Lombardia in bici

Ciclovia del Po
visita a Maccastorna

Isola Serafini e Monticelli D'Ongina
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Un altro pezzo di Ciclovia sugli argini del Po, nel territorio Lodigiano e Piacentino alla scoperta di castelli e zone verdi

Castello di Maccastorna


Maccastorna - Isola Serafini - Monticelli d'Ongina

Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
38km a/r
26m
Asf/Sterr
Strad/Cicla
-0,2%- 5%
✩✩✩✩
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✩✩
✩✩✩✩✩


  

 

 

 



In azzurro è il tracciato opzionale oggetto di questo report e sono 38km partendo dalla foce dell'Adda. Per fare ritorno a San Rocco al Porto occorre aggiungere 25km

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La mappa del percorso. Sul sito Garmin Connect, dopo che ci si è registrati, è possibile nelle preferenze, convertire le miglia in km e viceversa. Inoltre è anche possibile scaricare la traccia per il GPS.

  

IL PERCORSO

Questo percorso è l'opzione che è possibile fare come a se stante oppure aggiungerlo ai precedenti report come: Ciclabile delle Città Murate + Ciclovia del Po argine Adda oppure Ciclovia del Po da San Rocco Al Porto a Castelnuovo Bocca d'Adda con quest'ultima soluzione i km totali ammontano a 96 per a/r.

Rifornimenti idrici

Fontanella a Maccastorna, subito dopo la trattoria e all'interno del castello a Monticelli d'Ongina

Quale bici usare

Vi sono alcuni tratti non asfaltati dove occorre avere una bici da trekking o MTB



 

Ciclovia del Po
Da Foce Adda a Maccastorna - Castelnuovo Bocca d'Adda
Isola Serafini e Monticelli d'Ongina

 


Nel precedente report ci si era fermati in questo punto dove al lato opposto della Ciclovia si trova il cartello che indica "Foce Adda". La scelta era di tornare indietro al punto di partenza con lo stesso percorso oppure farne un altro che diventa l'oggetto di questo report.

 

Quindi lasciamo il punto della Foce dell'Adda e proseguiamo in direzione Maleo-Cremona su pista sterrata.

 


Si arriva a questo incrocio con la strada provinciale che porta a sx a Maccastorna e a dx ,superato il ponte sull'Adda, a Crotta d'Adda. Si deve attraversare la strada, porre attenzione!

Attraversata la strada dopo 50m si arriva a questo incrocio di ciclabili. Come si può leggere, diritti si va a Maleo-Pizzighettone-Cremona. Noi svoltiamo a sx per Maccastorna.
In effetti la ciclabile dura poco perchè ci si ritrova più avanti sulla strada che si era attraversato poco prima!

Nella foto, Alberto preso dalla fame non legge nemmeno il cartello e prosegue diritto, mentre Debora che era già stata qui con il precedente report svolta a sx per la direzione corretta.

Dopo circa 1km incontriamo il cartello che indica a sx Maccastorna. Ci infiliamo nella strada di campagna sino a raggiungere il minuscolo borgo agricolo con il castello.

Il Castello è ben conservato, le mura un po' meno ma nell'insieme non c'è nulla di cadente a pezzi.

Fa una certa impressione trovarsi in mezzo alle campagne con un castello ancora integro in tutte le sue parti, come se il tempo si fosse fermato.

Di Castelli bellitaliainbici nelle sue pedalate ne ha visti molti ma mi sa che questo li batte tutti come stato di conservazione, forse perché è sede di una azienda agricola?

Questo è l'ingresso principale, e tra l'altro non è nemmeno un castello piccino!

Con tanto di parco, fossato ecc. non manca nulla


Foto ricordo con Debora che indossa la maglia ufficiale di ambasciatrice di bellitaliainbici, con logo oramai scolorito e consumato dai km percorsi.


E' passato mezzogiorno da un po' e i rintocchi del campanile ci avvertono che il tempo passa!

Infatti sono le 12,30 passate, forse è il caso di darsi una mossa per la prossima meta

Dietro noi una fontanella, ne approfittiamo per fare il pieno. La casa che si vede in centro è una Trattoria.
Noi optiamo per raggiungere Castelnuovo Bocca d'Adda per far si che dopo pranzo si abbia meno strada da fare con la pancia piena.

Dopo circa 6km giungiamo a Castelnuovo Bocca d'Adda dove ci fermiamo a pranzo nella Trattoria del Sole in via Cavour 1. Tra l'altro hanno un cortile all'interno dove si possono mettere le bici.

Terminato il pranzo a base di Pisarei, piatto tipico Piacentino, peperonata e selvaggina, ben satolli ci dirigiamo verso il ponte sul Po che a dx porta a San Nazzaro e a sx a Monticelli d'Ongina.

In pratica si ripercorrono quei 2,5km già percorsi al mattino che separavano Castelnuovo Bocca d'Adda dal bivio sulla SP 27 (vedi report citato sopra)

Dal bivio sono circa altri 2km per raggiungere l'altra sponda del Po, fare attenzione perchè questo tratto è su normale strada provinciale.
Giunti sull'altra sponda si prende subito la prima a sx. seguendo le indicazioni per Isola Serafini.

Più avanti troverete dei lavori in corso e vi faranno deviare a dx su un altro argine

Terminato l'argine si giunge a questo incrocio dove si svolterà a sx., mentre a dx quando si ritornerà si proseguirà diritti verso Monticelli d'Ongina di cui si intravede il campanile.



Si arriva al ponte sul Po che collega la terra ferma, si fa per dire, all'isola Serafini che si trova sull'altra sponda.

Se osservate la mappa vi accorgerete che il Po si divide in due rami, uno forma un'ansa ed è il corso naturale, mentre questo ramo taglia diritto ed è artificiale e serve allo scarico delle acque che alimenta la Centrale Idroelettrica dell'Isola Serafini

Questa è una delle Centrali Idroelettriche più grandi d'Italia e sfrutta un salto d'acqua generato dalla diga posta sul Po più a dx. Sono in funzione 4 turbine di grandi dimensioni che generano una cospicua energia pari ad alcune centinaia di GWh annui.
Sempre nella foto a sx si vede un imbocco ad un altro canale, questo porta al sistema di chiuse che permette la navigabilità lungo il Po, solo che a sentire la gente del posto, raramente sono state utilizzate.

E a proposito, la deviazione che si deve fare per giungere qui per i lavori in corso è per costruire un nuovo canale che va a sostituire le vecchie chiuse.

Questo è un pezzo di canale in opera di sbancamento. A fine lavori andrà ad immettersi più a valle nel canale di scarico della Centrale, mentre a monte con una nuova chiusa si inserirà nel bacino della diga sul Po.
Resta comunque lo scetticismo locale sull'opera e sul fatto di quante imbarcazioni la sfrutteranno!


A sx, oltre il ponte, il piccolo borgo di Isola Serafini, l'isola fluviale è la più grande che si incontra sul Po

Questa è la diga che crea lo sbarramento sul corso naturale del Po, facendo innalzare il livello per poterlo sfruttare nella Centrale Idroelettrica.

Gli sbarramenti nei fiumi alterano sempre l'ecosistema ittico perchè i pesci trovano un ostacolo non superabile. Per questo motivo nel nuovo scavo per la costruzione della nuova chiusa è prevista anche una scala di risalita per la fauna ittica, staremo a vedere in futuro se a Torino pescheranno gli storioni!

Ora siamo "Isolani" la prossima meta è la scommessa di poter raggiungere la foce dell'Adda stando sulla sponda opposta dalla foce. Vi rammento che in un precedente report siamo arrivati vicino alla foce dell'Adda, ma l'accesso ci è stato precluso per lavori di consolidamento dell'argine dell'Adda, proprio vicino alla foce.

Questo a sx è il corso naturale del Po


Anche sull'Isola Serafini le strade corrono sugli argini

Proseguiamo sempre diritti sino a che la strada si interrompe in questo punto in prossimità di una casa e di una cascina. Da qui si prosegue su sterrato ed occorre svoltare a sx dove finisce il recinto della casa

Lasciamo alle nostre spalle la cascina e la casa e giunti in fondo a questa strada bianca, svoltiamo a destra

 

Disponendo della bici biammortizzata e con la presenza di alcune buche profonde sulla strada di campagna mi avvantaggio un po' andando in avanscoperta

Qui l'ambiente è quanto di più naturale si possa trovare e la mano dell'uomo è ben assente. Ne approfittano ogni specie di piante e attorno se ne vedono molte differenti.

La costanza è stata premiata, sull'altra sponda appare la foce dell'Adda, meta raggiunta!

I due pescatori sono posti proprio sulla foce dell'Adda, mentre noi nel report passato eravamo riusciti ad arrivare grosso modo a qualche centinaia di metri da quel punto.

L'ambiente è molto naturale non ci sono artefatti tranne la strada di campagna

Visto che non ho il cavalletto sulla bici, Alberto me la sorregge un attimo




Pensavo di non riuscire a portarli a vedere la foce dell'Adda, di fatto sulle mappe non avevo la traccia ma solo la posizione della foce e a volte i GPS possono essere d'aiuto per cui i ragazzi sono soddisfatti per aver fatto la fatica di arrivare sino a qui, ora ci aspetta il ritorno a San Rocco al Porto, sono solo 40km.


Debora si diletta a scattare qualche foto floreale




Voleva fotografare anche una farfalla ma non ce l'ha fatta, è scappata prima dello scatto.


Si ritorna indietro, ed un cascinale mostra una parata di rose


Debora invece si è fermata per cogliere questa composizione di fiori sgargiante

 

Arriviamo a Monticelli d'Ongina, altro castello, questo però a differenza di quello di Maccastorna è lasciato un po' all'abbandono. Certo che la scelta di mettere questo campo da basket nell'unica posizione dove è visibile il castello nella parte frontale gli si addice poco come contesto.


Girando attorno al Castello si arriva alla vista sud est e qui appare una cosa strana questi lati sono stati evidentemente intonacati in passato, conservando ancora dei residui più o meno marcati.

La forma del castello è a pianta quadra di circa 50m di lato, con quattro torri circolari sugli angoli e due torri quadrate o casseri poste a est e ad ovest.

Interessante la soluzione dei corridoi coperti nei piani rialzati. Come sempre nei castelli c'è sempre qualche rimaneggiamento o ripensamento, come ad esempio i due finestroni posti su questo lato che probabilmente non sono originali.

Giocare a calcio a fianco del castello con tanto di porte, tanto se una palla viene tirata alta le sbarre sulle finestre proteggono i vetri da eventuali rotture!



Certo che visto così fa un po' pena. Sul cassero forse un tempo vi era un affresco nella nicchia soprastante le feritoie, che erano per i bracci dei ponti levatoi.


Se l'esterno mostra segnali di cattiva manutenzione, all'interno siamo all'abbandono, muri scrostati, intonaci a pezzi, infissi alla meno peggio, insomma non c'è da stare allegri.


Questa è la parte dell'ingresso est

Esco dalla parte ovest, anche qui la situazione non cambia



Questo lato ovest è il più malconcio, fra gli infissi cadenti, finestre e aperture chiuse, questo lato mostra di tutto e un po' cosa è possibile fare ad un castello meno che conservarlo come in origine.

La prima testimonianza scritta della sua presenza risale all'anno 966, ma con l'aspetto attuale si passa al XV sec ad opera di Rolando Pallavicino




Sconsolato, ritorno all'interno del castello. I ragazzi hanno trovato una fontanella e si apprestano a fare il pieno d'acqua...



... non prima che il biologo ne annusi la presenza di cloro!


La meridiana ci avverte che ci avviciniamo all'ora quarta, forse è ora di fare ritorno al punto di partenza


Usciamo dal lato est e facciamo un breve giro in centro al paese

Stando sopra dove un tempo ci sarebbe stato il ponte levatoio, alzando gli occhi al cielo vedo la punta del campanile, facile dirigersi in centro.



In centro troviamo la basilica di San Lorenzo XV sec con facciata in stile tardo gotico aggiunta a posteriori nel 1877.

 

Bello il motivo inserito nella sommità della facciata



Lasciamo Monticelli d'Ongina e riattraversiamo il ponte sul Po. Da qui si vedono bene a sx la diga, in centro la Centrale Idroelettrica e a dx la Chiusa x la navigazione.


Si ritorna verso Piacenza, sullo sfondo i colli Piacentini

Salutiamo il Po che ci ha fatto compagnia in questa pedalata sulla Ciclovia del Po




Debora e Alberto hanno apprezzato questo giro che ho organizzato e lo dimostrano con un bel sorriso




Il posto sarebbe bello per fare un picnic, ma le ombre lunghe descritte dalla silhuette di Debora ci dicono che è tardi e forse è meglio tornare a casa per cenare!



Ci stiamo avvicinando a oltre 90km percorsi e qualche breve sosta per il soprasella ci vuole





Non c'è un traguardo da tagliare ma al 96° km siamo quasi arrivati al punto di partenza! Si conclude qui il nostro viaggio sulla Ciclovia del Po da San Rocco a Castelnuovo Bocca d'Adda con l'aggiunta della opzione descritta in questo report.



 

 

CONCLUSIONE

Che dire, nel complesso è stata una bella pedalata e la fatica in fondo non si è fatta eccessivamente sentire. Di cose ne abbiamo viste a iosa e ve le abbiamo documentate più che a sufficienza per farvi decidere se ripetere l'impresa, ma ora con qualche informazione in più.

 

buone pedalate a tutti, Outside

 

Un foto racconto di Cadore designer © 2014
pagina creata:23-05-2014
ultimo aggiornamento: 13-06-2015
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