Lombardia in bici

La Strada Verde 3
(BG)

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Un ritorno sul Lago d'Iseo percorrendo un'altra Strada Verde che ho battezzato come "Strada Verde 3" per distinguerla dalla precedente suddivisa in due report.


 
La STRADA VERDE 3 nei pressi di Parzanica



Tavernola Bergamasca, Montisola, Corna Trentapassi



Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
58km
1138m
asfal/sterr
strad/cicl
5% - 22%
✩✩✩✩✩
✩✩
✩✩✩✩

 

 

 

 

 

 


Il percorso si snoda lungo la sponda Bergamasca del Lago d'Iseo.


La mappa del percorso. Sul sito Garmin Connect, dopo che ci si è registrati, è possibile nelle preferenze, convertire le miglia in km e viceversa. Inoltre è anche possibile scaricare la traccia per i GPS della Garmin



Il percorso modulare

A differenza del precedente percorso della Strada Verde 1-2 questa volta la partenza l'ho fissata a Sarnico, sfruttando la ciclabile. Il resto del percorso è coincidente con i precedenti sino in periferia di Vigolo, dove si devia per Parzanica, concedendosi poi la visuale del Belvedere sul lago d'Iseo. Sin qui si potrebbe concludere la prima opzione per chi volesse fare una ascesa mediamente impegnativa da classificarsi con il bollino rosso. Per il rientro basta ritornare a Parzanica e scendere a Tavernola Bergamasca per la strada opposta da cui si è saliti passando da Vigolo.

Seconda opzione

Per i più in forma e ben allenati alle salite, esiste la possibilità di salire un gradino sopra in termini di visuale, sfruttando il belvedere del Monte Creo'. La strada in più non è molto lunga, si tratta di 2,5km con pendenza media dell'11% e punte del 22% per 272 m. di dislivello.

Terza opzione

Con l'ultima opzione si tratta di completare il giro come da report. Dal monte Creo' si deve affrontare il Sentiero Flavio Tasca o Sentiero Agrituristico del Lago d'Iseo. Sono 2,5km di discesa ripida nel bosco in buona parte non pedalabile.

Il sentiero è trascurato e lasciato all'abbandono con rami di traverso, solchi profondi riempiti di foglie che ne nascondono la profondità, pietre affioranti per l'erosione del terreno attorno. In sostanza consiglio caldamente di farselo a piedi nei tratti più brutti e non farlo in caso di recenti piogge, visto che è un lato esposto a nord e avrebbe poche probabilità di asciugarsi in fretta, anche per qualche tratto un po' argilloso.

Raccomando anche, come sempre, di non farlo da soli, anche perchè non sembra molto frequentato ed un inconveniente potrebbe essere fonte di guai. Io dopo 10m ero già caduto per una pietra nascosta nell'erba e posizionata come un trampolino, che con la ripida discesa mi ha sbalzato dalla sella. Per fortuna senza conseguenze rilevanti, tali da non poter proseguire.

Discesi a valle poi si prende la strada sulla sx della valle, attraversando i paesi di Fonteno, Solto Collina, Zorzino e giunti a Riva di Solto sul lago, proseguire sino a Tavernola Bergamasca e rifare la strada dell'andata sino a Sarnico.


Come arrivarci

Dall'Autostrada A4 MI-VE uscita Ponte Oglio, si prende per Sarnico-Lovere.

Dove parcheggiare

Noi abbiamo parcheggiato a Sarnico, nel parcheggio di Via Foppe, all'incrocio con la SS469
N45 40.234 E9 57.740



Strada Verde 3

Un ritorno sul Lago d'Iseo partendo questa volta da Sarnico, alla scoperta della Strada Verde 3. In passato avevamo pedalato sul percorso della Strada Verde 1 e 2 partendo però da Predore.
La foto sopra rappresenta uno dei vanti del design Italiano in campo nautico. Si tratta del motoscafo per antonomasia, un "mito" della nautica mondiale, come lo è stato il modello "Acquarama" uscito dai Cantieri Nautici Riva nel 1962. Costruito in mogano e lucidato a specchio, per la sua bellezza è considerato un'opera d'arte, come uno "Stradivari" dei motoscafi

 

Lasciata alle spalle Sarnico, ci siamo diretti verso Predore lungo la ciclabile. Siamo passati accanto ai Cantieri Nautici Riva, che nella foto dopo averli superati si vedono a dx. Sullo Sfondo c'è Sarnico, il punto di partenza.
A sx fra gli ulivi il Colle di S.Onofrio

 

Con me c'era Giordano che ogni tanto mi segue nei report. Il sole in fondo al lago si rispecchiava nei pressi di Iseo.

 

Sul lago c'era silenzio, tanto da farmi avvertire un flebile battito di ali. Era un elegante cigno che dava sfoggio delle qualità aerodinamiche del suo massiccio corpo. Quasi sempre li si vede galleggiare sulle acque, ma raramente in volo.
Sullo sfondo è Clusane, frazione di Iseo, nota per la Tinca preparata in vari modi.

Nei pressi di Predore si lascia la ciclabile per trasferirsi sulla SS469. Si passa attraverso il suo centro. Sopra Predore, sulla costa della montagna, si può vedere la chiesa di San Gregorio - Madonna della Neve, dove da lassù si gode un ottimo panorama su Predore e sul lago d'Iseo.




Usciti da Predore si prosegue sulla SS469 godendosi la vista sul lago d'Iseo, fra cornici di ulivi e cipressi...



...sino ad incontrare un filare di piante sul lago

L'autunno è inoltrato ed i colori si accendono anche per questo filare di Tassodi



Gli alberi Tassodi sono piante acquatiche le cui radici sono letteralmente immerse nelle acque



Poco più avanti inizia una galleria, accanto vi è la ciclabile che dà sul lago, purtroppo era chiusa da un cancello, forse per lavori di manutenzione. Per cui non ci è rimasto che affrontare la galleria e accendere le luci.




E' evidente che se invece di fare la galleria fossimo transitati sulla ciclabile il panorama sarebbe stato di tutt'altro aspetto! Mi auguro che la si riapra presto. Questa è l'uscita dalla galleria



Come si esce dalla galleria si apre un bel panorama sul lago d'Iseo con in fondo la cima della Presolana, mentre sulla dx fa la sua comparsa il monte Corna Trentapassi

Guardando l'altra sponda ci si trova davanti Montisola che è la maggiore isola lacustre in Europa. Montisola è stato oggetto anche di un paio di report che potete trovare qui e qui. Dietro ad essa a sx è il Monte Guglielmo.


Sulla sommità di Montisola si trova il Santuario della Ceriola che troverete in uno dei report citati sopra


Anche del Castello Oldofredi-Martinengo che si trova sopra Sensole, vi è un accenno nel report citato


Siviano ora denominato Montisola dopo l'unione con il comune di Peschiera Maraglio avvenuta nel 1929

Dietro Montisola però non può sfuggire il monte che la sovrasta, ovvero il Monte Guglielmo o Gölem, per me indimenticabile ed oggetto di questi due report 1-2 . Si tratta di una ascesa che poi ripaga dalle fatiche fatte, restituendo viste di bellezza incomparabile.


Il cartello stradale di Tavernola Bergamasca ci avverte che fra un po' si incomincerà a salire in montagna



Sullo sfondo a sx è Tavernola Bergamasca con accanto il Cementificio che trae materiale dalle cave soprastanti

Tavernola Bergamasca e subito a dx una delle cime del Corna Trentapassi



Tavernola Bergamasca e la torre campanaria Fenaroli

In paese si prende a sx la strada per Vigolo e si inizia a salire beandosi delle visuali su Montisola, del lago e Tavernola Bergamasca sotto. Ora si può vedere anche l'isolotto di San Paolo in mezzo al lago

Una bella vista su Montisola

Per Giordano era la prima volta che metteva le ruote su questa strada e ne stava ammirando i paesaggi offerti.


Il percorso che fino a qui è comune ai report precedenti, si divide arrivati in periferia di Vigolo. Poco più avanti, al bivio, si svolterà a dx in direzione Parzanica.

Un particolare del Colle del Giogo, di fronte a Vigolo




Questa è la Strada Verde che ho chiamato: "Strada Verde 3". Un palo con la scritta Strada Verde lo si trova al bivio, dove si trova anche una panchina e una fontanella in un piccolo fazzoletto verde fra le due strade




Proseguendo si incontra un altro parallelepipedo in legno con la scritta del percorso in colore verde. A fianco un'area di sosta panoramica con vista sul lago




Ecco ciò che si vede dall'area di sosta, a sx l'isola di Loreto


L'Isola di Loreto con il castello neogotico costruito nel 1910




La "Strada Verde 3 " segue il profilo della montagna in mezzacosta. Dietro le piante appare la cresta dei monti che dovremo valicare




Sulla parte opposta della valle il comune di Parzanica e sopra esso il Monte Creo'


Più avanti Giordano si è fermato ad un cartello che indicava un Agriturismo. Quando l'ho raggiunto, visto l'orario, mi ha proposto di scendere a dare un occhiata al posto.


Il posto è situato più o meno in testa alla valle in posizione panoramica

Giordano è arrivato davanti all'Agriturismo ma a quanto pare non c'era anima viva, mi correggo due cagnolini in realtà c'erano, ma non i proprietari.
Peccato, c'era una bella vista sul lago e sul monte Guglielmo.




Niente male come panorama visibile. Sull'altra sponda del lago c'è Marone e sopra di esso a sx la strada che sale a Zone, famosa per le piramidi di terra e prima ancora Cislano, punto di partenza per chi volesse fare la salita alla vetta del monte Guglielmo


Fallito il primo tentativo alla ricerca di un pranzo, abbiamo ripreso la strada per Parzanica




Ci siamo fermati in questo bar-trattoria-pizzeria che ci era stato indicato da una gentile persona del posto. Soddisfatta la fame, ci hanno suggerito di recarci al "Belvedere " di Parzanica




Parzanica direi che è situata in una zona ben soleggiata e con una bella vista verso sud




Naturalmente il lago e Montisola fanno la parte del leone, oltre al monte Guglielmo



Per andare al Belvedere basta tornare al bivio dove a sx si tornerebbe da dove si è saliti da Vigolo mentre a dx si scenderebbe a Tavernola Bergamasca per un'altra strada panoramica sul lago.

Ecco, prendendo quest'ultima, sulla sx troverete queste insegne, e dove sta salendo Giordano è proprio la via Belvedere.

Mettete in conto che la salita è bella ripida e subito dopo pranzo non è uno scherzo! Forse sarebbe meglio posticiparlo e andare prima al Belvedere!

Se vi accontenterete delle visuali offerte dal Belvedere, una volta scesi qui prendete questa strada e scendete verso Tavernola Bergamasca per fare poi ritorno a Sarnico.

Prima ancora di arrivare al Belvedere la vista è stupenda

Giunti al Belvedere guardando verso nord: sotto di noi il lago d'Iseo, sullo sfondo in centro alla foto la Presolana. Davanti alla Presolana la cima del monte Colombina e poco a dx il Monte Alto e il Monte Pora. Sulla dx in primo piano il monte Corna Trentapassi. In fondo al lago, Lovere e Costa Volpino

Giordano è intento a leggere il nome dei monti incisi sulla piastra metallica

Dal balcone panoramico una bella vista verso sud con Montisola e l'isola di San Paolo


Il piano era di superare il monte Creo', sopra a sx, scendere nella valle attigua verso Fonteno e Solto Collina, i paesi che si vedono in centro alla foto, e fare rientro poi lungo il lago fino a Sarnico



Carina come area di sosta con il tavolo e panche con vista panoramica!



Sotto, l'Isola di Loreto e il suo bel parco di piante secolari



Giordano mostra la bandiera di bellitaliainbici. In primo piano, appoggiata al muretto che sorregge la piastra che indica le varie cime, la sua nuova bici.



Guardando a nord, lungo il lago, il primo paese che si vede sotto è Riva di Solto, gli passeremo davanti dopo dopo aver valicato la "sella" sotto il Monte Creo' e scesi a valle verso Fonteno.




Dopo aver esaurito le belle visuali panoramiche che ci ha offerto il Belvedere di Parzanica, abbiamo affrontato la "seconda opzione"

Ritornati verso Vigolo, subito dopo Parzanica abbiamo deviato a dx per il Monte Creo', proprio dove stava salendo il camioncino.

Mettete subito in conto che ci saranno punte del 20% da superare.



Si inizia a vedere Parzanica dall'alto



In breve ci si trova ben più in alto di Parzanica ed in alto a sx ora si può scorgere la Chiesetta Santissima di Parzanica




La ripida salita non dava tregua



Giordano si è fermato davanti ad un cartello semi nascosto dalle fronde



Siamo sulla strada giusta per il monte Creo' e il Sentiero Flavio Tasca. Forse il cartello di divieto di sosta avrebbero dovuto inchiodarlo sul palo un po' sotto, visto che copre il cartello sottostante.


La strada ora è cementata, quindi un po' più ripida, ma i panorami sono sempre a portata di sguardo sempre che si abbia la forza per farlo




Dopo 2,5 km di salita impegnativa siamo arrivati sulla cresta del monte Creo' la cui cima si trova dove ci sono le antenne dei ripetitori radio.

Giordano in avanscoperta era andato a leggere il numero del sentiero per vedere se corrispondeva a quello indicato sul GPS



Io nel frattempo mi sono diretto verso il Monte Creo' fermandomi al primo punto panoramico



Da qui è possibile osservare questo bel panorama che potrete apprezzare meglio cliccando sopra l'immagine che vi apparirà ingrandita.
Qui termina la "Seconda Opzione" descritta all'inizio del report. Per cui chi si ritenesse soddisfatto di quanto visto sino ad ora, può tranquillamente scendere a Parzanica e da lì prendere la discesa verso Tavernola Bergamasca dalla parte opposta da cui è salito.



Avuta conferma da Giordano che il sentiero era quello giusto sono sceso senza osservare quanto era scritto sulle targhe poste sul palo. In breve questa strada forestale conduceva ad una casa e poi nessuna traccia di sentiero se non una parvente traccia nel bosco per nulla segnalata che scendeva ripidamente, non certa adatta per le bici!

Breve consulto, il GPS mi indicava che ero fuori percorso e che saremmo dovuti tornare indietro. Giordano avrebbe voluto fare il temerario e scendere, ma io non ero del parere, insistendo di ritornare sui nostri passi, anche perchè una volta scesi da lì non avremmo più avuto la possibilità di risalire spingendo le bici!



Facendo il percorso a ritroso nel frattempo era arrivato il proprietario della casa in fondo al bosco e chiedendo a lui dove fosse il sentiero che scendeva a Fonteno ce lo indicò, dicendoci che era quello che scendeva accanto al palo.

Arrivati di fronte al palo abbiamo comunque fatto fatica a percepire che quello fosse il sentiero. In pratica è quella flebile traccia fra l'erba che si infila nel buio delle fronde dei pini.

A parte questo, per uno che proviene dall'unica strada della cresta del monte, dietro a questi pali, questi cartelli avrebbero dovuto posizionarli sulla parte opposta del sentiero. Di certo sarebbero serviti meglio ad indicare il percorso sia per chi saliva il sentiero e anche per chi scendeva, come nel nostro caso.

Posizionati in questo modo non servono a nessuno a mio parere!

TERZA OPZIONE

Con l'ultima opzione si tratta di completare il giro come da report. Dal monte Creo' si deve affrontare il Sentiero Falvio Tasca o Sentiero Agrituristico del Lago d'Iseo. Sono 2,5km di discesa ripida nel bosco in buona parte non pedalabile.

Il sentiero è trascurato e lasciato all'abbandono con rami di traverso, solchi profondi riempiti di foglie che ne nascondono la profondità, pietre affioranti per l'erosione del terreno attorno, in sostanza consiglio caldamente di farsela a piedi nei tratti più brutti e di non farlo in caso di recenti piogge, visto che è un lato esposto a nord e avrebbe poche probabilità di asciugarsi in fretta, anche per qualche tratto un po' argilloso.

Raccomando di non farlo da soli, anche perchè non sembra molto frequentato ed un inconveniente potrebbe essere fonte di guai. Io dopo 10m. ero già caduto per una pietra nascosta nell'erba e posizionata a "mo" di trampolino, che unita alla ripida discesa mi ha sbalzato dalla sella, per fortuna senza conseguenze rilevanti tali da non poter proseguire.


Come scritto si tratta di un sentiero poco praticato e non mantenuto per quanto abbiamo avuto modo di vedere.




Non mancano passaggi da foresta dove se non sei un cane bassotto non ci passi. Questo sentiero Flavio Tasca o Sentiero Agrituristico del Lago d'Iseo ci ha un po' deluso ed in effetti potrebbe essere una possibilità per completare l'anello della Strada Verde 3, come ad esempio è possibile fare con la Strada Verde 1-2, dove il fondo è di tutt'altra fattezza e non crea alcun problema.

Francamente io non me la sento di indicarlo e promuoverlo come percorso fattibile. Di fatto c'è, ma le condizioni di stato poco ciclabile non me lo fanno consigliare.


Ci siamo lasciati alle spalle questo bosco poco ospitale per le bici


Usciti dal bosco questo è ciò che si trova davanti. Basta scendere ed arrivare davanti alla abitazione che si scorge dietro alle piante e proseguire sulla strada a sx a mezza costa, mentre a dx. ...


... viene offerto questo panorama. In primo piano Fonteno e sopra esso la cima della Presolana, in centro il Monte Alto e il Monte Pora e sotto il lago verso Lovere.


Giordano si era fermato ad aspettarmi davanti alla casa, intanto che facevo le foto. Nel frattempo era arrivata la proprietaria della casa con cane al seguito che si era avvicinato a me abbaiando ad una ventina di centimetri dal mio polpaccio, richiamato dalla padrona si era poi calmato anche se non molto convinto dal desistere dai suoi intenti bellicosi!



Uno spazio fra gli alberi offre uno sguardo sulla Valle Camonica. Sullo sfondo le cime innevate del Adamello



Giordano era impegnato con un ultimo sforzo sulla salita del sentiero, per poi scollinare verso Fonteno e da lì scendere al lago senza più tratti in salita.



A Fonteno passiamo accanto a questa chiesa risalente al 1630, come da scritta sul campanile


Fonteno; colpisce lo strano stile di quest'altro campanile



In centro il Corna Trentapassi 1248m, quasi a picco sul lago. L'etimologia del nome sembra una cattiva interpretazione fonetica del dialetto Bresciano che in sostanza lo indicava come monte con tre punte e nulla a vedere con i Trentapassi!



Case affacciate sul lago dalla posizione invidiabile con vista da cartolina



Scendendo di quota ci si avvicina al lago cambiando la prospettiva visiva, tutt'altro che disprezzabile anche da queste quote.


Da questa inquadratura si distinguono meglio i tre spuntoni del Corna Trentapassi. Pare che alcuni del luogo quando d'inverno ne vedono la cima innevata gli danno il nome di "Pandoro" in quanto lo assimilano al famoso dolce natalizio cosparso di zucchero a velo.

Riva di Solto è ormai stata lasciata dietro di noi ed il sole inizia a calare lasciando in ombra la sponda Bergamasca del Lago.



Fino a qui ero rimasto con un vestiario alleggerito ma appena arrivato in "zona ombra" ho sentito la necessità di mettermi il giubbino antivento, Giordano invece era già bardato


Montisola vista da nord

Superata di nuovo la galleria siamo arrivati a Parzanica con il sole che si stava abbassando all'orizzonte


Un ultimo sguardo verso Iseo e Clusane



Giordano è soddisfatto del giro che gli ho fatto fare e mi sta chiedendo quale sarà il prossimo!



CONCLUSIONE

Come avrete letto ho confezionato un giro con tre opzioni, sta a voi scegliere fin dove arrivare. Penso che ognuna delle scelte possa comunque offrire panorami a iosa, per cui buona scelta!

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2014
pagina creata: 31-10-2014
ultimo aggiornamento: 10-08-2015
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