Lombardia in bici

Percorso Ciclabile
fra il Milanese e l'alto Lodigiano

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Alla scoperta delle cicogne

Questo percorso si snoda nel sud-est del Milanese e nell'alto Lodigiano e può essere raggiunto anche con il treno denominato "Passante Ferroviario" che copre le tratte Treviglio-Milano - Varese-Treviglio - Milano-Novara con fermata a Melzo.

 
Marzano di Merlino

 


Comazzo - Marzano - Mignete


Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
55 km
138m
asfalto
ciclab/strad
1% / 5%
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Il percorso ciclabile alla scoperta dei nidi delle cicogne

La primavera porta con sé la ripresa del ciclo della natura, i fiori sbocciano e le piante riprendono il loro aspetto con le folte chiome ma anche gli uccelli si danno da fare per generare una nuova prole siano essi stanziali o uccelli migratori e fra questi fedeli al loro luogo riproduttivo ci sono le cicogne.

Da molto tempo non se ne vedevano da queste parti, ma ora pare che da qualche anno abbiano trovato il loro habitat e si stanno diffondendo principalmente sui tetti dei campanili.


Questa é la mappa dei nidi delle cicogne lungo il percorso ciclabile


Treno + Bici

Se optate per questa soluzione, arrivati alla stazione di Melzo, prendete gli appositi scivoli di uscita, giunti al sottopasso prendete l'uscita verso nord dove troverete la ciclopedonale che vi condurrà all'inizio della ciclabile per Pozzuolo Martesana.

Per chi arrivasse direttamente in bici da Gorgonzola l'inizio del percorso è facilmente raggiungibile. Per coloro che venissero in auto potranno trovare numerosi parcheggi attorno alla zona di partenza nella Via Aldo Moro


Il percorso vi farà attraversare quel che rimane della zona rurale del sud est Milanese, un tempo vocata all'agricoltura al 100%. Oggi con tutti gli insediamenti urbani e gli allargamenti delle zone industriali dei Comuni, hanno cambiato radicalmente il tessuto urbano, togliendo quella "facciata agricola" fatta da cascine e cascinali in piena operatività.

Come sappiamo dopo l'abbandono delle campagne negli anni 60' con l'esodo della manodopera verso le industrie e l'avvento della meccanizzazione nelle campagne, tutto ciò ha fatto perdere l'anima delle Cascine e delle piccole frazioni con molte abitazioni abbandonate ormai da molto tempo.

Passare quindi attraverso questi piccoli Comuni o frazioni alle volte fa ritornare la mente al passato, anche se in realtà quello che è rimasto del passato è ben poco.

Nota: essendo parte del percorso facente parte di altri percorsi già pubblicati, alcune foto sono state prese in prestito, per cui noterete una fioritura degli alberi non simile.


Raggiunto l'inizio della ciclabile si prenderà la direzione verso Est costeggiando Via Aldo Moro. La ciclopedonale lunga 1,5 km collega Melzo a Pozzuolo Martesana.

Questo è l'ingresso a Pozzuolo Martesana, sulla sx la chiesa di San Francesco.

Poco più avanti un tratto di strada diventa senso vietato.

Purtroppo la viabilità nel centro di Pozzuolo Martesana è stata decisa in questo modo, per cui nel tratto a senso vietato vi consiglio di scendere a piedi e prendere il marciapiede a sx dove si vede l'auto e proseguire sino a oltrepassare la sede del Comune che è il palazzo rosso in fondo a dx. Sono circa 200 m da farsi a piedi.


Dopo aver attraversato l'abitato di Pozzuolo, circa 900m, arriverete ad una rotatoria, svoltate a dx direzione Bisentrate (1,6 Km)- Incugnate - Truccazzano.

Bisentrate è la solita frazione con una strada al centro che la attraversa e su cui si affacciano le poche case e le cascine.

Nel suo piccolo aveva la Chiesetta, l'Oratorio, un'Osteria (ancora in funzione), un asilo con piccola scuola annessa, il minimo indispensabile per una vita sociale quando ce ne fosse stato il tempo, visto che il lavoro nelle campagne non era di certo rilassante e non lasciava molto tempo libero a disposizione quando la meccanizzazione non era ancora arrivata.



Lasciata la frazione di Bisentrate, dopo un paio di curve e due rettilinei e lambita la frazione di Incugnate, ci si ritrova nei pressi del Santuario della Madonna di Rezzano (1,6km).
Santuario molto noto e frequentato da chi abita nei vicini paesi




Nel Blu dipinto di Blu!

Devo dire che la sensazione che avevo provato percorrendo questa ciclabile era stata a dir poco surreale; ritrovarmi con il fondo dipinto di azzurro, il cielo quasi dello stesso colore e di fianco un fosso che rispecchiava il cielo... mi sembrava di pedalare sospeso fra la terra e il cielo!

Questo successe qualche anno fa, ora di quel colore se n'é quasi persa traccia, questa è la vecchia foto.

Comunque sia vi consiglio di prenderla e di proseguire verso Truccazzano


Arrivati in fondo alla ciclabile c'è una rotatoria, attraversate il passaggio pedonale e prendete il marciapiede a sx. di questo viale.

In fondo attraversate il vialetto e salite sulla piazzetta che avrete di fronte, scendete dal marciapiede e proseguite sulla strada per circa 300m sino all'uscita di Truccazzano.

In vista della rotatoria prendete il marciapiedi a sx oltrepassate il passaggio pedonale dirigendovi sulla ciclopedonale che porta al cimitero.

Passati davanti al cimitero scendete nel sottopasso e risalendo dall'altra parte vi ritroverete sulla ciclabile che vi condurrà a Corneliano Bertario

La ciclopedonale termina all'ingresso di Corneliano Bertario.

Dopo aver fatto ingresso nel borgo la strada svolta a dx e vi ritroverete nella piazza del Castello Borromeo risalente al 1300. Questa di fatto è il centro del borgo medioevale attorniato da antichi edifici rurali.

Da segnalare: a metà settembre si svolge una nota rappresentazione in costumi medioevali. Il castello offre anche saloni e stanze per cerimonie.


La vista del borgo di Corneliano Bertario da sud


Appena fuori Corneliano Bertario la strada scende per poi risalire di nuovo, offrendo una prospettiva differente sul borgo con lo sfondo delle montagne ancora innevate.

Da Corneliano Bertario il prossimo paese che si incontrerà è Comazzo. Il tratto di strada che si farà è molto bello ma occorrerà fare attenzione per la strada che è molto stretta, anche se di auto non ne incontrerete molte.

L'arrivo a Comazzo sorprende sempre perchè arrivando da una depressione del terreno si arriva in cima ad una collinetta che lascia delineare il profilo delle abitazioni, dove a sx spunta il palazzo che ospita la sede del Comune e a dx il campanile dove troverete il primo nido delle cicogne

Comazzo, questo è un parchetto dietro il complesso scolastico, offre delle panchine in vista del campanile dove si trova il nido delle cicogne.

Per quanto potesse offrire il limitato ingrandimento dell'obiettivo, ecco la cicogna ed il suo caratteristico profilo dal lungo becco e il piumaggio bicolore. Sotto le sue zampe faceva capolino la testa della compagna in cova.

Cure parentali, date le dimensioni di questi uccelli il nido è formato da robusti rami anche perchè posizionato in cima ad un tetto ed esposto alle intemperie senza alcun riparo, alla fine deve risultare abbastanza resistente

La cicogna lascia il nido per una missione.
La si vede a dx del tetto pronta a lanciarsi nel vuoto

Eccola in picchiata nel suo elegante volo, intanto la femmina dal nido mostra il suo becco



Il ritorno fa scoprire che tiene dei rami nel becco


Fase di atterraggio con i "flap" in azione e le remiganti e coda a direzionare la precisione del volo



Atterraggio quasi concluso

Segue la fase di consolidamento del nido

Probabilmente non soddisfatto del precedente lavoro, ha pensato bene di presentarsi al ritono di un'altra missione con una "fascina" di rametti e paglia, forse per ammorbidire l'interno del nido e renderlo più confortevole.

 

 

In realtà di nidi a Comazzo ce ne sono due. Un centinaio di metri prima di arrivare al luogo precedente a sx c'è una strada dove sulla curva troverete sul traliccio della linea elettrica l'altro nido.

In questo nido l'esemplare era in cova e difficilmente si faceva vedere alzandosi sulle zampe

Da questo punto di osservazione si possono vedere anche i resti della recinzione di quella che ora è la sede del Municipio di Comazzo

Partendo dal traliccio, in fondo alla strada basta svoltare a sx e si arriva al Municipio

Villa Pertusati di origini Cinquecentesche e riadattata nella seconda metà del Settecento e da poco restaurata ora sede del Municipio di Comazzo.


Era ora di riprendere il percorso per le altre mete. Questa è la facciata della chiesa di Comazzo anche da qui si può scorgere il nido in cima al campanile.

Ultimo sguardo al nido e via verso Marzano

 


Posso dire che da quando qualche anno fa avevo fatto i primi post riguardanti le cicogne di Marzano, poco dopo anche il Comune di Merlino di cui Marzano ne è frazione, ha installato dei cartelli stradali ad indicare la presenza delle cicogne.

Come si sa le cicogne una volta stabilito il legame di coppia rimangono assieme e quando decidono dove costruirsi il nido la stagione successiva vi fanno ritorno.

Ed è così che qualche anno fa le cicogne hanno preso a nidificare sul campanile di Marzano. Questa è la vista lato nord.

La torre che si vede sulla dx appartiene invece al Palazzo Carcassola

Dal lato sud del campanile è possibile starsene comodi sulle panchine ad osservare i volatili nei loro compiti quotidiani, dalla costruzione del nido, alla cova e allo svezzamento dei pulcini. Ora è il momento della cova.

Il lato sud ed est del Palazzo Carcassola a Marzano.

Si prosegue ora in direzione sud, arrivati alla rotonda nei pressi del cimitero di Merlino svoltate a sx per Zelo Buon Persico.


Zelo Buon Persico la piazza della chiesa.


Usciti dal Centro di Zelo Buon Persico, a fianco della strada principale si trova questa strada di servizio alle abitazioni a fianco e che funge anche da percorso per le bici.

Al termine della strada si finisce su uno stretto marciapiede adiacente alla rotatoria. Fate attenzione durante la svolta, potreste incrociare un pedone o un'altra persona in bici e li si passa solo uno alla volta!


Dopo la rotatoria in uscita di Zelo Buon Persico, ben due cartelli danno opportune indicazioni sui percorsi.

Proseguendo ad 1,4 km troverete la frazione di Mignete. La ciclabile si interrompe ed occorre entrare in paese, un piccolo agglomerato rurale attraversato da un unica strada, Via Lodi.

Sulla sx appena entrati troverete questa fontana e delle nuove case che nulla hanno a vedere con il vecchio nucleo dell'abitato.

La chiesa è posta anch'essa sull'unica via che attraversa Mignete. Sul campanile troverete il nido delle cicogne.

Pur essendo stato lì un po' di tempo non riuscivo a vedere la cicogna che se ne stava accovacciata in cova. Solo al rintocco delle campane a scandire l'ora il volatile si è alzato per un attimo a sistemare le uova per poi sparire riparato dall'alto bordo del nido.

Era tardi e dovevo ancora raggiungere l'ultimo nido che mi era stato segnalato da un caro amico.


Usciti da Mignete si riprende la ciclabile verso Villa Pompeiana e poco dopo essere risaliti dal sottopasso, se guarderete sulla sx, potrete osservare una morta dell'Adda nominata MORTONE.

Un tempo l'Adda esondò occupando questa zona, poi col tempo ritirandosi nel suo alveo ha lasciato questa zona umida che progressivamente si trasformerà.

Osservando si possono vedere le biodiversità che convivono le une accanto alle altre in questi 30 ettari di territorio, oggi riserva naturale e zona di rifugio e di riproduzione per molta avifauna.

Dopo circa 1 km si arriva nei pressi di Villa Pompeiana, attraversando un parco con una chiesetta dedicata a San Michele posta in cima ad una collinetta.

Ora la chiesetta di campagna è sconsacrata, ristrutturata e adibita a Centro Parco Adda Sud con area verde attigua.

Villa Pompeiana deve il suo nome all'esistenza nel territorio di una villa dotata di porto fluviale di proprietà del patrizio romano Gneo Pompeo Strabone, intorno al 120 a.C.

Dopo Villa Pompeiana proseguendo sempre in ciclabile si arriva a Galgagnano.

La ciclabile passa accanto ai portici che vedete nella foto. A fianco si trova un passaggio pedonale, attraversatelo e venite in questa piazzetta dove proseguendo prenderete la strada che porta a Quartiano

La strada principale che attraversa Quartiano con le sue case basse e colorate.

Il doppio ponte sulla Muzza. Qualche anno fa il ponte a dx era dedicato ai pedoni e alle bici ora è chiuso da tempo. Sullo sfondo il campanile dove si trova l'ultimo nido di questo giro.

Non conosco il motivo per cui sia stato interdetto l'attraversamento del ponte ciclopedonale


Attraversando il ponte della viabilità ordinaria, sulla sx potrete scorgere il camino e la centrale termica di Tavazzano.

Le acque del canale Muzza servono anche al suo raffreddamento.

In pratica una parte del flusso d'acqua viene incanalata nella Centrale per l'uso nelle turbine a vapore.

Lo scarico defluisce nel canale scolmatore lungo circa 4,5 km miscelandosi con altra acqua della Muzza. In questo modo l'acqua lungo il tratto che la porta a confluire nel fiume Adda, può abbassare la sua temperatura giungendo a livelli accettabili per l'ambiente e la fauna ittica.

Vista verso nord del canale Muzza. Volendo è possibile, su sterrato, fare ritorno verso il punto di partenza di questo percorso, sfruttando l'alzaia del canale Muzza sino a Truccazzano, per poi riprendere il percorso fatto all'andata.

La segnalazione che mi era pervenuta era corretta ed anche su questo campanile ho trovato le cicogne

Anche qui si stavano covando le uova

Mentre un esemplare covava l'altro era intento a farsi la toilette

La primavera era iniziata da una decina di giorni e le piante come si vede erano ai primi germogli. Le cicogne si sono sincronizzate con la natura e giustamente in tempo per poi trovare del cibo per allevare i loro pulcini.


La chiesa di Quartiano vista da ovest. Dopo 30 km l'ultimo nido del percorso delle cicogne è stato scovato

Per me non rimaneva altro che fare ritorno al punto di partenza, mentre per chi volesse ripetere questo giro sfruttando il periodo in cui saranno presenti questi uccelli dovrà affrettarsi.

Traccia GPX

 


Conclusioni

Con questo giro è possibile coniugare una piacevole pedalata con l'osservazione veramente a "portata di pedale" dell'avifauna che normalmente è assai rara da trovare.

Oltre a questo, lungo il percorso troverete diverse trattorie per cui anche dal lato gastronomico potrete soddisfare l'appetito nel caso ne abbiate bisogno.

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2018
pagina creata:08-04-2018
ultimo aggiornamento:11-04-2018
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