Toscana in bici

da Punta Ala
Campeggio Baia Verde
a Salivoli-Piombino
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Un giro che se fatto completo potrebbe risultare troppo impegnativo per il trasferimento sino a Salivoli e Piombino, tanto che ci si potrebbe limitare alla visita del promontorio di Piombino, più che sufficiente per immergersi in un ambiente molto bello e panoramico.


Salivoli località "Cala Moresca"

 



Salivoli Cala Moresca - Piombino vista Elba - Piombino

 

Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
94,3km a/r
687m
Asf/Sterr
Strad/Cicla
1%- 25%
✩✩✩✩✩
-
✩✩
✩✩✩

 

 

 

 

   

 



Il percorso di trasferimento si svolge sul Golfo di Follonica per poi a Salivoli addentrarsi sul Promontorio di Piombino.

La mappa del percorso. Sul sito Garmin Connect, dopo che ci si è registrati, è possibile nelle preferenze, convertire le miglia in km e viceversa. Inoltre è anche possibile scaricare la traccia per il GPS.

 

IL PERCORSO

L'idea era quella di attraversare il Promontorio di Piombino seguendo il percorso segnalato n° 302 "Via dei Cavalleggeri" sino a Populonia per poi scendere al Golfo di Baratti e fare ritorno percorrendo il sentiero n° 300 Via del Crinale. Per vari motivi che spiegherò più avanti l'escursione è terminata in località "Fosso alle Canne"

Rifornimenti idrici

Non ve ne sono, salvo gli esercizi commerciali sino a Piombino e un bar a Salivoli all'inizio del percorso sterrato.

Quale bici usare

Qui non c'é scelta se non una MTB, logico che se vi limitate al termine dell'asfalto a Salivoli, va bene anche una bici da corsa.



Verso la Costa degli Etruschi

 

Partendo dal Camping Baia Verde a Punta Ala ci si dirige verso Pian d'Alma passando per la strada interna alla piana, in modo da evitare il traffico della SP61.

 


Verso la fine della strada, si intravede l'abitato di Pian d'Alma che si affaccia sulla SP 158 Delle Collacchie, si prenderà per proseguire verso Follonica.

Sino a Puntone Scarlino e all'ingresso di Follonica, dove si prenderà la ciclabile, occorre prestare molta attenzione per il traffico spesso sostenuto e veloce.

Per contro c'é da segnalare che questo tratto di strada provinciale che va da Follonica a Castiglione della Pescaia è segnalato con cartelli come percorso turistico per bici.

Io aggiungo.... potrebbe anche starmi bene ma a patto di ricavare due corsie laterali con strisce continue e pittogramma della bici, questo è il minimo che si dovrebbe fare per la sicurezza dei ciclisti se proprio si vuole promuovere il territorio!

 

Da Pian d'Alma Verso Follonica la strada sale fino al culmine del Poggio, che chiamo "Belvedere" per la vista che offre sul Golfo di Follonica e sull'Elba. Per tirare il fiato fa sempre bene fermarsi ad osservare il panorama.

 


Sotto si trova il Porto del Puntone di Scarlino. Il promontorio che si intravede sullo sfondo è quello di Piombino oggetto della nostra meta odierna, da questo punto in linea retta dista solo 21km ma non avendo una barca in bici sono 33km per arrivare a Salivoli.

Scesi dal poggio "Belvedere" con una ripida e breve discesa dove si acquista facilmente velocità, la strada spiana raggiungendo Puntone di Scarlino. Qui si passa sul ponte del Fiume Pecora

Sulla sponda dx si trova il Museo dell'Archeologia Subacquea. Come si vede qui non c'è una ciclabile, si deve fare qualche centinaio di metri ancora sulla SP per poi sulla dx prendere la ciclabile sino a Follonica ed in successione a Prato Ranieri.

L'ingresso al Museo. In questi momenti sono in corso i lavori di prolungamento della ciclabile che dovrebbe arrivare vicino al Museo. Penso che per la stagione prossima i lavori siano terminati in modo d'avere un percorso ciclopedonale su sede protetta che colleghi Puntone di Scarlino a Follonica e che prosegue poi sino alla località Torre Mozza

Lungo la ciclabile fra Puntone Scarlino e Follonica è possibile vedere questo allevamento di asini della razza Croce di Sant'Andrea


La razza Croce di Sant'Andrea è riconoscibile dalle tipiche strisce nere a formare una croce con il centro sopra il garrese.

Anche il neonato asinello presenta già il marchio della razza

All'uscita di Follonica verso Prato Ranieri si percorre la ciclabile azzurra

Questo è un esempio di modificazione della viabilità, riducendo la strada a senso unico e riservando una parte alla ciclopedonale semplicemente dipingendo l'asfalto. Cose simili si potrebbero replicare in molte città senza nemmeno un esborso eccessivo di denaro se non per la vernice, che comunque costa molto meno del ricavare una sede propria ciclabile!

E nemmeno a farlo apposta la mia gregaria era in tinta con la ciclopedonale!

Lasciata Follonica alle spalle, si attraversa Pratoranieri e qui la ciclopedonale ha più spazi aperti verso il mare, al contrario di Follonica dove a sx si trovano molte abitazioni in riva al mare.

Sullo sfondo, a sx la meta del Promontorio di Piombino. Si intravedono anche i due camini della centrale termoelettrica dell'ENEL

La ciclabile ad un certo punto termina immettendosi su strade a traffico locale sino ad arrivare a questa rotatoria dove si svolterà prendendo la direzione dell'auto di colore bianco.

La strada scende in un sottopassaggio sotto la ferrovia per sbucare poi sulla strada Aurelia vecchia dove si svolterà a sx in direzione Piombino.

In realtà al ritorno chiedendo indicazioni è stato possibile fare un percorso alternativo visibile nella mappa di Garmin connect.

In pratica alla rotatoria si può prendere la successiva uscita a fianco del villaggio e del canale Cervia in viale Italia, al termine del quale si proseguirà su sterrato sino a torre Mozza.


Il canale Cervia in viale Italia


Se si opta per il percorso su viale Italia, al termine dello sterrato si arriva ad una sbarra, se si vuole vedere il mare a sx dopo 50m si arriva a Torre Mozza . Questa è la vista verso Follonica riconoscibile dal grattacielo bianco

Con ambedue le scelte di percorso si arriverà sul lungo rettilineo della Base Geodetica che passa dalle località: Perelli, Vignarca. Qui si trova anche la Centrale Termoelettrica dell'ENEL visibile ovunque nei dintorni per i suoi due alti camini.

Alle nostre spalle questa bella tenuta con annessa alla casa una antica torre merlata.

Arrivati nei pressi di Piombino delle frecce bianche di svolta per Salivoli poste sull'asfalto ci hanno fatto erroneamente svoltare in questa strada che in salita ripida porta sino ad un cancello di una villa!

Del resto come testimonia questa foto tratta da Google street view; una freccia di svolta posta in prossimità di una via a cosa vi farebbe pensare? Tanto più che la successiva freccia indica il Porto e il Centro!

In realtà la svolta corretta la si deve fare in fondo dove la strada curva a dx in salita.

Tra l'altro il cartello stradale bianco che si vede in centro alla foto indica al prossimo svincolo le direzioni possibili non menzionando Salivoli!

Ho scritto al Comune di Piombino vediamo se prenderanno dei provvedimenti in merito.



Cliccare sull'immagine per scaricare l'originale

I percorsi interessati sono il 302 e il 303, se scaricate l'originale potete leggere le caratteristiche di questi due percorsi


 

Superate le incomprensioni dei cartelli stradali ci dirigiamo verso Salivoli sino alla località Cala Moresca dove ha inizio il percorso per il Promontorio di Piombino

Ecco come si presenta Cala Moresca, acque limpide, colori azzurri e turchesi invitanti per un bel bagno!



Lei scruta il mare verso l'Elba

Il nostro obiettivo però non è raggiunto, in effetti vorremmo attraversare tutto il promontorio seguendo i sentieri 302 e 300 per raggiungere Populonia e il Golfo di Baratti fermandoci poi lì a pranzo, ma ci arriveremo in tempo? Si inizia con il sentiero 302.

Basta inoltrarsi nel sentiero e guardarsi indietro per vedere ancora Cala Moresca, e dietro di essa la punta dell'isolotto di Cerboli mentre sullo sfondo in centro é l'isola d'Elba

Proseguendo, il profilo dell'isolotto di Cerboli ora si apprezza meglio

Arriviamo a questo punto dove una passerella ed un cancello, penso siano stati posizionati per evitare il transito alle moto o ai motorini, peraltro vietati lungo questi percorsi.

Il percorso offre continui scorci verso piccole spiagge raggiungibili solo con ripidi sentieri, un paradiso a portata di mano, come si suol dire!


Più avanti ci fermiamo per fare il punto della situazione seduti su una panchina all'ombra.

Secondo i miei piani si doveva raggiungere il golfo di Baratti per il pranzo, lungo il percorso non c'é nulla per il ristoro. Il problema che si poneva era che davano a circa 2h e 40' Baratti per chi procedeva a piedi. Pensando di essere in bici prima delle 14 potevamo essere a destinazione, ma...

 

... procedendo ci siamo resi conto che il percorso non era per nulla facile e molto pedalabile presentando continui sali scendi anche ripidi.

Arrivati poi ad un bivio la mancanza di un cartello ci ha fatto scendere alla località Fosso alle Canne.

 

La discesa era molto ripida ed incanalata e ad un certo punto ho intravisto un piccolo Apecar, mi son detto; da qui finisce il sentiero stretto ed inizia uno più agevole vista la presenza del mezzo motorizzato! Raggiunta la spiaggia il posto era suggestivo con la presenza di alcuni tronchi intagliati con alcune figure.

Eravamo per caso giunti all'Isola di Pasqua?

Un tronco intagliato a forma di squalo fa bella mostra di sé sulla spiaggia, oltre a quello che richiama i famosi Moai distanti da qui solo 14.380km

Oltre l'arco in legno, con l'iscrizione scolpita Fosso alle Canne", un tavolo con panche era occupato da persone che stavano facendo il pranzo al sacco.

Ho chiesto informazioni sul sentiero e vengo a sapere che l'Apecar che ho visto ha fatto lo stesso percorso che abbiamo fatto noi per giungere sin qui!
Dire che sono rimasto incredulo è dire poco, come abbia fatto per me aveva dell'assurdo!

Svaniva quindi l'ipotesi che vi fosse un sentiero che proseguisse in modo più agevole.

Stando al pieghevole in mio possesso era segnalato un sentiero che proseguiva da quel punto verso Baratti.

Inforcate le bici lo seguiamo ma dopo poche decine di metri si tramutava nel letto di un torrente con grossi massi!

Dietro front e riconsultati le persone che stavano pranzando ci hanno detto di ritornare sui nostri passi fino al prossimo bivio.

Così abbiamo fatto, ma se la discesa era stata ripida la salita lo era altrettanto! Giunti al bivio che tra l'altro mostrava il palo ma senza il segnale ad indicare il percorso, ho preso l'unica sentiero che mi rimanesse da affrontare, non prima di fare fermare in quel punto la mia compagna di avventura dandogli l'eventuale ok una volta fatta la discesa.

Il sentiero scendeva ancor più ripido del precedente sino ad arrivare ad un breve avvallamento una stretta curva ed una successiva salita da affrontare che mi pareva molto ripida e stretta.

In queste condizioni è ovvio che non saremmo mai riusciti ad arrivare in tempo per pranzare, chissà quali altre difficoltà si sarebbero potute trovare più avanti e di km ce n'erano ancora molti da fare!

La saggia decisione è stata presa, dietro front e ritorno a Salivoli, il promontorio di Piombino e i suoi sentieri con il bel pieghevole ad indicarli potevano attendere!

Missione abortita!

Ecco, questo è un esempio e probabilmente è il primo caso che mi si pone davanti dove a fronte di una documentazione ufficiale prodotta dalla Regione e dal Comune di fatto alla verifica sarebbe stato difficile proseguire.

Giusto per fare dei paragoni se si prende ad esempio il sentiero della foto lo potrebbe fare chiunque ma se lo incaviamo di molto, più stretto e in aggiunta lo facciamo molto ripido, capite bene che margini di manovra ve ne sono ben pochi e non tutti possono avere le doti tecniche e fisiche necessarie.

Sinceramente mi sarei aspettato percorsi analoghi a quelli fatti da Cala Violina a Puntone Scarlino oppure da Punta Ala a le Rocchette. Sono anch'essi sterrati ed anche molto ripidi, ma abbastanza ampi da lasciare spazi di manovra o cambi di traiettoria, mentre qui si è su puri single track che personalmente giudico non adatti a tutti o per lo meno per un turista medio.

Probabilmente è solo una questione di segnalare questo, ed uno sa cosa può fare o non fare.

Del resto lo si fa anche per le piste da sci:
Nere-Rosse-Blu, a ognuno la sua pista!

Abortito l'intento di arrivare al Golfo di Baratti si fa ritorno a Salivoli. L'ombra proiettata a terra dal sole indica che ormai è passato mezzogiorno

Fosse stata una pista anche larga un terzo di questa seppur ripida forse avremmo continuato, rimane solo un dubbio rileggendo il pieghevole, ovvero se si sarebbe dovuto affrontare in senso inverso ovvero da Baratti a Salivoli, in tal caso un avvertimento lo si sarebbe potuto scrivere.




Rimane il fatto che già fare questo breve tratto si riesce a spaziare su dei bei panorami, forse ritorneremo tentando il percorso inverso poi vi saprò dire!

Direi che uno degli scopi di bellitaliainbici è anche quello di verificare dal vero cosa si offre sulla carta e vedere se le cose coincidono.

Vista l'ora e il caldo importante, una sosta pranzo all'ombra ci è sembrata la scelta migliore, sullo sfondo a sx è Piombino, questa è la spiaggia e il porto turistico di Salivoli.




Ecco cosa si vede ingrandendo la foto di sopra, a sx la torre e l'edificio accanto è la sede del Museo Archeologico del territorio di Populonia con 2.000 reperti. Attorno vi sono le mura con torri della Cittadella. All'interno delle mura si trova anche la Cappella di Sant'Anna, una cisterna in marmo del quattrocento e la villa che si vede sul mare nella foto.


Terminato il pranzo decidiamo di far visita a Piombino. Provenendo da Salivoli si trova anche un tratto di ciclopedonale che conduce a Piombino. Passiamo accanto ad una collinetta panoramica e ne approfittiamo per salire e vedere il panorama.

Questa è la vista verso Salivoli proprio dove eravamo a pranzo.


Vale la pena di salire quassù. A sx vicino al viso della "gregaria" si vede l'isolotto di Cerboli, più o meno in centro e più scuro è l'isolotto di Palmaiola e dietro ad esso l'isola d'Elba.

 

Sì, ci sono anche io con la maglietta ufficiale di bellitaliainbici. Il Tratto di mare alle mie spalle è chiamto Canale di Piombino. Le panchine sono messe anche per chi volesse ammirare comodamente il tramonto e questa sembra posizionata in modo corretto!


Proseguiamo passando accanto all'Orto dei Frati, inaugurato di recente, con il suo ordinato parco con annessi giochi per bambini

Dietro il parco in cima si trova la chiesa di San Francesco



Proseguendo per un centinaio di metri, si arriva davanti al museo Archeologico del territorio di Populonia dotato di 2.000 reperti. Dietro di esso la Cittadella, a fianco si scorgono le mura con le torri che la cingono


A fianco della mura della Cittadella un varco porta verso una terrazza a mare


Una scalinata scende al piccolo belvedere


Dal piccolo terrazzo belvedere si ha una vista sull'isola di Palmaiola e sull'Isola d'Elba


Il tratto di mare del canale di Piombino è attraversato dalle rotte dei traghetti che fanno la spola continua Piombino-Elba




Lasciata la terrazza proseguiamo la nostra visita dirigendoci verso piazza Bovio ed il promontorio con la torre del faro. Sotto, il porto dei pescatori

A sx spunta la torre del Comune, mentre a dx si intravede la sommità della fortezza Medicea



Da piazza Bovio, la torre faro, l'isola Palmaiola e l'Elba con il monte Capanne sullo sfondo.

Una vista da piazza Bovio sulla Cittadella e il Museo Archeologico costruiti sulla collina di Santa Maria. Sullo sfondo Salivoli e il promontorio dietro il quale c'é Cala Moresca.

Da piazza Bovio risaliamo la strada che porta davanti alla torre e al palazzo del Comune



Il palazzo del Comune e la torre
 

A dx il Palazzo del Comune e in centro la via che porta verso il Castello Mediceo



Il corso Vittorio Emanuele II che inizia davanti al Palazzo del Comune e porta verso il Rivellino, di cui si scorge la torre


Il Torrione del Rivellino



La torre del palazzo del Comune vista da corso Vittorio Emanuele II


Dal Palazzo del Comune seguiamo le indicazioni verso il Castello Mediceo, questo è l'ingresso




Dal piazzale del Castello questo macchinario d'altri tempi. Concludiamo qui la nostra visita a Piombino facendo ritorno al punto di partenza.



CONCLUSIONE

Come avete letto, abbiamo avuto difficoltà nel raggiungere il nostro obiettivo che ci eravamo prefissati, interrompendo di fatto il giro.

Ci sarebbe da chiarire se effettivamente quanto scritto sul pieghevole sia fattibile nel senso di marcia da noi affrontato e percorribile da normali turisti con semplici MTB.

Dalle foto scattate si evince che la zona è bella e che varrebbe la pena farci un giro.

 

  

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2014
pagina creata:22-07-2014
ultimo aggiornamento: 07-08-2015
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