Liguria in bici

Da Sanremo a
Seborga-Perinaldo e
San Romolo
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Un altro lungo giro panoramico nell'entroterra fra Sanremo e Bordighera passando dagli antichi borghi di Seborga e Perinaldo.


Strada da Perinaldo a Galleria Brunengo


Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
63km
1286 m
Asfalto
Cicla/Strad
3% - 14%
✩✩✩✩
✩✩✩
✩✩
✩✩✩✩✩
 

 


Bordighera - Strada alta per Perinaldo

 

 

 

 

 



Questa è l'immagine dove si svolge il tracciato. Come si può vedere si tratta di un percorso dalle mille curve che si dipana fra le valli interne dell'entroterra fra Sanremo e Bordighera



L'altimetria del tracciato, sono una quarantina di km fra sali e scendi con 1286m D+ per arrivare a scollinare alla galleria del Brunengo per poi scendere di nuovo al mare da dove si è partiti.

v

 

IL PERCORSO

Da Sanremo si prende la ciclopedonale in direzione Ospedaletti attraversando la lunga galleria. Superato Ospedaletti la ciclopedonale termina e si sale prendendo la S.S.1 Aurelia verso Bordighera, dove la si abbandona per salire verso Sasso-Seborga coincidenti con le indicazioni verso l'autostrada.

Raggiunta Seborga si prosegue verso Negi arrivando alla testa della valle.

Si prosegue poi sino a scollinare nella valle accanto, Val Crosia, prendendo la direzione per Perinaldo che lo si raggiungerà mantenendosi sulla strada alta da prendersi al bivio di San Martino.

Da Perinaldo si prosegue sulla strada per San Romolo passando dalla galleria del Brunengo. Da San Romolo poi si prende la strada in discesa verso Sanremo per far ritorno al punto di partenza.

 

Rifornimenti idrici

Lungo il percorso a lato ciclopedonale si trovano alcune fontanelle, poi all'ngresso di Perinaldo e a San Romolo accanto al ristorante.

Quale bici usare

Vista la lunga salita, e lunga discesa oltre al totale dei km, serve una buona bici scorrevole e ben frenata.
Escluderei le BDC per la presenza di troppi detriti sulla strada da Seborga a Perinaldo.


 

PREMESSA

Da Sanremo a Seborga in passato è già stato pubblicato un report dove attingere le informazioni necessarie, per cui ho ritenuto opportuno non duplicare lavori già fatti se non aggiungendo qualche altro scatto.


Arrivati a Bordighera basta seguire le indicazioni per l'autostrada che poi si trovano quelle di Sasso e Seborga, quindi molto difficile sbagliare strada!

Se Sanremo è famosa per i fiori, Bordighera non è da meno per le piante che si trovano ovunque nei vari giardini privati o pubblici.

In effetti lungo la strada si vedono piante di ogni tipo.

 

 

La strada con presenza di molte ville con giardini piantumati si rivela molto panoramica e vale la pena soffermarsi per guardare ciò che offre.

 

Uno sguardo verso il mare e Bordighera a seguire Ventimiglia, Mentone, Cap Marten .... Monaco, insomma chiaro che siamo vicini al confine con la Francia.

In linea d'aria Monaco dista da qui solo 20 km!

In cima alle colline e nei punti più panoramici si trovano sempre ville di un certo pregio e anzianità immerse nei loro grandi parchi.

Dietro la collina le cime che si vedono appartengono alla Francia.

Basta avanzare di qualche decina di metri per cambiare subito ciò che c'è sullo sfondo.

Superato l'ingresso per l'autostrada si prosegue passando da Sasso di Bordighera, una piccola frazione con antiche e alte case costruite con sassi e pietre.

 

Procedendo ci si alza sempre di più con viste nella valle sottostante e qualche piscina che con il caldo di quei giorni sarebbe stato un gradito rinfresco se ci fosse stata la possibilità di un tuffo!

In centro si vede Vallebona, mentre la collina alle sue spalle saranno il luogo dove si andrà a scollinare verso il versante opposto nel proseguo verso Perinaldo.

Al di là della collina si trova la Val Crosia.

Vallebona; se il toponimo di questo abitato situato sulle pendici della Valle di Rio Borghetto corrisponde alla realtà, ne consegue che ci si trovi in una valle fertile e ben coltivabile e guardando attorno in effetti sono rare le zone non coltivate.


 


Si arriva al confine dell'auto-proclamato "Principato di Seborga" La garitta era vuota e nessuno ci ha chiesto un Luigino per il transito!

Dal cartello all'arrivo della vista dell'antico borgo ce n'é ancora da pedalare

Quando arriverete in questo punto, la via più breve per arrivare in centro al borgo è prendere la strada a sx, ma se ben ricordo è abbastanza ripida!

All'arrivo nel piazzale che funge da parcheggio all'ingresso di Seborga, la garitta era di nuovo vuota, per cui ancora niente Luigino da pagare come dazio!


A fianco del piazzale questo ampio giardino ed una chiesetta il tutto circondato da alberi.

Anche qui il verde non manca!

Come avrete visto nel report su Seborga citato all'inizio, ci eravamo fermati qui e visitato l'antico borgo.

In questo report invece proseguiremo verso Negi come nel riquadro in basso a sx.

La strada in centro è da dove siamo arrivati e a dx si salirebbe a Seborga mentre a sx si va verso Negi.

 

La strada che prosegue per Negi si trova sul lato orografico sx della Valle di Rio Borghetto e anche qui la vegetazione è abbondante e rigogliosa.

La strada scende verso la testa della valle attorniata dai boschi per poi risalire verso Negi

Superata la testa della valle si lascia Seborga e si entra nel territorio di Perinaldo

In questo contesto bucolico, e su una strada praticamente priva di traffico abbiamo trovato diverse persone che si dedicavano a correre o passeggiare in questi 3,3 km che separano Seborga da Negi.

 

 

La strada superata la testa della valle e uscendo dai boschi, diventa di nuovo panoramica.

 

A sx sotto il ramo si vede Seborga, in centro alla valle c'è Vallebona mentre sul versante dx della valle il punto rosso indica grossomodo dove si andrà a scollinare e proseguire sull'altro versante nella Val Crosia sulla strada verso Perinaldo.

Da qui si vede anche il mare e sullo sfondo le montagne Francesi.


 

Basta spostarsi un po' per avere una visuale migliore su Seborga

Negi è oramai in vista e basta guardarsi attorno per vedere quanto verde c'è in questa vallata e ci si trova a soli 500m di quota.




I cartelli che indicano le varie frazioni a Negi riportano il XV sec.

Come si può vedere nell'ultima foto c'è un grande cartello che riporta ben otto simboli di cartelli stradali.

In effetti se la strada fra Seborga e Negi era abbastanza ampia lo stesso non si può dire proseguendo ed ecco il perchè del multi-cartello stradale.

La strada in effetti è poco ampia e due mezzi non ci passano contemporaneamente!

Altra cosa è lo stato del fondo stradale. Questo lato della valle è esposto a sud-est e lo si vede anche dal cambio di vegetazione con la presenza di ulivi. Il terreno è quindi più asciutto e caratterizzato da cedimenti del terreno a fianco della strada. il risultato sono la presenza di frequenti detriti sulla carreggiata.

Qui un muro a secco ha ceduto o stava cedendo visto il telo sottostante o forse lo stavano risistemando questo non lo posso sapere.

Da Negi la strada perde di quota per circa 130m per poi risalire di altri 110m in 3,8 km


Lungo questo lato della valle non mancano altre vedute panoramiche immerse nel verde.

In centro alla foto si scorge anche un viadotto dell'autostrada dei fiori.


Avendo messo giù il tracciato abbastanza in fretta, pensavo che il punto per scollinare fosse più vicino o almeno che si trovasse in un punto continuo di salita mentre invece come descritto sopra, la strada scendeva per poi risalire di nuovo.

Siccome sul piccolo schermo del GPS non è facile avere una visione ampia del territorio dove ci si trova, preferisco sempre portarmi la stessa traccia da consultare, in caso di necessità, su un piccolo tablet che risulta più leggibile del GPS


Sempre per il motivo sopra esposto una occhiata in più ai cartelli va sempre data. Certo che se sono occultati dalla vegetazione si fa un po' fatica ad individuarli e a decifrarli!

Arrivati al punto di scollinamento coincidente col termine della strada, anche qui si trova il cartello omologo a quello che abbiamo trovato a Negi.
Di fronte sull'altro lato della strada il cartello indica a dx Perinaldo, direzione da prendere.


Scollinando si cambia valle, ora ci si trova in alta Val Crosia con altre vedute verso i monti Francesi sullo sfondo.

Questa invece è la veduta verso Perinaldo che si scorge sulla collina in centro alla foto.

Dietro Perinaldo si vedono le cime del Monte Toraggio 1973 m. e Pietravecchia 2038 m. mentre più in fondo in corrispondenza del palo della luce si trova la cima del Monte Saccarello 2201 m.. Anche queste cime si trovano nei pressi del confine Italo-Francese.

Perinaldo con lo sfondo dei Monti Toraggio a sx e Pietravecchia dietro a dx. Dietro di essi si trova il Rifugio Allavena oggetto di questo report

Anche questa strada si rivela molto panoramica e poco trafficata, del resto collega solo piccoli borghi.

Arrivati a San Martino una doppia indicazione per Perinaldo obbliga ad una consultazione del tracciato. Io ho scelto di svoltare a dx seguendo il percorso panoramico in cima alla valle.

Attenzione perchè subito dopo troverete uno strappo corto ma ripido.

Da questo bivio a Perinaldo ci sono 7,5 km con 218m D+ e 104m D-

La strada ricalca un po' quella fatta dopo Negi, stretta, con molte curve e con fondo spesso sporco.

Queste sono le uniche due macchine incontrate per arrivare a Perinaldo, del resto di paesi non se ne incontreranno tranne qualche abitazione.

Essendo strade poco trafficate e di conseguenza poco mantenute, in mezzo all'asfalto può anche crescere una aiuola spartitraffico!

Come nella valle precedente anche qui la vegetazione non manca .....

.... come spesso i sassi in curva, è per questo motivo che sconsiglio l'uso di una bici da corsa.


Questa strada si chiama: Strada Santa Giusta ed ha preso il nome dalla chiesa che si vede

 

Ne abbiamo approfittato per una breve sosta in quanto alla sx c'erano alberi da frutta in crescita spontanea e carichi di albicocche molte delle quali già a terra.

Fra le piante da frutto sullo sfondo ci aspettava Perinaldo

Anche sulla strada verso la chiesa altre piante da frutto, ma stante la situazione sembrava che nessuno ne raccogliesse i frutti o curasse queste piante

Avevamo lo zaino e abbiamo preso qualche albicocca giusto per fare un assaggio anche perchè appesantirci di frutta non avrebbe avuto buon senso in vista delle salite che ci stavano ancora aspettando. La stessa Perinaldo vista da qui era ben più in alto!


Abbiamo lasciato il bucolico "frutteto" per raggiungere Perinaldo

Anche questa valle soffre dello sfaldamento delle rocce a fianco della strada che poi si riversano sulla stessa

Finché lo sporco te lo ritrovi sui tratti diritti va ancora bene, ma non lo è quando te lo trovi dopo una veloce curva

Comunque benché ci siano questi inconvenienti l'ambiente è bello e con traffico assente per cui va bene così, ovvio occorre prestare un po' di attenzione in più e moderare la velocità.

Giunti a questo bivio occorre prendere questa strada per San Romolo.

Chi invece volesse visitare Perinaldo basta che prosegua diritto e se vi servisse dell'acqua la troverete dopo 50m sulla dx

Perinaldo è già stato oggetto di un report in un giro in parte coincidente a questo ma fatto in senso antiorario.



Lasciando Perinanldo si prosegue verso la Galleria Brunengo che segna il termine della lunga salita.

Sotto Perinaldo si trova il borgo di Apricale che potete vedere in questo report

 

Questa volta la strada che sale alla Galleria del Brunengo è molto bella, larga e con un buon fondo e anch'essa panoramica.


Vicino alla galleria non mancano i tratti boschivi

Dal bivio di Perinaldo ad arrivare alla galleria ci sono 6 km e 357m D+ da superare con pendenza media al 6% e sufficienti curve da non rendere la salita monotona.

Nei pressi della galleria si abbandona il territorio di Perinaldo

Quota 885m s.l.m. siamo arrivati dopo 39,5 km dalla partenza al GPM con 1222 m di dislivello superati.




Entrata e uscita dal tunnel, sono solo 150m di galleria diritta in cui si vede l'uscita


Siamo fuori dal "tunnelll" recitava una canzone!

Appena usciti dalla galleria, dove si vede in centro alla foto un oggetto azzurro, mi pare ci fosse un'area di sosta con panche e tavolo.

Da qui in poi è tutta discesa o quasi sino ad arrivare al punto di partenza.

Noi abbiamo fatto una deviazione per pausa caffè a San Romolo di cui potete vedere qualche foto in questo report

Nello scendere da San Romolo fate attenzione al fondo stradale con la presenza di numerose buche. Mi auguro che nel frattempo le abbiano "tappate"!

Sono tra l'altro difficili da vedere perchè si confondono con le ombre e le luci proiettate attraverso il folto fogliame presente in alcuni punti della parte alta del tracciato.

Uno scorcio verso San Remo ed il lungo viadotto autostradale.

Scendendo, in centro alla foto, si vede meglio il tessuto urbano alle spalle di Sanremo che è la parte più vecchia della città. Col tempo poi si è espansa in ogni direzione.

A sx si vede il porto, e sul promontorio il famoso Santuario Madonna della Costa, mentre in primo piano sono i campi da golf con tanto di laghetto.

Ma alle spalle di Sanremo c'è anche questo, segno evidente di una rapida espansione demografica oppure di una domanda di seconde case a scopo vacanziero.


Traccia GPX  


Conclusioni

In definitiva si tratta di un bel giro panoramico abbastanza lungo e che copre un'ampia porzione di territorio dell'entroterra offrendo spunti per visite a Seborga e a Perinaldo.

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

 

Un foto racconto di Cadore designe © 2019
pagina creata:18-09-2019
ultimo aggiornamento: 19-09-2019
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