Lombardia in bici
Giro nella bassa
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Un giro nella bassa Lombardia, un percorso di 56 km che partendo da Melzo vi porta a lambire alcune zone dell'alto Lodigiano e del Parco Adda Sud. Il tema sono le campagne, le risorgive, le rogge e le morte che caratterizzano questa porzione di territorio ricca di corsi d'acqua.

Scrivere "Giro della Bassa Lombardia" puo' essere fuori luogo e non corretto, ma come sempre dipende dal punto di partenza, per uno che abita a Milano si tratta di Bassa, al contrario per uno di Lodi sarebbe alto Lodigiano.

Ci si potrebbe chiedere perchè partire da Melzo? La risposta potrebbe essere questa:
Melzo è attraversato dalla linea ferroviaria Milano-Venezia con molte corse giornaliere, per cui potrebbe essere una altrenativa per chi volesse arrivare al punto di partenza utilizzando il Treno.

Un'altra opzione è la Metropolitana Milanese nella fermata di Gorgonzola che dista circa 4-5km da Melzo.

Ulteriore alternativa per chi abita lungo il Naviglio Martesana e proviene da Ovest é sfruttare la ciclabile fino a Gorgonzola per poi raggiungere Melzo.

Per chi proviene da Est, ciclabile lungo il naviglio fino a Bellinzago Lombardo e poi raggiungere direttamente Pozzuolo Martesana.

Altra alternativa per chi proviene da Cassano d'Adda, é prendere la direzione Albignano su ciclabile, che salvo un tratto scoperto fra la Centrale termica di Cassano d'Adda e Albignano, poi proseguirà fino a Truccazzano e poi per Corneliano Bertario

 

 

Il percorso in parte è su piste ciclabili (19km) ed in parte su strade a basso traffico

Partendo da Melzo il percorso passa per: Pozzuolo Martesana, Bisentrate,Incugnate, Truccazzano, Corneliano Bertario, Comazzo, Marzano, Zelo Buon Persico, Paullo, Muzzano, Molinazzo, Villa Pompeiana, Mignete, Casolate, Bisnate, Zelo Buon Persico e ritorno inverso da Marzano.

Questo è l'imbocco della Ciclabile, occorre attraversare Via Volontari del Sangue e salire sopra il marciapiede opposto per imboccare la Ciclabile.

In futuro dovrebbero essere previsti dei collegamenti di raccordo ad altri tratti
di Ciclabile, ma per ora è cosi.

  

Questo è il tratto d'inizio che costeggia Via Aldo Moro e che va a collegare Melzo con Pozzuolo Martesana 1,5km di ciclopedonale

 

E' sufficiente alle volte il corso di una piccola roggia per far si che attorno ad essa cresca la vegetazione.

Come si puo' vedere piante ed arbusti di specie differenti crescono le une accanto alle altre. Agli inizi degli anni 60 le rogge che solcano queste campagne erano per la maggior parte piantumate in questa maniera.
Progressivamente nel corso degli anni si sono tagliati gli alberi lasciando le campagne disadorne e prive di alberi e quello che non ci si è preoccupato di fare è stato il reimpianto di nuovi alberi.

La scusa il piu' delle volte è stata quella che gli alberi facevano ombra ai raccolti e di conseguenza i raccolti non crescevano bene, ma mi sa che come al solito si é pensato come sempre alle proprie tasche vendendo il legname!

 

La ciclabile si affianca alla strada Cassanese proveniente da Milano, piu' avanti separata dagli alberi. Questo pezzetto di ciclabile ha circa 5 annie da quando è stata realizzata viene molto utilizzata sia da persone che si spostano fra i due comuni , ma soprattutto da molte persone che vogliono praticare un po' di moto.

Certamente non è una soluzione molto "igienica" parlo per i Gas di scarico provenienti dalla Cassanese che scorre a fianco in questo tratto.

In questa stagione la natura prende il sopravvento e tende ad invadere la ciclabile adornandola di verde.

La vegetazione in questo tratto mitiga anche un po' gli scarichi delle auto che provengono dalla Cassanese che è sempre trafficata.



Un piccolo stagno nei pressi di Pozzuolo Martesana. In genere viene riempito ed usato per irrigare i campi

Al di là dello stagno una delle tante cascine che costellano le campagne verso la " bassa"


Un'altra piccola roggia nei pressi del Cimitero di Pozzuolo Martesana.

Per chi non lo sapesse la zona della Martesana è ricca di risorgive.
Queste acque opportunamente incanalate in molti fossi per l'irrigazione sono serviti sin dai tempi antichi ad irrigare le campagne permettendo anche in inverno di avere raccolti di foraggio in quanto l'acqua di risorgiva si mantiene ad una temperatura costante, tale da non ghiacciare i prati circostanti.

 

Superato il Cimitero di Pozzuolo Martesana si imbocca il tratto ciclopedonale che porta verso il centro dell'abitato.




Giunti al semaforo lo si attraversa riprendendo l'utimo pezzo di ciclopedonale.

Se si svoltasse a dx si andrebbe al nuovo stabilimento della Ferrero, insediamento ormai storico a Pozzuolo, che nelle giornate di vento sparge i profumi dei dolci appena sfornati nel raggio di parecchi km.

Attraversato l'incrocio a fianco del vialetto c'è un fontanile con delle papere e annesse panchine.


Entrati in Pozzuolo, dove finisce il vialetto sulla dx, troverete il vecchio ingresso della Ferrero e subito dopo questa vecchia chiesa.

Sul finire del Duecento il cardinale milanese Pietro Peregrosso fondo' il convento francescano, ora ne rimane la Chiesa di San Francesco eretta a partire dal 1295, lo stile é Gotico Lombardo con affreschi tre-quattrocenteschi.


La facciata posteriore.

Da questo punto in poi la strada principale è a senso vietato, per cui in bicicletta fare molta attenzione mantenendosi sulla dx, e fermarsi a dare precedenza alle macchine che provengono in senso opposto.

Il tratto a senso vietato è di qualche centinaio di metri.

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La chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Nascente, e la piazzetta attigua che costituiscono il centro.

Poco piu' avanti sulla dx, si puo' visitare la Villa Fumagalli (l'attuale sede del Municipio)



Dopo aver attraversato l'abitato di Pozzuolo, circa 900m, arriverete ad una rotatoria, svoltate a dx direzione Bisentrate (1,6 Km)- Incugnate - Truccazzano.

Nella foto si vede il ponte che vi porterà sopra la Ferrovia Mi-Ve e la nuova tratta per l'alta velocità che si dirama dalla vecchia tratta vicino al ponte.




Discesi dal cavalcavia a Bisentrate sulla dx potrete intravedere parzialmente la cava di ghiaia, che con l'andare degli anni ha assunto dimensioni ragguardevoli


La cava vista dai satelliti è tratta da Google Earth.

Come si puo' vedere l'estensione è forse di piu' dello stesso abitato di Pozzuolo Martesana

ASSEDIATI IN CASA

Il grande problema

BREBEMI e Tangenziale EST-EST

Se si vuole fare del male al territorio questa è l'apoteosi della scelleratezza umana!

Questa sopra è la vista dall'alto fatta con Google Earth del territorio compreso fra Pozzuolo Martesana - Melzo -Truccazzano e Liscate.

Come ormai penso tutti sanno è da anni che si sta parlando di questo mega progetto stradale che collegherebbe la zona di Brescia a Melzo per poi intersecarsi con un'altra grande arteria che sarà la Tangenziale EST-EST che andrà a collegare l'autostrada A4 MI-Ve a Melegnano.

Come ho accennato all'inizio questi territori sono ricchi di marcite, rogge fossi, naviglii, risorgive, e guarda caso la bella mega cava di Bisentrate.

Attualmente il territorio è già attraversato da arterie congestionate ad alto traffico, come la Strada della Cerca che taglia in due Melzo, La Cassanese che lambisce Melzo e la Rivoltana che scorre piu' a sud.

I ben pensanti hanno pensato di fare arrivare un'autostrada la cosidetta BREBEMI fra Pozzuolo Martesana e Melzo passando vicino alla cava, e sempre fra Melzo e Pozzuolo fra le poche campagne rimaste a fare da polmone all'assedio delle strade attuali, di fare passare la futura Tangenziale EST-EST.

Ora provate ad immaginare questo ulteriore traffico immerso in questo territorio cosa potrà provocare alle acque circostanti e per ricaduta alla falda acquifera sottostante.

Come si sa le polveri sottili e non , metalli pesanti e tutto il resto se ne volano via tranquillamente e guarda caso c'è una bella enorme superficie d'acqua (1,3x0,44 km) pronta a riceverle. Siccome il tutto è collegato alla falda acquifera sottostante, le conseguenze saranno delle peggiori specie, oltre all'inquinamento dell'aria che porterà Melzo ad essere un Comune ad alto rischio ambientale sarà rinchiuso e assediato dal traffico circostante, oltre al quadruplicamento ferroviario già in atto che taglia in due la città.

Anche Pozzuolo non se la passerà meglio, ma è ovvio che lo scotto maggiore lo dovrà subire Melzo.

Se poi queste scelleratezze servissero a qualche cosa... Immaginate Milano come una grande spugna perennemente intrisa d'acqua, e le arterie che la collegano dei bei canali colmi d'acqua, bene, quanta acqua pensate che potrebbe assorbire la spugna Milano se è già intrisa d'acqua di per se? senz'altro poca, è la risposta.

E in effetti è quello che succede oggi, le strade "i canali" che la collegano sono già saturi perchè la spugna non riesce ad assorbire il traffico "l'acqua" se non lentamente. Pretendere che una nuova arteria "canale" possa portare piu' "acqua" traffico a Milano è un paradosso bello e buono.

La BREBEMI potrà senz'altro fare arrivare a Melzo da Brescia un automobilista in meno tempo salvo poi tenerlo fermo per ore in coda ad attendere che lentamente la "spugna" Milano riesca ad assorbire con i suoi tempi "l'acqua" il traffico.

Forse è il caso che si smetta di accentrare tutto a Milano e utopisticamente che si portino le attività che interessano i Bresciani e i Bergamaschi nelle loro città, eviteremmo cosí di ingenerare inutile traffico, una cementificazione inutile dei territori e un guadagno in qualità di vita per tutte le persone che non dovranno piu' spostarsi.

Invece di buttare soldi in queste opere deturpanti, perchè non si finanziano e si agevolano le imprese a trasferire armi e bagagli a Brescia o Bergamo?

Forse è il caso di scomodare il detto:

Se Maometto non va alla montagna , è la montagna che va da Maometto ?

All'ingresso di Bisentrate fervono dei lavori di ristrutturazione di un vecchio cascinale , per cui il traffico è regolamentato da un semaforo.

In passato tutte le frazioni legate all'agricoltura anche se piccole erano tutte abitate, ma poi l'avvento della meccanizzazione e l'abbandono della campagna per una paga sicura nell'industria ha decretato l'abbandono di molti cascinali.

Ora con il fatto che molte persone vogliono uscire dall'assedio delle città sempre piu' inquinate, sta portando ad una rivalutazione di questi immobili dal sapore antico da risistemare e rimettere sul mercato immobiliare.


Bisentrate è la solita frazione con una strada al centro che la attraversa e su cui si affacciano le poche case e le cascine.

Nel suo piccolo aveva la Chiesetta, l'Oratorio, un'Osteria, un asilo con piccola scuola annessa, il minimo indispensabile per una vita sociale quando ce ne fosse stato il tempo, visto che il lavoro nelle campagne non era di certo rilassante e poco faticoso!


La piccola chiesa con Oratorio annesso.



Discesi dal cavalcavia a Bisentrate sulla dx potrete intravedere parzialmente la cava di ghiaia, che con l'andare degli anni ha assunto dimensioni ragguardevoli


Discesi dal cavalcavia a Bisentrate sulla dx potrete intravedere parzialmente la cava di ghiaia, che con l'andare degli anni ha assunto dimensioni ragguardevoli


Lasciata la cava alle spalle, la strada prosegue verso Incugnate (1km) e Truccazzano, questa è forse l'unica casina rimasta in attività a Bisentrate.


Dopo un paio di curve e due rettilinei e lambita la frazione di Incugnate, ci si ritrova nei pressi del Santuario della Madonna di Rezzano (1,6km).

Il Santuario della Madonna di Rezzano è molto noto e frequentato da chi abita nei vicini paesi.


Lasciato il viale ombroso del Santuario della Madonna di Rezzano, troverete una ciclopedonale che vi porterà a Truccazzano (0,6km).


Nel Blu dipinto di Blu!

Devo dire che la sensazione che ho provato percorrendo questa ciclabile è stata a dir poco surreale, ritrovarmi con il fondo dipinto di azzurro, il cielo quasi dello stesso colore e di fianco un fosso che rispecchiava il cielo... mi sembrava di pedalare sopeso fra la terra e il cielo!

Forse sono stato uno dei pochi o fra i primi a percorrere questa pista, visto che ai lati c'era ancora del nastro adesivo che è servito a delimitare il colore.




E' molto probabile che si tratti di una preparazione alla festa che si tiene tutti gli anni in onore della Madonna di Rezzano



Arrivati al termine della ciclabile troverete una nuova rotatoria, prendete per marciapiede a fianco di questo viale, che è a senso vietato,

In fondo troverete una piccola cappelletta votiva, prendete il marcaipiede a sx e al primo scivolo immettetevi sulla strada che vi porterà fuori Truccazzano


In vista della rotatoria prendete a sx della strada, questo marciapiede ciclopedonale e proseguite verso la rotonda.


Nei pressi della rotatoria troverete il passaggio ciclopedonale segnalato, attraversatelo e proseguite fin verso il cimitero oltrepassano il ponte in legno sul canale della Muzza



il ponte in legno sul canale della Muzza, da questo punto in poi fino a Zelo Buon Persico (11Km) vi rimando a visionare questo altro percorso già redatto tempo fa.


Uno scorcio di campagna nei pressi di Comazzo al termine della salitella.




La chiesa di Comazzo


Una volta arrivati a Zelo Buon Persico entrate in paese e prendete la direzione per il centro, arriverete ad un semaforo, invece di attraversare l'incrocio prendete a dx in direzione Paullo (2Km).

Giunti a Paullo passerete davanti al cimitero alla vs sx e poco piu' avanti troverete una rotatoria, prendete la strada a sx che vi indica la direzione Mulazzano - Cervignano - Melegnano, circa 900m



L'imbocco della strada che vi porta a Cervignano.

Fino a qui la strada da Corneliano a Marzano era vallonata con dei sali scendi, questa invece è quasi del tutto piana, salvo leggerissimi sali scendi e diverse curve. La sede stradale non è amplissima in alcuni tratti e se sentite il rimure di un'auto fate attenzione.


Come ho scritto all'inizio questo è un territorio dove l'acqua non manca



La cascina Cossago appena fuori Paullo



L'immancabile tratto d'acqua che affianca la strada che prosegue tortuosa fra i campi



Siamo in piena campagna ed ecco ai bordi della strada un cartello che segnala la presenza di un Agriturismo.

Anche qui, in queste campagne, si sta diffondendo questo modo di porsi verso il consumatore fornendo le materie prime di cui si dispongono. Avendo un' azienda agricola, si ha il vantaggio di averle di prima mano, senz'altro piu' fresche e si spera migliori come qualità a beneficio del consumatore e delle tasche degli agricoltori che ne traggono un maggior guadagno che non svendendo i prodotti alla filiera della distribuzione.


Per un tratto la strada scende dolcemente e lascia intravedere il suo dipanarsi nella campagna, all'orizzonte solo alberi, campi e lo scorrere dell'acqua.

Ora chiudete gli occhi riapriteli e immaginatevi qua in mezzo una bella tangenziale a 6 corsie! è quello che succederà! come rovinare gli incanti della natura.



Che ne dite, assomiglia molto a Corso Buenos Aires?


Finite le curve la strada si allarga e sul rettilineo si incontra Muzzano (2.3km) a circa metà strada fra Paullo e la rotonda di Cervignano.


Muzzano: un aglomerato di cascine attorno ad una chiesa, che agli inizi del secolo contava piu' di duecento anime.


La chiesina di Muzzano, risale agli anni 1100-1200. dedicata ai patroni Santi Cosma e Damiano (due fratelli medici che prestavano gratuitamente la loro opera ai bisognosi), attraverso i secoli ha subito dei rimaneggiamenti, ed ultimamente di nuovo restaurata e risanata dall'umidità.


Una delle tipiche case della zona fatte a mattoni probabilmente degli inizi 900



Ancora un po' di pedalate (1Km)e si arriva alla frazione di Molinazzo, l'ambiente è sempre il medesimo, campagne, coltivazioni a granturco, alberi e corso d'acqua.


Il corso d'acqua che andava ad alimentare il Mulino per il riso di Molinazzo...


Il mulino di Molinazzo...


Il mulino di Molinazzo, naturalmente ora non piu' in funzione.



Particolare del passaggio coperto e la serie delle 4 paratie che serviva a governare l'intensitá dell'acqua da far passare sulle pale del mulino.



Dietro al mulino una grande cascina con le caratteristiche case costruite per dare alloggio ai contadini, che un tempo era la vera forza lavoro delle campagne a forza di braccia.


All'ingresso della cascina questo cartello sta ad indicare che nella cascina c'è una razza di mucche importante.



Arrivati alla rotonda di Cervignano (1km)si è idealmente al capolinea e si inizierà la strada del ritorno, come si puo' vedere a Cervignano passa la Ciclabile di recente realizzazione che collega Villa Pompeiana a Vizzolo Predabissi

Alla rotonda si prenderà a sx la direzione Zelo Buon Persico. Sono 1,3Km alla prossima rotonda di Villa Pompeiana


Aironi bianchi nella campagna a fianco della ciclabile


Dietro al mulino una grande cascina con le caratteristiche case costruite per dare alloggio ai contadini, che un tempo era la vera forza lavoro delle campagne a forza di braccia.



Dietro al mulino una grande cascina con le caratteristiche case costruite per dare alloggio ai contadini, che un tempo era la vera forza lavoro delle campagne a forza di braccia.



Pur essendo una ciclabile di fresca realizzazione per quanto ho potuto vedere in qualche giorno è già frequentata da parecchie persone.


Alla rotatoria si prenderà a sx verso Zelo Buon Persico.

Se si va diritti c'è il Parco Ittico all'aperto di Villa Pompeiana, una serie di vasche con passaggi interrati per i visitatori che attraverso dei vetri possono osservare le varie specie ittiche.


In lontananza Villa Pompeiana


Una cascina a Villa Pompeiana ancora in attività con un bel allevamento di Mucche di razza Frisona (penso Italiana)


Anche qui c'è stato lo spopolamento delle campagne e queste case coloniche sono state per molto tempo disabitate, mentre ora mi sembra che abbiano subito una ristrutturazione.


Usciti da Villa Pompeiana dopo circa 400m la ciclabile e la strada accanto scendono in una depressione



Nel boschetto in cima alla depressione si trova questa chiesetta sconsacrata ora sede del Parco adda sud di Villa Pompeiana



Nel boschetto una passerella permette di attraversare un corso d'acqua e andare nella zona adibita ai giochi per i bambini.


L'area attigua al boschetto è destinata a parco giochi.



Africa ? no! una morta dell'Adda nominata MORTONE.
Un tempo l'Adda esondo' occupando questa zona poi col tempo ritirandosi nel suo alveo ha lasciato questa zona umida che progressivamente si trasformerà.

Osservando si possono vedere le biodiversità che convivono le une accanto alle altre in questi 30 ettari di territorio, oggi riserva naturale e zona di rifugio e di riproduzione per molta avifauna.


Ogni tanto la mountain bike si rende utile per quello che è permettendo diversivi fuori strada, assaporando spettacoli della natura. Qui siamo nei pressi di Mignete a due passi dalla ciclabile e a 1,5km da Villa Pompeiana


Superato Mignete dopo 1km troverete un cartello sulla dx che indica Casolate, é una digressione al percorso che vale la pena fare 0,5km.

Chi non volesse farlo, ci sono 2,5 km di sterrato in mezzo alle campagne da fare, puo proseguire diritto ed arriva a Zelo Buon Persico, da dove riprenderà la strada per il ritorno verso Melzo.



A dx l'ingresso a Casolate alla via principale del paesino fatto di poche case e cascine riunite attorno alla chiesa.



L'ingresso e uscita del paese con la chiesa.



Poco avanti a sx c'è una strada chiusa che porta ad un convento.


Dietro un cancello alla vs dx troverete la cascina Convento risalente al 1800.

Sotto il portico due porte messe sullo stesso asse fanno intravedere il parco dietro alla cascina dell'ordine delle religiose Domenicane del Santo Rosario




Un altro cortile a fianco del convento con un roseto all'ingresso...



Se decidete di proseguire sullo sterrato che vi porterà al fiume Adda nei pressi del ponte di Bisnate (2,5km), non fate altro che uscire da Casolate dalla parte opposta da dove siete entrati e prendere la strada a sx fra le piante e la roggia.

Poi giu' a sx per la discesa, al bivio proseguite diritti, poi svolta a sx e poi a dx. al prossimo bivio svoltate a sx, li dovreste già intravedere il vecchio ponte in mattoni di Bisnate, proseguite sino alla sbarra e poi girate a dx...siete quasi arrivati!

Per praticità il percorso è quello della cartina sotto.


Nel pieno della riserva, se ci andate non fate molto rumore, qui ci sono molti fagiani per quanto ho potuto vedere, visto che al mio passaggio si mettevano in volo, il motivo è che lungo questo sentiero sono poste ai lati delle "mangiatoie" si tratta di quattro paletti conficcati nel terreno con sopra una tettoia e al di sotto di questa viene messo del granturco e altre granaglie, cosa che evidentemente è gradita agli uccelli.


Una mappa ricavata da Google Earth

Il tracciato in giallo è il percorso che ho fatto, se non volete fare la deviazione su sentieri sterrati dopo Casolate potete benissimo raggiungere direttamente Zelo Buon Persico.

E' interessare osservare questa mappa, come potete vedere all'altezza di Mignete ho segnalato la morta del "Mortone" che come potete vedere è abbastanza distante dal letto del fiume Adda che scorre a sx.

Dovete pensare che sino attorno all'anno 1000, Zelo buon Persico non esisteva, perchè la zona era sommersa dalle acque del lago Gerundo che a fasi alterne cambiava la sua estensione.

Nella località Villa Pompeiana si ritiene da documenti e reperti che vi fosse un porto risalente al 80-150 a.C.

Il lago Gerundo si estendeva fino al territorio Cremasco comprendendo il fiume Oglio, solo attorno al 1200 i monaci Cistercensi e Benedettini incominciarono le opere di bonifica del territorio paludoso..



tratto da Wikipedia


Se siete arrivati sin qui vuol dire che non vi siete persi, infatti in lontananza si potrà vedere il vecchio ponte in mattoni sull'Adda nei pressi di Bisnate.


Arrivati sulle rive dell'Adda il vecchio ponte si puo' vedere piu' da vicino.


Il salto sull'Adda nei pressi del ponte...



Alcuni pescatori approfittano del livello d'acqua costante che si viene a creare vicino al salto per fare della pesca "a bagno".


Risalendo in bici la strada sterrata per il ritorno, arrivati alla sbarra questa volta procedete diritti dopo circa 700m, si incrocerà la trafficata strada Paullese, che è dotata di larghe piste segnate ai bordi della strada, dando una sicurezza per chi va in bici (si spera).

Per cui se volete vedere il ponte da vicino svoltate a dx sulla Paullese altri 700m.

Qui a fianco il vecchio e il nuovo ponte.
Il vecchio ponte risale agli inizi del 1900.


La vista a monte del ponte sull'Adda di Bisnate. Al di là della riva, un'altra morta del fiume.

Si conclude qui questo giro nella bassa fatto fra rogge , canali, fossi e prati irrigati da questi corsi, il tutto ricavato dal fiume Adda.

Lasciato il ponte di Bisnate si ritorna verso Zelo Buon Persico (2,7km) e da lí si rifarà la strada dell'andata come da cartina.

Per fare questo giro di 56 km occorrono circa 3h di pedalata ad una media di 18km/h + 1h per le varie soste.




 

buone pedalate a tutti, Outside

 

 

Un foto racconto di Cadore designer © 2008
pagina creata:11-08-2008
ultimo aggiornamento: 21-06-2015
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