Lombardia in bici

Valvestino
e
Cima Rest
(BS)
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Un bellissimo percorso dalle mille curve che esplora la Valvestino il suo lago e le sue frazioni. Si sale poi verso Cima Rest e Cadria per poi far ritorno salendo verso Turano, Persone e Capovalle fra boschi, pascoli e corsi d'acqua.

   
Il villaggio di Cima Rest




Lago di Valvestino - Magasa - Cima Rest


Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
68 km
1538m
Asfaltato
Stradale
2,5% - 12%
✩✩✩✩
✩✩✩✩✩
✩✩✩
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La zona esplorata della Valvestino si trova fra il Lago d'Idro e il Lago di Garda, si devia poi a nord verso Cima Rest e concludere l'anello salendo a Capovalle e ritorno verso Navazzo al punto di partenza.


La mappa del percorso. Se vi dovessero uscire le indicazioni in "Miglia" é possibile convertirle in KM nelle preferenze di accesso al sito Garmin Connect una volta che si è registrati. E' possibile scaricare la traccia per i dispositivi Garmin



IL PERCORSO

Il percorso si svolge su strada a viabilità ordinaria ed escluso il tratto da Navazzo al Molino di Bollone, in cui il traffico turistico può essere presente, negli altri tratti è quasi assente.

Il tracciato è quanto di più vario si possa trovare, con scarsi rettilinei ed invece moltissime curve che fanno cambiare il paesaggio ad ogni curva. E' il massimo che si possa pretendere da un percorso da farsi in bici. Le salite non mancano, per cui occorre essere allenati

Quale bici usare

Percorso adatto anche alle bici da corsa

Come si raggiunge

Navazzo si raggiunge salendo da Gargnano nella sponda occidentale del Lago di Garda

Dove parcheggiare

A Navazzo in via Valvestino o altri parcheggi liberi




Valvestino di fatto è il raggruppamento delle frazioni Armo, Bollone, Moerna, Persone e Turano sede del municipio.




Preparate le bici lasciamo il parcheggio in Via Valvestino a Navazzo e ci dirigiamo verso il lago di Valvestino. La giornata doveva essere assolata, ma abbiamo trovato al mattino la presenza di foschia.



Se avete osservato l'orografia del territorio nella mappa di Google Earth, vi sarete resi conto che il percorso non è per nulla lineare e di fatti è un susseguirsi di curve con scarsi rettilinei. Questo fa si che è un perfetto percorso per i mezzi a due ruote!


Dopo circa 5km di falsopiano in discesa arriviamo nei pressi della diga di Ponte Cola. Da qui una breve salita di 1,2km con 40m di dislivello porta sulla strada che costeggia il lago.




Nei pressi della diga un paio di edicole illustrano il territorio della Valvestino e danno indicazioni sulla diga e il lago





Diga ed invaso del Lago artificiale di Valvestino. Giudicando la linea della vegetazione sull'invaso mancano diversi milioni di metri cubi d'acqua


Meno male che quest'anno di acqua ne è scesa parecchia, ma a quanto pare qua ce n'è ben poca, a meno che non abbiano ridotto il livello per questioni di sicurezza sul manufatto della diga.


Il lago ha alcune valli laterali, a sx di questa un tracciato fuoristrada porta alla frazione di Costa 760m s.l.m. che si trova a circa 2,5 Km a sx dell'invaso nella foto. Costa è raggiungibile anche da Navazzo, per cui è possibile ricavarne un anello.

Non chiedetemi però se questi 2,5 km sono difficili o meno, o se c'è da spingere la bici!


Il tormentato profilo dell'invaso. In fondo per il basso livello ora è visibile una costruzione



L'abitazione fantasma ora visibile



Per me è una novità, visto che una precedente visita al lago con il livello ben più elevato non me l'aveva fatta vedere.



Immaginatevi la presenza d'acqua sin alla vegetazione presente vicino all'inizio dell'arco del ponte e potete pensare a quanta acqua manca ora



Attraversiamo il ponte e lasciamo l'invaso in secca, con il cielo che non vuole aprirsi al sole



Una breve galleria...


... e al di là il corso incassato del Torrente Toscolano. Da notare che il bacino idrografico della Valvestino è ricco di corsi d'acqua che sbucano da ogni parte. Anche le rocce a fianco della strada rivelano piccoli ruscelli o acque che colano lungo le pareti



Dopo 8,7 km si arriva ai Molini di Bollone. Dove si trova un Bar - Ristorante


Circa 1km dopo i Molini di Bollone si arriva a questo bivio dove noi prenderemo per Cima Rest. Curioso è il fatto che ci siano doppie indicazioni per raggiungere IDRO. Se osservate la mappa all'inizio vedrete che ambedue le strade arrivano a Capovalle.

La prima sx è la più breve ma di fatto taglia fuori Turano- Persone e Moerna a livello turistico e direi anche paesaggistico.

Risaliamo quindi la valle a fianco del Torrente Toscolano

In alto si trova Turano, il centro delle frazioni e dove si trova la sede del Municipio. La mia gregaria si trova già sul ponte



L'ambiente è molto bello, la strada poco o per niente trafficata ci permette di prestare più attenzione al territorio circostante



Se non mi sbaglio il campanile che si intravede dovrebbe essere quello della Chiesa di San Giovanni Battista. Poco avanti ad una rotatoria a circa 11km dalla partenza, svoltiamo a dx direzione Magasa


Sopra la frazione di Armo



Si sale verso Magasa una salita al 6%

Salendo ora si apre una panoramica sulla valle con al centro il Comune di Turano mentre in alto a dx c'è la frazione di Moerna




La strada segue ovviamente la costa della valle e qualche lavoro per fare passare la strada si è dovuto fare


Curva dopo curva ci avviciniamo a Magasa che ora appare in alto a sx


La strada passa sotto Magasa, ma per andare a Cima Rest occorre comunque passarci accanto



Peccato che ci sia foschia, ma il paesaggio attorno resta comunque bello con fitti boschi ovunque si guardi, oltre a sentire lo scroscio delle acque che scendono dalle montagne mano a mano che si avanza sulla strada.




Ed anche Magasa è stata raggiunta, dopo 16,5km e 456m di dislivello, qui siamo a quota 927m s.l.m.

Dove a dx si vede il segnale stradale a triangolo, parte la strada per Cima Rest



Non ci si può sbagliare, i cartelli ci sono e lei si è già portata avanti



Una serie di cascate attira la nostra attenzione

Gli dedico una foto fatta con calma

La velatura nel cielo persiste e non ci fa godere il panorama come si deve



Magasa ora appare sotto di noi

La strada prosegue scavata nella roccia con un bel panorama sulla valle sottostante e le montagne attorno

Giriamo l'angolo e appare finalmente Cima Rest, donando la visione a sx di una delle tipiche costruzioni con i tetti di paglia.

Sino a qui sono 22km con 754m di dislivello superati.

Quest'area è visibile on line attraverso una Webcam posta sulla chiesa degli Alpini


La chiesetta degli Alpini, dove sotto il campanile è ubicata una webcam che riprende Cima Rest


Paesaggio bucolico!


Proseguiamo diritti verso il borgo di Cima Rest 1170m s.l.m. Brevissima sosta perché proseguiamo in discesa verso Cadria. Torneremo qui, per pranzo.

La discesa per Cadria é molto bella, si perdono 260m di dislivello in 3km, per cui dopo occorre tenerne conto per risalire al borgo di Cima Rest!

Ci accoglie un tappeto di Crocus


In genere i Crocus li ho trovati a quote più elevate, qui invece siamo a soli 900m s.l.m.

 

Gli insetti non mancano a far visita a questi fiori che offrono il loro banchetto gratuito

Mi metto in posa in veste Blues Brothers!

Lei mi attende per il giro esplorativo a Cadria

Le case non sono molte e quasi tutte sono ristrutturate

Nonostante sia ora di pranzo di case con imposte aperte ve ne sono ben poche, segno che sono destinate più che altro ai fine settimana o periodi festivi

Qui del resto la strada termina e si è abbastanza distanti da qualche centro abitato che possa fornire qualche opportunità di lavoro ed inoltre la strada non è certo una passeggiata se da farsi tutti i giorni è anche per questo motivo che le montagne nei posti sperduti vengono abbandonate per una residenza stabile. Tra l'altro qui di esercizi commerciali non ve ne sono.

Incontriamo un giovane che fa ritorno alla sua casa seguito dai suoi cani, dicendo: non abbiate paura non fanno nulla!

Tutto è ordinato e pulito

Naturalmente non vi sono solo case ristrutturate

Da queste parti l'acqua non manca di certo, ne approfittiamo per un rifornimento

La targa attira la nostra attenzione:
1914
IMPERO AUSTRO-UNGARICO

Già, non ci si deve scordare che in queste zone c'era il confine Italo-Austro-Ungarico

Una edicola posta all'ingresso del borgo dà spiegazioni sulle sue origini

Terminata la perlustrazione a Cadria risaliamo verso Cima Rest, ormai è ora di pranzo e ci fermiamo al Ristorante ricavato da una Tradizionale Stalla-Fienile

Parcheggiamo le bici nell'apposito spazio a loro dedicato con tanto di portabici

La vista dai tavoli all'esterno è panoramica



Sul retro si gode di un'ampia visuale

Non dimentichiamoci che qui siamo in territorio Bresciano e francamente per quanto abbia potuto girare io in Lombardia, questo tipo di costruzione è la prima che mi è capitato di vedere e non fa parte della nostra cultura costruttiva. Le idee sulle loro origini sono differenti c'è chi dice attorno al 600 d.c. da parte dei Longobardi di origine Ungherese o addirittura di epoca Romana. L'unica certezza è un documento scritto del 1613 in cui vengono citati.

Noi prendiamo posto all'esterno e ci gustiamo un buon pranzo.

Ed ecco l'interno, ma a detta dei proprietari in origine era più corto ed è stato allungato per accrescere lo spazio.

Forse abbiamo ecceduto un po' nel pranzo, avremmo voluto restare ancora un po' ma c'era ancora un po' di strada da fare per terminare il giro che mi ero preposto di fare.

Prima di lasciare il borgo una breve visita fra i fienili, questo è quello riservato al Museo Etnografico

E questo è il retro del Museo. In genere questi fienili erano suddivisi in tre locali al piano terreno. Uno adibito ad abitazione uno a stalla e uno a magazzino. La parte superiore coperta dal tetto a paglia era il deposito del fieno sorretto da un pavimento in legno che poggiava sulla struttura muraria.

La costruzione con le spesse mura e l'ampio spazio sotto il tetto riempito di fieno, garantiva un buon isolamento termico per l'inverno, a cui contribuiva anche la copertura in paglia del tetto.

Alcuni di questi fienili sono stati ristrutturati ed adibiti per ospitare i turisti.

Con il progressivo abbandono della montagna e dell'agricoltura è venuta a mancare in loco la materia prima per la copertura dei tetti. Per questo motivo alcune coperture sono state rimpiazzate dalle lamiere, che di certo non fanno una bella figura, oltre a non garantire per nulla lo stesso isolamento termico del fieno!

Lasciato il borgo mi dirigo verso la carrabile che sale sulla montagna di fronte alla chiesa degli Alpini. Anche qui trovo i tetti in lamiera

Giù in fondo alla carrabile si trova la chiesa degli Alpini e a sx il borgo

Non rimane che scendere. Sulla dx si scorgono i pascoli sopra Magasa

Ultima foto ricordo di Cima Rest. Ora ci separano 3km e 300m di dislivello per scendere a Magasa

Un'unica breve strada carrabile entra nel Comune

Magasa non ha voluto stare assieme alla Valvestino e di fatto fa Comune a se stante

Il campanile con il motto affrescato sotto l'orologio che segna dieci minuti alle 3, è ora di proseguire

 

Chissà se il varco è stato aperto a colpi di scalpello e martello, un vago sospetto ci può anche stare!


Giunti alla rotonda già passata nell'andata, qui troviamo le indicazioni per le frazioni di Valvestino, l'unica che non presenta le distanze chilometriche è Persone e visto che non ci ha pensato chi di dovere ve lo dico io, sono 3,5 km con un dislivello di 282 m




Poco avanti un'area picnic accoglie i visitatori della valle che si mostra meno aspra della precedente essendo anche più aperta.

La prima deviazione che si incontra è quella di Turano, il capofila delle frazioni che formano il comune di Valvestino. Nell'edicola viene proposto il "biglietto da visita" di Turano



Prossima frazione è quella di Persone, poco avanti il cartello d'attenzione indica pendenza del 10%

La strada è molto più ampia rispetto a quella per Cima Rest e Magasa e come potete vedere il paesaggio cambia in modo accentuato dando più respiro alla scena che si ha davanti.




L'arrivo a Persone a 886m s.l.m.


L'immancabile fontana in pietra con tanto di stemma della Valvestino, segno che si tratta di un manufatto moderno in quanto lo stemma è stato concesso da Giorgio Napolitano nel 2007


Il contesto in cui è ubicato l'abitato di Persone

Proseguiamo verso Moerna, l'ultima frazione prima di arrivare a Capovalle. Sulla Montagana a sx è situata la chiesa di San Rocco posta in una zona molto panoramica da cui si gode un panorama a 360°

Sono 44 km dalla partenza e già superati 1445m di dislivello manca ancora poco per arrivare a scollinare. Moerna si rivela un bel posticino panoramico

Da Moerna in poco meno di un paio di chilometri si arriva con 20m di dislivello al Passo a 984m di quota che determina la fine delle salite della giornata

E siccome la nostra attenzione verso il territorio attraversato è abbastanza vigile, non vi facciamo mancare questa vecchia dogana con tanto di targa, anche se recente, a ricordarlo.

L'unica cosa che stride rispetto ai dati rilevati dal mio GPS sono i metri sul livello del mare visto che il mio segnava 984m s.l.m. e qui si era leggermente più in basso.

Poco sotto, delle voraci pecore con fame atavica erano intente a brucare a più non posso ed in modo frenetico. Poteva anche darsi che fino a qualche momento prima fossero state rinchiuse in un recinto o in una stalla, fatto sta che non ho mai visto delle pecore così affamate!

Sono quasi le 16,30 quando arriviamo in vista di Capovalle con il sole che sta già calando alle sue spalle, ormai siamo in autunno e le giornate si stanno accorciando.

Appena scesi da Capovalle ci aspetta una deliziosa discesa di 6,5 km sino al bivio di Bollone con una perdita di 400m di dislivello. E' una discesa che ripaga tutti gli sforzi fatti nelle salite precedenti.

Una discesa assolutamente da non perdersi con una infinità di curve come del resto lo è stato tutto il percorso fatto sino ad ora.

 

Questa è un'altra chicca, dopo essere usciti dalla galleria dei Mulini di Bollone ed oltrepassato il lungo ponte, guardate sulla vostra sx e sulla parete troverete questa targa del Vecchio Confine Italo-Austro-Ungarico


Il sole sta calando ed il lago è già in ombra, faccio questo scatto per un semplice motivo, ricordo che a casa conservo una foto che ho scattato nel 1986 e voglio fare un confronto...

 


Che differenze notate con la foto sopra? Vi aiuto, osservate dove arriva l'acqua sotto l'arcata del ponte, sono semplicemente milioni di metri cubi di acqua che ora mancano all'appello!


Sono 60km che stiamo salendo su e giù per le valli e la signora incomincia ad essere un po' stanca


Un ultimo raggio di sole illumina il fiordo mostrando le scoscese pareti




Il pallido sole si cela dietro qualche inconsistente nube donando i riflessi sul lago




La diga mostra la secca del lago è ora di rientrare, domani ci aspetta un altro giro alla scoperta di cinque laghi.



CONCLUSIONE

Un bellissimo percorso lacustre e montano alla scoperta di zone un tempo remote e poco accessibili.

La strada stessa ed i panorami che si potranno ammirare se trovate una bella giornata ripagheranno dalle fatiche spese sui pedali. Ovvio non è un giro per tutti, ma non è detto che lo potete spezzettare in base alle vostre capacità ed allenamento.

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2014
pagina creata: 30-09-2014
ultimo aggiornamento: 14-08-2015
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