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da Cervo a Dolcedo su nuove ciclabili |
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Si tratta
di percorrere la Ciclabile dei Fiori nella Liguria
di Ponente a cui nella primavera del 2026 hanno
finalmente inaugurato il nuovo tratto che prima era
nominato "Incompiuta" a causa di frane che ne hanno
decretato poi la chiusura per tanti anni ed ora
é nominata "IM COMPIUTA" ovvero la
città di IMPERIA finalmente l'ha Compiuta.
Oltre a questa novità ce ne sono altre: La
Ciclabile dei Fiori ora è stata estesa sino
ad Andora per cui sono comprese Diano Marina, San
Bartolomeo al Mare e Cervo. In sostanza oggi
è possibili pedalare da Andora sino a
Ospedaletti. Un'altra novità riguarda una
nuova ciclabile nella Valle del Prino descritta dal
cartello sottostante.
Si
parte su ciclabile a Cervo sino al termine in
località Torrazza. Si prosegue poi su SP41
sino a Dolcedo A
Torrazza e a Dolcedo Quale
bici usare Qualsiasi
bici dotata di cambio |
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Si parte da
Cervo, l'accesso alla ciclabile si trova vicino
all'ex stazione ferroviaria accanto al parcheggio
dove si tiene il mercato. Oramai la
presenza delle vecchie stazioni ferroviarie restano
un segno del passato.
Proseguendo
in direzione Imperia si supera San bartolomeo al
mare e si arriva a Diano Marina. Questi due Comuni
attraversati dalla ciclabile sono caratterizzati da
numerosi attraversamenti stradali a cui si deve
dare la precedenza, per cui occorre prestare
attenzione. A dx hanno
conservato le tipiche staccionate ferroviarie dalla
caratteristica forma A sx Chiesa
del Sacro Cuore XIX sec. a Diano Marina. Sempre a
sx la staccionata moderna a confronto con la
vecchia a dx.
All'uscita
di Diano Marina la ciclabile affronta un breve
tratto in salita per poi portarsi in seguito a
vista mare. Se sino ad
ora il tracciato da Cervo era quasi sempre in mezzo
a case, qui cambia totalmente aspetto e a sx si ha
vista libera sul mare. La nuova ciclabile o meglio
ciclopedonale, dispone anche di illuminazione il
che la rende praticabile anche di sera. Lo spazio
come si vede è molto ampio. Anche per i
ciclisti con le BDC questa ciclabile è una
manna, sia per lo spettacolo di cui possono godere
ma soprattutto per evitare di pedalare sulla
pericolosa S.S. Aurelia Ci sono
voluti anni però ora è un'opera che
ci possono anche invidiare all'estero. Notare la
rete con dei rampicanti per moderare il calore
delle pietre sulle pareti e per dare un tocco di
verde all'ambiente. A fianco
della ciclabile nella corsia riservata ai pedoni si
trovano attrezzature per la sosta delle bici e cubi
di pietra su cui sedersi. Notare
anche il lavoro che hanno fatto con il muro di
contenimento sovrastato da robuste reti
metalliche. Non mancano
i cicloturisti con tanto di portapacchi e borse e
abbigliamento prendisole Come
scritto sopra la corsia dei pedoni serve anche per
chi voglia fermarsi senza creare intralci a chi sta
pedalando.
Dal
cartello IM COMPIUTA inizia la nuova ciclabile che
è dovuta rimanere ferma per un po' di anni
per essere messa in sicurezza dalle frane di
materiale roccioso che scendeva sulla ciclabile, di
fatto rendendola inagibile. Si prosegue
con le opere di consolidamento e protezione con
reti di contenimento a dx mentre a sx la solita
staccionata moderna di protezione a vista mare e i
pali per l'illuminazione notturna. Il resto
del bel tracciato lo lascio scoprire a chi
avrà intenzione di andarci, altrimenti che
gusto c'è! Finita la
ciclabile all'aperto ad Oneglia il tracciato passa
in galleria. Pur essendo illuminate vi consiglio di
avere le luci sulle bici. Le gallerie
si trovano sia sotto Oneglia che a
Imperia Uscendo
all'aperto a dx un'area di sosta L'edificio
a sx ha tutta l'aria della vecchia stazione
ferroviaria di Oneglia Anche qui
alle intersezioni semaforiche occorre rispettare il
semaforo, alcuni sono a chiamata ma tendenzialmente
ho visto che li stanno automatizzando con delle
telecamere che valutano chi far passare. A sx
testimonianza di vecchi edifici adibiti a scalo
merci. Anche qui la ciclabile è
illuminata. Fra Oneglia
e Imperia lungo la ciclopedonale la corsia che si
vede a dx è riservata ad una navetta
elettrica che effettua fermate in corrispondenza di
luoghi di interesse culturale. Sulla
facciata dell'ex casello ferroviario è
presente la targa dedicata al Presidente Sandro
Pertini : Via della Liberazione. A dx arredi
urbani per la ciclabile.
A dx sulla
corsia della navetta elettrica si trova un
ascensore che porta al polo museale. Su questo
tratto un cordolo delimita meglio la sede per la
Navetta elettrica. A sx si
scorge il porto e in lontananza Imperia Ecco la
navetta elettrica descritta sopra Non vorrei
sbagliare ma questa dovrebbe essere la vecchia
stazione ferroviaria di Imperia e mi sa che hanno
conservato le pensiline dei sottopassi
Infatti il
cartello indica un sottopasso per... Giusto per
ricordarcelo ci troviamo nella Riviera dei Fiori.
In basso e in centro alla foto si scorge un'altra
navetta e dietro l'imbocco di una
galleria. Anche qui
galleria illuminata e con musica. Usciti da
Imperia si prosegue sempre in direzione
Sanremo I soliti
ciclisti con BDC, testa bassa e via a pedalare come
se non ci fosse un domani! In centro
alla foto si vede un cartello dove c'è un
varco che permette di attraversare la S.S.
Aurelia Ed ecco
cosa indica il cartello: si tratta di una nuova
breve ciclabile che affianca le sponde del torrente
Prino che dà nome all'omonima valle. Sono
elencati alcuni luoghi da visitare. Occorre
attraversare la statale, da qui si vedono due
strade, quale delle due? Semplice; avevo scritto
che la ciclabile affianca il corso del torrente per
cui quella a dx. Qui dal mio
punto di vista avrei reso più facile
l'imbocco della ciclabile facendo lo scivolo a raso
strada facilitando chi va verso la ciclabile, o chi
invece ne esce. Ma anche gli stessi pedoni che
avessero una carrozzina per disabili o per bambini
ne sarebbero facilitati. Quindi la
ciclabile è dipinta di verde e non ci si
può sbagliare! Un altro appunto che ho da
fare e per la cassetta rossa che sporge verso la
ciclabile. Una targhetta poco leggibile riporta:
Cassetta di Servizio, di cosa non ne ho
idea. Nel caso
non servisse più sarebbe forse meglio
rimuoverla, prevenire è sempre meglio che
curare qualcuno che si faccia male
urtandolo. La
ciclabile è affiancata da murales L'imponente
viadotto sorregge l'Autostrada Genova -
Ventimiglia E poco
avanti un altro ponte questa volta ferroviario, ma
le destinazioni sono sempre le medesime: Genova e
Ventimiglia. In
quest'anno molto caldo anche il torrente Prino lo
si può definire quasi in secca. Si
incomincia scorgere un ponte sul Prino Arrivati a
questo Stop nessun cartello indicatore stradale,
tranne il pubblicitario a sx. Gli unici
cartelli sono quello della via che abbiamo
percorso, e sotto il cartello che indica la
Ciclabile Riviera dei Fiori. Visto che
lo scopo di questa ciclabile era indicato dal
cartello precedente "Antico Borgo Piani-Torrazza"
uno si chiede: già ma dove sono? Qui di
cartelli non ce ne sono! l'unico indizio è
quello di proseguire sulla ciclabile che attraversa
il ponte.... Errore!
occorre svoltare a sx se si vuole raggiungere
l'antico Borgo di Piani. Questo l'abbiamo capito
dopo, quindi qui manca un cartello che indichi:
Antico Borgo di Piani. Inconsapevoli
del mancato cartello abbiamo attraversato il
moderno ponte sul torrente Prino. Attraversato
il ponte la ciclopedonale verde finisce. A sx sotto
il cartello Piani vediamo una striscia marrone che
ha tutta l'aria di una ciclabile, già ma per
raggiungerla? Davanti a
noi una bella rotatoria, va bene, ma capite che poi
l'inserimento in bici sulla ciclabile non sarebbe
per nulla facile. Qui manca un attraversamento
ciclopedonale per congiungere le due
ciclopedonali. Anche
perchè un pedone che provenisse dalla
ciclopedonale marrone non potrebbe proseguire sul
ponte in quanto dal suo lato manca la relativa sede
pedonale, per cui sarebbe costretto ad attraversare
in questo punto, idem per chi arrivasse in
bici. Come si
vede ha tutta l'aria di una ciclabile. Sul ponte
avete visto il cartello Piani, quindi siamo nel
territorio di Piani. Solo dopo essere tornato al
punto di partenza ed essermi documentato ho
scoperto che a sx c'è il famoso Borgo antico
di Piani, mentre a dx il nuovo insediamento.
Già ma senza cartelli solo la gente del
posto può conoscere queste cose. Strisce a
terra e pittogrammi della bici la battezzano come
una ciclabile e non come una ciclopedonale, per cui
i pedoni devono transitare sul marciapiede accanto
verso la strada. Non tutte
le persone sanno di queste norme ma anche tanti
ciclisti non sanno che come in questo caso con la
presenza di una ciclabile accanto alla strada, il
ciclista è tenuto a percorrerla! In sostanza
Piani vecchia dalla nuova sono divise dal torrente
Prino e dalla nuova ciclabile Ad un
tratto appare a sx sulla collina Torrazza, l'altro
borgo antico indicato nel cartello all'inizio di
questa ciclabile. Il borgo
antico di Torrazza dove spicca il campanile della
chiesa di San Gottardo segue un po' ciò che
succedeva attorno al 1500-1600 sulla costa ligure
ovvero: difendersi dallo scorrazzare dei Turchi o
Saraceni. Quindi per
sfuggire ai loro saccheggi, che oltre sulla costa,
avvenivano anche all'interno delle valli liguri,
gli antichi borghi erano formati da un piccolo
nucleo ristretto e tutto attorno difeso dalle mura
delle stesse case. In genere il borgo aveva un
unico accesso, sorvegliato e difeso in caso di
pericolo. Poi nel
corso dei secoli scongiurati questi pericoli, i
borghi hanno subito un incremento di abitazioni
tutto attorno. In alto a
sx si vede la torre detta "Saracena" che ha avuto
un ruolo importante in quegli anni. In basso a
dx è la chiesa di San Giorgio e sopra
dovrebbe essere la cima del monte Arbozzaro
1129m
Qui nei
pressi del vecchio ponte sul torrente Prino la
ciclabile finisce. In questo
spiazzo ci sono due panchine e un nuovissimo
"totem" che serve per fare una piccola manutenzione
alla bici. La si
può appendere, utilizzare la pompa annessa
per portare in pressione le gomme e usare le varie
chiavi e utensili collegate a dei cavi per non
essere asportate. Per
raggiungere Torrazza si attraversa questo vecchio
ponte sul torrente Prino. Superato il
ponte sulla dx dietro il cartello c'è lo
Sferisterio. Il cartello della Protezione Civile
indica quest'area come area di emergenza e raccolta
della popolazione. Proseguendo
si arriva al bivio per salire a Torrazza
ma... ... Come
è scritto sul cartello all'inizio della
ciclabile oltre agli antichi borghi è
menzionato il Ponte di San Martino. Ma dove si
trova? Ebbene
arrivati all'incrocio dove ho messo un punto rosso
sulla mappa, se guardate sulla Vs. dx ci sono dei
cartelli in legno con scritte bianche ad indicarlo.
Purtroppo noi non li abbiamo visti. Quindi se
non ve la sentite di salire a Torrazza seguite le
indicazioni per il Ponte di San Martino da cui si
vedrà anche Torrazza. Per chi
invece ha le gambe allenate o la ebike, se vuole
può salire a Torrazza. Arrivati a
Torrazza si deve lasciare la bici in piazza
Cisterna e proseguire a piedi. Sulla mappa
sono indicati i punti interessanti da
vedere. Noi al
termine della visita siamo scesi all'incrocio sulla
provinciale e siamo andati a Dolcedo ma... se
osservate bene la mappa è indicata una
traccia rossa con tanto di pittogramma della bici e
che vi porta a Dolcedo. Purtroppo
le indicazioni avute a voce non hanno sortito
l'effetto desiderato e visto che tardavamo per il
pranzo non abbiamo insistito nel trovare la giusta
strada. Quindi
parcheggiate le bici ci siamo addentrati in quello
che è il borgo antico che avevo accennato in
precedenza. Oltre
l'ingresso si possono notare dei cartelli
indicatori posizionati sul muro. Qui potete
scegliere ciò che vi interessa, noi abbiamo
preso la direzione per la Torre
Saracena. Si passa
dalla piazza San Giovanni con l'omonimo Oratorio
mentre la chiesa di San Gottardo si trova alle
nostre spalle. Notare il selciato della piazza con
i disegni con stemma al centro. Un altro stemma
c'è sulla parete a dx. Ovviamente
l'interno di questi antichi borghi non hanno strade
ma solo vicoli stretti. Vicoli
spesso in salita perchè i borghi sempre per
i motivi difensivi erano costruiti in cima a
colline in modo da poter dominare e sorvegliare a
360 gradi il territorio circostante per prevenire
eventuali attacchi dei Saraceni. Una ripida
salita a gradini porta fuori dal borgo in direzione
della torre
Arrivati in
vista della torre, davanti si trova la chiesa di
San Bernardo La torre
è dotata di feritoie su tutta la
circonferenza, adatte sia per vedere all'esterno ma
anche in caso di attacco per buttare sotto
materiale come olio bollente o pece. Sulla torre
Saracena è posta questa lapide. Dietro la
torre la scalinata per l'accesso ai piani
superiori Conclusa la
nostra visita a Torrazza siamo scesi sulla
provinciale per recarci a pranzo a
Dolcedo. Riguardo a
Dolcedo vi lascio questo link di approfondimento di
un altro interessante report
A parte i
mie personali suggerimenti su qualche aggiunta da
effettuare sulle indicazioni del percorso, dato che
non abbiamo raggiunto il borgo antico di Piani e
l'Oasi dell'Airone Cenerino, per il resto penso che
il tutto possa dare un buon spunto per una pedalata
alternativa per riscoprire l'entroterra
ligure. |
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buone pedalate a tutti, Outside |
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pagina creata:29-10-2026 ultimo aggiornamento: 30 -10 -2026 Percorsi ciclabili - torna su Ogni uso o sfruttamento dei miei progetti a scopo commerciale, senza un preventivo accordo scritto, é vietato. La riproduzione di questo sito in toto o in parte é vietata senza il consenso scritto dell'autore. |
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