Lombardia in bici

Valtellina
da Sondrio al
Lago di Alpe Colina
(SO)

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Dopo 6 anni esatti un ritorno alla Croce di Poverzone per poi proseguire verso il Lago di Alpe Colina e completare il giro che avevo lasciato in sospeso.

 


Lago di Alpe Colina 2.100m s.l.m. (SO)


Lago di Triangia - Croce di Poverzone - Lago di Alpe Colina


Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
50km
2.000m
asfalto/sterr
strad/carra
9,7% - 17%
✩✩✩✩✩
✩✩✩✩✩
-
✩✩✩✩✩

  

 

 

 

 

 


Come scritto poco sopra, sino alla Croce di Poverzone ci ero già stato 6 anni fa, ora si é trattato di concludere ciò che era rimasto in sospeso, raggiungendo l'Alpe Colina e il Lago di Colina posto a 2.098m s.l.m.



La mappa del percorso. Sul sito Garmin Connect, dopo che ci si è registrati, è possibile convertire le miglia in km e viceversa, nelle preferenze. Inoltre è anche possibile scaricare la traccia per i GPS Garmin


IL PERCORSO

Si tratta di un anello e la partenza e l'arrivo l'ho fissata a Sondrio. Fino alla Croce di Poverzone si ricalca quanto già pubblicato nel vecchio report, per basta attenersi alle indicazioni che troverete. Per quanto riguarda il successivo tratto verso il Alpe Colina e il suo Lago si tratta di proseguire su sterrato carrabile per 5,5km, con alcuni saliscendi per circa 200m di dislivello. Il rientro lo si fa sul versante a ovest che scende a Postalesio, posto a 16,6km dall'Alpe Colina perdendo 1610m di quota, pendenza media 10% max 21%. Il fondo si alterna con tratti sterrati, cementati e asfaltati ma con molto sporco presente a cui si deve prestare molta attenzione.

Inutile dire che è un giro molto faticoso e riservato a chi ha un buon allenamento e abituato a coprire simili dislivelli con lunghe salite.


 

Dove parcheggiare

Il punto di partenza a Sondrio l'ho fissato nel parcheggio di via Vanoni molto comodo da raggiungere. Dopo essere usciti dalla tangenziale: Uscita Via Vanoni è la prima a dx.



Elettroparentesi

Devo aprire una "elettroparentesi" ovvero questo percorso mi è stato possibile farlo grazie a Franco Maggioni il titolare di BICIFACILE, che mi ha gentilmente fornito una ebike biammortizzata da testare. Si è trattato di una Haibike Xduro FullSeven RC.
Ma a farmi compagnia c'erano anche due accompagnatori: il veterano di bellitaliainbici Giordano in sella ad una Haibike e Sergio, alla sua seconda apparizione nei report di bellitaliainbici anche lui in sella ad una Haibike mod. Sduro ALLMountain RC ma con motorizzazione Yamaha anzichè il Bosch utilizzato da me e da Giordano.

 

Ecco i tre modelli utilizzati in questo report, si tratta di modelli di fascia alta del mercato con prezzi attorno ai 3.500 Euro e per pura coincidenza tutti sono usciti dal negozio di BICIFACILE anche se acquistati in tempi diversi.

Perchè trattare questo argomento delle bici a pedalata assistita in bellitaliainbici? Direi che oramai durante i miei report capita più di sovente incontrare altri "elettrociclisti" per cui si tratta di un orientamento che in futuro potrebbe aumentare l'utilizzo di questo tipo di biciclette.

Questa poi è stata una occasione particolare perchè è stato possibile vedere sul campo a confronto tre modelli simili ma differenti per gli anni in cui sono stati commercializzati.

Ad esempio il modello di Giordano del 2014 ha una motorizzazione Bosch Classic ovvero il primo modello di motore proposto da Bosch. In origine ha una sola corona anteriore, a cui Giordano ne ha aggiunta un'altra con meno denti per accorciare i rapporti e facilitare l'apporto muscolare in salita. Dispone anche di ruote da 26" contro le 27,5" adottate sulle altre due bici.

Di fatto la mancanza di rapporti corti presenti sulla bici di Giordano è rimasta inalterata anche con il modello da me in prova del 2015, seppur disponendo di un motore di concezione differente denominato Performance.

Quella che invece in origine monta la doppia corona è la bici di Sergio con motorizzazione Yamaha.

Vorrei dire due cose a tal proposito: è vero che cambiando il livello di assistenza dei motori con il rapporto più corto originale tutte e tre le bici salgono quasi ovunque, ma è anche pur vero che in tali frangenti se non si dispone di un rapporto adeguato ed una velocità adeguata alla pendenza affrontata, chi sta in sella a pedalare avrà ben poco da contribuire!

Questo in cosa si traduce? Semplice: Rapporti di trasmissione inadeguati= maggiore consumo!


Si parte! La scommessa è quella di riuscire ad arrivare in cima senza esaurire le batterie in dotazione: 400Wh per me e Sergio e 400+300Wh per Giordano che se n'é portata una di scorta.

Sondrio ci aspetta di essere attraversata, il percorso è semplice: Dalla Via Vanoni basta proseguire verso il centro.

Se per l'energia delle batterie siamo tutti e tre con una dotazione di 400Wh, Giordano disponendo di 300Wh in più non è che poi sia in vantaggio pieno, intendo che occorre anche fare un confronto delle masse totali di noi tre, dove io sono in testa con meno kg, segue Sergio con circa 5Kg in più e Giordano con 24kg in più! Quindi giustificata la batteria di supporto in più!

Penso che sappiate tutti che più massa si ha quando la si deve spostare in alto occorre fare più fatica! Purtroppo la forza gravitazionale non fa sconti a nessuno qui sul pianeta terra!

 

Arrivati alla bella piazza di Sondrio, la fontana mi fa venire in mente di riempire la borraccia, non certo qui! Ma ad una fontanella vicina.
Le montagne sullo sfondo saranno il nostro "campo di sfida", a partire dalla località di Sant'Anna posta in perpendicolare sopra Sergio e a seguire le altre località che incontreremo.

Usciti dalla piazza si attraversa il ponte infiorato e dopo una curva a sx si prende subito dopo a dx seguendo l'indicazione Sant'Anna.

Mettete subito in conto che appena lasciato Sondrio si incomincerà a salire e si smetterà a salire solo all'arrivo al Lago di Colina dopo 25Km.

In breve tempo si è già sopra Sondrio ed in vista della Valtellina.

Io e Sergio in piena azione e qui le differenze si sono subito fatte sentire: Confronto Bosch Performance - Yamaha.

I due sistemi dispongono di livelli di assistenza differenti: 5 livelli per Bosch e 3 livelli per Yamaha, 20 rapporti al cambio per Yamaha e 10 per Bosch, tutto ciò in cosa si traduce?

Io dovevo salire con l'assistenza più bassa chiamata ECO ed il rapporto più corto disponibile sul cambio.

Anche Sergio adottava il rapporto più corto solo che é più corto del Bosch e oltre a questo pur impiegando il primo livello di assitenza esso é più elevato del Bosch. Oltre a tutto ciò sulla carta Yamaha dispone di maggiore coppia motrice.

Il risultato è stato che per tutta la salita io pur essendo il più leggero ero costretto a causa dei rapporti al cambio ad avere un passo più lungo di Sergio ma anche di Giordano avendola modificata con una doppia corona.

Questa situazione é stata molto penalizzante per me, perchè da sempre sono stato abituato a pedalate molto agili sulle mie bici, tutte dotate di 27 rapporti e affrontare 25km con pendenze medie del 9% i miei muscoli sono stati sempre contratti e impegnati a spingere qualche cosa che non potevo spingere.

Ovvio che in confronto Sergio con rapporti più corti, maggior coppia e assitenza maggiore avrà faticato un po' meno di me.

E la bici di Giordano come Va? Bhé premesso che avere una batteria in più, un portapacchi, la borsa, il cavalletto, il lucchetto e altri ammenicoli, alla fine fanno una bella differenza con quella che avevo in dotazione e pedalata in salita in ECO all'inizio sembrava andasse meglio ma poi la massa aggiuntiva si è fatta sentire.

Una cosa era certa la sua trasmissione era molto più fluida e silenziosa del rumore da "macinino" che faceva la nuova trasmissione del Bosch Performance dotata di rotellino di rinvio e pignoncino di trasmissione.

Prima sosta con le priorità elencate sui cartelli stradali, in ordine crescente dall'alto verso il basso. La nostra meta era a 18km .

Come si nota Giordano è di costituzione più robusta ed oltre a questo aveva la massa della seconda batteria, il portapacchi, la borsa ed in più lo zaino e tutte queste cose in salita fanno pagare "dazio" naturalmente oltre alla sua massa personale.

Superato Triangia, dopo 1 km siamo arrivati al laghetto omonimo e qui prima sosta per reintegrare un pochino di zuccheri

Visto che loro non erano mai saliti quassù, a Ligari li ho portati al balcone belvedere posto dietro la chiesa a pianta ottagonale. Osservatorio provvisto di cartina con la denominazione di cime e luoghi che ci si trova davanti.

Li ho fatti entrare anche a perlustrare il minuscolo borgo, qui se ne avete bisogno troverete l'ultimo bar del percorso.

Oltre al bar, l'immancabile fontana! In effetti questo percorso lo potrei anche chiamare : "delle fontane" per il buon numero che si incontrerà, questa anche con la datazione al cemento; non aspettatevi quella al carbonio, non è poi così vetusta!

Qui si è a 1097m di quota come inciso sulla targa in legno

Lasciato Ligari la strada inizia ad inerpicarsi nel bosco, sino ad un tornante che offre una bella visione panoramica sulla Valtellina. Non preoccupatevi, non avete le traveggole, ho solo unito due foto per completezza dell'ambiente circostante

Poco prima di arrivare qui stavo dicendo ai miei compagni: Però, con una sola tacca di consumo ho fatto 1016m di dislivello!

Già pensavo di poter fare 5.000 metri di dislivello con una batteria, ma un secondo dopo è scomparsa un'altra tacca dal display :-(( , non solo, e mi sono accorto che la predizione della distanza rimanente era di soli 11km!!

Ma se osservate bene a dx il GPS segnava 13,6km percorsi e sapendo che la meta era a 25km dalla partenza, ops! Mi sa che allora non ci sarei arrivato al Lago!

Fallire ancora una volta l'impresa in effetti mi avrebbe dato un po' fastidio. Eravamo a 1300m di quota e dovevamo salire a 2100, altri 800M di D+ che però conoscendo il tracciato sapevo benissimo che sarebbero stati i più ostici, per pendenza e fondo dissestato.

Ho chiamato a rapporto i compagni di avventura informandoli che molto probabilmente saremmo riusciti ad arrivare solo alla Croce di Poverzone stando ai consumi fatti sino ad ora.

Questa degli indicatori a tacche o segmenti è una delle cose che meno tollero su una bici elettrica. Non costerebbe nulla ai costruttori implementare un semplice Wattmetro ed Amperometro per avere sempre la corretta situazione sott'occhio!

La giornata era bella, anche se a tratti un po' velata dal caldo inopportuno regalato dal recidivo anticiclone Africano che ha portato temperature anomale anche quassù

Poco più avanti con ancora tanto dislivello da affrontare, ci è convenuto alimentarci un po' almeno per me e Sergio. Giordano invece arrivato all'ultima tacca della sua batteria ha deciso di sostituirla e di mantenerla di scorta!

La carrabile aggirando la montagna ad un certo punto offre la visione sul gruppo del Bernina ed i suoi ghiacciai. Sotto si trova la Val Malenco. Da qui alla Croce di Poverzone ci attendeva il tratto più ostico di tutto il percorso e qui un brevissimo filmato dove si vedono impegnati Sergio e Giordano che lo insegue ad una frequenza di pedalata più elevata.

Ricordo sei anni fa quando arrivai in questo punto con la mia bici e francamente mi sono chiesto come ci sia riuscito! Avevo anche le gomme slick!! Salire ora con una biammortizzata è stata tutt'altra cosa, ma anche per l'aiuto dato dal motore che in alcuni tratti per forza di cose ho dovuto posizionare in TOUR per compensare i rapporti al cambio mancanti.

Ecco il gruppo dei 200, in effetti siamo solo in tre ma se sommiamo l'età...

Ultimo sguardo al Bernina ed arrivati sino a qui è già stato un buon traguardo, la Croce di Poverzone non era molto distante

Sarà grave? E' svenuta? No, semplicemente avevo la bici senza il cavalletto! Altra cosa che da fastidio quando si fanno i report è la perdita di tempo per trovare un appoggio alla bici oppure doverla sdraiare a terra magari in mezzo a posti dove lo spazio è risicato e devono passare altre persone.

Incontrati due ragazzi "Zaino in Spalla", Giordano illustra a loro le differenze delle bici dopo che essi si sono accorti che erano a pedalata assistita.

Altra cosa che manca su queste bici è il classico portaborraccia, e per chi va in bici questa é la cosa più essenziale che ci sia.

Io mi sono inventato un temporaneo portaborraccia al manubrio, non averlo avuto in una giornata così calda e con l'estenuante lunga salita sarebbe stato un altro continuo fermarsi a togliere e mettere lo zaino.

Cari costruttori visto che quasi tutti poi debbono inventarsi vari modi per posizionare un portaborracce, non é il caso che ci pensiate voi in modo unico e definitivo?

Dalla fontana alla Croce di Poverzone ci sono una trentina di metri, ci siamo incamminati tutti verso questo magnifico balcone naturale.

Chi più chi meno si è avvicinato al bordo del baratro, sotto di noi il vuoto e la Valtellina

Questa panoramica dà l'idea a cosa vi troverete davanti, ed è inutile dirvi che il consiglio è quello di salire quassù per vedere il panorama con i vostri occhi. Panorama che con una giornata tersa spazia dal Trentino alla Svizzera e su tutta la catena delle Orobie, oltre che l'intera Valtellina.

A ognuno la sua croce!

Un momento! Ed io? Rifare la foto, grazie!

Dalla croce il cartello indica 5,5km, ce la faremo? Questa era la scommessa. Consultandoci 200m di dislivello su 5,5km di lunghezza non erano poi molti, però c'era il dubbio sullo stato del fondo sterrato e se ci fossero stati strappi significativi.

Sino a qui le bici si sono comportate bene e non ho visto cenni di perdita di trazione sullo sconnesso. La modularità e progressione del sensore di sforzo posto sul cinematismo dei pedali fa sì che gli ostacoli improvvisi o start and stop che impongono il fuoristrada vengano gestiti in modo assai naturale, potendosi concentrare meglio sulla guida e dove voler indirizzare la ruota.

 

Non capita tutti i giorni di poter pedalare a 2000m su delle carrabili in bella vista panoramica!

Silenzio! Ciak, si gira, azione! Impegnato nelle foto, alla mia sx la cima del Monte Legnone

Bello vero? Tutte le Orobie in un solo colpo d'occhio! Peccato che salire quassù non è proprio tanto semplice!

Eh sì, questi spettacoli si godono solo quando si è fatta un po' di fatica per portarsi in cima e vi posso assicurare che di fatica ne ho fatta abbastanza, dovendo dosare attentamente l'assistenza per non fare esaurire la batteria anzitempo.

Vi assicuro che non è semplice pedalare una bici in salita che pesa oltre 21kg con l'assistenza al minimo e rapporti lunghi, provare per credere, i più scettici potrebbero poi cambiare idea, ne sono più che certo!

Il tracciato segue fedelmente il profilo della montagna con curve e controcurve e 2000 metri sotto, la pianura ad accompagnarci.

 

Miraggio confortante, una Malga! Pensavo fosse il nostro traguardo, cosa che invece non era, visto che si trovava oltre il bosco del pendio a sx

Interrompiamo con il nostro passaggio il pranzo delle mucche, che ci guardano un po' stupite, abituate forse a contare le quattro ruote dei fuoristrada dei loro padroni.


Quindi questa malga di certo non è l'Alpe Colina...

...anche se il contesto è più che accattivante con la baita che spazia con lo sguardo senza nulla di fronte se non valli e montagne

La stoica armata dei 200 pedala cogliendo ogni minimo tratto pianeggiante per mettere in OFF l'assistenza, il risparmio è d'obbligo, salvo per Giordano con doppia batteria.

Su questi percorsi è molto consigliabile avere una bici biammortizzata almeno con 120mm di escursione e soprattutto freni da 203 e 180mm per la successiva ripida discesa!

Poi sei anni fa ho dimostrato che si poteva fare anche con una semplice MTB, ma questa è un'altra storia che fa di necessità virtù.


L'imbarazzo della scelta è a quale fontana fermarsi. In effetti ce ne sono in gran numero, e noi ciclisti abbiamo sempre sete di acqua fresca.

Intanto ho spronato i miei compagni ad arrivare alla meta, anche se con sconforto ho visto i km ancora a disposizione sul mio display che stavano scemando a zero! Una traccia di presenza umana, dovevamo quasi esserci.

Io però essendo a corto di carburante, al pino ho fatto un breve stop per due morsi ad un pezzo di pizza

Bastano poche pedalate per finalmente agguantare con lo sguardo l'Alpe Colina! Batteria o non batteria, il traguardo è vicino e già pregustavo la discesa! Ergo, salite terminate, almeno si sperava!

Anche Giordano ha scomodato la sua macchina fotografica per qualche scatto

Senza indugio Sergio si è diretto al Lago di Colina che si trova oltre la sella dove è lui nella foto.

Finalmente la meritata pausa per sbranare quello che ci siamo portati come pranzo. Qui Giordano aveva già finito la sua razione e poi non è educazione fotografare chi sta azzannando un panino, e lì era in fase contemplativa

Abbiamo fatto parecchia fatica per arrivare alla meta, anche se elettro-dotati, però ne è valsa la pena, primo per aver raggiunto il mio obbiettivo, sepolto nel taccuino ormai da sei anni e poi per aver portato i miei amici a bearsi di questi magnifici panorami.

Mi sono avvicinato all'acqua e sorpresa, a 2100m mi trovo un branco numeroso di pesci

Pesci molto affamati, tanto che pezzi di pane venivano letteralmente assaliti in gruppo


Bel posto per costruirsi una baita lassù. Come potete vedere questo è un classico lago alpino dove al termine della glaciazione i massi ed i detriti del ghiacciaio sono confluiti in questa conca naturale


Giordano assorto nei suoi pensieri, forse stava pensando di fare concorrenza alla sirenetta di Copenaghen. Giordano guarda che la sua posa è un'altra!

Recuperate le nostre fuori serie era ora di affrontare la lunga interminabile discesa

Nel frattempo che stavamo abbandonando questo luogo idilliaco, ci hanno raggiunto i ragazzi "Zaino in Spalla" incontrati alla Croce di Poverzone, che per la serie il mondo è piccolo, il ragazzo abitava dietro la casa di Giordano!

Pronti, via? No, calma, un ultimo sguardo attorno

Non ci rimane che scendere a valle, ancora una fontana, se ce ne fosse bisogno la troverete qui al lago.

Una cosa è certa, le cime che si traguardando sono oltre i duemila metri visto che qui siamo a 2100m s.l.m.

La mia bici faceva i capricci e non voleva scendere a valle, come dargli torto, poi giù faceva un caldo!

Che ne dite? Brutto vero? Pensate ora a 25km di discesa per tornare al punto di partenza, c'è di che arroventare i freni a disco, e vi dirò che il caratteristico odore di bruciato che ogni tanto si avverte in montagna di frizioni e freni cotti ogni tanto nell'aria fina lo percepivo dai due fuggitivi che avevo davanti a me che scendevano a "rotta di collo".

Con lo zoom la pianura sembra lì ma sono pur sempre 1600m di dislivello da fare dall'Alpe Colina.

Ora il percorso alterna tratti di sterrato a cementato ad asfalto con presenza di detriti di sassi e piccole rocce.

Ancora una malga posta sul lato ovest della valle

Il bello di questa discesa a parte il fondo, sono una serie infinita di tornanti e curve, dove a dire il vero, telaio e sospensioni hanno fatto il loro dovere come pure le gomme dotate di un ottimo grip, ed i freni che talvolta soffrivano un poco il fading, ma è anche comprensibile.

Mi raccomando fate attenzione per il fondo sdrucciolevole ma anche per le canaline devia acqua e agli avvallamenti trasversali in cemento abbastanza profondi per deviare l'acqua, che presi a velocità sostenuta potrebbero mandarvi la forcella a pacco se non ben tarata o farvi fare un bel saltino. In sostanza scendere con prudenza!

Altre baite con il caratteristico tetto di pietra

Ancora un rifornimento idrico e di nuovo giù

Siamo scesi abbastanza da non guardare più le cime dall'alto verso il basso, qui eravamo in località Baita Prà Lone con tanto di prati rasati e solita fontana.

Dopo una ventina di tornanti eccoci arrivati a Postalesio, da qui abbiamo proseguito per Vendolo e Castione Andevenno


La strada prosegue fra meleti e vigneti trattenendosi a mezza costa sulla montagna

Castione Andevenno

Qui era d'obbligo un consulto con la tecnologia che avevamo a disposizione a confronto di cartelli stradali quasi inesistenti. Abbiamo capito che loro conoscono i loro luoghi, ma noi no!

Qui si trattava di proseguire verso Grigioni e poi Triasso, ma c'erano due strade una alta e una bassa, quale delle due? Noi abbiamo preso quella bassa divertentissima per i "cavatappi" a mo di Laguna Seca, solo che poi giunti a Grigioni c'é toccata la salita verso Triasso.

Qui avevo distanziato i miei compagni sull'ultima salita, già, però fatta a gambe visto che la batteria mi ha detto: Ciao, ci vediamo alla prossima ricarica!

Sergio arriverà con il 3% di residuo batteria mentre Giordano ha avanzato una tacca per ognuna delle batterie impiegate, quindi consumando all'incirca 560Wh contro il mio 400Wh e 388Wh di Sergio

Quindi come vedete i rapporti contano, le masse pure e le assistenze dei motori anche!


L'ultima fatica della giornata era stata fatta, ora potevamo scorgere distintamente il tendone blu del centro tennis dove avevamo parcheggiato. Finalmente un bel pezzo di strada da farsi senza motore per sciogliere i muscoli dopo l'intensa giornata.


CONCLUSIONI

Termina qui questo lungo report-test di questo bellissimo ed impegnativo giro, vera palestra di sfida per chi avesse delle ebike simili a quelle da noi impiegate. Se ce la farete a porre a termine il giro con una sola batteria non potrete che essere fieri della vostra prestazione.

Sentiamo ora cosa hanno da dirci Sergio e Giordano, le loro impressioni in sella ai loro mezzi e il loro giudizio sul giro


Commenti di Sergio

Autonomia: non conoscevo l'autonomia del mezzo in termini di dislivello, che stimavo dell'ordine di 1500-1600m, perciò avevo qualche timore sulla possibilità di farcela, anche perché ho un allenamento solo modesto e sapevo di dover ricorrere a livelli di assistenza inferiori al mio solito. Ma strada facendo ho visto che utilizzando rapporti più corti e salendo senza forzare con il 1° livello "ECO" con cadenza 60-70 RPM , la batteria si scaricava lentamente: i primi 500m D+ hanno consumato solo il 20%, e mi sono tranquillizzato abbastanza. Nei tratti più ripidi e/o più sconnessi sono necessariamente passato al 2° livello "STD" "quando ce vole ce vole"! Il 3° livello "HIGH" non è invece stato mai utilizzato. Ottimo il cambio con due guarniture, ho usato sempre la più piccola.

Discesa: freni, sospensioni, pneumatici sono risultati adeguati. Nei tratti asfaltati, vista la pendenza, si viaggiava spesso attorno a i 50 km/h, con punta per me di 58, ma con grande attenzione a frenare per tempo all' approssimarsi alle frequenti zone con sabbia o ghiaietto. Nelle decine di tornanti ho avuto modo di osservare che prediligo quelli a sx, dove mi sento più sicuro e vado più veloce.

Rumore del motore: a me francamente dà fastidio il rumore del mio Yamaha, anche perché in pianura utilizzo normalmente una MTB assistita BionX che è assolutamente silenziosa. Leggo che i modelli Yamaha 2016 saranno 11dB più silenziosi‚

Impressioni sul giro: E' valsa la pena di affrontare questa bella faticata, al di là del gusto di andare in compagnia a vedere posti nuovi e della soddisfazione per avercela fatta: panorami vasti, da posizioni sempre più dominanti, ambienti fuori dal tempo, aria fine e tante fresche fontane da stupirsi quante fossero e quanto ben distribuite. Da ritornarci ogni tanto, se non fosse per la distanza non piccola da Milano, e per la strozzatura di Morbegno, che fa perdere un sacco di tempo.


Commenti di Giordano

Mi sono divertito molto, mi dispiaceva salire così veloce avrei fatto volentieri 6km/h ma non potevo perché in ECO forzavo troppo e non sarei arrivato, visto che avevo batteria non ho badato a "spese".

Bellissimi panorami ed ho riflettuto molto sulla vita dei mandriani/pastori in malga. Molto interessante l'uso dei recinti elettrici che permettono una vita cicvile e tornare ogni tanto a controlare o a mungere.

Il mio divertimento è stato soprattutto in discesa , cunette con piccoli voli, frenate alla "Valentino" ed aria fresca.

Meno male che avevo appena cambiato le pastiglie ed il copertone posteriore, d'altra parte dopo 2500km ci voleva.


Giudizio finale sulla bici data in prova da
BICIFACILE

Una bici che è posizionata come entry level nel catalogo Haibike e che offre il giusto compromesso nella dotazione ciclistica. Bici abbastanza scorrevole, e ben frenata, salvo spingerla al limite dove il fading si fa sentire. Ottima tenuta delle gomme e telaio che non si scompone. Ammortizzatori sufficienti per una entery level.

Per me negativo il discorso dei rapporti lunghi, la rumorosità della trasmissione, e una batteria che ti fa raggiungere si i 2000m di D+ ma dove occorre metterci molto del tuo, a meno di accontentarsi di meno dislivello così da poter salire con assistenze più corpose se necessario, oppure mettere una batteria da 500Wh.

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

 

 

Un foto racconto di Cadore designer © 2015
pagina creata:30-08-2015
ultimo aggiornamento: 31-08-2015
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