Liguria in bici

Da Sanremo a
Montefaudo
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Un giro in parte ad anello che partendo da Sanremo dopo un tratto in ciclabile sale verso i Monti Follia e Faudo su un tratto sterrato per poi proseguire verso interessanti borghi come:Castellaro, Pietrabruna, Boscomare, Lingueglietta, Costarainera, Cipressa, Santo Stefano al Mare.


Pietrabruna


Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
62 km
1212 m
Asfal/Sterr
Cicla/Strad
7,7% - 25%
✩✩✩✩✩
✩✩
✩✩✩
✩✩✩✩
 

 


Castellaro - Pietrabruna - Boscomare

 

 

 

 

 



Questa è l'immagine dove si svolge il tracciato, quindi parte sulla ciclabile che costeggia il mare e parte in montagna su asfalto e sterrato.



L'altimetria del tracciato, la parte in piano è quella relativa alla ciclabile, la restante parte fra salite e discese è un misto fra fondo asfaltato, sterrato e cementato.

v

 

IL PERCORSO

Da Sanremo si prosegue su ciclabile superando Arma di Taggia per poi uscire a sx prendendo un breve tratto di strada Aurelia che porta al bivio per Castellaro.

Si prosegue in salita superando Castellaro e dirigendosi verso il Santuario di Nostra Signora di Lampedusa oltre il quale inizia lo sterrato per il Monte Faudo.

Raggiungerlo o no spetta a voi, io per sopraggiunti addensamenti nuvolosi ho preferito desistere proseguendo il percorso verso PietraBruna, Boscomare, Lingueglietta, Costarainera, Cipressa, Santo Stefano a Mare e ritorno a Sanremo.

 

Rifornimenti idrici

Lungo il percorso si trovano alcune fontanelle a lato ciclopedonale.

Quale bici usare

E' necessaria un'ottima MTB front o meglio full, ottime sospensioni e freni efficienti, gomme con buon grip e una buona preparazione per gli impegnativi tratti su sterrato.


 

PREMESSA

Qui è d'obbligo una premessa; il mio intento era quello di raggiungere la vetta del Monte Faudo attraverso un differente percorso, poi all'ultimo momento una persona del posto conosciuta la sera prima mi ha suggerito un'altra via più diretta ma che nel contempo si è rivelata più difficoltosa per via del fondo non proprio agevole.


Questo è Castellaro, già illustrato in un precedente report dove però si era fatto il percorso inverso per raggiungerlo.

In pratica dal nostro punto di partenza dopo 12 km di ciclabile la si lascia svoltando a sx per raggiungere la strada S.S. Aurelia percorrendola per 150m per poi deviare a dx al bivio per Castellaro.

Raggiunto e superato Castellaro, arrivati in questo punto avrete fatto 4,78 km e superati 236m di dislivello al 5%.

Da qui mancano circa 1,2 km al Santuario Nostra Signora di Lampedusa, pendenza media 8% con punte al 16%

Raggiunto il Santuario lo si supera passando sotto la galleria. Finisce l'asfalto e si prosegue mantenendosi a dx su sterrato.

Sterrato che per brevi tratti è misto a del basolato.

 

 

Ma poco dopo si presenta ad un bivio un erta salita cementata

 

A questo bivio guardando indietro si scorge a sx sbucare fra la vegetazione il Santuario ed in fondo la costa con Arma di Taggia ed il mare.

Questa sotto di fatto è la Valle Argentina, con in centro alla foto il nucleo vecchio di Taggia. Il viadotto in primo piano non è altro che l'Autostrada Dei Fiori. Stare sotto quei piloni e guardare all'insù era impressionante.

Da questo punto in poi occorre armarsi di pazienza, le pendenze a tratti sono veramente ripide, a tratti il fondo non compatto e scassato può farvi mettere il piede a terra e proseguire qualche tratto a spinta.

Per buona parte fino verso lo scollinamento il tortuoso tracciato è affiancato da folta vegetazione

Quello che però dovrete necessariamente prestare attenzione sono i numerosi tratti dove sono presenti le armature dei tratti cementati corrosi, che mostrano i ferri esposti e quindi pericolosi per le gomme con possibili relative forature o peggio ancora di squarci.

Quindi il consiglio è: Pazienza, scendere e sollevare la bici, prevenire è meglio che curare!

Dalla descrizione preventiva fattami dalla persona che mi aveva indirizzato su questo percorso carrabile mi sarei aspettato un fondo migliore, ma in alcuni punti gli sbalzi notevoli nei passaggi dallo sterrato al cementato mi hanno fatto sollevare il dubbio di come una Panda 4x4 avrebbe potuto affrontarli, oltre al fatto degli spuntoni metallici!

Ho scritto Panda 4x4 perchè sembra vi sia un pastore che la utilizza per salire ai pascoli.

Se poi teniamo conto che avevo visto all'inizio del percorso una palina con un numero 707 dedicato a tracciato per bici .... francamente mi sarei aspettato qualche cosa di meglio mantenuto.

 

Salendo in prossimità dello scollinamento la vegetazione si è fatta più rara lasciando intravedere orizzonti più ampi

Dal Santuario a questo punto di scollinamento a 700m s.l.m. sono circa 3km con 450m D+ con pendenza media del 12% e punte oltre il 25%.

In pratica è uno dei tratti più ostici dell'intero percorso.

Questa è la vista verso est e verso la costa e il mare in questo caso non visibile per sopraggiunta velatura.

All'opposto questo è lo sguardo verso l'interno e verso la meta del Monte Faudo (perpendicolare al manubrio della bici) mentre la cima più alta a dx è il Monte Follia.

Per raggiungere la vetta del Monte Faudo occorre aggirare il Monte Follia.

Per chiarire le cose dove si vedono le antenne dei ripetitori è la cima del Monte Faudo, la cima a dx è il Monte Follia e la traccia in basso a dx è quella da percorrere per aggirare il monte Follia.

 

Dallo scollinamento si prosegue quasi in falso piano per circa 500m


Si prosegue sino alla chiesa di San Salvatore

Arrivati in questo punto potrete fare un paio di scelte: 1) svoltare a dx e prendere la carrabile in discesa che conduce a Pietrabruna.

2) Proseguire diritti aggirando il Monte Follia.

Di fatto avevo a disposizione una mappa cartacea della porzione di territorio ma... le indicazioni sulla mappa non coincidevano con le scritte dei cartelli, tantomeno il GPS e la mappa inserita conosceva questi luoghi.

Risultato: lancio della monetina e direzione per deduzione logica, mi trovavo ad un "cinquivio"!

Sono quindi proseguito diritto passando oltre la chiesa.

 

Erano 2km di falso piano con qualche breve saliscendi e qualche tratto sconnesso ma nulla di nuovo rispetto a quanto già visto.

Se ci fosse stata una buona visibilità si sarebbe potuto vedere anche il mare ma non era giornata.

 

Qualche breve tratto era anche boscoso


Altri tratti presentavano infiorescenze e numerose farfalle

Dopo i due km ennesimo trivio e ennesima incongruenza fra mappa e cartelli.

Per fortuna il cellulare aveva iniziato a ricevere per cui ho chiesto lumi a chi mi aveva consigliato questo percorso.

Se fossi proseguito verso il sentiero da cui ho scattato la foto mi avrebbero raccolto col cucchiaino!

Se fossi andato a dx avrei potuto raggiungere la Vetta del Monte Faudo dopo un largo giro ma...

.... arretrando un po' ho avuto la visione verso le cime del Monte Follia a sx e Faudo a dx e considerando distanza e dislivello ancora da superare è il fondo del sentiero in aggiunta al fatto che verso il mare si era coperto di nuvole,

mi son detto: cosa salgo a fare se poi non vedo nulla, che in pratica era il mio scopo?

Quindi la saggia decisione è stata: Faccio la foto e mi accontento di questa!


 

Quindi ho ripercorso il tratto in falsopiano sino alla chiesa per prendere la carrabile in discesa a fianco dei cartelli che si vedono in foto.

Qui potete trovare il filmato velocizzato della discesa dal precedente bivio alla chiesa di San Salvatore, giusto per farvi rendere conto di come è il fondo del tracciato.

Questa decisione l'ho presa per poter raggiungere di nuovo la costa senza ritornare da dove ero salito.

Primo obiettivo, raggiungere Pietrabruna per fare ritorno alla "civiltà" e alla strada asfaltata.

Sulla mia mappa era segnata come carrabile ma vi lascio immaginare in che condizione fosse il fondo e se una Panda 4x4 fosse stata in grado di praticarla!

Ci vogliono 4km e 300m D- per scendere a Pietrabruna ma ripeto è la condizione dissestata del fondo che di certo non ne fa una passeggiata!

A questo proposito per farvi valutare il percorso potete vedere questo filmato velocizzato che mostra tutta la discesa.

Il punto in alto a dx dietro la pianta è dove si trovava la chiesetta a circa 700m s.l.m. mentre la cima del M.te Faudo è a 1149m. di altitudine per cui avrei senz'altro visto delle belle nuvole.

 

Scendendo solo nell'ultimo tratto in fondo ho ritrovato l'asfalto. A dx in lontananza si vede il borgo di Boscomare. In pratica dopo essere passati da Pietrabruna si raggiungerà Boscomare per poi salire verso lo scollinamento della montagna alle sue spalle e scendere così verso la costa.

Fra il fogliame e una casupola appare il borgo di Pietrabruna

 

Questo interno della Liguria è tappezzato di boschi, del resto la montagna che si vede è il primo rilievo importante come altezza al di là del quale si scollina vero la costa.

Sta di fatto che qui si conserva un microclima differente rispetto la costa, tanto più che in genere in Liguria i temporali sfogano maggiormente verso l'interno invece che sulla costa.

 

Visto che c'ero invece di proseguire direttamente verso Boscomare sono entrato nel borgo a curiosare. Questa è la chiesa in Piazza Parolari: Oratorio dell'Annunziata


Come tutti i borghi dell'entroterra ligure anche qui si trovano piccole piazzette e carrugi


 

I carrugi si dipanano nel borgo ma solo uno principale porta verso la piazza della chiesa

 

Ecco apparire la Chiesa di San Matteo.

Come si può notare a dx si vede un portale con due colonne con capitelli a sorreggere una pietra con bassorilievi che poco hanno a che vedere col resto della struttura della chiesa. Ciò fa pensare ad una preesistente chiesa più antica e successivamente ampliata ed inglobata in quella attuale.

La Piazza San Matteo antistante il sagrato dell'omonima chiesa


Sagrato della chiesa che tradisce una piccola presenza: Il gioco di una bambina, cosa rara in questi borghi dove in genere i residenti per la maggior parte sono gli anziani in quanto i giovani sposi preferiscono avvicinarsi ai centri sulla costa dove hanno più servizi per i bimbi ed anche più vicini ai luoghi di lavoro altrimenti difficili da trovare nell'entroterra.

Alle volte basta un colpo d'occhio a chi ha una memoria fotografica. Mentre stavo scattando la foto ho immortalato questa coppia di ciclisti se non ché poco dopo mi è venuto in mente che la stessa coppia l'avevo incontrata sempre in bici ad un centinaio di km da qui su tutt'altro percorso!

Chi vuole fare la caccia fotografica se vuole può guardare questo report per trovare i due soggetti!


Lasciata Pietrabruna si prosegue verso Boscomare. Notare a sx la palina con il n° 707 si tratta del n° trovato all'uscita del Santuario Nostra Signora di Lampedusa.


Oratori, Chiese, chiesette, non mancano mai e in proporzione alle "anime" dei territori paiono sempre in sovrannumero.

Da Pietrabruna a Boscomare ci sono circa 4,5km di saliscendi per un centinaio di metri di dislivello.

La strada è bella e attorniata da boschi e del resto non tradisce il nome del borgo.


Giunto a Boscomare dietro una curva ho trovato questa installazione artistica che immagino abbiate indovinato a chi è riferita.



Dietro Boscomare si vede a sx la cima del monte Follia e come si può vedere non sarebbe stato proprio il caso che fossi salito sulla cima del Monte Faudo che si trova dietro.

Lasciato Boscomare dopo 1,7km si arriva a scollinare ed uscendo dai boschi si apre la vista verso la costa e Lingueglietta, il borgo in centro alla foto.

Tutta la strada da Boscomare a Lingueglietta è molto bella ed è attorniata da boschi con varie essenze di piante.

Da questo versante il clima cambia e si avverte l'influsso della vicinanza alla costa e al mare.


Dopo 2,5km dallo scollinamento si arriva in discesa, perdendo 150m di dislivello, alla periferia di Lingueglietta


Lingueglietta merita una visita o la visione del report con il link riportato sopra.

Altri 2,5km tutti in discesa per arrivare al bivio per la strada in salita che passa da Costarainera.

A Costarainera ci si trova sulla strada del percorso della Milano-Sanremo

Dopo Costarainera si trova Cipressa. Di fatto questo tratto di strada che sale da San Lorenzo al mare è chiamata: La salita della Cipressa


Mettiamola così, al chilometro 43,2 del mio giro e sull'ultimo scollinamento con 1183m D+ scalati, ho fermato i pedali e mi sono diretto al ristorante con bici al seguito!

Mai pranzo è stato gustato così bene!

Dopo il gustoso pranzo, ciliegina sulla torta la meritata discesona della Cipressa per raggiungere la ciclabile dove poi pedalando con calma e gustandomi la costa e il mare sono arrivato a Sanremo.

Qui invece i corridori della Milano-Sanremo si giocano la gara, dopo questa discesa avranno ancora la salita del Poggio ed in genere chi scollina per primo sul Poggio può avere una chance per la meritata vittoria al traguardo di Sanremo dopo 300km di continue pedalate!

A Sanremo al mio punto di partenza mancano 20km con 250m di discesa e 30m di ascesa.

 

Traccia GPX  


Conclusioni

Giro molto impegnativo, non per tutti ma che in compenso offre molteplici panorami e molti borghi caratteristici da poter visitare.

Volendo, per chi non fosse dotato di bici adatta per lo sterrato è possibile fare il giro al contrario e fermarsi come punto d'arrivo a Pietrabruna per poi fare ritorno dallo stesso percorso.

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

 

Un foto racconto di Cadore designe © 2019
pagina creata:13-03-2019
ultimo aggiornamento: 17-03-2019
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