Lombardia in bici

In Ciclabile da Melzo a Lodi

(MI-CR-LO)
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Un percorso ciclabile in parte sterrato che partendo da Melzo porta ad esplorare il corso sx del fiume Adda da Rivolta d'Adda sino a Boffalora d'Adda. Si prosegue poi in ciclabile asfaltata sino a Lodi

 
Un tratto del percorso naturalistico fra Rivolta d'Adda e Spino d'Adda



Albignano- Il fiume Adda - Lodi la piazza del duomo


Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
80km
150m
asf/sterr
Cicl/strad
0,5% - 3%
✩✩
✩✩
✩✩✩
✩✩✩

 

 

 

 

   

 


Questo é il tracciato, col colore turchese sono le ciclabili con fondo asfaltato, con il colore rosso sono i tratti di strada ordinaria, col colore verde sono i tratti di strada sterrata bianca, in particolare sono 20km da Rivolta d'Adda a Boffalora d'Adda.



IL PERCORSO

Sono 80km in totale da suddividersi fra andata e ritorno. L'andata conta i pezzi di sterrato, mentre il ritorno é tutto su asfalto. Visto le strade bianche che abbiamo incontrato é essenziale che la bici sia in buono stato perché ci si trova lontano da qualsiasi punto d'appoggio. Non c'è acqua lungo il percorso di andata fino a Boffalora d'Adda o a Lodi.

Il nostro consiglio è di non farlo da soli, noi abbiamo incontrato una sola persona in tutto il percorso, e in caso di necessità ....

Prevedete che ci sarà molta polvere per cui anche la borraccia ne sarà ricoperta, gli abiti pure come la bici del resto che alla fine sarà irriconoscibile dal colore originale!

Meglio non farlo con scarsità di luce es. vicino al tramonto, e non quando ha piovuto a meno che non vi piaccia il fango.

Perchè la partenza da Melzo

Ci sono varie motivazioni:
1) ho previsto un percorso ad anello prevalentemente su ciclabili
2) ho previsto l'eventuale possibilità che la partenza fosse raggiungibile anche in treno, di fatto Rivolta d'Adda non ha una linea ferroviaria.
3) ho previsto anche che in caso di stanchezza o limitato tempo a disposizione si potesse fare rientro in treno da Lodi.

Ovviamente nulla vieta che ognuno si gestisca come meglio crede e se effettuare tutto il percorso da noi indicato, oppure limitarsi a farne solo una parte


 



Si parte da Melzo ci si dirige in via Volontari del sangue e si prende la ciclabile per Pozzuolo Martesana, lo si attraversa (attenzione che 500m sono in senso vietato, per cui salite sui marciapiedi).
Usciti da Pozzuolo Martesana incontrerete una rotonda, prendete la seconda a dx in direzione Trecella, sino a prendere questa ciclabile.

IMPORTANTE

Se volete avere una visione fotografica del tratto Melzo-Pozzuolo Martesana potete dare uno sguardo qui, questo report soprattutto vi servirà per vedere cosa incontrerete sulla strada del ritorno qualora decideste di seguire fedelmente il giro e fare ritorno da Lodi verso Melzo sulla ciclabile asfaltata.


in questa nuova esplorazione mi accompagna ancora Debora, giusto per non interpellare "chi l'ha visto" in caso mi smarrissi fra le campagne lungo l'Adda ;-)


Al termine della breve ciclabile giunti a Trecella svoltare a dx e prendere la strada che scende nel sottopassaggio del ponte ferroviario in direzione Rivolta d'Adda. Questo tratto di strada é su strada a basso traffico.

Risaliti dal sottopassaggio una curva a sx e poi una rotonda, prendete la seconda a dx fino alla prossima rotonda dove svolterete alla prima a dx verso Albignano d'Adda . Al momento la strada é sbarrata ma l'accesso a piedi e in bici é consentito.



Si arriverà a questo sbarramento, sono in corso i lavori di prolungamento del ponte per permettere il passaggio della BREBEMI. Qui seguire l'indicazione a dx per i pedoni.

Poi si proseguirà diritti fino alla rotonda dove la oltrepasserete andando verso il centro di Albignano.

Aggiornamento 2015: Lavori terminati




Arriverete in questa via sulla vs dx. proseguite diritti e allo stop svoltate a sx. poi dx e poco dopo a sx in Via del Ponte




Nella via del Ponte troverete un riferimento visivo, l'ufficio postale


La via del Ponte ovviamente conduce ad un ponte ed è quello sul canale della Muzza, questa è la vista su Albignano dopo aver oltrepassato il ponte



Lasciamo Albignano alle nostre spalle e da qui prendiamo la strada sterrata che va verso le campagne



Dalla strada di campagna abbastanza larga quando arriverete a questo punto sulla vs. dx troverete una chiusa in ferro di colore verde che sta dietro a Debora come nella foto. Prendete la strada che sta prendendo Debora.


La strada è di campagna e segue una roggia. Questa é una immagine tipica delle campagne lombarde, con filari di piante vicine ai corsi d'acqua e robinie e cespugli a fianco delle strade.




Debbo dire che sono alcuni anni che mi ero proposto di percorrere questa strada che dovrebbe sbucare sulla strada Rivoltana davanti alla Cascina Rosina.

Solo l'avvento delle tecnologie attuali come Google Earth mi ha permesso di sincerarmi dell'esistenza di un collegamento fra Albignano e la Cascina Rosina su strada sterrata.

Debora fa una sosta per estrarre la videocamera. Sono 2,8km di sterrato da fare.


Poco dopo una sbarra da superare è ovvio che si entra in terreni privati, più che altro la sbarra è per le auto.

Qui l'ambiente è lasciato ancora naturale e non si assiste al taglio sistematico delle piante poste attorno alle campagne come è in corso nelle campagne verso Milano, dove vengono tagliate solo per fare soldi senza poi essere reimpiantate.

Il risultato è un cambiamento drastico del paesaggio, si toglie l'habitat naturale per molte specie d'animali e soprattutto si lascia il deserto in eredità alle future generazioni! Una pianta non cresce dall'oggi al domani specie quelle centenarie!

Un conto è se si procedesse ad un taglio di sfoltimento, tipo una si una no, ma nel contempo si procedesse al reimpianto di giovani essenze, un altro conto è fare tabula rasa!



Arriviamo nei pressi di una grossa cascina con le stalle vuote, la vera Cascina Rosa!




Il guaio di percorrere le white greenways è che sono appunto strade nel verde ma bianche. Se passano mezzi motorizzati alzano un bel polverone, che se siete fortunati che il vento spira dalla parte giusta allora ve la caverete, viceversa dovrete rassegnarvi a fare un bagno di polvere bianca e tapparvi naso e bocca!




Per ovvi motivi non ho estratto l'obiettivo durante i polveroni e ho aspettato che i veicoli passassero. Purtroppo siamo stati sfortunati in soli 2km sono passate 3 auto, due trattori ed è sopraggiunto poi anche il camion per il trasporto del latte, per cui vi posso fare immaginare tutte quelle ruote cosa hanno prodotto!

Risultato: Una strada bianca per chi va in bici va bene solo se esclusivamente vi passano bici o pedoni, viceversa per i ciclisti è solo uno strazio!


Dopo l'aerosol di polveri bianche, io ero vestito tutto in nero, ma stavo assumendo una tinta grigia, arriviamo allo spaccio della Cascina Rosina



Lo spaccio dovrebbe vendere i prodotti della fattoria, qui si trova un'altra sbarra per poter uscire sulla SP Rivoltana




Ci troviamo sulla SP Rivoltana c'è da fare solo 1km di questa strada che però risulta essere molto trafficata e pericolosa. Il fatto che abbia scelto di fare questa strada sterrata é stato per limitare il più possibile il transito su questa provinciale.

In alternativa di fatto giunti ad Albignano è possibile arrivare in ciclabile sino a Truccazzano, ma poi c'è ancora un tratto scoperto per arrivare sino a qui dal Cimitero dove termina la ciclabile.



C'è traffico sostenuto da entrambe le parti. Non ci resta che aspettare che il traffico diminuisca e ci permetta l'attraversamento in sicurezza!




Procediamo stando il più possibile verso dx senza peraltro andare sullo sporco del lato esterno della carreggiata. Naturalmente abbiamo estratto ambedue le palette di segnalazione che non sembra ma servono molto per far allontanare i mezzi che ci sorpassano. Resto comunque all'erta dando sempre un'occhiata allo specchietto che ho sul casco non appena sento il sopraggiungere di un veicolo, giusto per fare un controllo se ci scansano o meno!




Passiamo sul Ponte sull'Adda a Rivolta d'Adda, se fosse transitati qui una cinquantina d'anni fa avreste visto un paesaggio nettamente differente. Negli anni successivi l'uomo vi ha messo mano costruendo gli argini e tutto è cambiato. Avreste visto anche i resti di un vecchio ponte in mattoni distrutto dai bombardamenti dell'ultima guerra.



Superato il ponte si svolta alla prima a dx. Già qui mi attardo per vedere se trovo il cartello della ciclabile Rivolta d'Adda - Boffalora d'Adda, ma non trovo nulla a riguardo.




Questa è la città dell'allenatore Mondonico, e alcune squadre si stanno allenando.



In fondo a questa strada si trova l'ingresso al Parco della Preistoria dove sono riprodotte statue degli animali estinti a grandezza quasi naturale.


LA RICERCA DEL PERCORSO PERDUTO


Prima di partire mi ero documentato e avevo letto che questo percorso che collega Rivolta d'Adda a Boffalora d'Adda é stato inaugurato nell'autunno del 2011 in presenza di sindaci, assessori, responsabili della Provincia e del Parco dell'Adda.

In base a questo mi aspettavo ovviamente di trovare tanto di cartelli ad indicarne la presenza.

Essendo questi luoghi il "mare nostrum" di 50 anni fa, grosso modo mi ricordavo ancora come era il luogo anche se molti cambiamenti importanti sono stati fatti nei decenni passati.

Mi sono diretto dove presumevo fosse la partenza della ciclabile, ma un cartello di proprietà privata sulle prime mi ha fatto desistere, per cui fatto dietro front ho cercato una persona del luogo che mi desse le indicazioni.

Dopo averne trovate un paio ambedue hanno indicato il luogo che presumevo, ovvero come nella foto occorreva entrare in una proprietà privata: La Trattoria del Ponte Vecchio, e poi svoltare a sx verso il fiume.



Si, ma svoltati davanti alla trattoria, arriviamo qui. Un cartello sulla sx mostra i divieti e di fronte una sbarra in cattivo stato con appoggiato un cartello di divieto di sosta invecchiato e piegato e un divieto d'accesso.

Ci guardiamo attorno, di cartelli ad indicare la ciclabile, nessuno! Ci guardiamo in faccia e ci chiediamo se le persone ci abbiano preso in giro! Aggiriamo la sbarra e procediamo oltre




Si arriva in vista del fiume Adda, Debora mi scherza e mi dice: ma dove mi hai portato, dov'è la ciclabile? Sei sicuro che esiste?



Intanto gli faccio vedere il fiume, certo non é quello di 50anni fa!



Questo è lo stesso punto, come si vede non esisteva la cascata, sopra era steso un gasdotto, e sullo sfondo era presente il vecchio ponte che aveva ceduto e che alla fine è stato sostituito da quello odierno, ma non è tutto e purtroppo non ho le foto relative, esisteva un terzo ponte in mattoni distrutto dai bombardamenti dell'ultima guerra mondiale e ne erano rimaste in piedi alcune parti, che ora sono definitivamente scomparse.

Come vedete questo era considerato come un mare, il corso dell'Adda era molto basso per diversi metri dalla sponda per cui molti si bagnavano in queste acque, cosa che ora é rischioso fare oltre al fatto che cinquant'anni fa le acque erano pulite, ora ritengo lo siano un po' meno!



Imbrigliato il fiume quest'ultimo ha cambiato totalmente aspetto, come sempre quando l'uomo ci mette mano l'ambiente non è più quello di prima e per chi come me ha vissuto questi cambiamenti non gli restano che i ricordi.

In sostanza le modifiche al corso sono state fatte per evitare le esondazioni che ogni tanto si verificavano. C'è però da dire che la natura si riprende i suoi spazi naturali che l'uomo gli ha sottratto nel tempo andando a costruire dove non avrebbe dovuto, questo perché la memoria dell'uomo è corta e certi fenomeni accaduti nel passato non sono stati tenuti in conto.

Se proprio volessimo esagerare è interessante sapere che sino attorno all'anno 1000, Zelo Buon Persico posto a sud di Rivolta d'Adda non esisteva, perchè la zona era sommersa dalle acque del lago Gerundo che a fasi alterne cambiava la sua estensione. Rivolta d'Adda invece era su una zona asciutta

Nella località Villa Pompeiana si ritiene da documenti e reperti che vi fosse un porto risalente all' 80-150 a.C.

Il lago Gerundo si estendeva fino al territorio Cremasco comprendendo il fiume Oglio, solo attorno al 1200 i monaci Cistercensi e Benedettini incominciarono le opere di bonifica del territorio paludoso.




Guardiamo a sud e scorgiamo una staccionata in legno con sentiero accanto per cui deduco che sia lì l'inizio del percorso ciclabile.



La caccia al tesoro ha dato buoni frutti, abbiamo trovato la prima pietra risalente al "quaternario" su cui hanno serigrafato le indicazioni delle direzioni del percorso!

Francamente dopo un anno dall'inaugurazione mi sarei aspettato un accesso realizzato meglio, ma anche dei cartelli posti sulle strade attigue atti ad indicare questo percorso e non solo riservato ai locali che ne sono a conoscenza!

Una cosa è certa: se ho fatto fatica io che la zona la conoscevo, figuriamoci un altro estraneo se trova questo percorso!



Debora ha una espressione di delusione sul suo volto, gli avevo parlato di una pista ciclabile lungo l'Adda e si immaginava una pista asfaltata come lo è quella da Lodi a Pizzighettone che corre lungo i canali della Muzzetta.

In effetti anche io mi sarei aspettato una cosa simile, ma qui troviamo un tracciato nel bosco in terra battuta senza delimitazioni di ampiezza che segue tracciati di sentieri già esistenti in passato e che sono stati ampliati e dotati di pietre di segnalazione per non sbagliare la direzione.

In alcuni punti sono stati infisse delle staccionate per evitare punti pericolosi, ma per il resto sembra più un normalissimo tracciato campestre, in sostanza non si ha l'impressione di una pista espressamente costruita.



Quindi prendiamolo come percorso naturalistico come potrebbero esisterne tanti altri lungo i fiumi Italiani ma non paragoniamolo alla ciclabile Peschiera Mantova Lungo il fiume Mincio o la Ciclopista del Sole Lungo l'Adige o tante altre accanto ai fiumi. Una cosa comunque non cambia ed é il paesaggio che ci sta attorno indipendentemente da come sia lo stato del fondo della pista ciclabile.

LE CONTRADDIZIONI

Come si può vedere qui ed in seguito, di scorci belli in questi ambienti ve ne sono ed é proprio per questo che io tutto sommato mi trovo in disaccordo su queste scelte che di fatto sono solo delle etichette messe a qualcosa di già esistente, si, un po' migliorate ma nulla più.

Il mio pensiero in materia avendo già pubblicato quasi 150 report di piste e percorsi ciclabili e avendo una visione dell'insieme di ciò che sta attorno a questi percorsi e alle possibilità intrinseche di valorizzazione ma soprattutto di estensione alla utilizzazione di queste risorse ad un numero ben maggiore di utenti, mi fa pensare che anche questa é un'altra occasione perduta.

Perché dico questo:

Per affrontare questi percorsi occorre una bici adatta, già questo fatto preclude molte categorie di ciclisti. Ad esempio primi fra tutti quelli con bici da corsa che sono tanti e non disdegnerebbero di fare un percorso simile se fosse asfaltato.

Ma anche chi ha bici non da corsa ma sportive con analoghe ruote non li potrebbe affrontare e via di questo passo, come bambini con piccole bici, bici trainanti carrelli con bambini, chi volesse farlo con i roller, chi volesse fare una passeggiata così come é giunto senza dover per forza cambiare calzature pena essere impolverato.

Se fosse asfaltato sarebbe un percorso usufruibile anche se dovesse piovere o subito dopo aver piovuto senza per questo infangarsi, ma soprattutto potrebbe essere un percorso adatto ai cicloturisti carichi di borse per effettuare transiti sicuri e nettamente migliori sotto il profilo naturalistico, invece di affrontare strade ordinarie.

Ovvio tutto ciò richiede investimenti che con la Spending Review e le recessioni non vanno d'accordo ma a mio avviso se si vuole giocare la carta del turismo itinerante in bici, e quando dico "bici" intendo tutte le categorie di bici e non solo le MTB, questo é un passo necessario da fare.

Di tutto questo ne ho già scritto ampiamente sul report del Canale Vacchelli che guarda caso si andrà ad incontrare a circa metà percorso e che é la fotocopia di questa soluzione anche se in modo peggiore, perché lì si sono messi solo alcuni cartelli e non si é fatto assolutamente nulla che riguarda il fondo della pista ciclabile! Ritengo che azioni simili siano solo una presa in giro per i ciclisti.

Io farei una proposta provocatoria visto che siamo in Spending Review:

Si stanno realizzando opere a grande impatto ambientale come la BREBEMI e la TEM, ebbene per risparmiare sui costi direi di non asfaltarle e di limitarsi alla finitura in terra battuta, tanto tutti i veicoli sono dotati di ottime sospensioni e finestrini anti polvere e aria condizionata! Cose che noi ciclisti non abbiamo!

Se poi volessimo fare un raffronto in suolo occupato 25km di percorso ciclabile asfaltato impegna 50.000 metri quadri di suolo. 25Km di BREBEMI fra sede stradale svincoli e infrastrutture porta via 1.000.000 di metri quadri!

Senza contare che un percorso polveroso fa consumare acqua per lavare i mezzi, gli abiti le cose e le persone! il percorso lo si farebbe una volta sola e la seconda non lo si rifarebbe più!

In sostanza a mio avviso se questi percorsi chiamati "naturalistici " sono isolati e non connessi ad altro, li si potrebbe tenere anche così, ma se si ha l'ambizione o la necessità di farli diventare parte integrante di un progetto più ampio di integrazione fra varie piste ciclabili, necessariamente andrebbero asfaltate.

Sulla carta come ho già scritto più volte esiste la possibilità di creare un collegamento fra l'asse dei navigli e cioè dal lago Maggiore a Milano e da Milano a Lecco e allo stesso modo partendo dalla Ciclabile Milano Lecco scendere sino a Cremona in ciclabile sfruttando questo percorso sino al Canale Vacchelli e poi con la ciclabile arrivare sino a Genivolta e da li proseguire lungo il Naviglio Civico sino a Cremona.

Però un conto è asfaltare queste ciclabili sterrate già esistenti e renderle fruibili a tutti i ciclisti e pedoni e un conto è lasciarle allo stato attuale sterrate che solo alcuni audaci tentano di percorrrere gli oltre 50km in sterrato!

Abbiamo tutto già tracciato ma occorre fare un passo in più per trasformare queste risorse in risorse veramente usufruibili da tutte le fasce di utenti che hanno il diritto di accedere ad una vera pista ciclopedonale, nessuno escluso.

E non mi si venga a dire che asfaltare una ciclabile lungo un fiume deturpa l'ambiente e l'ecosistema! e allora una BREBEMI o una TEM cosa stanno provocando?

Come dissero molto tempo fa:
Perchè osservi la pagliuzza nell'occhio di tuo fratello e non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? Il mio è un pensiero, non è il Vangelo!

Ci troviamo in un regime di secca per cui le acque in alcuni punti sono quasi ferme e permettono lo specchiarsi degli alberi sulle sponde.



Ci troviamo ai margini della boscaglia, la terra é riarsa dal sole non piove da molto tempo e in alcuni luoghi ci sono stati piccoli incendi, la pietra bianca ci rassicura sulla direzione da prendere.

Di frequente la pista offre scorci sul fiume che mettono in contrasto la traccia polverosa che stiamo percorrendo mentre accanto al fiume tutto é verde



Eccole queste sono alcune staccionate messe a protezione in qualche punto ritenuto pericoloso



Ci scostiamo dal fiume e la campagna attorno cambia aspetto con tratti bruciati dall'arsura.



Basta guardare verso il fiume che riappare per vedere il verde attorno.




Più in là una fattoria nascosta fra gli alberi



Qui la natura prende il sopravvento questo è un classico tracciato di strada di campagna dove ci si ritrova due piste di terra battuta ed incavata ai lati ed in mezzo un rialzo con dell'erba perchè mai calpestata dei mezzi agricoli, solo che se lasciata a sé questa cresce a dismisura e ora gli arbusti ci arrivano ai gomiti! La volta prossima immagino ci dovremo portare il machete per aprirci un varco!



Un segno evidente che la strada é ancora un pezzo originario di strada di campagna e poco frequentata. Se fosse stato fatto un lavoro di riadattamento del fondo probabilmente chi vi fosse passato avrebbe scelto qualsiasi posizione nella pista impedendo di fatto la crescita degli arbusti.



A questa sbarra occorre svoltare a sx in mezzo alla campagna



Consulto il mio GPS ma è difficoltoso stabilire dove ci troviamo, la mia mappa non é per nulla "user friendly" ma ad occhio dovremmo trovarci vicino a Spino d'Adda




Ero vestito in nero, mi sa che ho sbagliato colore, forse era meglio il bianco, si sarebbe vista meno la polvere ;-)




Un duplice filare di pioppi lungo la strada di campagna, ecco come erano le strade di campagna di molti anni fa, piante messe a far ombra a chi le percorreva.

Anche molte provinciali erano dotate di platani ai loro lati, poi chissà perché con il crescere del traffico queste piante divennero pericolose per il traffico, si perché ogni tanto sui giornali si leggeva: Auto schiantata contro un platano, deceduto il conducente.

Ora non so se la colpa sia del Platano che se ne stava lì fermo e immobile da anni, sta di fatto che su molte strade sono scomparsi, cosa che non è accaduta in altre nazioni come la Francia ad esempio!

Per me vedere questa foto è come fare un salto nel tempo e ricordarmi come erano tante strade qualche decennio fa.

Sarà, ma decenni fa mi guardavo attorno e vedevo alberi ovunque, ora mi guardo attorno e moltissimi alberi sono scomparsi. Le poche campagne rimaste sono piatte con nulla a dividerle, in compenso molti capannoni sono spuntati, ma almeno fossero occupati! No, la maggior parte sono lì vuoti da decenni ad attendere chissà chi.



U

Arriviamo nei pressi della chiusa o presa del Canale Vacchelli. Qui occorre passare davanti alla chiusa e riprendere poi l'altro lato del canale. Prima però porto Debora a vedere dove si imbocca il canale partendo dal corso dell'Adda, svoltiamo quindi a dx.




Dietro alle nostre bici è il punto esatto dove viene deviata parte dell'acqua del fiume Adda per andare a riempire il Canale Vacchelli che serve ad irrigare tutta la zona del Cremasco sino a Genivolta alle Tombe Morte per poi proseguire come Naviglio Civico Cremonese. Sull'altra sponda dell'Adda ci troviamo in località "Bocchi" in dialetto "Buchi"



Sino a qui sono stati percorsi 21km solo 1/4 dei km che ci attendono e Debora mostra già un certo languorino!




Ritorniamo sui nostri passi ed arriviamo davanti alla presa o chiusa del Canale Vacchelli. Le scritte in verde sulla pietra bianca sono eloquenti, ma io posso aggiungere che andando diritti e seguendo il corso del canale Vacchelli potrete arrivare sino a Genivolta e da lì a Cremona, basta visionare il report che ho pubblicato.

Non per niente all'inizio quando ho scritto LE CONTRADDIZIONI ho richiamato l'attenzione a quest'altro percorso, perché opportunamente integrati fra di loro possono fornire una rete di percorsi a largo raggio.

Ma purtroppo in questo punto non ho trovato nessun cartello ad indicare tale possibilità e visto che virtualmente a me non costa nulla metterne uno, ho provveduto a colmare questa lacuna.



Qui riporto i percorsi ciclabili che ho menzionato sino ad ora. La freccia nera indica il punto dove nasce il canale Vacchelli e che si interseca con la ciclabile Rivolta d'Adda - Boffalora d'Adda, da quel punto come si vede si può arrivare a Crema, Genivolta, Cremona, oppure Soncino o Pizzighettone e a Ritroso, Lodi, Melzo e poi Milano



Dopo aver passato il Canale Vacchelli, si arriva al ponte di Bisnate e poco prima a questa altra derivazione artificiale che una volta non esisteva se non sotto forma di acquitrini quando l'Adda esondava, ora è sfruttata come polmone di sfogo



Una sosta davanti al vecchio ponte in mattoni di Bisnate, con alle spalle quello attualmente in funzione. Ne approfittiamo per fare un pieno di potassio sottoforma di banane!




Qui il corso cambia aspetto, sono presenti anche più uccelli acquatici segno che vi sono più risorse a disposizione.



Questa zona evidentemente è stata lasciata come la natura nel tempo l'ha trasformata, coi meandri, isolotti spiagge. Un po', anche se là era in piccolo, quello che si poteva trovare a Rivolta d'Adda molti decenni fa.

In centro alla foto un gruppo di Aironi battibeccano per accaparrarsi la zona di pesca migliore in un'ansa del fiume dove i piccoli pesci preferiscono starsene in acque più basse e calde senza il flusso della corrente del fiume.



Ora la strada s'inoltra nella campagna ritornando quasi indietro per poi ricurvare di nuovo verso sud ed arrivare a Boffalora d'Adda. Osservate l'albero sulla sx ...


Giusto per fare una proporzione, vi sembra piccolo? e qua attorno di alberi così ne abbiamo visti altri e non sono di certo giovinetti come quelli del Pascoli!




Giunti a Boffalora d'Adda la strada sterrata termina ad una cinquantina di metri dal sagrato della chiesa,praticamente quasi in centro del paese, ma non ho visto nessun cartello che a ritroso menzionasse questa ciclabile, mi sarò sbagliato ma mi pare sia così e se è così mi sembra davvero una situazione alquanto strana e surreale!

In compenso dopo tutti questi 20km di polvere ci rallegra questa abitazione il cui proprietario penso non abbia difficoltà quando deve descrivere a qualche persona come raggiungere la sua abitazione!




Usciamo da Boffalora d'Adda in direzione di Lodi e subito troviamo questa bella ciclabile, ecco quello che immaginavamo che fosse quella appena abbandonata! Debora finalmente si rilassa, notare il copertone e le forcelle che dovrebbe essere di colore nero, ed invece sono ben ricoperte di polvere bianca! lo stesso siamo noi!



Dopo un po' la ciclabile termina, ma niente paura i mezzi meccanici stavano lavorando alacremente per terminare il collegamento con LODI, della serie: Stiamo lavorando per voi ciclisti ;-)

Al termine dei lavori questa ciclabile in sede propria collegherà in 4km Boffalora d'Adda a Lodi permettendo un uso delle bici come trasporto alternativo come già esiste nelle altre ciclabili collegate a Lodi in direzione nord e sud.




E arrivati a Lodi piacevole sorpresa! Una bacchettata agli automobilisti indisciplinati.

Devo dire che Lodi si distingue per aver messo a disposizione dei suoi cittadini varie piste ciclabili e percorsi protetti, insomma una città con una attenzione verso i ciclisti e questa nuova ciclabile che la collega a Boffalora d'Adda in aggiunta a quella che va a Pizzighettone ed in aggiunta a quella che va a Zelo Buon Persico e a Melegnano la pone all'avanguardia fra le città amiche dei ciclisti e non posso che encomiarla.




Un totem dedicato a dare informazione ai ciclisti con tanto di mappa.



Attraversiamo il ponte sul fiume Adda che abbiamo accompagnato sulle nostre due ruote sino a qui




Concludiamo a Lodi nella sua bella piazza questo tour naturalistico non prima di esserci rifocillati, tolti un po' di polvere e aver gustato un ottimo gelato alla frutta e alcune paste, in fondo ce le siamo meritate, in aggiunta abbiamo ancora altri 40km per fare ritorno per cui c'è tempo per smaltire il tutto!

Per avere informazioni per il ritorno come ho descritto all'inizio del report basta visionare
qui



CONCLUSIONE

Un report che per chi è abituato alle zone metropolitane gli farà vedere gli aspetti di angoli intatti delle nostre campagne, cose che mano a mano con l'abbandono delle campagne sono destinate a sparire, speriamo in una controtendenza!

  

  

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2012
pagina creata: 29-08-2012
ultimo aggiornamento: 29-06-2015
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