservato alle bici



Si esce da Pozzuolo Martesana arrivando a questa rotatoria dove si prenderà a dx; Al ritorno invece si arriverà dalla strada oltre il lampione in centro che collega Pozzuolo Martesana alla sua frazione di Trecella.




Dopo aver svoltato a dx alla rotatoria precedente un lungo sovrappasso ferroviario porta a passare sopra la ferrovia Milano - Venezia e ai binari della nuova linea ad alta velocità sempre della stessa tratta che però per ora termina a Brescia. Attualmente mi pare sia in costruzione il prolungamento a Verona Porta Nuova.

Giù dalla lunga discesa si attraversa la frazione di Bisentrate ora abitato da poche anime un tempo invece dotato anche di scuole.

Forse occorre tener presente che l'Italia ha subito delle profonde trasformazioni sul finire degli anni 50' con l'introduzione sempre più massiccia della meccanizzazione nel comparto agricolo e conseguente riduzione della forza lavoro che poi si è riversata nelle industrie che stavano iniziando ad allargarsi.

Il risultato dell'abbandono delle campagne è ora davanti a noi, piccoli borghi semideserti, grandi cascinali deserti che oramai non servono più ad accogliere stuoli di contadini.

Si vorrebbe pensare che la storia finisca qui, invece anche le fabbriche si sono svuotate da tempo con chiusure e delocalizzazioni e la globalizzazione incessante dove non importa dove tu produca, purché tu lo faccia al prezzo più competitivo.

Seguendo la strada verso Truccazzano si passa davanti al Santuario della Madonna di Rezzano dove sulla curva se vi serve dell'acqua troverete una fontanella

All'uscita del viale del Santuario sulla sx troverete una ciclopedonale di cui potrete approfittare

La ciclopedonale termina a questa rotatoria dove si proseguirà su strada normale svoltando a sx

La strada presenta alcuni dossi rallenta traffico abbastanza pronunciati per cui fate attenzione

Si tratta di una strada ad uso locale che non ha un utilizzo frequente, quindi adatta ad andare in bici o a piedi, ovvio con le dovute attenzioni, può sempre transitarvi qualcuno!

Al suo termine la strada si raccorda con quella che a sx va ad Albignano e a dx a Truccazzano, ma anche sulla ciclopedonale che vi corre parallela e che si prenderà svoltando a dx

Un lungo rettilineo porta a Truccazzano

Giunti in fondo alla ciclabile passato il ponte sulla roggia si svolterà a sx attraversando il passaggio ciclopedonale dirigendosi verso il vialetto che porta al cimitero

Poco prima del cimitero si passerà sul canale Muzza

&

Canale Muzza che nasce non molto distante da qui a Cassano d'Adda, sotto il Castello Borromeo

Dopo essere passati davanti al cimitero un sottoppasso vi permetterà di attraversare la strada Rivoltana restando sulla ciclopedonale


Ciclopedonale che altri non è che la vecchia strada che conduceva a Corneliano Bertario. Oggi fa stupore pensando che su queste strette strade potevano passarci anche dei mezzi pesanti


La ciclopedonale la si lascia in questa curva per proseguire diritti affiancando da qui in poi il corso del canale Muzza.

In questo punto si ritornerà al rientro ma da sx , dalla ciclopedonale proveniente da Corneliano Bertario

Per gli abituali lettori di bellitaliainbici non è certo la prima volta che vedono questo tratto del canale Muzza. Infatti è stato inserito più volte ma ovviamente in differenti percorsi.

Da qui sino al ponte di Lavagna si pedala su sterrato sempre a fianco del canale Muzza.

Attenzione: quando arriverete alla costruzione che si vede nella foto precedente dovrete svoltare a dx e subito dopo vi troverete una sbarra che il più delle volte è chiusa. Quindi non entrate a tutta velocità, anche perché è una curva cieca e potrebbe arrivare anche qualcuno in senso opposto!

 

Qui ci si può rilassare, niente traffico, niente rumori, solo il flusso dell'acqua che scorre veloce e nella bella stagione il cinguettio degli uccelli

Il canale non ha un andamento tutto rettilineo ma affronta diverse curve tanto da non rendere per nulla noioso questo percorso.
A dx in lontananza è Truccazzano.

 

Non sembra ma questo canale ha una portata molto significativa quasi per tutto l'anno


L'argine è precluso al traffico, salvo per i residenti di un paio di cascine e per i loro mezzi agricoli che raramente si ha l'occasione di incontrare.


Per quanto vi passi spesso, l'ambiente è sempre accattivante ed ogni stagione ha il suo fascino. Certo parecchi decenni fa se si fosse passati di qui si sarebbero potuti vedere molti più alberi, ma si sa le cose cambiano nel tempo, non certo per causa della natura ma piuttosto per mano dell'uomo che ne modifica il paesaggio.

 



Curva dopo curva il paesaggio cambia un po' ..

... ed alcuni tratti a fianco del bosco fanno venire in mente alcuni quadri


Scrivevo che il flusso dell'acqua è molto veloce e in questo punto lo potrete verificare di persona.

In fondo dietro di me si vede una cascina dove in genere si trova un'altra sbarra chiusa che però lascia un pertugio sulla sx agibile scendendo nel prato.

E' molto probabile che nel punto dove mi trovavo avessi un piede nella Provincia di Milano e l'altro nella Provincia di Lodi

Di certo qui si è nel Lodigiano e sullo sfondo si intravede Lavagna


Anche qui le stagioni vi faranno apparire il paesaggio in modo ben differente, infatti gli alberi a dx in piena estate hanno un tutt'altro aspetto con le loro chiome verdi e rigogliose



Qui a Lavagna si lascerà lo sterrato per passare a sx sul ponte che porta sulla nuova ciclopedonale che conduce a Comazzo , il Comune a cui appartiene la frazione di Lavagna.

Se si proseguisse diritti si arriverebbe ad attraversare la strada che porta a dx a Lavagna e a sx a Comazzo; proseguendo diritti si arriverebbe a Vaiano e poi a Merlino.

Le cose però non si ridurrebbero solo a questo perchè da questo crocevia ho fatto passare alcuni percorsi:

Il giro delle tre Province
Il giro dei 40 km nel sud est di Milano
In ciclabile da Albignano a Paullo

Questi ponti sono stati inaugurati quest'anno e vanno a collegarsi con la nuova ciclopedonale che conduce a Comazzo.

Il primo ponte scavalca la Roggia Brivio mentre il secondo la Roggia Codogna

 

La strada che conduce da Lavagna a Comazzo è molto stretta ed è sempre stata molto frequentata dai ciclisti per cui questa nuova opera va senz'altro verso la sicurezza di quest'ultimi.


Di fronte alla cascina Beccia due curve spezzano i due rettilinei




Questa ciclopedonale come ho scritto è stata inaugurata quest'anno, ma direi che per quanto riguarda la segnaletica non ci siamo proprio.

1) Come al solito in modo erroneo sono stati posti i cartelli blu di fine ed inizio del percorso ciclopedonale

2) Mancano le strisce per l'attraversamento pedonale e ciclabile


3) Visto che dopo i cartelli di fine tracciato ciclopedonale la pista ciclopedonale non scompare ma prosegue, forse è il caso di attenersi a ciò che ha ribadito in merito il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

vedi stralcio qui sotto


Dopo cinque anni suppongo che i preposti ai lavori pubblici da poco realizzati abbiano assimilato le normative vigenti!


L'arrivo a Comazzo segna il "giro di boa" per cui si prenderà la via del ritorno in direzione Corneliano Bertario.


Il tratto fra Comazzo e Corneliano Bertario mi è sempre piaciuto perchè è movimentato con curve abbinate a degli strappi, dove non di rado si vedono ciclisti impegnati a scollinare mettendosi d'impegno.

Dove si trova il palo è il punto di scollinamento di questo tratto


Si scende e poi ci si trova davanti questo lungo rettilineo che termina in fondo con una curva secca a dx in salita

 

Più o meno in questo punto si passa di nuovo il confine, si lascia la Provincia di Lodi per rientrare in quella di Milano




Affrontata la curva si guarda il cielo o meglio, visto che si è in salita, si guarderà l'asfalto per chi si alzerà a danzare sui pedali alla Pantani

Terminato il breve strappo, in fondo al rettilineo troverete il cimitero di Corneliano Bertario posto sulla curva. Se vi serve dell'acqua lì troverete una fontanella.


Dopo il cimitero un rettilineo e poi una breve discesa con curve dove potrete rilanciare l'andatura prima di arrivare sotto allo strappo che sale a Corneliano Bertario

Si entra nel Parco Adda Nord


Da qui la strada inizia a salire con lo strappo finale fra le case


Terminato lo strappo svoltate a dx dove vi ritroverete a dx il Castello Borromeo

Francamente non ricordo quante volte sia passato davanti a questo Castello, ma sempre mi sono chiesto dove fosse l'ingresso carraio.

Visto che la strada a fianco del castello non era sbarrata, ho voluto dare un'occhiata e....

.... finalmente una volta entrato dalla strada che si vede a dx, poco più avanti ho trovato l'ingresso della porta carraia con tanto di nicchie sopra di essa che erano riservate ai leveraggi del ponte levatoio.

Naturalmente anche questa corte non l'avevo mai vista

Il limite della corte dà sulla depressione che parecchi secoli fa dava sul Lago Gerundo di cui però non si hanno descrizioni storiche, ma sta di fatto che molti paesi che si trovano su quelle che potrebbero essere le sue rive vi si trovino dei toponimi ad esso dedicati.

Già che c'ero riguadagnando l'uscita dalla corte ho voluto deviare a dx sulla strada in discesa che porta a quello che era il Lago Gerundo

 

Si scende a fianco della chiesa arrivando qui . In alto a sx si vede la costruzione che si trovava nella corte

Basta proseguire verso i campi per trovarsi nella depressione dell'ex lago Gerundo

La strada di campagna si perde poi nei campi verso il fiume Adda. Si pensi che l'ipotetico Lago Gerundo doveva estendersi da qui sino al fiume Serio, quindi in ampiezza era attorno ai 18 km, misura un po' superiore a quelle del Lago di Garda


Dopo parecchi decenni finalmente ho cambiato il solito punto di vista panoramico su Corneliano Bertario! Tutto sommato una bella veduta pittorica.

In centro si vedono i fabbricati che sono nella corte esterna del castello dalla parte dell'ingresso carraio.

Soddisfatto dalla nuova scoperta dell'altra faccia del borgo, ho ripreso la strada verso Truccazzano inserendomi nella Pista ciclopedonale segnalata dai cartelli marroni che riportano anche le distanze.

Corneliano Bertario è una frazione di Truccazzano.

Questa ciclopedonale arriva ad intercettare il canale Muzza nel punto in cui in precedenza si aveva incontrato l'inizio del tratto sterrato;

In corrispondenza della curva alla fine del rettilineo si arriverà a vedere di nuovo il canale Muzza. Da qui si rifà il percorso fatto all'andata sino al ponte sulla Muzza vicino al Cimitero di Truccazzano

Dopo essere passati davanti al cimitero proseguite nel parcheggio che si vede a dx

 

In fondo al parcheggio, a dx troverete l'alzaia sulla sponda del canale Muzza che porta ad Albignano. Questa è la sponda sx del canale


Si ritorna sull'alzaia con fondo sterrato abbastanza compatto


Più avanti il percorso diventa più bello affiancato da più vegetazione


Il canale non è scomparso è solo nascosto dagli alberi e la vegetazione


Quando d'estate fa caldo qui si sta bene e spesso tante persone prediligono questo tratto per passeggiare al fresco.


In questo periodo dove la vegetazione incomincia a defogliarsi lascia più spazio alla vista sul canale


Nei pressi di Albignano si trova l'altra sbarra che preclude al traffico i mezzi non autorizzati


Giunti allo stop si proseguirà diritti, ma già che ci siete date pure uno sguardo a sx verso Albignano

Albignano frazione di Truccazzano visto dal vecchio ponte storico

 

Accattivante questa vista sul canale e sulle case colorate

Se dal ponte si proseguisse diritti si andrebbe a fare questo report. Per proseguire si svolterà a sx sino a trovare una strada in salita a sx che porta su un altro ponte sulla Muzza.

Prima di arrivare al ponte troverete dei cartelli di divieto di transito alle bici.

I cartelli sono stati posti per evitare eventuali responsabilità nel caso di cadute dei ciclisti nell'attraversare il ponte che è fatto con fondo di lamiere che d'inverno in caso di brina diventerebbero molto scivolose. Essendo il ponte in salita o discesa nel senso opposto basterebbe frenare per rischiare una caduta.

Quindi occorrerebbe procedere a piedi spingendo la bici.

Dopo il ponte giunti alla rotatoria si andrà diritti, nella direzione dell'auto salendo dopo sul ponte che passa sopra la nuova autostrada Bre.Be.Mi.

Scesi dal ponte e giunti alla successiva rotatoria si prenderà la strada a sx verso Trecella.

Arrivati ad un'altra rotatoria si proseguirà diritti andando in discesa nel sottopasso ferroviario.

Risalendo si troverà un'altra rotatoria dove a sx prenderete questa ciclopedonale verso Pozzuolo Martesana rifacendo poi il percorso inverso fatto all'inizio di questo report per tornare al punto di partenza a Melzo.



CONCLUSIONI

Questo giro fra le due province di Milano e Lodi mostra ancora una parte di territorio fruibile in bici senza grossi problemi di traffico restando a lungo su percorsi protetti. L'ambiente come si evince dalle numerose foto è molto accattivante



 

 

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2017
pagina creata:17-11-2017
ultimo aggiornamento: 20-11-2017
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