Lombardia in bici

Da Zelo Buon Persico
a Lodi in ciclabile
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In effetti questo è un percorso già presente e trattato in più report che lo utilizzano in parte per poi proseguire verso altre destinazioni. Questa volta però, trovando una deviazione che non conoscevo, vi porterò su un "percorso verde" in mezzo alle campagne, sino ad arrivare sulle rive del fiume Adda, per poi proseguire sempre in ciclabile sino a Lodi.


Lungo Adda a Galgagnano



Il "Mortone" a Mignete - L'Adda a Galgagnano - Il duomo di Lodi

Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
17km
125m
Asf/Sterr
Strad/Cicla
0,1%- 4%
✩✩
✩✩
✩✩✩✩
✩✩✩✩

 

 

 

 

 

 



Ci si trova nella campagna a nord di Lodi. Questa volta invece di proseguire sulla solita ciclabile asfaltata da Galgagnano a Montanaso Lombardo, ho trovato una variante che porta verso il fiume Adda su "percorso verde" o Greenway come è di moda chiamarli ora.

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La mappa del percorso. Sul sito Garmin Connect, dopo che ci si è registrati, è possibile nelle preferenze, convertire le miglia in km e viceversa. Inoltre è anche possibile scaricare la traccia per il GPS.

  

IL PERCORSO

Si parte in periferia sud di Zelo Buon Persico, dove a fianco della strada che porta a Lodi inizia la ciclopedonale. Giunti a Galgagnano si svolterà a sx verso il centro del paese e davanti al piazzale della chiesa un cartello marrone vi indicherà il percorso ciclabile in sterrato lungo l'Adda. Poi si proseguirà verso Montanaso Lombardo e da lì sempre in ciclabile verso Lodi. Il ritorno se preferite lo potrete fare tutto su ciclabile asfaltata, non ripetendo il tratto sterrato.

Rifornimenti idrici

Lungo la ciclabile, a Montanaso Lombardo e a Lodi

Quale bici usare

Da escludere una bici da corsa, preferibile una MTB o una bici da trekking o City bike



 

La campagna lodigiana

 

Una volta che si è imboccata la ciclabile a Zelo Buon Persico, poi è difficile sbagliare percorso. Superato Mignete, passerete in un sottopasso e risaliti dall'altra parte, sulla vostra sx dopo 50m, troverete questa località chiamata il "Mortone".

Dovrete uscire dalla ciclabile e fare qualche metro nell'erba per poterla vedere. Si tratta di una "morta" testimone di un vecchio corso del fiume Adda ritiratosi molto tempo fa, probabilmente centinaia di anni fa. Ora il punto più vicino del corso dell'Adda si trova a 2km di distanza.

 

Da questa foto potete comprendere di quanto vi dovrete allontanare dalla ciclabile, sono solo pochi metri da fare nell'erba.

 


Questa zona umida è il regno dell'avifauna. Da lontano sono riuscito a catturare la presenza di un airone cinerino ed altri non meglio identificati uccelli

L'area è classificata "Riserva Naturale" e penso che per la fauna presente sia un bel "eden".

Proseguendo poi sulla ciclabile, a poca distanza dopo una discesa, incontrerete una chiesetta posta su un rilievo. Si tratta del Centro visite del Parco Regionale Adda Sud a Villa Pompeiana.

Superata Villa Pompeiana, la ciclabile prosegue verso Lodi, affiancata da campi coltivati e alcuni filari di alberi.

Arrivati a Galgagnano prenderete per l'unica via, che troverete a sx davanti a un bar. Vi condurrà in centro al paese, proseguite poi verso il piazzale della chiesa

Francamente non ricordo la prima volta che ho percorso la strada che da Zelo Buon Persico conduce a Lodi, e quante volte l'ho ripercorsa, ma mai mi sono sognato di entrare nel piccolo paese. Questa è stata la prima volta e...

...di solito il detto dice: Mai lasciare la vecchia strada per una nuova via, sai quel che lasci ma non quel che trovi!

Ma in questo caso, giunto al piazzale della chiesa girando la bici per fare ritorno sulla ciclabile, vedo il familiare logo della bici posto nel cartello marrone, con la scritta: "lungo Adda"

Oh bella! Se non avessi avuto l'ispirazione di venire qui, probabilmente questo percorso mi sarebbe stato sconosciuto per chissà quanto altro tempo!

In effetti devo dire che non ero uscito con l'intenzione di fare un report. Semplicemente ho fatto una uscita per provare la nuova salopette, visto che le vecchie sono un po' consunte e mi sono detto: faccio una settantina di chilometri giusto per capire se la nuova salopette è efficace soprattutto nel fondello.

Ero uscito anche senza GPS e invece mi sono trovato a seguire un percorso immerso nel verde e che bel verde! Per poi fare tratti alla Indiana Jones!

Qui all'inizio la strada è in terra battuta, bella larga, con tanto di fossetto accanto e conduce in mezzo ai campi.

Lasciata la vegetazione alle spalle e giunto ad un bivio segnalato nei campi, è bastato seguire l'indicazione, per poi trovare ad un centinaio di metri una successiva deviazione a sx

A quanto pare questo percorso è stato attrezzato dal Comune di Galgagnano, almeno così appare sulla scritta verticale posta sul palo, dove si trova il simbolo del percorso Ciclopedonale in azzurro


La locandina indica la traccia del percorso, dove ci si trova in questo punto e cosa potremmo incontrare lungo il percorso. La scritta in alto a sx indica che ci si trova nel Parco Adda Sud

Percorsa la strada campestre si arriva a questo ponticello in legno e da qui inizia il tratto alla Indiana Jones, in single track, immersi letteralmente nel verde

Piante di discrete dimensioni vi accompagneranno nel primo tratto, facendovi assaporare ciò che in una città è ben difficile trovare

Si proseguirà poi a stretto contatto con le piante, con il sentiero sempre in single track

 

E come nelle avventura alla Indiana Jones, occorrerebbe munirsi di "macete e motosega" forse esagero un po'! Un grosso albero è messo attraverso il sentiero. Occorre naturalmente sollevare la bici di peso per passare oltre.

Ora non so se si tratta di un ostacolo naturale messo appositamente per non far transitare moto e motorini o se casualmente questo albero sia caduto sotto gli agenti atmosferici. Io sono per la prima ipotesi.



Poi la "Giungla" si infittisce e le piante al suolo invadono il sentiero tanto che pedalare alle volte lo si fa sfregando tra le erbe a terra e ai fianchi.

Non mi riferisco alla foto sopra, lì è dove mi permetteva di fermarmi a fare delle foto. In altri punti con l'erba alta, mettere giù il piede significava anche non vedere dove lo si sarebbe messo.

In pratica è un po' come pedalare su un sentiero in un fitto bosco. Qui il silenzio c'è e si potranno udire i suoni emessi dalla fauna che popola quest'area verde lussureggiante

Nonostante i cartelli siano un po' coperti dalla vegetazione, ero sicuro di aver preso la giusta direzione. Del resto non c'è come trovarsi nella fitta vegetazione, non essere del posto e magari per disattenzione aver ignorato una precedente indicazione.

O peggio ancora, senza la presenza di alcun cartello, passare per un punto e poi facendo ritorno accorgersi che quel punto non lo si trova più.


Quindi più cartelli e segnali si troveranno lungo i percorsi e più si viaggerà tranquilli. Del resto a chi chiedereste informazioni qui? Forse a Street View?

Del resto nella fitta vegetazione non si può viaggiare a vista ed è difficile fissare dei riferimenti quando al massimo si ha una visuale di pochi metri.

Comunque esagero! Non vi spaventate, non vi perderete assolutamente!

In questo modo non si può sbagliare e non serve nemmeno un GPS!

Nel bosco con gli occhiali da sole era così buio, che lasciato alle spalle ed uscito allo scoperto mi è sembrato di stare in un altro mondo


La zona allo scoperto era più arida ed in lontananza percepivo il rumore dello scorrere d'acqua

 

Terminato il bosco e finito il single track si passa poi al "Double Track", ovvero: semplice strada di campagna in mezzo al prato. Campagne e piante, cosa volere di più?

....Cosa volere di più? Facile la risposta, il cartello indicava "lungo Adda" e l'Adda dov'è? Eccoci serviti, basta percorrere questo breve single track e...

 

... finita l'erba, ecco una spiaggia di sassi e il fiume Adda ad accoglierci

...mmm che angolo di paradiso, acqua e natura accanto, con tanto di ombra naturale!

Mi raccomando, se andrete bagnatevi solo i piedi ed astenetevi dal fare il bagno. Lì la corrente tira e l'acqua è subito alta. Godetevi piuttosto l'amenità del luogo e altra raccomandazione mantenetelo pulito come lo troverete.

Alle volte simili luoghi sarebbe bene non farli conoscere alla massa, proprio per evitare che fra i tanti, qualche solito maleducato se ne approfitti.

Dove si trova la bici basta un solo metro in là e si sarebbe trascinati via dalla corrente del fiume, che come si sa, spesso non perdona certe imprudenze.

Purtroppo non avevo previsto questa deviazione di percorso, per cui ho abbandonato presto il bellissimo luogo. Non ho fatto però il percorso a ritroso, ma ho seguito il percorso che pur mantenendosi a distanza, segue il corso del fiume.




Ad un certo punto, dopo una sbarra, si svolta a sx tenendo ancora a sx il fiume fino ad un bivio su strada asfaltata molto ampia. Se proseguite a sx arriverete ad una cava e lì la strada si interrompe per cui giocoforza al precedente bivio si andrà a dx arrivando a questo canale scolmatore. Vedete la torre in lontananza, più o meno in centro al canale e che spunta dagli alberi? Ebbene si tratta della Centrale termoelettrica di Tavazzano con Villavesco e Montanaso.

La Centrale funziona con delle turbine a vapore alimentate a GAS. Il vapore al termine della sua funzione viene "abbattuto" per mezzo delle torri di raffreddamento e recuperato con la condensazione. L'acqua che serve al processo di raffreddamento viene prelevata dal vicino canale della Muzza e dopo il suo lavoro di raffreddamento viene convogliata in questo canale di recupero e portata a confluire nel fiume Adda.

Il perché l'acqua non viene immessa a valle delle centrale senza aver dovuto costruire tutto questo canale di recupero è molto semplice:

Se l'acqua è servita a far condensare il vapore significa anche che ha acquisito parte del calore.

Ora se si dovesse immettere dell'acqua calda nel canale della Muzza si creerebbe uno scompenso alla fauna ittica presente nel canale. Per questo motivo questo canale con la sua lunghezza permette di raffreddare l'acqua a temperature più accettabili. Acqua che poi confluita nel fiume Adda va a pareggiare i conti, ovvero; il Canale della Muzza nasce a Cassano d'Adda dalle acque del fiume Adda, per cui con questa opera la parte di acqua utilizzata dalla Centrale fa ritorno al flusso che l'ha generata.

Ora basta attraversare il ponte e proseguire lungo la strada asfaltata sino ad un bivio dove a dx dopo una salita si arriva a Montanaso Lombardo ed invece a sx in piano si arriverà direttamente sulla ciclabile per Lodi.

Se avete bisogno di acqua, al termine della salita per Montanaso, nel parcheggio sulla dx in fondo e vicino alla strada, troverete una fontanella.

Poi da li prendete la direzione per Lodi e dopo qualche centinaia di metri sulla vs. sx troverete la ciclabile.




Quindi seguendo la ciclabile vi ritroverete in questo bel parco in centro a Lodi e qui un nuovo incontro.

In effetti anni addietro quando avevo pubblicato i report che conducevano, prima a Maleo e poi a Pizzighettone, questo cartello non c'era, del resto si vede che è recente.

Forse vi chiederete CASTELNUOVO B.A. cosa significhi! Gli assidui lettori di bellitaliainbici forse ricorderanno che questa primavera sono stati pubblicati due report, il primo era il seguito della Ciclopedonale delle città Murate infatti giunti a Pizzighettone, proseguendo si trova La ciclovia del Po che termina proprio alla foce dell'Adda a Castelnuovo Bocca D'Adda.

L'altro report che termina ancora alla foce dell'Adda a Castelnuovo Bocca d'Adda è questo , che parte da San Rocco al Porto, di fronte, sull'altra sponda del Po si trova Piacenza.

Come vedete l'Italia è piccola e una serie di ciclabili permette ora, conoscendole, di connetterle fra di loro, creando così percorsi di lungo corso.

Ad esempio con tutti i report che bellitaliainbici ha pubblicato è possibile partendo da Lecco vedere l'Adda che esce come emissario dal lago di Como, seguirla ancora come emissario dai laghi di Garlate ed Olginate e via, via, seguire il suo corso per buona parte ed arrivare sempre in ciclabile fino alla sua foce nella confluenza del fiume Po.

Giunti a Lodi se vi avanza tempo consiglio un giro nel suo centro storico, da non mancare la piazza del duomo e ciò che vi si trova attorno.


A me rimanevano 35km per il ritorno, spirava un vento caldo per cui prima di partire un bel gelato c'è stato tutto!

Per il Vs. ritorno si presentano due alternative:

1) Ritorno per la medesima strada
2) Ritorno senza la variante in fuoristrada seguendo tutto il percorso su ciclabile asfaltata, a voi la scelta!

 


CONCLUSIONE

Un breve giro che vi permette di immergervi in aree ancora a contatto diretto con la natura poco alterate dall'uomo.


 

 


buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2014
pagina creata:27-05-2014
ultimo aggiornamento: 14-08-2015
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