Liguria in bici

Salita da Mendatica
al Colle del Garezzo
(IM)
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Dopo aver pianificato un itinerario, una volta sul posto una frana ci ha fatto cambiare itinerario, facendoci raggiungere questo luogo che fa da comunicazione fra l'Alta Valle Arroscia e l'Alta Valle Argentina.


Galleria Colle del Garezzo 1771 m s.l.m.



Sulla strada per il Colle di Garezzo




Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
16,7 km
997 m
Asfalto/Sterr
Strad/Carra
5,7% - 10%
✩✩✩✩✩
-
✩✩✩✩

 

 

 

 

 


Dall'Alta Valle di Arroscia si sale sul crinale che la separa dall'Alta Valle Argentina

v

Sono 13,2 km di salita di cui 6,64 km su asfalto sino a San Bernardo di Mendatica

 

 

IL PERCORSO

Da Mendatica si prende la strada per San Bernardo di Mendatica. Giunti nella piazza si prende la strada in salita a sx. Via Redentore SP2 che in breve si tramuta in strada sterrata sino a raggiungere la galleria Colle del Garezzo.

Rifornimenti idrici

A Mendatica

Quale bici usare

Senz'altro una front o una biammortizzata xc o Allmountain

 Mendatica Alta Valle Arroscia


Mentre in pianura si soffrivano temperature elevate, raggiunta Mendatica nell'Alta Valle Arroscia a 775 m s.l.m. un bel fresco si faceva avvertire


Avevo scelto Mendatica come campo base per raggiungere la vetta del Monte Saccarello.

Ne abbiamo approfittato per breve giro a piedi fra le viuzze dell'antico borgo che si trova nel Parco Regionale delle Alpi Liguri.

Raggiungere Mendatica da Albenga non è che sia facile, la strada è stretta e tortuosa, tanto che ci si può chiedere il perchè abbiano costruito un borgo così "fuori mano" .

Ma la risposta è semplice, se avrete la possibilità di visitare l'entroterra Ligure vi accorgerete che è disseminato da piccoli borghi, frazioni, località, talvolta arroccati e non certo facilmente raggiungibili.

Il tutto pare sia stato dovuto alle incursioni provenienti dal mare da parte dei Saraceni e di altri popoli che invasero l'Italia, costringendo gli abitanti della costa a trasferirsi in località più protette all'interno delle vallate Liguri.

Un gatto ci stava osservando dalla tettoia di questa vecchia casa.

Proseguendo sotto l'arco ci siamo accorti che parte del paese è stato soggetto da recenti movimenti franosi lasciando segni visibili sui muri delle case con evidenti crepe.

Erano visibili anche lavori di contenimento a fianco della carrabile che saliva.

Il borgo è abbastanza esteso ma ciò non corrisponde alla presenza di numerosi abitanti che sono poco meno di 200.
Il fatto più evidente è che oramai sono rimasti gli anziani e chi ha ereditato le loro case ora non possono far altro che affiggere il cartello "VENDESI".

Del resto trovare un lavoro in zona è abbastanza difficile e farsi tutti i giorni la stretta e tortuosa strada per raggiungere la costa non è certo cosa di poco conto, oltre al fatto che in paese abbiamo visto un solo esercizio commerciale aperto.

Tutto questo fa si che questi borghi "disagiati" vengano abbandonati dai giovani, una cosa del resto comune a tutto il territorio Italiano con simili caratteristiche.

Tutto il centro storico è collegato da passaggi, scalinate che si addentrano nei suggestivi meandri del borgo.

Una cosa è certa, qui la tranquillità e il silenzio sono di casa perchè le auto non possono transitare di certo fra vicoli e scalinate e restano confinate nei parcheggi agli ingressi del borgo.

Anche questo comporta il fatto che i residenti che possono recarsi a fare la spesa a valle poi una volta raggiunto il parcheggio devono fare i "facchini" per raggiungere la loro abitazione che può essere distante dal parcheggio ed anche più in alto, sia del borgo che delle abitazioni a più piani.

Sono tutti aspetti che chi è abituato a vivere in città non tiene mai conto, ma che in queste realtà sono cose quotidiane e di certo se ti dimentichi di acquistare una cosa non puoi correre sotto casa ad acquistarla all'ultimo momento! Qui la lista delle cose necessarie va ben pensata nei minimi particolari.

 

Di buon mattino ci siamo apprestati a salire verso San Bernardo, avvolti da una nebbia uggiosa.

Si passa accanto alla chiesa di San Rocco.

La salita a San Bernardo di Mendatica si è svolta fra foschia ed elevata umidità cosa che mi ha fatto interrompere di fare le fotografie.

La strada, a differenza di quella che sale da valle sino a Mendatica, qui è molto più ampia.

Fuori dal paese sale in mezzo ai boschi ed è molto bella.

Arrivati a San Bernardo di Mendatica secondo il mio intento avremmo dovuto proseguire verso Monesi di Mendatica e da lì intraprendere la salita su carrabile verso il Monte Saccarello, solo che le cose hanno preso una piega differente.

A fianco a noi c'era un gruppo di motociclisti e parlando del più e del meno ci avevano chiesto dove fossimo diretti.

Abbiamo quindi scoperto che non avremmo potuto proseguire, perché Monesi di Mendatica era stata evacuata a causa di una frana avvenuta nel 2016 e il transito per il Monte Saccarello interdetto.

 


Cambio dei Piani

Oramai eravamo convinti di dover tornare indietro, quando ci hanno suggerito che in alternativa avremmo potuto raggiungere la Galleria Colle del Garezzo che se non altro ci avrebbe permesso di raggiungere ugualmente un punto panoramico.

Strada che da li a poco avrebbero percorso anche loro in moto.

Quindi avevamo una nuova meta ma non un traccia da seguire e nemmeno una cartina su cui fare riferimento.

Dopo nemmeno 1 km ci siamo imbattuti in una frana di cui eravamo stati avvisati della sua presenza e di una ripida variante sterrata di 250 m.

Qui eravamo usciti dalla variante del bosco. A dx si vede la strada della viabilità normale che è stata interrotta.

Dopo la frana la strada che un tempo era stata fatta per scopi militari costeggiava la montagna fra i boschi che a tratti fornivano dell'ombra.


Intanto salendo un bel cielo azzurro ed il sole splendente ci hanno permesso di togliere gli smanicati.

Che fosse un territorio franoso era evidente anche dal distacco dei massi presenti sulla strada

Un varco fra la vegetazione verso valle e ci è apparsa una bella panoramica

La foschia e le nubi che ci avevano avvolto durante la salita a San Bernardo di Mendatica ora erano sotto di noi in un bel mare bianco!

Panoramica che forse ci avrebbe permesso di vedere anche qualche spicchio di mare

In fondo si scorge un cartello stradale segno che comunque è classificata come strada provinciale anche se sterrata. Sulle mie mappe è battezzata SP2

 

Questo tratto dopo la curva "belvedere" mostra una bella e ricca vegetazione ai lati della strada

I motociclisti che ci avevano suggerito questo percorso stavano intanto raggiungendoci e il loro rombo si è sentito nettamente nel silenzio della valle.



Ci siamo fermati a salutarli

Al 4° km dal bivio di San Bernardo di Mendatica dove abbiamo iniziato questa strada, scorgiamo una baita sulla montagna.

Pensavo che la strada gli passasse accanto; invece, la si vede anche in questa foto, passa più sotto.



Da queste parti le frane sono di casa. In certi punti si possono vedere i cedimenti del terreno che poi si ripercuote sulla strada e sui muretti di contenimento che possono fare ben poco. Non resta altro che schivare gli ostacoli


IL FONDO STRADALE

Come si può vedere dalle varie foto, il fondo può essere variabile, da tratti accettabili a tratti molto più sconnessi con molti sassi e pietre mobili che per le bici sono quelle più fastidiose, con il rischio che l'anteriore possa deviare improvvisamente.


Una ennesima curva e ci viene offerto un altro spettacolo

Ci troviamo nei pressi della Malga ed immagino che abbiano scelto di costruirla qui anche per il luogo fantastico. Chissà se lo apprezzano anche le mucche, capre e pecore!

Era d'obbligo una sosta contemplativa!



Sullo sfondo fra il mare di nuvole emerge una montagna che si erge come un'isola in mezzo al mare

 


Si prosegue, con le mucche al pascolo sul crinale della montagna


Una coppia su una moto da enduro ci ha incrociato a quota 1680 m



Inutile dire che nonostante la scabrosità del fondo stradale, questo cambio programma ci ha mostrato tutto il suo fascino non da poco!

 


Un paletto sconsolato e solo sulla strada


Dietro di noi abbiamo intravisto una statua su una cima. Si tratta della statua della Madonna a grandezza naturale. E' stata posta nel 1955 sulla cima del Monte Fronté 2152 m . E' la seconda vetta più alta della Liguria dopo quella del Monte Saccarello che doveva essere la nostra meta iniziale di questo giro, che poi come accennato prima abbiamo dovuto interrompere causa frana a Monesi.

Avvicinandoci alla nostra meta, ulteriori scenari contemplativi si aprono di fronte a noi

Indubbiamente eravamo soddisfatti da ciò che si poteva vedere da quassù, nonostante la presenza di nuvole basse e pensando a cosa si sarebbe potuto vedere in una giornata completamente tersa!


Eravamo in vista della Galleria Colle del Garezzo che si intravede a dx, mentre a sx in basso si trovano alcune malghe attorniate da pascoli.


Sentivamo dei rombi provenire dal Colle di Garezzo e infatti poco dopo ecco la prima presenza







A quanto pare c'era una "processione" di moto!




E non era finita! più avanti una colonna di fuoristrada si stava avvicinando!





Sembrava una di quelle spedizioni con tanto di tende sopra i tetti che si vedono nei documentari fatti all'estero e che non pensi di ritrovare qui in Italia.

Ma il motivo c'è, queste strade militari che corrono principalmente fra il confine Italiano e quello Francese sono molto frequentate sia dalle moto enduro che dai fuoristrada ed esiste pure una regolamentazione al loro transito per determinati giorni ed orari.




A quanto pare la sfilata di mezzi di locomozione da queste parti non era ancora finita, ora c'erano anche gli "Apache" mancava solo di vedere Geronimo!



Di certo quassù si viene con una guida e in tour organizzati.



Mentre lo "squadrone" a cavallo passava sopra le nostre teste, eravamo arrivati alla nostra meta a quota 1772 m s.l.m.

Nota: la strada che si vede a sx sarà poi la strada presa per il rientro.



Sentendo gente del posto sembra che di notte la galleria serva da ricovero per i cavalli e del resto c'erano segni tangibili dati dagli escrementi, quindi occhio ad evitarli!


La galleria mette in comunicazione fra loro l'Alta Valle Arroscia con l'Alta Valle Argentina


Naturalmente la strada prosegue ed è possibile arrivare sino al Colle Melosa oggetto di un report fatto l'anno prima.

La stessa strada a metà percorso permette di fare una deviazione e salire al Monte Saccarello oppure scendere a Colle Tenda e a Limone Piemonte per la Via del Sale.


Qui stavo indicando il borgo di Triora


Questa è Triora vista dal Colle del Garezzo.

Sempre da Triora con la carrabile SP89 si può arrivare al Passo della Guardia per poi salire al Colle del Garezzo


Questo fuori programma ci aveva colti impreparati sul da farsi una volta raggiunta questa meta. Eravamo quasi tentati di scendere un po' lungo questa strada, ma poi ci sarebbe aspettata di nuovo una salita e l'incognita da dove scendere per fare rientro a Mendatica.


Qui gli stavo indicando il Monte Ceppo, oggetto di un altro report

 

E mentre stavamo riflettendo sul da farsi ...

... una decisione l'avevamo presa, saremmo ritornati dall'altra parte della galleria prendendo una strada differente per affrontare la discesa a Mendatica


Traccia GPX

 

Alla Seconda Parte

 


Conclusioni

E' stato un cambio programma che ci ha visto arrivare in cima ad un punto panoramico ma ovviamente non quello che ci eravamo prefissati e che oltretutto stavo inseguendo da un paio d'anni! Nonostante questo, senza dubbio è stata una bella meta da raggiungere e le foto lo dimostrano ampiamente.

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

 

Un foto racconto di Cadore designe © 2018
pagina creata:7-09-2018
ultimo aggiornamento: 14-09-2018
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