Liguria in bici

Da Lavagna a Tribogna
Ciclovia dell'Ardesia

(GE)
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Un percorso ciclabile che risale il corso del fiume Entella in un ambiente immerso nel verde fra, canneti, bambù, salici e altre piante, alla scoperta dell'interno Ligure.

 
 
Un tratto della ciclovia vicino a Pianezza



Alcuni tratti della ciclovia Ardesia


Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
66km a/r
480m
asf/sterr
Cicl/strad
0,5% - 20%
✩✩✩
✩✩✩
✩✩
✩✩✩✩

 

  

 

 

 



Il tracciato visto da Google Earth, si parte dal mare per addentrarsi nell'entroterra Ligure




L'altimetria del percorso rivela un andamento di pendenza media dello 0,5% solo nella parte finale ci sono brevi tratti al 20%





IL PERCORSO

Si risale il torrente Entella dalla foce. Sono 33Km fra ciclabili con differenti tipi di pavimentazione, congiunti fra loro con tratti di strade secondarie limitate al traffico dei locali.
Ci sono anche tratti in single track, tratti sterrati, acciotolati o in ghiaino su fondo battuto, oppure le brevi e ripide salite al 20% in cemento.

E' un percorso molto vario e assolutamente non monotono. Per i primi 20km possono andar bene anche delle bici da trekking i successivi km é meglio riservarli a bici tipo MTB con i rapporti molto corti e possibilmente con pneumatici tassellati e buoni freni oltre a una certa preparazione fisica e attitudine al fuoristrada, anche perchè poi occorre tornare alla base e sono altri 33km.

COME CI SI ARRIVA

La ciclabile inizia a Lavagna dove ll torrente Entella sfocia a mare. La sponda che si risale é la sx, a dx del torrente si trova invece l'abitato di Chiavari. I due comuni si affacciano sull'Entella che ne determina la divisione dei territori comunali.

Per chi arrivasse dalla autostrada Genova - La Spezia é possibile uscire sia a Lavagna che a Chiavari e non sarebbe nemmeno da scartare l'ipotesi di arrivare in treno visto che i parcheggi disponibili a seconda dei giorni dell'anno non sempre é facile trovarli!

Noi per comodità abbiamo fatto campo base nell'unico campeggio di Chiavari: "AL MARE".



LAVAGNA E CHIAVARI


Visto che il fiume Entella divide i due comuni, il giorno prima passiamo in rassegna Chiavari e Lavagna. Nella foto Piazza Mazzini a Chiavari con il Palazzo di Giustizia. Nota: Nel centro storico si può entrare con le bici ma solo se accompagnate a piedi.



Chiavari: Corso Giuseppe Garibaldi


Parco Botanico di Villa Rocca a Chiavari

Ci spostiamo a Lavagna: la piazza del Duomo




Attraversiamo di nuovo Lavagna per giungere nei pressi della foce del fiume Entella, qui troviamo la ciclabile



Questo é più o meno l'inizio della ciclabile



Questo tratto di ciclabile cittadino segue da vicino la riva del fiume ed è dotato di lampioni




La pavimentazione è a mattonelle


Naturalmente è molto apprezzato dai cittadini che lo percorrono sia a piedi che in bici.



Ormai siamo vicini al tramonto, ora sappiamo dove inizia la ciclabile e domani si spera in una bella giornata per fare tutto il percorso completo. Sull'altra sponda dell'Entella si rispecchia Chiavari, si fa ritorno alla base.


SI RISALE IL FIUME ENTELLA


Mattinata fresca ma con sole splendente, si parte alla scoperta di questo, per noi, nuovo percorso.
L'ambiente immerso nel verde è affiancato da alcune panchine e qualche fontanella



Il verde è il punto chiave di questo percorso e non ci lascerà sino al termine. Le canne da fiume la fanno da padrone ma anche altri diversi tipi di piante sono presenti in numero rilevante tanto da farne un habitat naturale per l'avifauna che qua trova un ambiente adatto durante le tappe migratorie.



Sulle colline attorno alla valle, le chiese sono ovunque vi sia un piccolo nucleo di case




Ovvio che un tratto di ciclabile vicino alla città non può che trasformarsi in una passeggiata al fresco quando le temperature sono alte, e qui le zone d'ombra non mancano e nemmeno le panchine.


Qui inizia una parte sterrata. Lungo la ciclabile sono presenti lunghi tratti con staccionate in legno


Una passerella nei pressi di Rivarola. Poco più avanti si prenderà il ponte che si vede sul fiume, passando sulla sponda opposta per poi, vicino a San Quirico, riattraversare ancora il fiume e passare di nuovo sulla sponda sx.



Come ho già scritto, ogni frazione ha la sua chiesa e se ne vedono ovunque.




Dopo l'attraversamento del ponte a San Quirico si faranno un centinaio di metri sulla provinciale per poi fare attenzione a questo cartello indicante la bici su sfondo azzurro che è il punto in cui riprendere la ciclabile.




Si scende in ripida discesa e il tracciato si trasforma in un bel single track immerso nel verde

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Le staccionate proteggono il percorso nelle zone più critiche. Lungo il fiume non mancano comunque anche gli insediamenti produttivi, del resto sono gli unici spazi in piano della valle.




Siamo rimasti veramente sorpresi dalla quantità di piante presenti lungo il percorso.




A tratti ci sembrava di essere in mezzo ad una giungla



Dopo 8,75km arriviamo nei pressi di Carasco, dovremo risalire e oltrepassare il ponte andando sull'altra sponda.




Roberta si appresta a passare il vecchio ponte che al momento é chiuso al traffico veicolare, poco più avanti dove c'è la cappella, notiamo visibili crepe sul manufatto.




Una vista dal ponte di Carasco sul fiume, nelle cui acque nuotano pesci di discrete dimensioni



Si percorre ora una strada a basso traffico.
Il percorso è disseminato di cartelli della ciclabile, per cui basta solo prestare attenzione e non ci si può perdere.


Da qui si prosegue sulla sponda dx



San Pietro di Sturla

Nella frazione di Loreto nei pressi del ponte a 10km dalla partenza, si prosegue diritti, c'è anche il cartello indicatore!




Si prosegue su sterrato in single track

L'ambiente è bello e molto naturale e non artefatto



Un bel passaggio nel bosco fra felci e robinie e altre essenze, qui si possono trovare anche il castagno o il nocciolo ed anche il ciclamino.

Penso che faccia piacere a chiunque trovare percorsi simili immersi nel verde e qui se ne ha l'occasione per farne una scorpacciata!


Arriviamo in una zona detta delle sorgente, perchè poco avanti dove c'è parcheggiata la mia bici è presente una nuova area di sosta messa poco distante dalla sorgente d'acqua e dall'Oasi faunistica dell'Entella



La nuova area di sosta ancora in via di ultimazione



Una decina di metri più in là troverete questa sorgente d'acqua. Sopra alla roccia abbiamo trovato una caraffa in vetro per chi volesse bere.



A circa 15km arriviamo ad una frazione di San Colombano, é l'una passata, la fame si faceva sentire per cui ne abbiamo approfittato e invece di proseguire diritti svoltiamo a dx verso il ponte che porta sulla provinciale e proprio di fronte troviamo questa trattoria. Tra l'altro ci siamo trovati molto bene, per l'ottima cucina e le abbondanti porzioni a prezzi modici, il locale si chiama "Ostaia di Storti"

Dopo esserci rimpinzati per bene e riducendoci a chiedere mezza porzione di secondo, visto l'abbondante primo piatto, riprendiamo la nostra escursione in bici al fresco dei boschi. Ora la ciclabile è di nuovo una strada a basso traffico.




Fra castagni e noccioli e ruderi di case abbandonate da tempo il pensiero corre a chi ci è vissuto in questi ambienti tempo fa. Tutto sommato con il pranzo terminato da poco e la sola maglietta indossata a pelle, fa quasi fresco!



Usciamo dal bosco e il sole ora inonda a tratti la strada, a fianco nella campagna un melo. Lungo il percorso di piante di mele ne abbiamo trovate ma molte di esse erano lasciate a se stesse con molti frutti a terra.




Delle vecchie case fra le frazioni di Costa Camposasco e Chiesa Nuova. Ecco una cosa che manca lungo il percorso: mancano i cartelli che indicano in quale località ci si trova.

Questo lo trovo riduttivo perché al limite in caso di necessità uno non saprebbe neppure dire dove si trova, pur trovandosi in mezzo a delle case!

Altra cosa che manca sono le distanze del percorso dalla partenza o quanto manca per il prossimo paese o frazione.

Se poi si ha la sfortuna di utilizzare un GPS con un software come il mio dove è il GPS a chiedere a me dove si trova, allora siete a cavallo!

Della serie: Non seguitemi! Mi sono perso!



Oltre alle canne comuni, ai salici e alle robinie, lungo il corso del fiume si trovano anche mini foreste di Bambù, questa é posta fra Pian dei Cunei e Prato Officioso.




Un'abitazione signorile a Pian dei Cunei




Nei pressi di Calvari una ripida discesa al 30% induce Roberta a scendere a piedi visto che non si sentiva sicura, io sono sceso in sella senza problemi.



Da qui in avanti si incontreranno diverse salite seppur corte e con il cartello che indica chiaramente pendenze del 20%, come quello accanto a Roberta che ha appena terminato la salita a piedi.

Più che altro perché se non si innesta il primo rapporto in tempo, poi ci si trova impiantati in salita e non c'è più la possibilità di cambiare rapporto, non rimane che scendere e spingere!

Qui i tratti in saliscendi sono in cemento e le staccionate in ferro




Superato Pian dei Ratti, dalla provinciale il cartello indica di seguire questo percorso dove una rampa ad oltre il 35% costringe a spingere la bici per una decina di metri




C'è da affrontare un tratto di 750m nel bosco prima in salita ripida e poi discesa ripida su sterrato con sassi




Questo tratto é stato fatto per evitare la provinciale. Ovvio che chi vuole può evitare di farlo perché si ritroverà allo stesso punto dove sbucherà questo percorso. Certo che chi è appassionato di MTB sceglierà il percorso integrale!




Al termine della discesa si arriva sul provinciale a Pianezza, si svolta a sx e subito dopo a dx passando davanti a questa chiesa.




Si prosegue verso Cicagna



Qui il fondo cambia di nuovo ed é un compattato con ghiaino superficiale e staccionate in legno



A voler ben guardare lungo tutti questi km di ciclabile di lavori ne sono stati fatti ma direi che ne è valsa la pena visto il pregio dell'ambiente circostante e il valore aggiunto che danno queste opere al territorio arrecando col tempo un beneficio per chi vi abita, in termini di turismo ma anche come mobilità locale o pratiche sportive.



L'ingresso ad un ponte passerella presso Cicagna



Si passa anche in mezzo ad abitazione fra strette vie dove di traffico ce né ben poco!



Cicagna il Quartiere Prato in festa, in centro la torre campanaria




Quando non sapete dove andare guardatevi ben attorno e cercate anche questi minuscoli cartelli indicatori, oltre a questi vi sono anche molte frecce pitturate per terra o sui muretti ad indicare la giusta direzione.



Fra Quartaie e Ferrada una deviazione vi farà salire in quota per evitare la strada provinciale, prima di scendere si passa su questo vecchio ponte in pietra



Si susseguono i cambi di sponda con relativi passaggi su ponti qui a Lamaneigra




Altra salita al 20%, questa volta ho suggerito in anticipo a Roberta di inserire la prima e ce la farà ad affrontare la salita che prosegue ancora con un paio di tornanti!



Si arriva finalmente alla conclusione di questo tracciato qua siamo sul ponte a Gattorna



Oltre il ponte Gattorna di Moconesi



Certo non abbiamo conquistato una vetta, ma siamo arrivati in fondo a questo percorso bello e variegato



CONCLUSIONE

Questo é un esempio, se ce ne fosse ancora bisogno, dove con la volontà di integrare opere già esistenti, con l'aggiunta di nuovi manufatti ed integrandole con strade a scarsissimo traffico locale è possibile realizzare percorsi di tutto rispetto senza stravolgere il territorio ma dando un valore aggiunto allo stesso ma soprattutto fornendo un servizio di fruibilità del territorio in tutta sicurezza.

 


buone pedalate a tutti, Outside.

 


Un foto racconto di Cadore designer © 2012
pagina creata: 19-09-2012
ultimo aggiornamento: 31-05-2015
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