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Lombardia
in bici
Salita
Santa Maria Hoè - Eremo San
Genesio
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Home

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Una
salita fatta con una nuova e-bike allestita su
telaio MTB
sono 5Km molto impegnativi, con l'ultimo tratto in
sterrato
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Le
altimetrie
Santa
Maria Hoè (m. 338) - San Genesio (m. 853) km 5,2 -
Dislivello 515m

Salita
in dettaglio

Oltre la salita da Santa Maria
Hoè a San Genesio, ho fatto un giro prendendo al
ritorno
a Cagliano il bivio per Giovenzana proseguendo per Nava ,
Ravellino Colle Brianza e ritorno.

L'eremo di
San Genesio è il puntino Bianco che si vede sulla
collina e nel dettaglio ingrandito

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Un
Nine e una salita tosta
Questa
salita l'ho programmata per testare sul campo la
nuova realizzazione su un percorso che fosse
significativamente impegantivo, in modo da far
emergere eventuali problematiche o limiti di
prestazione del nuovo mezzo allestito.
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Una
chiesetta sulla strada di avvicinamento a Santa Maria
Hoè
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Si
parte!
Una
buona notizia rispetto alla precedente
realizzazione è il peso minore della bici e
il fatto che sia piu' compatta.
Questo
permette una piu' agevole presa e minor sforzo per
issare e toglier la bici dal tetto, finalmente sono
autonomo, e non devo fare ricorso al generoso aiuto
dei passanti!
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Tolta
la bici l'ho attrezzata con le solite batterie 36V
al piombo gel da 7Ah messe nella sacca posteriore,
mentre nella sacca anteriore ho messo gli attrezzi
per le riparazioni di eventuali forature e i generi
di conforto.
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Ho
trovato il parcheggio proprio all'inizio della salita, in un
parcheggio frequentato
da chi pratica il Down Hill.
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In
pratica per fare il Down Hill alcune persone si
raggruppano per poter gestire questo sport
alternativo, in genere individuano un punto di
partenza in quota che sia raggiungibile con mezzi
come appunto dei furgoni, e che vi siano tracciati
di discesa nel bosco che arrivino sino al punto di
partenza.
Questo
perchè le bici adatte a questa pratica sono
bici molto robuste che debbono sopportare forti
stress, infatti scendono a tutta con salti anche
notevoli se trovano dei dossi, per cui il telaio
pesa parecchio e pensare di fare la salita è
impensabile.
Oltre
a questo l'abbigliamento è piu' consono a
pratiche di motocross o enduro quindi hanno robuste
scarpe, parastinchi para ginoicchia , pargomiti e
spalle , casco protettivo con mascherina anteriore
guanti protettivi e taluni anche tuta in
pelle.
Del
resto nonostante queste protezioni non sono
infrequenti infortuni a chi pratica questo sport
estremo.
Quindi
si organizzano a turno per portarsi in quota dopo
di che l'autista torna e aspetta a valle i compagni
per poi scambiarsi i ruoli.
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Il
furgone e due persone appena tornate da una
discesa
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Questa
salita è il primo "balcone " verso la
pianura padana che sale verso i 900m. come si
inizia a salire si vedono le prime collinette della
Brianza.
Ho
iniziato la salita in una giornata che si è
rilevata caldissima in raffronto alle temperature
medie avute fino a ieri, di fatti i ragazzi scesi
facendo Down Hill mi hanno consigliato di
alleggerirmi con gli indumenti.
In
questa sosta dove ho scattato la foto , ho tolto un
indumento e i guanti anche perchè: pronti,
via si sale, le pendenze si sono fatte subito
sentire, e partire a freddo su un 8% - 10-12% la
temperatura corporea complice il caldo esterno
incomincia a salire rapidamente.
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In
mezzo alla forcella dell'albero si intravede Montevecchia in
cima alla collinetta
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Ecco
la bici attrezzata per la salita, batterie nella
sacca posteriore e borsa sul manubrio per
attrezzature , generi di conforto e
altro.
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Dopo
5 tornanti arrivo al sesto dove trovo questa
chiesetta detta Pau', fra gli alberi sulla dx
intravedo San Genesio in cima alla
collina.
Fino
ad ora ho già superato tratti del
9-16-12-13% almeno stando al grafico, sono salite
che sono il doppio delle pendenze che fino ad ora
ho dovuto affrontare nelle mie imprese, e
nonostante abbia la bici con qualche chilo in meno
e le ruote da 26" invece delle 28" ho dovuto
comunque mettere il rapporto piu corto disponibile
e ridurre la velocita anche a 5km/h
In
questi tratti ho regolato la potenza sui 60-80
Watt, ma con queste pendenze la regolazione si fa
difficile, perchè i continui cambi di
pendenza ti impongono di rivedere la regolazione.
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Sia
per il fatto che avevo il sole in fronte e che per
la salita che si faceva sempre piu' impegnativa ho
desistito da fare ulteriori foto.
Lasciata
la chiesetta, per un paio di km la salita si fa
dura, sono costretto a ridurre la velocita anche a
4,5km/h ad un tornante dopo l'uscita ho dato un
colpo piu' forte di pedale e mi sono trovato con la
ruota anteriore che si librava nell'aria!
atterrando subito dopo per poi impennarsi di nuovo
alla succesiva pedalta, ho capito che ero al limite
e dovevo per forza ridurre l'impegno se non volevo
viaggiare su una monoruota! non chiedete che
pendenza fosse!
In
quelle condizioni anche volendo aumentare
leggermente la potenza erogata si saliva subito
oltre i 200W ma nel contempo la velocità
aumentava si e no di 1km/h per cui per
salvaguardare le batterie era meglio salire del
passo che si rendeva piu' consono al tratto di
pendenza.
A
circa 3,5km l'asfalto termina ed incomincia lo
sterrato a tratti sconnesso, e pendenze anche del
17% almeno dicono, solo che come sull'asfalto qui
mi trovavo con frequenti perdite di aderenza
all'anteriore.
Questo
fatto di perdita di aderenza l'avevo già
messo in conto perchè per ovviare a cio'
vorrei tornare alla configurazione come nella bici
precedente con il cestino all'anteriore con le
batterie al suo interno. Cio' porta a questo
vantaggio di zavorra che non potrebbe che
migliorare le prestazioni in salita .
Vorrei
sottolineare che all'anteriore c'è
un'aggravio di peso di 5,5kg per l'Hub e quasi 3kg
nella borsa attaccata al manubrio, per cui ho
già 8,5kg di zavorra all'anteriore, a questo
punto mi viene da pensare cosa sarebbe successo
senza quei kg all'anteriore, pero' c'è anche
da dire che osservando la distribuzione dei pesi
gioca a sfavore anche la collocazione attuale delle
batterie al posteriore che in parte si trovano ad
essere fuori baricentro rispetto all'asse del perno
della ruota posteriore.
Oltre
a questo ora ho anche il vantaggio di avere una
forcella piu' rigida che in salita effettua meno
rimbalzi quando si pigia forte sui pedali e non
è cosa da poco per l'aumento dell'efficienza
nelle salite, quando con forcelle morbide si
disperde una buona parte dell'energia sulla
forcella. E' per questo motivo che le forcelle di
buona levatura dispongono dei blocchi anche
rinviati al manubrio per renderle
rigide.
Le
mie hanno anche delle regolazioni sugli steli per
indurirle ulteriormente. C'è pero' un
aspetto che l'Hub anteriore provoca, ovvero
è sufficiente che entri in "tiro" per
annullare in parte l'effetto affondamento alla
sospensione.
Se
si osserva la pedalata in salita di un ciclista su
una normale MTB muscolare e la mia pedalata si
vedrà che nel mio caso la salita è
sufficientemente regolare e rettilinea salvo
qualche deviazione laterale quando la
velocità scende sotto i 4km/h , ma per
contro a quelle velocità con una muscolare
la salita è piu' scomposta anche per
l'impegno profuso nell'affrontare la
pendenza.
Io
non voglio entrare in merito alla salita e ai
numeri di percentuale della pendenza, so solo che
per quanto mi riguarda è una delle piu'
toste affrontate fino ad ora e il fatto che mi sia
ritrovato con la ruota anteriore sollevata non puo'
che farmi pensare che sono quasi al limite delle
leggi della fisica per affrontare una salita ancora
piu' impegnativa a meno di zavorrare ulteriormente
l'anteriore o scendere a piedi, cosa che non ho
fatto!
ma
penso che i 29kg attuali siano anche eccessivi per
affrontare salite di questo tipo, tanto piu' che
devo metterci molto di mio!
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Mi ci
è voluta un'ora per raggiungere quota 836m dell'eremo
con un consumo di 51,5Wh
Se
pensiamo che con le leggi attuali le Auto devono viaggiare
sempre con i fari accesi e che ogni lampada anteriore
è di almeno 50W e il totale delle lampade accese puo'
essere di 200W va da se che in una sola ora di viaggio con
un'automobile sprechiamo tanta energia per tenere accese le
lampade quanta me ne servirebbe per fare 4 percorsi come
questi!
Penso che
questo dato debba fare riflettere i governanti per quante
risorse stiamo sperperando inutilmente.
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In
prossimita dell'eremo si arriva sotto una folta
pineta e a sx si puo vedre in cima alla collina un
struttura che si chiama Ristoro Alpino.
A
fianco del ristoro si trovano alcuni tavoli con
panche per un ristoro all'aria aperta vicino alla
pineta.
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Mi
sarei aspettato una volta in cima che vi fosse
stato qualche varco panoramico, inveci il sito
è attorniato da boscaglia che in questa
stagione con gli alberi spogli permette ancora di
intravedere fra i rami il paesaggio sottostante ma
che immagino tutto cio' verrà precluso in
primavere ed in estate.
Per
ottenere viste panoramiche occorre proseguire oltre
andando in direzione del monte Crocione che pur
essendo in mezzacosta richiede una passeggiata di
circa mezz'ora.
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Dall'alto
del Ristoro, la pineta ed in fondo il vialetto che
porta all'eremo di San Genesio
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Sul
piazzale si trova la mappa dei sentieri sul monte
Crocione e dintorni
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In
giallo il percorso della salita a San
Genesio
In
rosso sono segnati i sentieri che probabilmente
vengono praticati da chi fa Down Hill, o se no sono
quelli probabilmente sono in quella
zona.
Per
chi abita in Lombardia nella zona ad est di Milano
vorrei far notare che in questo luogo nasce il
torrente Molgora.
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Dopo
aver ripristinato le calorie bruciate nella salita,
ho imboccato di nuovo la strada per il ritorno,
incrociando qualche MTB muscolare .
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Sopra
una vista verso la Bergamasca, in mezzo alla foto, l'Adda
nei pressi di Brivio
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Ecco
un tratto della strada sterrata che porta
all'eremo, con il tornantino in fondo.
Nelle
foto è difficile dare la sensazione delle
pendenze, non vi resta che andarci di persona, la
strada è li che vi aspetta!
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La
bici in attesa di riprendere la discesa, non come
in questi casi di discese con pendenze importanti e
sullo sbrecciato si è rivelato ancora una
volta importante l'impiego del freno dinamico, che
ti permette di scendere in tranquillità
senza timore di vedere la ruota anteriore "andare
via"
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Ridisceso
a Cagliano c'è un bivio: a sx si scende per
la strada affrontata per la salita, mentre a dx
c'è una strada che porta verso Giovenzana e
Nave Colle Brianza e volendo fino a
Lecco.
Al
bivio si trova anche una fontana per il
rifornimento idrico.
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La
strada procede in costa, nei pressi di Giovenzana
si apre un panorama sulla Brianza.
La
strada è molto panoramica e i continui
saliscendi aprono viste verso Ovest; immagino che
in giornate limpidissime si riesca a vedere molto
lontano.
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Ora
la strada girando permette la vista su
Montevecchia, il primo colle che domina la pianura
verso Milano
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Dopo
qualche saliscendi finalmente mi si para davanti un
panorama bellissimo che da verso Nord Ovest, si
vede incorniciato sullo sfondo il gruppo del Monte
Rosa.
Se
c'è una cosa che apprezzo dell'andare in
bici è il potersi fermare in ogni dove per
poter ammirare i panorami e scattare delle foto
senza per questo creare intralcio alla
circolazione.
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Lo
sguardo in questo punto si perde all'orizzonte fra
le catene del Monte Rosa, i contrafforti delle
montagne del triangolo lariano e il sottostante
lago di Annone
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Uno
scorcio di un campanile in cima alla
collina
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Ora
la strada sta scollinando verso colle Brianza ed
ecco che appaiono i Corni di Canzo, è la
montagna con le due sporgenze che si trova fra le
due case.
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Sono
nei pressi di Colle Brianza e i panorami si
susseguono.
Ogni
tanto do un'occhiata alle ville alle mie spalle ed
invidio i proprietari per il fatto che possano
aprire le finestre al mattino e godersi questi
panorami e al tramonto vedere il sole tramontare
all'orizzonte!
A
mio parere questi luoghi della Brianza si possono
considerare fra quelli paesaggisticamente piu'
belli ed incantevoli.
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Sono
i primi giorni di Marzo, gli alberi sono ancora
spogli, fino a ieri faceva freddo, ma oggi il
termometro è impazzito con temperature di
quasi 24°C e già si possono vedere i
primi germogli sui cespugli,sarà sufficiente
una pioggerella primaverile per far risvegliare la
natura dal letargo invernale.
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Un
cartello mi porge il saluto dandomi l'arrivederci a
Colle Brianza, per chi è della zona sa che
questa strada è una delle piu' frequentate
dai ciclisti cicloamatori, e come dargli torto,
certo si fa fatica ad arrivare qui ma poi si
è ripagati dai panorami stupendi.
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Scendo
dal Colle Brianza e mi appare il lago di Annone
formato da due laghi separati da un una lingua di
terra che in un punto si apre.
Se
osservate in centro alla foto è visibile il
canale , mentre in alto sulla dx i famosi Corni di
Canzo.
Ho
deciso che era il momento di girare la bici e
ritornare alla base, qualche salitella ancora e poi
tutta discesa come si vede dal grafico iniziale,
come sempre quando si fa fatica a salire poi si
viene ripagati nella successiva discesa!
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Il
giro ora si è concluso, 19km di bel vedere,
69.4 Wh consumati per un'ora e mezza in sella e
un'ora e un quarto di soste per pranzo e scatti
fotografici.
E'
un giro che consiglio, certo la salità fino
all'eremo di San Genesio va affrontata solo da chi
non ha problemi fisici perchè è molto
impegnativa, volendo se volete risparmiarvi la
fatica potete arrivare fino al bivio di Cagliano
che è già comunque un bell'impegno e
svoltare a sx per Giovenzana e Nava.
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Per
finire una foto panoramica che spazia dal Monte Rosa ai
Corni di Canzo e sotto dai Laghi di Alserio, Pusiano e
Annone
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Un
foto racconto di Cadore designer © 2008
pagina creata: 02-03-2008
ultimo aggiornamento: 14-08-2010
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