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S. Maria della Rocchetta
Naviglio Martesana
e fiume Adda
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Un percorso sulla ciclopedonale del Naviglio Martesana per la verifica dei lavori in corso e una visita a Santa Maria della Rocchetta ora valorizzata anche dall'ambiente circostante risistemato


Santa Maria della Rocchetta - Porto d'Adda inferiore

 
Trezzo sull'Adda - Paderno d'Adda - Santa Maria della Rocchetta - Porto d'Adda

Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
67km a/r
147m
Asf-Sterr
Strad-Cicl.
1% - 5%
✩✩✩
✩✩✩
✩✩✩
✩✩✩✩
 

 

 

 

 

   

 

Il tracciato si dipana nell'est Milanese ai confini con le province di Bergamo-Monza Brianza-Lecco

 

La mappa del percorso. Sul sito Garmin Connect, dopo che ci si è registrati, è possibile convertire le miglia in km e viceversa, nelle preferenze. Inoltre è anche possibile scaricare la traccia per i GPS Garmin

 
IL PERCORSO

Il 90% del percorso è sulla Ciclopedonale del Naviglio Martesana e poi lungo il corso del fiume Adda da Trezzo d'Adda fino a Paderno. Si tratta di un percorso in piano con lievi pendenze, salvo nel ritorno che ho scelto di salire verso Trezzo d'Adda, dove si incontra una breve ma impegnativa salita da mettere in conto. Non si è obbligati a farla e chi volesse fare il tragitto dell'andata liberissimo di farlo.

Rifornimenti idrici

Lungo il percorso sono presenti diverse fontanelle come a Gorgonzola-Bellinzago Lombardo-Groppello d'Adda-Trezzo d'Adda.

Quale bici usare

Per i tratti sterrati consiglio l'uso di MTB o City Bike.

Lungo il Naviglio Martesana

Questo percorso è stato illustrato in diverse occasioni per cui mi è sembrato inutile inserire nuove immagini del tratto da Gorgonzola a Vaprio d'Adda, basta guardare ciò che è stato pubblicato in passato. Lo scopo era quello di verificare i lavori in corso lungo il tratto Vaprio d'Adda - Trezzo d'Adda, tratto che inizia dopo il ponte sul lato sx della foto.
A sx si trova Vaprio d'Adda mentre oltre il ponte è Canonica d'Adda, il fiume ovviamente è l'Adda. Quasi in centro alla foto si vede un palazzo antico...

 


... Si tratta della Villa dei Duchi Melzi d'Eril, passata alla storia per avere ospitato Leonardo da Vinci nel 1506, periodo in cui fece da precettore al figlio del Duca, ovvero: Giovanni Francesco Melzi d'Eril. Francesco in breve divenne amico di Leonardo e lo accompagnò nei suoi frequenti viaggi stando accanto al genio fino alla sua morte, tanto che Leonardo un anno prima della sua dipartita, lo nominò suo erede e custode di tutti i suoi libri e documenti. Eredità che al rientro in Italia Francesco custodì con cura nella Villa Melzi d'Eril a Vaprio d'Adda. In seguito i preziosi documenti passarono per la Spagna, l'Italia, la Francia per poi ritornare definitivamente in Italia nel 1814 presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano


Chiuso l'argomento storico, attraversata la strada SS11, ci si trova ancora lungo il Naviglio Martesana. Qui era settembre ed erano in corso i lavori di risistemazione del tratto Vaprio d'Adda - Trezzo d'Adda


I lavori interessavano sia il fondo che l'argine


Questo era un tratto semi ultimato, dove si può vedere la delimitazione della sede con un cordolo, la pavimentazione in ghiaino compattato e la ringhiera a protezione verso le acque del Naviglio Martesana. A distanza di un paio di mesi sono ritornato per vedere lo stato avanzamento lavori, ma il cantiere era chiuso e non era possibile passare, ad oggi non ho notizie se hanno terminato i lavori.

Ora non so se la pavimentazione della Ciclopista verrà mantenuta come lo è in foto o se verrà applicato un manto di asfalto. Nel primo caso posso solo dire una cosa: Qualche anno fa dopo l'inaugurazione della Ciclovia della Valle Seriana nel 2009, dopo averla percorsa mi sono detto: Ecco finalmente una pista ciclabile fatta con i sacri crismi. Il tracciato era un misto fra tratti con il fondo come questo nella foto ed altri con asfalto. Ritornato sulla Ciclopedonale quest'anno, ahimè dopo 5 anni il tratto fatto come questo nella foto era malconcio con profonde incavature causate sia dai rivoli d'acqua delle piogge o dalle abbondanti nevicate e gelate.
Risultato: Un pessimo aspetto rispetto allo stato iniziale, mentre i tratti dotati di asfalto erano ancora tali e quali a 5 anni fa!

Quindi questo che riporto è un ennesimo esempio di quanto vado a sostenere da parecchi anni: Le piste Ciclopedonali vanno fatte con il fondo di asfalto se si vuole che durino nel tempo tanto più che come funzionano le cose in Italia lo sanno tutti che una volta consegnata l'opera poi nessuno più ci metterà le mani per la manutenzione, non essendo previsti i fondi necessari.
Lo ripeto ancora: Se ci si vuole adeguare ad uno standard Europeo ed attirare il turismo estero ed anche nostro è indispensabile che queste Ciclopiste abbiano il fondo asfaltato. Non scordiamoci che in particolare questa Ciclopedonale può collegarsi al
Lago Maggiore e ad altre reti Ciclopedonali per cui è da considerarsi alla stregua di una autostrada in campo automobilistico. Già, non parliamo di autostrade, dove lì di scempi ambientali ad esempio per la Bre.Be.Mi. ne hanno fatti parecchi, peccato che ora ci passino sopra quattro auto in croce!

Speriamo bene che nel frattempo qualche cosa di buono sia stato fatto. Qui sopra sull'altra sponda del fiume Adda, si trova il villaggio di Crespi, considerato Patrimonio UNESCO. Nella foto il castello dei Crespi, famiglia nobiliare che fondò il villaggio nell'800'.

Qualcuno si sarà chiesto ma non si era sul Naviglio Martesana? Esatto, solo che in alcuni punti il Naviglio è abbastanza vicino al corso del fiume Adda.

Proseguendo si arriva nei pressi del Santuario della Divina Maternità a Concesa, alle porte di Trezzo d'adda




Si prosegue poi sotto il ponte dell'autostrada Milano-Venezia, seguendo il corso del fiume Adda

Sull'altra sponda dell'Adda si trova Capriate San Gervasio, questa è la parte compresa fra l'autostrada A4 e la SS11


Passati oltre il Castello di Trezzo che si trova ben più in alto si prosegue sempre lungo l'Adda, sopra si vede il campanile della chiesa di Capriate San Gervasio che sta a nord della SS11


Alle spalle il ponte sull'Adda della SS11 che collega Trezzo d'Adda a Capriate San Gervasio


La ciclopedonale dopo aver seguito una stretta ansa dell'Adda, passa a fianco della Centrale Taccani e indovinate un po' chi la fece costruire? Ricordate il villaggio Crespi? Esatto proprio i Crespi la fecero costruire nel 1906 giusto per alimentare il loro Cotonificio nel villaggio Crespi


Per alimentare la Centrale Elettrica Taccani, hanno provveduto a regimentare le acque del Fiume Adda con uno sbarramento che si intravede in centro alla foto. Con il livello controllato, una parte dell'acqua fluisce nelle condotte della Centrale mentre l'eccedenza alimenta il corso dell'Adda a valle. Chi volesse farsi una escursione sul fiume in battello, sono a disposizione queste imbarcazioni coperte. Il Campanile sullo sfondo è sempre quello di Capriate San Gervasio




Immancabili in questo specchio d'acqua le coppie di cigni con la prole a seguito

Questo ambiente ha sempre il suo fascino e lo capì anche Crespi che quando acquistò la collinetta dove sorge il Castello per costruirvi la Centrale Elettrica Taccani, si preoccupo di farla progettare con uno stile consono che si avvicinasse ai resti del castello, ma non solo, la fece costruire con le caratteristiche pietre chiamate "ceppo dell'Adda" che si trovano lungo le rive del fiume.




La diga a valle fa si che per un buon tratto il fiume non presenti una corrente tumultuosa tanto da permettere la pratica del canottaggio.

 

Proseguendo si arriva in prossimità di un'altra Centrale Idroelettrica, questa è la Esterle nel comune di Porto d'Adda



La Ciclopedonale prosegue verso Paderno d'Adda sempre su sterrato, con le immancabili pozzanghere, ed è proprio questo l'esempio, un percorso importante come questo non può rimanere sterrato! Da Lecco a Groppello d'Adda i tratti sterrati andrebbero tutti asfaltati per uniformarsi al resto dei percorsi sui Navigli che portano sino al Lago Maggiore, oppure sul Po.

Del resto un esempio di incuria e non manutenzione lo si ha nel comune di Vaprio d'Adda dove dal ponte sull'Adda procedendo verso Trezzo d'Adda lungo questa Ciclopedonale, c'è un tratto sterrato di circa 200m con buche molto profonde che si riempiono sempre d'acqua rendendo anche problematico passarci anche solo a piedi e che è nelle medesime condizioni da oltre 40 anni!

Non pensate che in tutti questi anni si sarebbe potuto intervenire? Se questi sono i biglietti da visita per l'EXPO 2015 ....


Come ho scritto sopra vi sono tratti sterrati e tratti asfaltati, qui ci si trova con l'ecomostro che si staglia sopra la vegetazione

Si tratta della torre dell'impianto del Cementificio a Calusco d'Adda. Costruito agli inizi del 900' e poi acquistato nel dopoguerra dalla Italcementi e successivamente ammodernato nel ciclo produttivo per renderlo più idoneo nel sostenere l'impatto ambientale durante la produzione.

Al di la di questi fatti la sua collocazione fisica nel territorio non passa inosservata in quanto si trova in cima alla valle dell'Adda e ben visibile sia dal Lecchese che dalla Brianza.


Quanto è visibile da lontano questo ne è un esempio, questa foto inquadra la valle dell'Adda il cui corso è visibile a sx. La foto è stata scattata nei pressi di Olginate d'Adda e la torre del cementificio spicca sulla cresta della collinetta. Per tanti anni mi sono sempre chiesto cosa fosse, vedendola sempre da lontano, ora lo so.

Sia il corso del Naviglio che quello dell'Adda, che vi scorre poco distante ma molto più in basso, attraversano ripide pareti scavate nella roccia. Per quanto riguarda il corso dell'Adda, lo scavo se l'è fatto da sé nel corso dei millenni, qui invece c'è di mezzo la mano dell'uomo che ha modificato in parte l'ambiente esistente.



Procedendo, un tratto di vegetazione dirada lasciando libera la visione sul corso dell'Adda che qui mostra uno dei tratti più impetuosi e selvaggi del suo corso dopo Lecco. In alto a sx è sempre visibile il cementificio.




Sono questi ambienti selvaggi che in uno dei quadri più famosi al mondo gli studiosi d'arte ritengono che Leonardo da Vinci nel dipingere la "Monna Lisa" o "Gioconda" si sia ispirato a questi ambienti per lo sfondo. Qualunque sia la verità il quadro rimane esposto al Louvre mentre a noi rimane questo ambiente che in quanto selvaggio e poco accessibile è rimasto intatto da molti secoli a questa parte.

Di una cosa si è certi: Leonardo questi ambienti li ha conosciuti e studiati molto bene visto che sue sono le opere delle chiuse e dei canali per rendere navigabile l'Adda dal Lago di Lecco a Milano, chiuse e canali studiati proprio per evitare queste rapide sul corso del'Adda. Se volete vedere altre foto o documenti su questo tratto potete andare su questo
vecchio report


La chiesa di Santa Maria Addolorata a Paderno d'Adda. Questo è il ponte sul Naviglio di Paderno


Da questo punto nasce il Naviglio di Paderno, creato per superare le rapide che avete visto prima. A sx La ciclopedonale prosegue sino a Lecco seguendo il corso del fiume Adda. In alto sullo sfondo il ponte di Paderno, ferroviario sotto e stradale sopra, collega Paderno a sx con Calusco d'Adda a dx.

Il ponte ad unica campata, sovrasta il corso dell'Adda da più di 80m. di altezza.
Per il periodo in cui fu realizzato, al pari della celebre torre Eifel, le travi in ferro sono state unite fra loro con chiodi di ferro ribattuti. Se Parigi aveva la Torre Eifel come vanto tecnologico, nello stesso tempo sul finire del 1800' noi in Itaila abbiamo avuto questo capolavoro tecnologicamente avanzato, un vanto della ingegneria civile datato 1890, anche se a dire il vero il progettista fu lo Svizzero Jules Röthlisberger

Toh', che sorpresa! Gli inviati di bellitaliainbici!

Loro erano di ritorno da Lecco, io avendo avuto un impegno al mattino, non ho potuto andare assieme a loro, ma gli ho dato appuntamento per il pomeriggio a Paderno giusto per fare il ritorno assieme.

Nel ritorno, abbiamo fatto una breve sosta per vedere i lavori di risistemazione di questo ambiente attorno all'area Archeologica di Santa Maria Della Rocchetta


Il tutto è stato risistemato ed ora la chiesa è visibile fra la vegetazione anche dalla ciclopedonale


Tutto è ben ordinato, molte piante sono state sfoltite e diradate togliendo l'aspetto selvaggio che c'era in precedenza


Alcune piante non sono di certo autoctone, ma danno un tocco diverso all'ambiente circostante.




Arrivati in cima si arriva alla chiesetta che da questo lato mostra in alto a dx la presenza di una finestra poi murata.

Accanto alla chiesa si apre questo "balcone" con vista sul corso dell'Adda, a dx se ne vede una piccola porzione.


Il panorama visibile è molto bello, se non ci fosse la cava in alto a sx e le case sullo sfondo si potrebbe pensare a un posto inserito in contesti ben differenti.

Questo e lo sguardo verso nord. Qui l'ambiente visibile appare più integro, forse come l'avrebbe visto anche Leonardo da Vinci molti secoli fa.


Alcune informazioni sulla chiesa


Sul lato opposto si trova l'ingresso alla chiesa



L'interno della piccola cappella


Dalla chiesa lo sguardo è rivolto verso nord-ovest. Ci sono tre terrazzamenti. Quello dove si trovano gli alberi è allo stesso livello dell'altro dove si trova il "balcone" belvedere. In fondo si scorge il terrazzamento più basso dove è sita un'area archeologica...




...dove si possono trovare i resti di una antica cisterna d'acqua




Le informazioni inerenti la Cisterna


Mi ha fatto piacere ritrovare questo ambiente ristrutturato e curato nei minimi particolari in modo da essere valorizzato e meglio fruibile

In un piccolo spazio sotto la cappella hanno anche messo in mostra altri documenti storici dei luoghi circostanti e degli avvenimenti rilevanti che vi sono accaduti. Quando il sito è aperto un volontario è presente e può dare altre informazioni.



Informazione sempre utili per approfondire la conoscenza di un territorio in cui è calato questo sito


Il contesto ambientale sottostante non è da meno come bellezza


E se noi siamo giunti in bici, c'è anche chi si rifà a mezzi di trasporto che un tempo si sarebbero trovati più di frequente su questo percorso.


I cavalli d'acciaio, o meglio d'alluminio, stanno attendendo i cavalieri di bellitaliainbici



E' oramai pomeriggio inoltrato quando arriviamo di nuovo nei pressi di Trezzo d'Adda. Da qui cambieremo percorso per fare ritorno al punto di partenza, lasciando l'Adda per salire sopra a Trezzo d'Adda e prendere la ciclabile che condurrà a Vaprio d'Adda e poi l'altra nuova sino a Groppello d'Adda.



CONCLUSIONI

La breve ispezione del tracciato ci ha permesso di vedere anche le opere fatte nel sito Archeologico di Santa Maria della Rocchetta, della serie: Vale sempre la pena ripercorrere vecchi tracciati, non sia mai che sia stato fatto qualche cambiamento nel corso degli anni e nel frattempo ce lo siamo perso!


  

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2014
pagina creata:05-12-2014
ultimo aggiornamento: 22-07-2015
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