Salita da Torre de Busi
a Valico Valcava
e Forcella Alta (LC-BG)

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Una salita che vi porta al noto Valico della ValCava
per discendere poi verso la Valle Imagna e risalire
alla Forcella Alta detta Pertus

Il dislivello totale è di 1182m

Uno sforzo che puo' essere coronato in caso di bel tempo dalle
viste panoramiche che si godono lungo il percorso e arrivati in cima



Le altimetrie

Cisano Bergamasco (m. 410) - Valico Valcava (m. 1340)
Forcella Alta (Pertus) m.1310

tot. salita km 16 - Dislivello totale m. 1182
Percorso totale Km 31,2

 

Come potete osservare sulla sx della cartina c'è un altro tracciato
che termina a Boccio
che è un'altra via per salire alla Forcella Alta
solo che da Boccio a Forcella Alta la strada è una carrabile sterrata



 

Lo sviluppo del giro visto da Sud, partenza da Torre de Busi fino al Valico della Valcava che segna il confine fra le provincie di Lecco e Bergamo
per terminare a Forcella Alta, un balcone naturale con la vista che spazia da Ovest a Est. (mappa tratta da Google Earth)

 
 

Qui mi trovo nei pressi di Vimercate, sullo sfondo a sx la Grigna, poi il Resegone e a fianco i monti della Valcava, meta di questa salita.

La giornata è bella con il cielo terso, preludio a ottime visuali una volta arrivato in cima.

 

 

 
 

Mi sto avvicinando a Torre de Busi e uno sgurdo in cima alla montagna mi fa scorgere le antenne dei ripetitori posti sul Valico della Valcava

 

 

 


 

 
 

La bici è li che aspetta di essere messa a terra e approntata per la salita.

All'inizio della deviazione per la salita a Valcava sulla sx c'è un comodo parcheggio di fronte all'oratorio di Torre de Busi, dove di certo non faticherete a trovare un posto per l'auto.

 

 

 

 

 

La salita

Facendo un'analisi del percorso a livello generale si potrebbe dire un percorso non difficile per quanto riguarda le pendenze, ma già fare 12km per il valico per poi ridiscendere e risalire a Forcella Alta ne fanno un percorso medio lungo, 16km e 1182m di dislivello non sono poi cosi' pochi e il coefficiente di difficoltà è oltre 120.

Per capire la salita potete leggere anche qui e capirete che si tratta di una signora salita che in genere è difficile da domare e parlando con gli amatori del pedale è sempre un onore averla nel carnet.

Per come l'ho vissuta, è una salita con continui cambi di pendenza che non ti permette di stabilire un ritmo, dove la mano dx ha un continuo da fare a cambiare rapporti , ora troppo lungo, ora troppo corto, quindi da non prendere alla leggera se si vuole arrivare in cima.

Sotto il grafico delle pendenze tratto da Openrunner rende bene l'idea dei continui cambi di pendenza e a cosa mi riferisco.

Qui a fianco l'abitato di San Marco

 

 

 

 

 
 

 

 

 

Le piante lungo la salita non mancano almeno fino attorno ai 1000m solo gli ultimi km al Valico sono scoperti e se lo fate in stagione calda e in tarda mattinata l'impresa puo' trasformarsi in calvario.

 
 

 

Una Cappella Votiva che si staglia nel cielo blu.

 

 

 

Poco sopra un abitato che da lontano appare abbandonato, salvo vedere poi che qualche persona vi abita.

 
 

A quanto pare la natura si sta riprendendo i suoi spazi con un'albero che ha invaso parte di una casupola ormai diroccata.

 
 

Lungo il percorso si trova sempre qualche casa o gruppi di case sparse

 

 
 

La strada salendo ogni tanto offre degli squarci verso la pianura da cui ammirare panorami specie con giornate con leggero vento che spazzano la foschia e lo smog dalla pianura.

 
 

Si sale ancora un po' e all'improvviso appare il Monte Rosa in lontananza,

Da ora in poi quando la visuale lo permette guardando verso Ovest il gruppo del Rosa è sempre la in bella vista.

sulla dx la frazione che sembrava disabitata.

 
 

Procedendo oltre si sale sempre di piu' di quota con scenari sempre diffrenti, questo è il Colle di Sogno con in fronte sempre il Monte Rosa

 
 

Una breve sosta per bere e tirare il fiato

 
 

Qui siamo su uno dei tratti piu aspri e due ciclisti con la BDC cercano zigzagando di alleviare la fatica.

 
 

La vista ora puo' spaziare verso sud est, si riesce a scorgere il corso del fiume Adda. Oltre, perso nella foschia, c'è Milano

 
 

Il corso dell'adda fra Imbersago e Brivio, con a sx la propaggine del Monte Canto. In corrispondenza dell'ansa dell'Adda poco sopra si intravede un laghetto nei pressi di Calco.

 
 

Sempre piu' in alto e ora il panorama si fa piu' interessante, si incomincia ad intravedere i Laghi Garlate, Annone e Pusiano oltre all'immancabile Monte Rosa.

 
 

 

Usando lo zoom i dettagli appaiono piu' evidenti.

 
 

Ancora una vista dell'abitato di Colle di Sogno posto a 954m.

 
 

Non manca molto al Valico, e guardandomi indietro si vede la pendenza della strada, che dicono arrivi in alcuni tratti anche al 20%, se è vero non lo so, comunque chi va in montagna sa benissimo di non trovare la pianura, e quando si fa dura occorre stringere i denti e andare avanti se si vuole raggiungere la meta.

 
 

Ancora pochi metri e i 12km di salita sono terminati, ecco l'imponente antenna del Valico di Valcava posta a 1340m.

Queste antenne Radio/Tv/telefonia servono ad irradiare i segnali su gran parte della Lombardia.

 
 

 

Le fatiche non sono ancora terminate, scollinato il Valico si scende in Valle Imagna in direzione Costa Imagna, solo che nei
pressi di Costa Imagna si devia a sx per il Pertus Forcella Alta

Quelle che si vedono all'orizzonte sono le cime delle montagne della Bergamasca verso nord est.

 
 

Sono finalmente arrivato alla meta, al cosidetto "Pertus" qui si vede il ristorante che domina sul panorama a Ovest

 
 

Mi trovo sul crinale che divide la provincia di Lecco e di Bergamo con le indicazioni per i vari percorsi.

La bici devo dire si comportata bene e non è sorto alcun problema salvo dover pedalare, pedalare, pedalare...

Si tratta di una MTB in alluminio a cui è stato aggiunto un kit con motore elettrico

Il peso complessivo in ordine di marcia è di 27kg, molto distante dai 7kg di alcune bici da corsa incontrate per strada!

 
 

Per arrivare sino a qui sono giusto 16km di salita e quasi 1200m di dislivello, pero' ne è valsa la pena!

 

Ora lo sguardo puo' spaziare su tutti i Laghi visibili, da sx Olginate,a dx Garlate, poi oltre i Laghi di Annone, di Pusiano, Alserio e Montorfano.

Poco sotto la mulattiera che sale da Carenno/Boccio

 
 

Uno sguardo verso il Resegone e la punta della Grigna innevata.

 

 

Le Alpi Bergamasche

 
 

Un cartello per dare informazioni sull'ecomuseo della Valle San Martino, con mappe e percorso didattico

 
 

 

Il Lago del Pertus, ancora ghiacciato e alle sue spalle il Resegone

Il panorama che si gode da quassu' nel versante nord ovest

Uno sguardo verso est, la Valle Imagna e le cime della Bergamasca

 
 

 

Le spine, quasi ad indicare che non c'è rosa senza spine

 
 

 

Di andare a piedi per ora non se ne parla, forse in un'altra occasione...

 
 

 

Da qui si vedono ben i due Laghi di Annone divisi dalla sottile lingua di terra e il varco che li mette in comunicazione, e sullo sfondo la maestosa catena del M.te Rosa

 
 

 

Guardando a nord appare in lontananza un picco che assomiglia al M.te Cervino

 
 

 

 

Poco piu' a Nord Ovest si vedono i Corni di Canzo

 
 

 

Panorama dal giardino di una casa

 
 

 

Certo cenare o pranzare con questa vista è da pochi fortunati!

 
 

 

Per oggi penso possa bastare, mi avvio sulla strada del ritorno e piu' in basso scatto l'ultima foto verso il monte Cornicione.

E' stata una bella fatica ma ricompensata dai bei panorami e non posso che ritenermi soddisfatto del risultato ottenuto.

 
 

 

 

 


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Un foto racconto di Cadore designer © 2008
pagina creata:20-03-2008
ultimo aggiornamento: 14-08-2010
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