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La Via Del Sale

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Un ritorno nel Oltrepo Pavese nell'alta Valle Staffora percorrendo l'antico percorso della Via del Sale sconfinando in tre Regioni nelle province di: Pavia, Alessandria e Piacenza.

La Via Del Sale - in vista del Monte Chiappo


Santuario di Bocco - Pian della Mora - La Via del Sale sullo sfondo il Monte Penice

 

 

 

Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
42,4 km
1409 m
asfal/sterr
strad/sent
10% - 20%
✩✩✩✩✩
-
-
✩✩✩
 


 

 

   

 

Ci si trova nell'Alta Valle Staffora e la si percorre sui suoi rilievi percorrendo un tratto della Via del Sale, il tracciato che si vede sulla dx della mappa. Come si può vedere le linee di colore grigio sono quelle che delimitano i confini delle Regioni ed il percorso passa in continuazione da un confine ad un altro.

 

Dal fondo valle dove scorre lo staffora si sale verso il Pian della Mora inserendosi nel percorso La Via del Sale rappresentata dalle creste oltre i 1300 m

 

Il percorso

Si tratta di un percorso ad anello, noi siamo partiti dal nostro campo base in loc. Pian del Lago nel Comune di Santa Margherita di Staffora. Da lì siamo scesi alla fraz. di Sala deviando a sx per Vendemiassi, Casanova di Destra e dopo il ponte sullo Staffora a Casanova di Sinistra. Dal bivio di Sala sono circa 2 km di discesa con punte al 11% su strada stretta e asfaltata. Dal bivio di Casanova di Sinistra dopo 800 m di salita si svolta a dx al bivio, ancora 1,5 km al 6,5% e si arriva al successivo bivio con svolta a dx. Salita di 800m al 13,5% sino al Santuario della Madonna del Bocco a quota 800m. Da qui inizia una salita di 4 km su strada sterrata forestale carrabile con variazione media al 13% arrivando ad intercettare il bivio sulla Via del Sale. Mancano solo 300 m e si arriva al Rif. Pian della Mora a 1322m s.l.m.

Si prosegue verso la cima del Monte Boglielio 1492 m distante 1,5 km.

Si continua con una discesa per 600 m per poi risalire per 1,5 km verso il monte Bagliolo 1547 m . Si scende per 770m per arrivare al Colle della Seppia 1481 m.
Altri 600m di salita e si arriva al Monte Garave 1549 m. Dopo 1 km di su e giù perdendo una cinquantina di metri si arriva ad un bivio, proseguendo diritti si arriverebbe alla cima del Monte Rotondo 1564 m (salita non pedalabile) per cui lo si aggira. Dopo 850 m ci si ricongiunge con la discesa dal Monte Rotondo.

Si prosegue per 1 Km con su e giù per arrivare al bivio per il Monte Chiappo a 1520 m da lì si scende per 880m con pendenza media al 14%. Al termine si arriva ad immettersi su asfalto sulla SP90.

Quale bici usare

MTB front, Full o Fat, meglio ancora e-bike.


PREMESSA

Correva l'anno 2016 quando durante un report che passava da Varzi abbiamo avuto l'occasione di conoscere il Sindaco in carica. In quell'incontro ci ha donato del materiale cartografico del territorio circostante, venendo così a conoscenza della Via del Sale.

Nel corso degli anni ho sempre cercato di reperire informazioni su questo percorso che però al 95% riguardavano percorrenze a piedi e non in bici.

Le testimonianze di chi lo ha fatto in bici non é che mi entusiasmassero ed il problema sta sempre nel metro di paragone che ognuno può avere.

Per mia personale idea preferisco percorsi per MTB che siano pedalabili al 100% al massimo con brevissimi tratti a spinta e da escludersi assolutamente il sollevamento delle stesse per superare importanti ostacoli.

Questo percorso lo abbiamo fatto proprio per verificare la ciclabilità dello stesso.

Fatta la premessa, dal nostro punto di partenza al Pian del Lago siamo scesi verso la frazione di Sala. Qui il bivio per Vendemiassi.

La strada affronta una discesa di circa 2 km ed é abbastanza ripida, siamo attorno al 11%

Si deve arrivare a valle per poi passare sull'altro versante della valle

Lasciata alle spalle la frazione di Casanova di Destra qui si passa il ponte sul torrente Staffora. Di fronte sull'altra sponda è Casanova di Sinistra, le denominazioni delle due frazioni rispecchiano l'orografia della valle rispetto al corso del torrente.

Passato il ponte si devia a sx

Da Casanova di Sinistra bastano 800 m per arrivare al successivo bivio

Qui al bivio si svolterà a dx, strada in salita al 6,5% per 1,5 km in mezzo al verde, traffico pressoché assente.

Arrivati al bivio si prende ancora a dx la strada in salita che conduce a Bocco. Sono 800 m al 13,5 %

Si rimane sula strada asfaltata, la strada è sempre affiancata da alberi.

Un ampio piazzale ci accoglie davanti al Santuario della Madonna del Bocco a quota 800 m

Sino a qui si sono superati 250 m D+ e 6,8km dalla partenza. Abbiamo cercato dell'acqua ma i servizi dietro il Santuario erano chiusi, per cui niente rabbocco.

Lasciamo il Santuario e riprendiamo la nostra marcia verso la Via del Sale.

Usciti dal piazzale del Santuario inizia una carrabile sterrata immersa nel bosco.

Si tratta di una salita di 4 km con pendenza media al 13%.

Il fondo non sempre é regolare e dove si può si scelgono i passaggi più semplici.

Da questa foto si vede come gli alberi chiudono lo spazio aereo, tanto che non sempre il segnale del GPS è presente.

Ci eravamo fermati un attimo quando nel silenzio del bosco abbiamo sentito il rumore di un motore che si stava avvicinando

Subito dopo è apparsa un'auto, si trattava della Polizia Locale in un giro di perlustrazione

Visto che si pedala su una salita abbastanza impegnativa, trovarsi all'ombra di un bosco di faggi non può che far piacere quando fa caldo

Il rovescio della medaglia come già scritto è il segnale scarso del GPS per cui non sai mai dove sei arrivato

Altra cosa da tener conto è quella di portarsi scorte d'acqua.

Terminati i 4 km di salita si arriva al bivio che incontra la Via del Sale e qui devo aprire una parentesi:

Uno penserebbe che la Via del Sale inizia in questo punto, non è proprio così!

Di fatto la Via del Sale inizia a Varzi solo che da quanto sono riuscito a scoprire da altri ciclisti che l'hanno fatta, pochissimi che abbiano scritto qualcosa di interessante a riguardo, pare che dopo aver raggiunto Castellaro il pezzo che prosegue per arrivare a questo bivio sia abbastanza impegnativo con tratti a spinta. Tra l'altro da Varzi a Castellaro se si seguisse il tracciato ufficiale per chi va a piedi, in bici non sarebbe praticabile per cui occorrerebbe fare la viabilità ordinaria.

Quindi come già scritto in premessa, per non saper ne leggere ne scrivere come si suol dire, ho cercato un percorso alternativo sulle mappe in mio possesso per arrivare a questo punto ed evitare il tratto che sale da Varzi e poi Castellaro.

In vista del bivio lei era già stanca di stare in sella, non sembra ma la salita non è per niente una passeggiata anche se a vederla da qua non lo sembra, ma si sa in foto le prospettive ingannano e non si vede cosa c'è dietro la curva!

Dal bivio ci si avvia verso il Rifugio Pian della Mora

Prima tappa raggiunta, dopo 11 km e 785 m D+

Come potete vedere vengono dati i tempi del percorso della Via del Sale ma se osservate bene non si parla di percorsi e tempi x MTB, quindi ufficialmente non ci troviamo su un percorso usuale dedicato anche alle MTB.

In fondo si vede il rifugio

Panche e tavoli all'esterno e il resto tutto sbarrato e niente acqua a quanto pare.

Questi sono i cartelli esplicativi che troverete al Pian della Mora

 

Stavamo per ripartire quando dei rumori di motore alle nostre spalle ci hanno raggiunti.

Dalle targhe accartocciate per renderle poco riconoscibili ho visto che erano dei Tedeschi.

Noi non essendo saliti dal percorso ufficiale non so se sia permesso il transito ai veicoli se non a quelli normalmente autorizzati.

Si lascia il bosco del Pian della Mora per inoltrarsi per il crinale, il fondo cambia e spesso diventa più pietroso.

Si prosegue verso il Monte Bagliolo per circa 1,5 km

Dove il crinale è privo di alberi è possibile volgere lo sguardo attorno, si è pur sempre oltre i 1300 m di quota. Nel riquadro ingrandito si vede la cima del Monte Penice

Guardando verso l'altro versante del crinale, colline a perdita d'occhio, con borghi che non saprei identificare, so solo che è territorio Piemontese provincia di Alessandria.

Infatti la Via del Sale prosegue sul crinale cambiando spesso regione fra Lombardia e Piemonte.

Il panorama cambia da crinale libero a crinale occupato da boschi di conifere

 

Altro boschi mentre sulla dx si staglia il Monte Bagnolo 1547 m.

Alt! Recinto da superare con annesso stretto e rudimentale cancelletto.


Siamo a Quota 1511 m fin qui 14 km percorsi e 972 m D+

 

Ne approfittiamo per un breve spuntino.

Alle sue spalle da sx la cima del Monte Lesima 1724 m a seguire il Monte Alfeo 1651 m e il Monte Chiappo 1669 m

Cancello stretto, manubri larghi, bici pesanti richiedono un minimo di aiuto per superare l'ostacolo. Un cartello scritto a mano prega di richiudere il "cancello" una volta passati

Il rudimentale cancello posto sul recinto serve per non far passare gli animali lasciati al pascolo.

 

Come già scritto sullo sfondo si vedono 4 cime:

Monte Lesima 1724 m a seguire il Monte Alfeo 1651 m e il Monte Chiappo 1669 m. Ne manca una, quella in mezzo che non saprei identificare, potrei supporre il Monte Buscagna.

Si riprende a pedalare

A sx la cima del Monte Bagnolo 1547 m, La Via del Sale prosegue affiancandolo sulla dx

Un'altra visione verso le colline Piemontesi dell'Alessandrino:la Val Curone.

Siamo arrivati al Rif. Laguione

Davanti al Rif. Laguione un paio di cartelli

Il cartello con le indicazioni in chiaro

Il monumento posto sulla cima del Monte Bagnolo

 

Lasciamo il rifugio e nonostante fosse segnalata la presenza di una sorgente d'acqua noi non l'abbiamo trovata e la cosa ci ha reso un po' preoccupati, stavamo finendo l'acqua; della serie mai fare affidamento su quanto si legge .

Procedendo fra guardare la traccia del Gps e altri 4 cartelli alla fine rimani nel dubbio dove andare se seguire la tua traccia o i cartelli!

Avanti! Eravamo già in ritardo sulla tabella di marcia che mi ero prefissato

Solito fermo per consultare la mappa si andrà a sx o diritti, a quanto pare diritti!

Solo che gli imprevisti sono dietro l'angolo, la salita è impedalabile non quanto per la pendenza comunque importante, ma per i solchi profondi e le sterpaglie che non ti permettono di pedalare urtando coi pedali ovunque rischiando di cadere. Sino a che non trovi una alternativa fuori tracciato.

Superata la salita si scende e si risale e il problema si ripresenta in aggiunta ad alcune alte piante spinose!

E si ritorna a quanto ho scritto all'inizio, questo per noi è un percorso da farsi a piedi, poi per carità se c'é a chi piace spingere la bici si accomodi a ognuno i suoi gusti.

Sopra la cima del Monte Chiappo si addensano nuvole nere, a sx la cima del Monte Alfeo.

Dal Colle della Seppia ne segue un tratto ripido e sdrucciolevole. Sullo sfondo a sx il Monte Lesima, il Monte Alfeo e in centro il Monte Rotondo 1564 m dove la mia traccia indicava di valicarlo.

Nella foto si vede una parte dell'alta Valle Staffora e fra il verde a sx una radura

La radura non è altro che la frazione di Cencerete posto sul fianco dx della valle a 960 m di altitudine.

Se si guarda indietro in centro alla foto si scorge la cima del Monte Penice.

 

Guardando sempre indietro ma a sx si ha la vista sulla cima del Monte Giarolo nell'alta Val Curone. Sotto nella valle si vede il Villaggio La Gioia vicino al borgo di Caldirola posto a 1000 m di altitudine.

Il Monte Rotondo è là che ci aspetta...

... dietro gli alberi, non ci resta che lasciar correre la bici, almeno per il pezzo in discesa.

Arrivato ai piedi del monte la mia traccia GPS e il cartello coincidevano per cui ho seguito il sentiero, praticamente impedalabile!

Nel mentre, stavano scendendo due persone per cui ho chiesto a loro e mi hanno sconsigliato la salita e di aggirare il Monte Rotondo sulla dx in quanto il percorso poi si ricongiungeva col sentiero che scendeva dallo stesso monte sul lato opposto.

Anche qui dietro front e cambio programma



Sceso al bivio ho visto un altro cartello della Via del Sale posto a sx e molto distante dal precedente che si intravede sulla dx

Anche qui c'è da dire una cosa, il cartello indica con la freccia la direzione da dove noi eravamo venuti per cui se uno capitasse qui in una giornata senza riferimenti visivi ma intendesse andare verso il Monte Chiappo come noi, trovandosi questo cartello andrebbe in direzione Varzi!

Si prosegue nel bosco in un susseguirsi di sali scendi

Salvo poi incontrare di nuovo tratti impedalabili

Alternati a tratti scorrevoli

E altri tratti dove trovi qualche ostacolo al termine di una discesa che ti costringe a scendere poi vedi che di fronte hai un breve strappo ripido per cui preferisci non rimontare in sella e spingere.

Di nuovo c'é da fare il portinaio per fare uscire i "cavalli d'acciaio" forse meglio dire di alluminio!

 

E di nuovo in sella, oramai siamo fuori tabella di marcia, senza acqua e senza scorte alimentari

Finalmente in vista del Monte Chiappo dove sulla cima c'è un rifugio quindi finalmente acqua e cibo!

Per quanto riguarda il cartello della Via del Sale come vedete la freccia indica ancora da dove siamo venuti per cui direzione Varzi.

Ora il tracciato congiunge due punti, Varzi al mare a Portofino. In teoria se è chiamata Via del Sale, il sale viene dal mare per cui sarebbe corretto il senso, solo che la stragrande maggioranza lo fa partendo da Varzi per cui queste frecce non è che favoriscano l'orientamento.

Da parte mia sarebbe stato meglio lasciare il cartello senza freccia e sotto invece aggiungere le direzioni con le solite indicazioni dei tempi di percorrenza a piedi.

Si stava avvicinando un cane e il suo padrone,


Eh sì il rifugio era lassù in cima con una bella erta salita da affrontare

Alle nostre spalle una mandria di cavalli lasciata pascolare allo stato brado ed ecco il perchè dei recinti nei punti più critici.

Il signore è il padrone della mandria di cavalli e vengo poi a sapere una cosa curiosa:

Da qui a casa nostra ci sono 170 km e lui il caso vuole che abita a soli 3 km da noi!

Visto che stavamo parlando gli ho chiesto del rifugio sopra al Monte Chiappo e mi fa: la salita è abbastanza impegnativa oltre a questo oggi è chiuso!

Ovvio che senza acqua e senza cibo non avremmo potuto fare il giro che avevamo in mente, per cui piano B! Si trattava di scendere verso la strada provinciale SP90 e dirigerci verso Capanne di Cosola, Capannette di Pej sulla SP18 e fermarci a pranzo.



Dopo 19 km e 1160m di D+ con un po' di tratti a spinta dovevamo abbandonare le alte quote, si fa per dire! Intanto l'altro cane si spostava per lasciarmi passare, sullo sfondo il Monte Chiappo




Gentilmente ci stava indicando dove prendere il bivio per scendere al provinciale

Occorreva uscire dal recinto per cui ancora gentilmente ha aperto il cancello

Intanto l'altro cane pastore vigilava sulle operazioni assicurandosi che qualche cavallo non uscisse!

 


A breve distanza dal cancello a sx c'era la carrabile da prendere

Di fronte la cima del Monte Alfeo e a dx la ripida salita per il Monte Chiappo che in realtà può essere sfruttata come discesa d'inverno per chi scia e d'estate per chi fa Downhill

Eh si perchè anche qui ha preso piede il Downhill ed ecco che dal bosco spuntano percorsi con tanto di rampa

Naturalmente per praticare downhill si sfruttano gli impianti di risalita invernali che partono dal Pian del Poggio a 1340 m di quota.

Quindi qui si scende sulla pista da sci o downhill.

Pensare che la cima del monte Lesima a sx era nel programma del giro ma visto come sono andate le cose per ora rimarrà là.

Altra rampa che esce dal bosco, occorre prestare molta attenzione passando davanti alle rampe ed accertarsi che nessuno stia per scendere altrimenti la collisione sarebbe inevitabile!

Qui la pista si divide in due con dei rami e tronchi posti a terra. A sx si trova la strada che scende sulla statale, mentre a dx la pista prosegue sotto il sottopasso per raggiungere la stazione di partenza della funivia al Pian del Poggio. Per noi si doveva scendere a sx.

A dx il percorso che fanno quelli del downhill per scendere al Pian del Poggio dove c'è la stazione della seggiovia.

Lei invece si era attardata a scendere e non ha visto la deviazione per cui doveva recuperare il bivio.

Per ora qui finisce la prima parte della Via del Sale, nella seconda parte termineremo il giro.

 

Seconda Parte

 


Conclusioni

Le numerose foto penso abbiano spiegato bene a cosa si va in contro percorrendo la Via del Sale in bici. Può essere che ad alcuni lo ritengano un percorso normale da fare in bici, come scritto, noi la pensiamo in modo differente e del resto i cartelli parlano chiaro e non menzionano le bici.

Al di là di questo se ci andate procuratevi scorte di acqua e di cibo visto che lassù non ne trovate e non andate in solitaria, in tutto il percorso non abbiamo incontrato nessuno a piedi e tanto meno in bici.

 

 

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2022
pagina creata:27-01-2022
ultimo aggiornamento: 06-02-2022
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