Lombardia Treno+bici
in ciclabile da
Boffalora Sopra Ticino
a Golasecca
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Ciclabile del Parco del Ticino

Ancora una volta sperimento il Treno+bici sfruttando il passante ferroviario che attraversa Milano e termina ad est a Treviglio e a Ovest a Novara.

Un percorso ciclabile di 80km a/r che partendo da Magenta porta a Boffalora Sopra Ticino (5km) e da qui a Somma Lombardo (35km) lungo la ciclabile del Naviglio Grande e del Ticino.

Si attraversa il Parco del Ticino, a diretto contatto con i Navigli e con il fiume Ticino, un ambiente immerso nel verde e con piccoli borghi pittoreschi.

Percorso tutto asfaltato, tranne un breve tratto Vicino a Somma Lombardo
e in alternativa un tratto sterrato di 5,5km se si sceglie dopo Turbigo di seguire il ramo vecchio del Naviglio Grande ora quasi in secca fino a Castellana.


Boffalora Sopra Ticino, punto di partenza sulla ciclabile

 
COME ARRIVARCI

Come già descritto ho utilizzato il treno per raggiungere la stazione di Magenta e in particolare ho sfruttato il nuovo collegamento del passante ferroviario di Milano.

Se vi trovate in un comune in cui passa il passante o ci siete vicini, potete valutare questo tipo di modalità di trasporto alternativo.

Le frequenze dei treni sono abbastanza buone, ogni 30'. Se invece optate per il Vs. mezzo di trasporto, prendete l'Autostrada A4 uscita Boffalora Sopra Ticino.

Per l'utilizzo del treno è possibile anche una variante nel caso si sia stanchi e non si voglia affrontare il ritorno, come mi è stato suggerito, basta recarsi a Sesto Calende, sono altri 6km circa dopo Golasecca sempre in ciclabile naturalmente e lungo il Ticino, e da lì prendere il treno della tratta :Domodossola-Gallarate-Rho-Milano.

IL PERCORSO

Si tratta di un percorso immerso nella natura e affiancato a molti corsi d'acqua, Per lo più si tratta del Naviglio Grande e del Fiume Ticino. Sul percorso si trovano parecchi ponti, centrali, dighe sbarramenti, deviazioni di canali, in un contesto idraulico complesso.

Il paesaggio è bello e non ha nulla a che vedere con il blasonato Peschiera-Mantova, troppo assolato e con poca vegetazione, cosa che qui c'è in abbondanza come pure la vicinanza dell'acqua.

Il ritorno verso il punto di partenza è per buona parte all'ombra. Sono 35km per tratta e ci vogliono circa 2h di pedalata continua.

Tenete conto che al ritorno potreste trovarvi anche un po' di vento contro, almeno noi lo abbiamo trovato.

Ho notato solo 2 fontanelle d'acqua lungo il percorso, quindi fate il pieno prima di rimanere senza, anche se lungo il percorso si possono trovare Bar o punti di ristoro.

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Le segnaletiche dal mio punto di vista sono un po' carenti e i cartelli con le indicazioni talvolta vanno cercati, oltre al fatto che non sempre sono di identica foggia.

Quello della cartellonistica è un punto dolente tutto Italiano, dove tipo dei cartelli, foggia, colore disposizioni , frequenze, modalità delle indicazioni sono tutte lasciate al caso senza seguire una linea guida unica per tutto il territorio Nazionale. Ve li immaginereste sulla viabilità stradale ordinaria, cartelli indicatori di ogni foggia, dimensione e colore? il povero automobilista ne uscirebbe pazzo, ecco ciò è quello che succede a chi frequenta i nostri percorsi ciclabili, con cartelli che cambiano anche lungo lo stesso percorso.

Altra cosa che ho notato è che non si sa mai dove ci si trova, ad esempio nell'attraversare i passaggi vicino ai paesei, mai uno straccio di cartello che indichi il paese, occorre sempre chiedere. Ho anche osservato cartelli contraddittori dove sulla ciclabile con tanto di pittogramma della bici posto sulla pista, affiancata ad esso un bel cartello verticale con divieto di accesso alle bici e ai pedoni ?

Poi a casa scopro che il cartello è stato messo fino a quando la pista ciclabile non verrà messa in sicurezza con multe fino 51Euro per chi vi transita, già, ma conoscendo le consuete lungaggini Italiane, rimarrebbe chiusa in eternità o quasi, ma nel frattempo, centinaia di persone ogni giorno la percorrono, e di lavori in corso nemmeno l'ombra!

Quindi valutate Voi se andarci o meno, io ho solo visto che tutti ci transitano e le pattuglie dei vigili incontrate non hanno elevato nessuna contravvenzione.

Si potrebbe pensare: i cartelli li abbiamo messi, se poi qualche persona finisce in acqua non è certo colpa nostra! ovvero a scanso di equivoci uno scarico di responsabilità in attesa della messa in sicurezza.


La mappa del percorso tratta dal GPS Garmin
scarica
file GPX del tracciato

Le distanze, Tratto Magenta - Coarezza

Magenta

0
progressivi

Boffalora Sopra Ticino

5,22
5,22

Bernate Ticino

1,68
6,90

Castelletto di Cuggiono

3,26
10,16

Turbigo

7
17,16

Castellana

6,73
23,89

Vizzola Ticino

6,59
30,48

Diga Panperduto - Ticino

4,82
35,3

Coarezza

5,26
40,56


Usciti dalla Stazione F.S. di Magenta, svoltare a dx. in via Giovanni Brocca, seguendo la strada come sulla mappa sino ad un grosso Supermercato che troverete alla Vs. sx., proseguite sino al semaforo e svoltate a dx. su per il Cavalcavia. Alla rotonda prendete per Boffalora Sopra Ticino, ed entrate nel centro del paese. Volendo è anche possibile partire da Ponte Nuovo o Ponte Vecchio.



  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Stazione Ferroviaria di Magenta. Il treno proveniente da Milano si ferma al binario 1, per cui ci si trova sul marciapiede della stazione.

All'uscita scendete i pochi gradoni, e dirigetevi verso la strada di fronte a voi, svoltando a dx. (Vedi descrizione sopra della mappa)

Al ritorno in Stazione occorre prendere il treno al binario 2. Per non fare fatica nel sottopasso a gradini della stazione, invece di entrare in Stazione proseguite verso la rotonda che dista 50m e svoltate a sx. prendendo il sottopasso stradale. Risaliti dalla parte opposta svoltate alla prima a sx. e ancora a sx. per raggiungere il binario n° 2 .

In alternativa come già segnalato in precedenza, è possibile il rientro in treno da Sesto Calende a Milano.



4 Giugno 1859

Una data entrata nella storia, la Battaglia di Magenta.

Un monumento ricorda questo episodio che lasciò sul campo di battaglia più di seimila morti.

Il monumento dista qualche centinaio di metri dalla stazione ed è sul percorso per andare a Boffalora Sopra Ticino.

Giunti nel centro di Boffalora Sopra Ticino, nella piazza della chiesa, svoltare a sx.

 

La strada è in discesa, ed oltre gli archi troverete il Naviglio Grande e la pista ciclabile. Nel caso aveste bisogno di un ciclista, sotto l'arco a sx. c'è ne uno.

 

Il ponte sul Naviglio Grande, ne fu ordinata la costruzione da Napoleone nel 1603.

Gli archi sullo sfondo nella abitazione di colore ocra sono quelli della foto sopra.

Attraversato il ponte, in controluce appare la parte alta di Boffalora, con il Naviglio Grande che scorre verso Abbiategrasso, con la ciclabile che prosegue sulla sponda sx. del Naviglio Grande.

 

Questa è la vista dal ponte, con la ciclabile a sx. che porta a Sesto Calende.

Da Golasecca dove ho terminato il presente report, la ciclabile prosegue ancora lungo il fiume Ticino per altri 6Km sino a Sesto Calende, e a quanto segnalato ci sono anche delle belle ville da vedere. Oltre Sesto Calende chi ha gambe può fare il Lago Maggiore, però su strada provinciale SP69.

Sulla dx. alcune imbarcazioni ormeggiate. La prima è riservata alle gite turistiche sul Naviglio Grande.

Il primo viaggio inaugurale dopo che il canale fu reso navigabile, risale al 1272

Poche pedalate e questo è l'ambiente che si trova sul Naviglio Grande.

Il Naviglio, attraversando una buona porzione di territorio, di fatto lo divide con il suo corso, e per questa ragione lungo il suo percorso, si incontreranno tanti ponti che vanno a ripristinare i collegamenti fra le due sponde.

Si incontrano le prime abitazioni, qui è Bernate.

l'imbarcadero per il nuovo servizio turistico fluviale sul Naviglio.


Arrivo a Bernate

Il ponte infiorato a Bernate

Una barca ormeggiata e sommersa dai fiori.

La Canonica di Bernate e il Palazzo Visconti, a sx. poco dopo il ponte

Inutile dire che la ciclabile è il paradiso dei ciclisti e sovente abbiamo incontrato gruppi con numerosi ciclisti.

Una panchina in riva al Naviglio in un parco di una villa.

Col fatto che il Naviglio è un canale il cui livello e flusso viene mantenuto costante e sorvegliato, molte abitazioni sono a riva del suo corso. Evidentemente non temono esondazioni.

A circa 10km dalla partenza si incontra Castelletto di Cuggiono, sullo sfondo la Villa Clerici, ora disabitata.

Un tipico lavatoio al coperto lungo il Naviglio

Un ricovero per una chiatta fluviale.

Una casetta a forma di castello

La campagna vicino alla pista ciclabile

In centro alla foto appaiono le torri della Centrale di Turbigo.

Vista dal ponte poco prima di Turbigo, appena attraversato il ponte sulla sx. troverete una fontanella d'acqua, mentre sulla dx. della ciclabile c'è un punto di ristoro.

Sulla sx. c'è un punto da cui i canoisti di un canoa club si immettono nel tumulto delle onde .

Archeologia industriale.

Un mezzo per la pulizia del Naviglio

A Turbigo, si arriva davanti a una centrale Idroelettrica. Se si prosegue davanti alla centrale dopo un breve tratto acciotolato si andrà verso il percorso sterrato di 5,5km fino a Castellana ,nella foto a sx che è sull'argine che affianca il corso del vecchio Naviglio Grande.

Se invece si vuole proseguire per la ciclabile con fondo asfaltato lungo il Nuovo Canale Industriale, anziché passare davanti alla centrale si deve svoltare a dx. dopo 50m ci si trova su una strada con a sx. un semaforo . Al semaforo svoltate a sx. e proseguite diritti, troverete la sponda del Nuovo Canale Industriale.

A differenza del percorso asfaltato questo è immerso in un ambiente ancora più intatto.

Un piccolo salto d'acqua, qui la portata dell'acqua è molto ridotta, di fatto questo vecchio Naviglio Grande scorre parallelo al Nuovo Canale Industriale.

Arrivati a Castellana ci si ritrova con questa centrale da cui passa il Naviglio Grande, oltre il ponte ci si ricongiunge con la ciclabile asfaltata proveniente da Turbigo. Ora le ciclabili diventano una sola che prosegue accanto la centrale verso Somma Lombardo.

La ciclabile asfaltata proveniente da Turbigo e il Nuovo Canale Industriale

Ci sono ancora 6,5km di ciclabile sino alla prossima centrale di Vizzola Ticino, questo tratto non è particolarmente bello paesaggisticamente parlando, infatti sono solo dei lunghi rettilinei.

La diga nei pressi di Vizzola Ticino, una insolita presenza di schiuma nell'acqua ha fatto si che ci fossero i Vigili del fuoco, nel mentre che siamo giunti avevano rilasciato un forte flusso d'acqua dal canale superiore a sx. provocando delle spettacolari ondate azzurre.

La ciclabile prosegue in salita, sino a raggiungere il ponte che attraversa il canale, li occorre svoltare a sx. e passare sotto gli archi della centrale, per poi svoltare subito a dx. per la strada in salita che riporta al livello del canale.

Si attraversa il ponte che conduce alla centrale

La strada che sale e porta su in cima al canale

I cartelli in cima alla salita e a fianco del canale danno le indicazioni per le prossime tappe:

Somma Lombardo 6,16km
Golasecca 13,62Km
Sesto Calende 16,80Km

Le dighe di Panperduto, in questo punto nascono il Naviglio Grande a sx. e a dx. il Canale Villoresi.

Dalla diga è possibile vedere a sx. il canale Villoresi mentre a dx. la nascita del Naviglio Grande.


L'incile del Canale Villoresi

 


L'incile del Canale Villoresi, a dx. il fiume Ticino



il fiume Ticino




La pista prosegue con un breve tratto sterrato e acciotolato.




Cartelli al termine del tratto sterrato, si prosegue poi verso sx.
direzione Sesto Calende, passando davanti ad un bar.

Un centinaio di metri più avanti sulla sx. si trova un'area verde adibita a pic-nic o relax per prendere il sole.

La strada prosegue in leggera salita e giunti a questo bivio in cima la salita occorre svoltare a dx. verso Sesto Calende.

La ciclabile ora corre lungo il corso del Ticino, ormai la nostra meta è vicina.

Il nostro viaggio dopo 40,5km è arrivato alla meta, davanti a un buon piatto di gnocchi e di pesce di fiume e lago in umido presso un bar-ristorante a menù fisso. Dopo non resta che affrontare il ritorno alla stazione di Magenta.

Conclusioni:

Il percorso non mostra difficoltà di dislivelli, salvo qualche breve strappetto per guadagnare il livello dei ponti, se si vuole fare un po' di sterrato c'è l'occasione per farlo, altrimenti si stà sull'asfalto.

Non necessariamente si deve fare tutto il percorso, lo si può definire a piacere in base alle proprie forze. Punti di ristoro lungo il percorso ce ne sono per cui non siete in mezzo al deserto. Lo stesso dicasi per i paesi presenti lungo il percorso.

Come sempre lascio le valutazioni a voi in base alle foto che ho scattato, se può essere un percorso accattivante o meno. Personalmente mi è piaciuto e lo posso consigliare a tutti, forse con una certa cautela se avete ragazzi al seguito con la bicicletta, come avrete visto gli argini sono privi di protezione e una disattenzione da parte loro o una esuberanza può anche costare un tuffo in acqua, tenete poi presente che in certi punti la corrente del Naviglio tira e non è nemmeno facile risalire le sponde, quindi un po' di cautela va sempre presa, ed evitate alte velocità, del resto ci sono anche i cartelli che indicano 20km/h, oltre al divieto dei minori di anni 12 se non accompagnati da adulti.

 

  

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2010
pagina creata: 11-08-2010
ultimo aggiornamento: 13-06-2015
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