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Ciclovia del Po
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Giunti a Pizzighettone con la "Ciclabile delle città murate" decidiamo di proseguire verso la foce del fiume Adda nel Po


Il cartello posto lungo alcuni punti della Ciclovia del Po


Pizzighettone - Foce dell'Adda - Fiume Adda

Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
26km a/r
8
Asfa/Sterr
Cicl/Strad
0,1% - 4%
✩✩✩
-
-
✩✩✩✩✩


  

 

 

 



Il percorso si snoda nella pianura lombarda fra le città di Crema e Cremona, tra i bacini dei fiumi Oglio, Serio morto e Adda. Il tratto di colore rosso è quello della "Ciclabile delle città murate". Il successivo in giallo è riferito alla "Ciclovia del Po" trattata in questo report

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IL PERCORSO

Tutto il percorso è segnalato da grandi pannelli con la mappa e le indicazioni a cui attenersi.
Sono indicati anche i km progressivi a partire da Pavia.

Quando osserverete la mappa "La Ciclovia del Po" è indicata come Argine dell'Adda perchè riferita al tratto Foce dell'Adda - Pizzighettone il restante percorso verso Pavia è più o meno vicino al corso del Po.

Si tratta di un percorso pianeggiante misto asfalto/sterrato, con circa 2km di asfalto e il restante su strada sterrata dell'argine.

Rifornimenti idrici

Una fontanella l'abbiamo vista nel parco di Pizzighettone. Lungo il percorso non vi sono ne fontanelle ne esercizi commerciali, si è solo in aperta campagna.

Quale bici usare

Consigliabili bici da Trekking con forcella ammortizzata, MTB front o meglio ancora biammortizzate.

AVVERTENZE

Dato che buona parte del percorso è su sterrato, va da sé che se è piovuto da poco potrete trovare anche del fango in alcuni punti e acqua nelle buche.

In stagione avanzata tenete presente anche le temperature, quindi consigliabile fare l'andata il mattino presto e il ritorno nel tardo pomeriggio.



 

La Ciclovia del Po - Argine dell'Adda

 


Come scritto all'inizio questa è la prosecuzione del percorso della Ciclabile delle città murate che termina a Pizzighettone. Quindi costeggiamo la sponda dx dell'Adda in direzione Meleti

Si arriva in breve a vedere sulla sx il ponte ferroviario che dovendo attraversare la strada dispone di un passaggio a livello con sbarre. Debora si è fermata perchè le ha viste che si stavano abbassando, proprio al nostro arrivo.

 

A fianco del passaggio a livello si vede il cartello che indica la città di Maleo. La strada che si vede a dx invece porta alla stazione ferroviaria di Pizzighettone per cui chi volesse raggiungere questa ciclabile ha anche questa opportunità.

Qui però sorge uno dei soliti problemi Italiani: non far sapere alla mano sx quello che fa la dx!

Dove ci troviamo noi è territorio Cremonese oltre le sbarre è territorio della Provincia di Lodi.

Pochi centinaia di metri prima avevamo chiesto dove si prendesse la ciclabile per la foce dell'Adda.

Ebbene nessuno era a conoscenza della ciclabile, ma ci hanno detto di superare il passaggio a livello e subito dopo deviare a sx seguendo il corso del fiume.

Del resto anche su questa strada prima del passaggio a livello nessun cartello menzionava una ciclabile.

Ma passato il passaggio a livello subito a sx ecco la strada e magia... appare il cartello della Ciclovia del Po da Castelnuovo Bocca d'Adda a Piacenza.

Debora si mette a ridere perchè sta osservando un'altra strada alla sua sx, di cosa si tratta? ....


... molto semplice: ricordate la foto precedente dove Debora era ferma vicino alle sbarre abbassate della ferrovia? Ebbene proprio a fianco, qualche decina di metri prima c'è la strada indicata dalla freccia di colore verde che agevolmente passa sotto il ponte ferroviario e sbuca proprio davanti al cartello che indica la Ciclovia del Po! Semplice, no?

Ora, che a qualche centinaia di metri di distanza più persone che erano presenti non sapessero dell'esistenza di questo by-pass stradale e neppure sapessero del cartello e della esistenza di una ciclabile....potrebbe passare.

Ma quello che vorrei fare presente alle amministrazioni di Pizzighettone e di Maleo e alle Province di Cremona e Lodi è che in un punto di confine dove iniziano/terminano due ciclabili il fatto che non vi sia nei due territori nessun cartello corrispettivo che indichi la possibilità della prosecuzione dei due percorsi mi sembra proprio una occasione mancata di sviluppo dei territori.

Posso anche capire che le persone del luogo non interessate a percorsi da farsi in bici possano anche non sapere dell'esistenza degli stessi o della presenza di cartelli... ma da parte vostra una conoscenza del territorio in generale e non limitata con il paraocchi ad una decina di metri dal confine territoriale andrebbe fatta!

Non vorrei che il fatto di abolire le Province sia anche perché non collaborano fra di loro e questo potrebbe essere un esempio lampante !

Lo sforzo di mettere due semplici cartelli uno per provincia, non mi sembra un costo spropositato, anche in sede di spending review, anche se fosse solo a carico dei singoli comuni.

finito il disappunto, proseguiamo trovando delle belle e chiare indicazioni sul percorso, andando diritti verso la sbarra si può scegliere a sx per Cremona e a dx per Maleo.

Già che c'erano potevano aggiungere la distanza che sono 22 km per Cremona, aggiungo che potreste seguire l'argine del canale Milano-Cremona (opera incompiuta) in modo da essere su percorso protetto.

Per Maleo sono 2 km però su viabilità normale.

Quindi direi che potrebbe essere fuorviante la scritta CICLOVIA DEL PO che in effetti è solo quella sx ovvero verso Castiglione Bocca d'Adda 16km e Piacenza.

Quindi trovata la ciclabile con tanto di mappa proseguiamo sicuri di non perderci!

L'ambiente è molto piacevole e il fatto di essere su un argine in posizione rialzata fra le campagne dà una visione migliore a ciò che sta attorno.

Questo tratto di Ciclovia è ancora asfaltato e guardando indietro verso Pizzighettone si scorge il corso del fiume Adda

A vari intervalli si trovano questi manufatti sulla sx della Ciclovia

Non avendo incontrato nessuno per poterlo chiedere posso solo supporre che siano delle chiuse oppure un sistema di pompe per l'irrigazione. Ognuna di esse sopra la porta riporta un nome differente.

Noi abbiamo usato una front e una biammortizzata, poco più avanti termina l'asfalto ed inizia lo sterrato. Direi che più che altro una forcella dà quel comfort in più che sullo sterrato fa sempre comodo avere.

Le campagne occorre irrigarle per cui anche i fossi fanno parte del paesaggio campestre

Anche i fiori e i papaveri fanno la loro bella presenza facendo da cornice al paesaggio circostante

azza della

Questo è il primo tratto di sterrato, nulla di "scomodo", il fondo è abbastanza buono.

Sulla dx in direzione Piacenza appaiono delle cave e tanto verde attorno.

Ci supera un ragazzo in MTB a gran velocità. Lungo il percorso ne incontreremo altri che evidentemente trovano questo ambiente ottimo per allenarsi in assenza di traffico e in mezzo alla natura.

Tra l'altro il percorso non é un continuo rettilineo, segue grossomodo il corso del fiume che verso la foce ha un andamento tortuoso, questo fa si che i panorami attorno cambino in continuazione rendendo il tutto piacevole e non monotono...

... con ogni tanto anche la presenza di qualche cascinale in mezzo alle distese di campi e a questo proposito a pensare a quando tutto il lavoro si eseguiva a mano... viene da capire quanta fatica si faceva su queste ampie estensioni di campagne.

Alte nuvole cumuliformi si stanno preparando per scaricare un po' d'acqua per i giorni successivi

Mi raccomando, leggete bene il cartello con la scritta: ATTENZIONE. Non vorrei che vi impallinassero scambiandovi per un grosso selvatico bipede a due ruote!

Siamo arrivati! O quasi, il cartello è eloquente e ciò che era un mio cruccio da diversi decenni di arrivare alla foce dell'Adda ora può avverarsi!


Ohibò! mmm... la cosa si mette male! spedisco la mia inviata a leggere e... divieto assoluto di accesso all'area per lavori in corso di sistemazione della sponda dell'ADDA!

Ma come? Ho impiegato decenni per realizzare questo desiderio, pedalato per 55km e altrettanti ce ne saranno da fare al ritorno per trovarmi il percorso sbarrato da una ruspa?

Magra consolazione... fra le piante un varco permette la vista del Po!

Riusciamo a vedere una lingua di sabbia spinta dalla foce dell'Adda nel Po e più in la un insediamento industriale in direzione di Spinadesco



Non ci arrendiamo e imbocchiamo un sentiero a dx, ma uno sguardo sul GPS mi fa fermare, ci stiamo dirigendo troppo lontani dalla foce.

 

Anche in questo lembo sperduto la bandiera tricolore sventola per la ricorrenza del 25 Aprile del giorno dopo.

 

Se dritti c'è negato l'accesso, a dx ci si allontana, tentiamo a sx! e finalmente anche se un po' da lontano riusciamo a vedere l'Adda che sfocia nel Po!

Ora la testimonianza è ufficiale, in fondo c'è il Po e questa è l'Adda che vi sfocia! Anche se avremmo voluto essere dove si trovavano alcune persone sui massi a dx, proprio nel punto esatto della foce, vabbè consoliamoci e brindiamo con le borracce!

Per la cronaca la massa d'alberi sull'altra sponda del Po altri non è che l'Isola Serafini magari oggetto di un prossimo report? Mai dire mai.

Debora soddisfatta posa accanto alla riva dell'ADDA

Ci scappa anche uno autoscatto per la meta raggiunta. Sorridenti perchè non stiamo ancora pensando al ritorno, o per lo meno forse si, pensando che se prima avevamo il vento contro ora sarebbe stato a favore, ma sarà così ?

Facciamo dietro front e ci riportiamo sulla strada dell'argine, ovvero la Ciclovia del Po che a sx dà per Castelnuovo Bocca d'Adda e Piacenza mentre a dx per Maleo e Cremona. E Pizzighettone che è dove termina la Ciclovia, no? Come vedete queste logiche oscure le condivido ben poco!

Anche Piacenza avrebbe poco senso visto che occorre attraversare il Po mentre Pavia, da dove parte la Ciclovia, ne avrebbe più senso rimanendo sempre sullo stessa sponda.



Ripercorriamo la Ciclovia per Pizzighettone ma a quanto pare Eolo non è del nostro parere e ci soffia ancora contro, pazienza dovrò dire alla Garmin di immettere un coefficiente correttivo nella conta delle Kcal bruciate che tenga conto anche dei nodi del vento contrario!

 

La "lepre" corre spedita ed attraversa il ponte sull'Adda a Pizzighettone, fame non ne ha, ma sete...

La Torre del Guado ci osserva dai suoi merli e mentre Debora si è fermata mi scappa l'occhio verso il giardino, a dx individuo una "vedova"

Eravamo proprio a secco, e la "vedova" è stata alquanto provvidenziale, tra l'altro con acqua fresca e buona. Se alle auto serve benzina per funzionare a noi ciclisti l'acqua è altrettanto indispensabile, però non possiamo fare come i cammelli e sobbarcarci 5 litri d'acqua, quello lo si farebbe nel deserto, ma nelle nostre ciclabili se ci fosse qualche fontanella in più ci farebbe molto piacere!

Loro non hanno bisogno di carburante e aspettano silenziose di essere cavalcate di nuovo. Dall'altro lato del fiume, dove ci eravamo fermati a pranzo, si percepisce che il sole sta calando, del resto le ombre non sono certo quelle di un sole a picco.

Debora vuole sgranchirsi un po' per cui spingiamo le bici a piedi attraversando il centro che poi è poca cosa. A fianco vediamo parte delle mura che attorniano la città, mentre a dx probabilmente una vecchia abitazione con un aggetto sorretto da travi che generalmente in anni passati non era altro che un gabinetto che scaricava direttamente sotto, senza l'uso di alcuna tubazione.

Risaliamo in sella e riprendiamo la ciclabile che affianca le mura ad est della città

Ci troviamo ad Oscasale e ripercorriamo la strada del mattino tralasciando la ciclabile ufficiale, è già tardi e non possiamo permetterci ulteriori giri in sterrato. Qui Debora sta spingendo per affrontare la salitella in fondo alla strada, che non sembra ma un paio di rapporti te li fa scalare.

Arriviamo in vista di Soresina, il cielo sta cambiando e anche a nord si stanno accumulando i bianchi cumuli.

Ripercorriamo la ciclabile che porta da Soresina al santuario di Ariadello e sulla sx scorgo un cascinale che al mattino non avevo osservato, ovvero sul lato sud ha i tetti letteralmente ricoperti da pannelli fotovoltaici. E evidente che verso nord non li abbia e forse è per questo che non ci ho fatto caso nell'andata.

A Tombe Morte incontriamo dei cavalieri in tranquilla escursione.

Arriviamo al punto di partenza a Soncino che si è fatto veramente tardi

Debora scappa avanti, io faccio gli ultimi scatti

Concludo il rito iniziato al mattino con la foto all'orologio, quasi 9h sono trascorse dal nostro passaggio al mattino. E' ora di caricare le bici e tornarsene a casa.

Un breve filmato


 

CONCLUSIONE

Questa Ciclovia del Po è parte integrante del report precedente della Ciclabile delle città murate.

Come si è potuto vedere l'insieme forma un percorso molto bello, vario e affascinante che merita veramente di essere fatto, semmai suddividendolo in due parti e non come abbiamo fatto noi in una unica soluzione. Questo anche per poter dedicare maggior tempo alle visite delle due città di Soncino e Pizzighettone e volendo anche i piccoli borghi nei dintorni.

 

 

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2014
pagina creata:27-04-2014
ultimo aggiornamento: 13-06-2015
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