Trentino in bici

Dal Lago di Ledro
al Passo Tremalzo
e Dos Marogna
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Questo è un pezzo di percorso che fa parte di un classico giro dell'alto Garda che il pieghevole: MOUNTAIN&GARDABIKE BOOK lo chiama come: Tremalzo. Noi ne abbiamo percorso un pezzo, da Pieve di Ledro al Passo Tremalzo e oltre, fino al passaggio nella galleria del Dos Marogna


Passo Tremalzo e sullo sfondo a dx il Dos Marogna



Lago di Ampola - Passo Tremalzo - Dos Marogna

Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
48km a/r
1326
Asfa/Sterr
Cicl/Strad
7% - 15%
✩✩✩✩
✩✩✩
✩✩✩
✩✩✩✩✩

 

 

 

 

 

 



Da Pieve di Ledro su Ciclopedonale Si risale la Valle di Ledro, si passa il Lago di Ampola e si inizia la salita al Passo Tremalzo dove termina l'asfalto e inizia lo sterrato che porta al Dos Marogna a 1840m s.l.m.




La mappa del percorso. Se vi dovessero uscire le indicazioni in "Miglia" è possibile convertirle in Km nelle preferenze di accesso al sito Garmin Connect una volta che si è registrati e scaricare la relativa traccia per il GPS. Per accedere al sito, selezionare "View Details", se si vuole registrarsi al sito, selezionare "Accedi".


IL PERCORSO

Da Pieve di Ledro si parte su Ciclopedonale e la si prende dirigendosi verso il Campeggio Al Lago partendo dalla rotonda principale di Pieve di Ledro. L'inizio è sulla dx segnalato dal cartello. Fino alle vicinanze del lago di Ampola si è su asfalto e su tratti promiscui a viabilità locale e ridotta, poi un tratto di sterrato nei pressi del lago sino all'intersezione della strada che sale al passo Tremalzo. Dal passo sino al Dos Marogna è sterrata.

Rifornimenti idrici

Ci si trova in montagna in zone ricche di acque per cui le fontane sono molto diffuse.

Quale bici usare

Di norma si impiegano MTB front o meglio ancora biammortizzate e dotate di buon impianto frenante. Se ci si limita all'asfalto anche le bici da corsa possono andare bene.



 

Dal Lago di Ledro al Passo Tremalzo


A Pieve di Ledro sul lago ha piovuto tutto il pomeriggio fino a sera, poi la pioggia è cessata e il cielo si è aperto mostrando le stelle. Eravamo col dubbio che il mattino dopo facesse bel tempo, visto che dovevamo salire oltre i 1800m



Il mattino si è presentato con il sole e qualche innocua nube. Noi pronti all'appello, indossato il giubbino antivento ci siamo diretti all'inizio della Ciclopedonale che dista un centinaio di metri dall'uscita del campeggio "Al Lago" a Pieve di Ledro. Roby si ferma a leggere i cartelli che indicano la distanza per il Tremalzo che alla fine saranno 23,50 km sino al culmine del Dos Marogna.


La Ciclopedonale sta a ridosso della montagna, sul versante sud della valle di Ledro e la risale con lieve pendenza. Si attraversano campi con a fianco aziende agricole.

Qui i cartelli indicano la fine della Ciclopedonale, si passa su un tratto di strada locale secondaria con scarsissimo traffico veicolare.




Lasciata la periferia di Pieve di Ledro la strada prosegue verso il comune di Bezzecca, famoso per la battaglia che si tenne il 21 Luglio 1866 a cui partecipò il Corpo Volontari Italiani di Garibaldi e venne vinta contro gli Austriaci durante la Terza Guerra di Indipendenza Italiana. Dietro Bezzecca si apre la Valle di Concei

Il percorso è molto bello, immersi nel verde e con i monti attorno

Nel bosco si aprono suggestivi passaggi in cui i rami delle piante formano dei tunnel di vegetazione.

A questo bivio, alla periferia di Bezzecca, incrociamo la Chiesa di Santa Lucia (in pratis) risalente al XIV sec. con pregevoli affreschi scoperti di recente durante i restauri nel 1998


Subito dopo una deviazione sulla dx ci fa scavalcare questo ponte che ci fa transitare a monte dell'Area Produttiva di Tiarno di Sotto.


Qui la strada è in discesa e Roby nel tempo che scatto la foto prende il "largo". Sullo sfondo il campanile di Tiarno di Sotto. Il cielo inizia a mostrare qualche nube bianca proveniente da nord, si spera che il tempo regga.




Siamo alla periferia di Tiarno di Sotto

Fra Tiarno di Sotto e di Sopra, la Ciclopedonale in sede protetta si affianca alla strada statale per un breve tratto per poi subito dopo farci deviare verso la campagna a ridosso della montagna. Sulla montagna di fronte si vede una chiesa.


Il campanile mostra la classica forma a cipolla, caratteristica delle zone in cui gli Austriaci avevano dominato, non scordiamoci che questo territorio un tempo faceva parte del Tirolo.

Roby si ferma, a sx aveva trovato un cartello messo su un pino indicante il passo Tremalzo e il lago di Ampola, mentre più avanti scorgiamo un palo con una targa, troppo piccola per essere letta a distanza

Mi fermo a leggere, siamo al 7° km da Pieve di Ledro. Come si vede anche qui non si trova una uniformità dei cartelli posti lungo le Ciclopedonali del Trentino, come del resto avrete potuto vedere nei precedenti report Ponale e Sarca. A mio avviso sarebbe ora di adottare una unica ed univoca tipologia di cartelli indicatori come già suggerito nei report menzionati.

Il cartello posto sul pino dà il Tremalzo a 15km. Non vorrei sbagliarmi ma se si prosegue diritti sulla strada in salita si arriva egualmente sulla strada che sale al passo, ma forse con maggiore impegno di salita e non passando accanto al Lago di Ampola

Nei pressi del Lago di Ampola si procede nel bosco su fondo sterrato e con qualche sali scendi


Rimanendo sulla Ciclopedonale è possibile dare uno sguardo al lago, se invece ci si avvicina a piedi al lago (vietato in bici), è possibile avere una vista differente da un apposito pontile in legno.

Lasciamo il lago e proseguiamo oltre sino ad arrivare a questa intersezione. Dalla sterrata si incontra la strada che sale al passo Tremalzo, ora è asfalto sino in cima al Passo.


La strada sale in modo regolare con pendenza media del 7% e tratti anche al 9-10%. La salita risulta abbastanza faticosa in quanto ha pochi tratti in cui si può respirare


Attorno ai 1000m si apre una veduta sulla Valle di Ledro



La strada sale su un versante esposto a nord per cui è all'ombra, noi stavamo salendo con 11°C alle 10.30 e l'asfalto era ancora bagnato dalla pioggia della sera prima.

Finiti i tornanti arriviamo alla Chiesetta di Santa Croce che si trova a 1135m s.l.m. dopo 13,7km dalla partenza. Finalmente un po' di sole!


Da quassù è possibile osservare il Lago di Ampola è la macchia verde, in centro, in fondo nella valle.


Dalla chiesetta dotata anche di un'area di sosta e parcheggio, mancano ancora 7,9km e 563m di dislivello ad arrivare al passo Tremalzo


Da qui in avanti la strada si espone al sole, salvo in presenza di alberi nei passaggi nel bosco. La montagna a dx dovrebbe essere la Cima del Dil 1808m s.l.m. Noi arriveremo a 1850m s.l.m

Sotto di noi ora si apre una vallata con le località: La Costa e Prati del Monte

 

Sopra si intravede una lunga malga, mentre alcune nuvole salgono da nord verso sud

 

Arriviamo nei pressi del Rifugio Garibaldi con lo sfondo del monte Tremalzo. Sono 5,5km dalla chiesa e 19,76 dalla partenza.

Ci troviamo a quota 1515m s.l.m. mancano ancora 2,4km al prossimo rifugio e al Passo Tremalzo e 193m di dislivello da superare.

La strada sino a qui è bella ampia e tenuta bene, anzi siamo stati fermati perchè poco più in giù la stavano sistemando mettendo nuovo asfalto.

Ora la temperatura è salita a 22ºC ma si sente ancora l'aria fresca per cui ci teniamo ancora i giubbini antivento.

Al Rifugio Garibaldi si trova un ampio parcheggio e chi volesse fermarsi per uno spuntino lo può fare se lo desidera

 

Certo, non siamo ancora in vetta, ma come prima meta raggiunta si può anche far sventolare la bandiera di bellitaliainbici!

Guardando più in su si scorge la località Tremalzo

Si riparte per completare gli ultimi km di salita, Roby è in piena azione e affronta il tornante, la mia Alpina III carica come un mulo attende docile di essere cavalcata.

Giungiamo nei pressi della località Tremalzo dove si trova un altro bar-Ristorante e alcune seconde case



Non sembra ma la salita pare non finire mai, forse lo pensano anche gli altri che incontriamo lungo il percorso. Sulla sx alcune mucche stanno pascolando mentre i pastori stanno iniziando a farle spostare da quel luogo

Forse le mucche stavano pensando: ma come! C'è l'erba così saporita e ci fate spostare?

Secondo me i casi erano due: o i pastori volevano andare a pranzo, oppure il tempo stava cambiando e volevano metterle al sicuro, delle due quale sarà stata?

La scena è stata bella perché il manzo fermo in mezzo alla strada ha aspettato che il vitello arrivasse ed attraversasse la strada prima di spostarsi

Nel frattempo che le mucche sgomberavano la strada, uno sguardo verso valle. Una coltre di nubi sta arrivando veloce da nord, le ultime mucche sono intente ancora a pascolare mentre i pastori con l'aiuto dei cani cercano di farle incamminare verso l'alto.

Roby andando avanti è quasi prossima al passo. A sx, dietro la pianta, il monte Tremalzo, mentre a dx con la cima coperta in parte dalle nubi è il Corno della Marogna 1953m. La fenditura sulla sua sx è dove si trova sotto di essa la galleria del Dos Marogna a 1850m s.l.m

Una panoramica della strada che sale al Passo e la località di Tremalzo, sotto a sx.

Seppur arrivati fra le nuvole, la prima meta è stata raggiunta. Siamo al Passo Tremalzo e in centro alla foto il Rifugio Garda a 1700m s.l.m.

Purtroppo siamo attorniati dalle nuvole e il panorama verso sud, nella zona di Tremosine è poco visibile.

 

Una edicola segna con la freccia la direzione verso Alpe del Garda - Malga Ciapa, ma un foglio bianco riporta la scritta:CHIUSO

Prima di rifocillarci, abbiamo intenzione di raggiungere la galleria del Dos Marogna. Ora la spaccatura sulla costa del monte si vede meglio.

Partiamo sulla sterrata, sembra bella, ma ci sono un sacco di sassi e pietre di medie dimensioni liberi, il fondo solo a brevi tratti è compatto.

 

Si sale più che altro prestando attenzione a dove si mettono le ruote e non certo al paesaggio attorno se non con sguardi fuggevoli. Qui sotto si trova la Malga Ciapa.

Giunti in questo punto Roby è stanca e rinuncia a salire ancora anche se manca poco, ma ha anche ragione perché l'ultimo tratto è pendente e molto dissestato

Devo raggiungere la zona dove si vede la spaccatura

Occorre metterci un certo impegno per salire, le pietre sotto le ruote si muovono in continuazione e si fa fatica.
Roby ormai è un puntino che ho indicato con la freccia rossa ed ingrandito

Trovando punti dove si sale anche a meno di 5km/h e si fa una fatica anche solo per stare in equilibrio è conveniente scendere e proseguire a piedi si fa meno fatica e si sale alla stessa velocità! La buia galleria è ormai raggiunta!

Da qua uno sguardo da dove sono salito. Lo spiazzo sotto a dx è dove ho lasciato Roby, mentre la strada in costa è quella che scende al rifugio Garda posto sul Passo Tremalzo che più o meno è in centro alla foto.

 

Non rimane che inoltrarmi nel buio tunnel, che la mia macchina digitale trasforma in una galleria illuminata a giorno, rilevando anche come hanno fatto a realizzare la volta. Di pipistrelli nemmeno l'ombra, del resto quassù avrebbero vita difficile con il freddo. Il fondo è bello compatto per cui non abbiate timore.

Uscito dalla galleria un turista a piedi sta pranzando al sacco mentre sulla dx due ciclisti che si sono bardati stanno iniziando la discesa verso il Garda

Davanti a me si apre uno spettacolo magnifico, con uno squarcio fra le nubi che mi fanno intravedere creste di altre montagne. Si intravede una tortuosa strada che scende fra i pini per poi affiancare la roccia della montagna, sulla dx e sparire in un'altra buia galleria

Questa è una strada militare che il genio militare durante la Grande Guerra ha costruito per difendere i confini. Vi rammento che l'alto Garda confinava con il Tirolo.

Ora lo squarcio fra le nubi si amplia e si vede il profilo del Monte Baldo posto sulla sponda orientale del Lago di Garda.

Come ho scritto all'inizio, scendere da qui è consigliabile farlo con una bici biammortizzata.

Certo anche con una buona bici Front si può scendere, a patto che non pesi 25kg come la mia!

L'intenzione iniziale era quella di fare il giro scollinando dalla galleria uscendo di qui e proseguendo verso i vari passi per ritornare al punto di partenza chiudendo un anello.

Il percorso dal Passo Tremalzo comporta raggiungere le seguenti tappe:

- Dos Marogna 1850m
- Passo dei Gatum 1636m
- Passo Nota 1206m
- Passo Bestana 1274m
- Bocca dei Fortini 1243m
- Rifugio Baita B. Segala 1261m
- Passo Guil 1209m
- Malga Vil 1305m
- Leano 860m
- Pre 479m

In alternativa con un percorso più panoramico sul lago di Garda al Passo Guil si scende verso:

- Passo Rocchetta 1159m
- Malga Palaer 1078m
- Punta dei Larici 908m
- Pregasina 528m

Come si vede non è certo un percorso da farsi in solitaria, meglio in due o tre persone.

Quassù in mezzo ai monti i telefonini non prendono, per cui in caso di effettiva necessità meglio avere qualcuno che lo possa fare andando ad avvisare dove è possibile comunicare.

Per me è stato un peccato non avere avuto la visuale libera, pazienza, vi resterà il gusto della scoperta, anche se volendo in rete si trova di tutto e di più

Chi soffre il fascino del selvaggio quassù sarà di casa e se non volete perdervi la visione che si ha verso il Garda proseguendo su questo tracciato come suggerito sopra, vi consiglio caldamente di non perdervi un prossimo report.

A malincuore faccio dietro front e risalgo verso la galleria, Roby mi sta aspettando, i telefonini non funzionano e di certo si starà preoccupando.


mmm... all'uscita della galleria sull'altro versante nulla di buono all'orizzonte


Scendiamo al Passo Tremalzo, il tempo di mangiare qualche cosa e scendere subito da dove siamo saliti. Non avevamo di certo in programma di prendere acqua e soprattutto in discesa.

Scomparso il sole la temperatura era scesa a 13ºC. Dovevamo affrontare la lunga discesa senza aver nulla di caldo da metterci sotto.

Confidenti del sole del mattino ho evitato di portare indumenti in più, come al solito quando si va in montagna portarsi sempre qualche cosa in più che in meno! Regola aurea!


Un breve filmato "un po' traballante" al Passo Tremalzo e dopo il tunnel del Dos Marogna


 

CONCLUSIONE


Ancora una volta le foto parlano da sole, raccontando i posti che è possibile vedere se si sale quassù. Certo c'è da fare fatica e questo è da mettere ampiamente in conto, ma arrivati in cima come sempre si è ripagati dalle fatiche fatte.

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2013
pagina creata:25-09-2013
ultimo aggiornamento: 10-08-2015
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