Emilia in bici

Un giro sull'Appennino
Piacentino e Parmense
da Farini a Bardi

(PC-PR)
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Un altro giretto nel Piacentino ci porta da Farini, nella valle del torrente Nure, a Bardi in provincia di Parma, nella valle del fiume Ceno, affluente sinistro del Taro, il quale è affluente destro del Po.

Bardi e il suo castello


 


Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
65,2km
1334m
Asfal/Sterr
strad/carrab
4,5%- 16%
✩✩✩✩
✩✩✩✩
✩✩✩
✩✩✩

 

 

 



Da Farini nella Val Nure nella provincia di Piacenza si sale per poi scendere a Bardi nella Valle del Ceno sotto la provincia di Parma.

 

 

  

IL PERCORSO

Percorso di andata differisce da quello del ritorno sino al bivio di Croce-Tornara.

Infatti si parte seguendo il corso del Nure sino alla frazione di Boli lungo la SP8 per poi deviare a sx in direzione Centopecore sino ad arrivare al bivio di Croce-Tornara.

Da li in poi il percorso seguirà l'altro tracciato sulla mappa.

Dopo Centopecore si arriva ad un bivio e svoltando a dx dalla località Pedesini a Croce-Tornara si farà un tratto di sterrato.

Chi lo volesse evitare, al bivio nei pressi della località Pedesini dovrà svoltare a sx e prendere la direzione per Groppallo per poi continuare verso Bardi sulla SP51.

Ovvio che se avete una MTB potrete fare lo sterrato, tuttavia per chi volesse usare una bici da corsa c'è il percorso alternativo su asfalto che ho suggerito. 

 

Rifornimenti idrici

Le fontanelle sono minime, nei pochi agglomerati abitati. ancora meno ci sono punti di ristoro, a parte qualche bar soprattutto a Farini e Bardi. Stagione ideale: primavera inoltrata, anche estate, dato che le temperature restano sempre attorno ai 20 gradi, almeno in altura.

Quale bici usare

Per le condizioni del fondo stradale è più consigliata una MTB ammortizzata.



Fra il Piacentino e il Parmense

Arriviamo a Farini di buon ora e troviamo parcheggio nella piazza centrale della chiesa. Se non si trova posto lì, più avanti, superato il ponte ci sono molti parcheggi a ridosso del torrente Nure.

Oggi con me c'è il mio amico, nonché compagno di elementari, medie e liceo Benedetto. Per lui è la prima uscita del 2018 e cavoli! se l'è cavata alla grandissima.

La temperatura non è eccessivamente calda, nonostante il sole sia bello forte e intenso.

Caffè, crema solare, piccolo spuntino per la prima sgambettata sulla S.S. direzione Ferriere.

Passiamo il ponte sul Nure e andiamo in direzione Ferriere, Passo dello Zovallo.

Dopo circa 5 km di curve e sali-scendi arriviamo all'incrocio, dove prendiamo in direzione Boli.

In un precedente report arrivavo dal ponte http://www.bellitaliainbici.it/val_nure.htm

oggi arriviamo da Farini.

 

La strada è asfaltata e lentamente inizia la nostra lunga salita svoltando a sx verso Banzolo- Troncamorso che dai 500 m s.l.m. ci porta a quota 950 m, circa in 6 km di salita.

La salita si snoda in un primo tratto fra due fila di alberi, a destra scorre il torrente Lavaiana.

Svoltiamo a sinistra in direzione località Centopecore. In questa località, nel 2015, ho incontrato due piccoli caprioli, che oggi saranno adulti.




Benedetto mi precede sul piccolo rampino che a metà salita, sotto il sole diventa un indicibile sofferenza per i muscoli.

Passiamo indenni il rampino che si snoda sul versante. Arriviamo al bivio e giriamo a destra (strada indicata come sentiero). in località Pedesini


Una piccola e rinfrescante discesa ci porta ad una cascina, sulla destra della foto. Il classico cane abbaia ma non morde e noi proseguiamo.



Dopo la cascina il sentiero si snoda nei campi, e nonostante ci sia erba alta si può intravedere il sentiero.

Il sentiero è però percorso da un rigagnolo d'acqua che rende fangoso parte del tracciato.
Io monto delle gomme da strada, non tassellate, quindi faccio l'equilibrista per evitare la cura di fanghi.


Dopo poco più di 500 m arriviamo al ruscelletto che guadiamo senza troppi problemi.



Usciamo su un campo arato e coltivato, avendo cura di non schiacciare le piantine e rimaniamo sul sentiero. Ben arriva per primo e mi fotografa mentre spingo la mia bici impantanata.


Sulla sinistra la frazione di Croce-Tornara che fra poco raggiungeremo.

L'ultimo tratto è più ciclabile con qualche sasso, ma negli ultimi 40 metri un rigagnolo di acqua complica ogni pedalata, per cui si spinge!


Uscendo dal sentiero si svolta a destra ...


... da Croce-Tornara si scende verso Selva Sopra.

Arriviamo a Selva Sopra e alle nostre spalle rimane Groppallo, dalla montagna dove si staglia la chiesa dedicata a Santa Maria Assunta. Lì arriveremo più tardi per l'ultima discesa verso Farini.


Una serie di curve e sali-scendi e arriviamo al passo, che è anche il confine fra la provincia di Piacenza e quella di Parma. Inizia la lunga discesa verso Bardi. Discesa che dopo sarà una lunga salita.

In prossimità della località Franchini c'è un tavolo e due panchine, ideale per il pranzo o meglio parte del pranzo. La discesa è lunga e soprattutto in discesa è opportuno idratarsi bene.

Non ci sono molte fontanelle se non in alcuni centri, quindi portatevi una buona scorta.


Il panorama è la valle del Ceno. Boschi e verde a perdita d'occhio.
La discesa è lunga e divertente, soprattutto senza pensare che poi sarà salita al ritorno, infatti cerchiamo di non pensarci e andiamo avanti verso Bardi.



Benedetto mi anticipa a una cappelletta poco prima di arrivare a Bardi



Cogliamo l'occasione per bere e per un autoscatto.

E finalmente dopo l'ultima discesa ecco Bardi con la rocca, a mio avviso uno dei castelli medioevali più affascinanti per la posizione e per la struttura in sé.

La rocca è costituita da diaspro, una roccia sedimentaria prevalentemente formata da quarzo e soprattutto ferro che le conferiscono il caratteristico colore rosso-mattone.


In questa foto si può apprezzare meglio la venatura ferrosa della roccia, con il mio compare di avventura in posa per la foto di rito.

La visuale dal piazzale della rocca. Sulla sinistra la chiesa di San Siro, mentre sulla destra scorre il Taro che prima dell'abitato di Bardi ha ricevuto l'affluente Ceno.



Mangiamo il resto del pasto davanti alla chiesa di Santa Maria Addolorata, all'interno c'è la pala di Bardi del Parmigianino. Purtroppo a quest'ora la chiesa è chiusa e l'abbigliamento non è dei più consoni. Di fronte alla chiesa c'è un piccolo parco con panchine e una fontana con acqua fresca. Riempiamo le borracce ormai vuote per il ritorno che non fornisce ulteriori punti di ristoro se non nei piccoli agglomerati di case che si incontrano.

Risaliamo con una discreta velocità sotto il sole. La temperatura da queste parti resta molto fresca benché in pianura siamo a 30°C

L'aria almeno è più fresca e in lontananza qualche tuono, ma le minacce di pioggia restano solo tali.

Ultimi strappetti della salita, mentre le nuvole, come da previsioni, minacciano acqua.

La stanchezza inizia a farsi sentire, soprattutto per Benedetto che è alla prima uscita dell'anno. Arriviamo a Groppallo con le nuvole sempre più nere e il cielo sempre più tuonante.

Via! In discesa verso Farini. Una discesa già affrontata e che è molto divertente perché con curve e soprattutto ampio spazio di manovra soprattutto nella parte finale. Unica pecca l'asfalto rotto in alcuni punti, soprattutto nei tornanti. Quindi attenzione!

Arriviamo a Farini, stanchi ma soddisfatti per il bel giro e per l'ultima discesa.




 

CONCLUSIONE

I continui sali scendi che caratterizzano questo giro e le parti in sterrato, impongono che chi lo faccia sia sufficientemente allenato. Il rovescio della medaglia come sempre sono i panorami e le belle zone dove si passa.

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Alberto Massetti © 2018
pagina creata:08-06-2018
ultimo aggiornamento: 21 -06-2018
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