Liguria in bici

da Cervo a Dolcedo
su nuove ciclabili
Home


 

 


Pedalare in Liguria su due nuove ciclabili



Nuovo ponte sul torrente Prino in loc. Piani

 

Lunghezza
Diff. • • •
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
41,3km
•
228m
Asfalto
Cicl/Strad
1,3% - 5%
✩✩✩
✩
✩✩✩
✩✩✩✩

 

 

 

 

 

 



Si tratta di percorrere la Ciclabile dei Fiori nella Liguria di Ponente a cui nella primavera del 2026 hanno finalmente inaugurato il nuovo tratto che prima era nominato "Incompiuta" a causa di frane che ne hanno decretato poi la chiusura per tanti anni ed ora é nominata "IM COMPIUTA" ovvero la città di IMPERIA finalmente l'ha Compiuta. Oltre a questa novità ce ne sono altre: La Ciclabile dei Fiori ora è stata estesa sino ad Andora per cui sono comprese Diano Marina, San Bartolomeo al Mare e Cervo. In sostanza oggi è possibili pedalare da Andora sino a Ospedaletti. Un'altra novità riguarda una nuova ciclabile nella Valle del Prino descritta dal cartello sottostante.

 




IL PERCORSO

Si parte su ciclabile a Cervo sino al termine in località Torrazza. Si prosegue poi su SP41 sino a Dolcedo

 

Rifornimenti idrici

A Torrazza e a Dolcedo

Quale bici usare

Qualsiasi bici dotata di cambio


 

 

Si parte da Cervo, l'accesso alla ciclabile si trova vicino all'ex stazione ferroviaria accanto al parcheggio dove si tiene il mercato.

Oramai la presenza delle vecchie stazioni ferroviarie restano un segno del passato.

 

Proseguendo in direzione Imperia si supera San bartolomeo al mare e si arriva a Diano Marina. Questi due Comuni attraversati dalla ciclabile sono caratterizzati da numerosi attraversamenti stradali a cui si deve dare la precedenza, per cui occorre prestare attenzione.

 

A dx hanno conservato le tipiche staccionate ferroviarie dalla caratteristica forma

A sx Chiesa del Sacro Cuore XIX sec. a Diano Marina. Sempre a sx la staccionata moderna a confronto con la vecchia a dx.

All'uscita di Diano Marina la ciclabile affronta un breve tratto in salita per poi portarsi in seguito a vista mare.

Se sino ad ora il tracciato da Cervo era quasi sempre in mezzo a case, qui cambia totalmente aspetto e a sx si ha vista libera sul mare. La nuova ciclabile o meglio ciclopedonale, dispone anche di illuminazione il che la rende praticabile anche di sera.

Lo spazio come si vede è molto ampio.

Anche per i ciclisti con le BDC questa ciclabile è una manna, sia per lo spettacolo di cui possono godere ma soprattutto per evitare di pedalare sulla pericolosa S.S. Aurelia

Ci sono voluti anni però ora è un'opera che ci possono anche invidiare all'estero. Notare la rete con dei rampicanti per moderare il calore delle pietre sulle pareti e per dare un tocco di verde all'ambiente.

A fianco della ciclabile nella corsia riservata ai pedoni si trovano attrezzature per la sosta delle bici e cubi di pietra su cui sedersi.

Notare anche il lavoro che hanno fatto con il muro di contenimento sovrastato da robuste reti metalliche.

Non mancano i cicloturisti con tanto di portapacchi e borse e abbigliamento prendisole

Come scritto sopra la corsia dei pedoni serve anche per chi voglia fermarsi senza creare intralci a chi sta pedalando.


Dal cartello IM COMPIUTA inizia la nuova ciclabile che è dovuta rimanere ferma per un po' di anni per essere messa in sicurezza dalle frane di materiale roccioso che scendeva sulla ciclabile, di fatto rendendola inagibile.

Si prosegue con le opere di consolidamento e protezione con reti di contenimento a dx mentre a sx la solita staccionata moderna di protezione a vista mare e i pali per l'illuminazione notturna.

Il resto del bel tracciato lo lascio scoprire a chi avrà intenzione di andarci, altrimenti che gusto c'è!

Finita la ciclabile all'aperto ad Oneglia il tracciato passa in galleria. Pur essendo illuminate vi consiglio di avere le luci sulle bici.

Le gallerie si trovano sia sotto Oneglia che a Imperia

Uscendo all'aperto a dx un'area di sosta

L'edificio a sx ha tutta l'aria della vecchia stazione ferroviaria di Oneglia

Anche qui alle intersezioni semaforiche occorre rispettare il semaforo, alcuni sono a chiamata ma tendenzialmente ho visto che li stanno automatizzando con delle telecamere che valutano chi far passare.

A sx testimonianza di vecchi edifici adibiti a scalo merci. Anche qui la ciclabile è illuminata.

Fra Oneglia e Imperia lungo la ciclopedonale la corsia che si vede a dx è riservata ad una navetta elettrica che effettua fermate in corrispondenza di luoghi di interesse culturale.

Sulla facciata dell'ex casello ferroviario è presente la targa dedicata al Presidente Sandro Pertini : Via della Liberazione.

A dx arredi urbani per la ciclabile.

A dx sulla corsia della navetta elettrica si trova un ascensore che porta al polo museale.

Su questo tratto un cordolo delimita meglio la sede per la Navetta elettrica.


A sx si scorge il porto e in lontananza Imperia

Ecco la navetta elettrica descritta sopra

Non vorrei sbagliare ma questa dovrebbe essere la vecchia stazione ferroviaria di Imperia e mi sa che hanno conservato le pensiline dei sottopassi

Infatti il cartello indica un sottopasso per...

Giusto per ricordarcelo ci troviamo nella Riviera dei Fiori. In basso e in centro alla foto si scorge un'altra navetta e dietro l'imbocco di una galleria.

Anche qui galleria illuminata e con musica.

Usciti da Imperia si prosegue sempre in direzione Sanremo


I soliti ciclisti con BDC, testa bassa e via a pedalare come se non ci fosse un domani!



In centro alla foto si vede un cartello dove c'è un varco che permette di attraversare la S.S. Aurelia


Ed ecco cosa indica il cartello: si tratta di una nuova breve ciclabile che affianca le sponde del torrente Prino che dà nome all'omonima valle. Sono elencati alcuni luoghi da visitare.

Occorre attraversare la statale, da qui si vedono due strade, quale delle due? Semplice; avevo scritto che la ciclabile affianca il corso del torrente per cui quella a dx.

Qui dal mio punto di vista avrei reso più facile l'imbocco della ciclabile facendo lo scivolo a raso strada facilitando chi va verso la ciclabile, o chi invece ne esce. Ma anche gli stessi pedoni che avessero una carrozzina per disabili o per bambini ne sarebbero facilitati.

Quindi la ciclabile è dipinta di verde e non ci si può sbagliare! Un altro appunto che ho da fare e per la cassetta rossa che sporge verso la ciclabile. Una targhetta poco leggibile riporta: Cassetta di Servizio, di cosa non ne ho idea.

Nel caso non servisse più sarebbe forse meglio rimuoverla, prevenire è sempre meglio che curare qualcuno che si faccia male urtandolo.



La ciclabile è affiancata da murales

L'imponente viadotto sorregge l'Autostrada Genova - Ventimiglia

E poco avanti un altro ponte questa volta ferroviario, ma le destinazioni sono sempre le medesime: Genova e Ventimiglia.

In quest'anno molto caldo anche il torrente Prino lo si può definire quasi in secca.

Si incomincia scorgere un ponte sul Prino

Arrivati a questo Stop nessun cartello indicatore stradale, tranne il pubblicitario a sx.

Gli unici cartelli sono quello della via che abbiamo percorso, e sotto il cartello che indica la Ciclabile Riviera dei Fiori.

Visto che lo scopo di questa ciclabile era indicato dal cartello precedente "Antico Borgo Piani-Torrazza" uno si chiede: già ma dove sono?

Qui di cartelli non ce ne sono! l'unico indizio è quello di proseguire sulla ciclabile che attraversa il ponte....

Errore! occorre svoltare a sx se si vuole raggiungere l'antico Borgo di Piani. Questo l'abbiamo capito dopo, quindi qui manca un cartello che indichi: Antico Borgo di Piani.

Inconsapevoli del mancato cartello abbiamo attraversato il moderno ponte sul torrente Prino.

Attraversato il ponte la ciclopedonale verde finisce.

A sx sotto il cartello Piani vediamo una striscia marrone che ha tutta l'aria di una ciclabile, già ma per raggiungerla?

Davanti a noi una bella rotatoria, va bene, ma capite che poi l'inserimento in bici sulla ciclabile non sarebbe per nulla facile. Qui manca un attraversamento ciclopedonale per congiungere le due ciclopedonali.

Anche perchè un pedone che provenisse dalla ciclopedonale marrone non potrebbe proseguire sul ponte in quanto dal suo lato manca la relativa sede pedonale, per cui sarebbe costretto ad attraversare in questo punto, idem per chi arrivasse in bici.

Come si vede ha tutta l'aria di una ciclabile.

Sul ponte avete visto il cartello Piani, quindi siamo nel territorio di Piani. Solo dopo essere tornato al punto di partenza ed essermi documentato ho scoperto che a sx c'è il famoso Borgo antico di Piani, mentre a dx il nuovo insediamento. Già ma senza cartelli solo la gente del posto può conoscere queste cose.

Strisce a terra e pittogrammi della bici la battezzano come una ciclabile e non come una ciclopedonale, per cui i pedoni devono transitare sul marciapiede accanto verso la strada.

Non tutte le persone sanno di queste norme ma anche tanti ciclisti non sanno che come in questo caso con la presenza di una ciclabile accanto alla strada, il ciclista è tenuto a percorrerla!

In sostanza Piani vecchia dalla nuova sono divise dal torrente Prino e dalla nuova ciclabile

Ad un tratto appare a sx sulla collina Torrazza, l'altro borgo antico indicato nel cartello all'inizio di questa ciclabile.

Il borgo antico di Torrazza dove spicca il campanile della chiesa di San Gottardo segue un po' ciò che succedeva attorno al 1500-1600 sulla costa ligure ovvero: difendersi dallo scorrazzare dei Turchi o Saraceni.

Quindi per sfuggire ai loro saccheggi, che oltre sulla costa, avvenivano anche all'interno delle valli liguri, gli antichi borghi erano formati da un piccolo nucleo ristretto e tutto attorno difeso dalle mura delle stesse case. In genere il borgo aveva un unico accesso, sorvegliato e difeso in caso di pericolo.

Poi nel corso dei secoli scongiurati questi pericoli, i borghi hanno subito un incremento di abitazioni tutto attorno.

In alto a sx si vede la torre detta "Saracena" che ha avuto un ruolo importante in quegli anni.

In basso a dx è la chiesa di San Giorgio e sopra dovrebbe essere la cima del monte Arbozzaro 1129m

Qui nei pressi del vecchio ponte sul torrente Prino la ciclabile finisce.

In questo spiazzo ci sono due panchine e un nuovissimo "totem" che serve per fare una piccola manutenzione alla bici.

La si può appendere, utilizzare la pompa annessa per portare in pressione le gomme e usare le varie chiavi e utensili collegate a dei cavi per non essere asportate.

Per raggiungere Torrazza si attraversa questo vecchio ponte sul torrente Prino.

Superato il ponte sulla dx dietro il cartello c'è lo Sferisterio. Il cartello della Protezione Civile indica quest'area come area di emergenza e raccolta della popolazione.

Proseguendo si arriva al bivio per salire a Torrazza ma...

... Come è scritto sul cartello all'inizio della ciclabile oltre agli antichi borghi è menzionato il Ponte di San Martino. Ma dove si trova?

Ebbene arrivati all'incrocio dove ho messo un punto rosso sulla mappa, se guardate sulla Vs. dx ci sono dei cartelli in legno con scritte bianche ad indicarlo. Purtroppo noi non li abbiamo visti.

Quindi se non ve la sentite di salire a Torrazza seguite le indicazioni per il Ponte di San Martino da cui si vedrà anche Torrazza.

Per chi invece ha le gambe allenate o la ebike, se vuole può salire a Torrazza.

Arrivati a Torrazza si deve lasciare la bici in piazza Cisterna e proseguire a piedi.

Sulla mappa sono indicati i punti interessanti da vedere.

Noi al termine della visita siamo scesi all'incrocio sulla provinciale e siamo andati a Dolcedo ma... se osservate bene la mappa è indicata una traccia rossa con tanto di pittogramma della bici e che vi porta a Dolcedo.

Purtroppo le indicazioni avute a voce non hanno sortito l'effetto desiderato e visto che tardavamo per il pranzo non abbiamo insistito nel trovare la giusta strada.

Quindi parcheggiate le bici ci siamo addentrati in quello che è il borgo antico che avevo accennato in precedenza.

Oltre l'ingresso si possono notare dei cartelli indicatori posizionati sul muro.

Qui potete scegliere ciò che vi interessa, noi abbiamo preso la direzione per la Torre Saracena.

Si passa dalla piazza San Giovanni con l'omonimo Oratorio mentre la chiesa di San Gottardo si trova alle nostre spalle. Notare il selciato della piazza con i disegni con stemma al centro. Un altro stemma c'è sulla parete a dx.

Ovviamente l'interno di questi antichi borghi non hanno strade ma solo vicoli stretti.

Vicoli spesso in salita perchè i borghi sempre per i motivi difensivi erano costruiti in cima a colline in modo da poter dominare e sorvegliare a 360 gradi il territorio circostante per prevenire eventuali attacchi dei Saraceni.

Una ripida salita a gradini porta fuori dal borgo in direzione della torre

 

Arrivati in vista della torre, davanti si trova la chiesa di San Bernardo

La torre è dotata di feritoie su tutta la circonferenza, adatte sia per vedere all'esterno ma anche in caso di attacco per buttare sotto materiale come olio bollente o pece.

Sulla torre Saracena è posta questa lapide.

Dietro la torre la scalinata per l'accesso ai piani superiori

Conclusa la nostra visita a Torrazza siamo scesi sulla provinciale per recarci a pranzo a Dolcedo.

Riguardo a Dolcedo vi lascio questo link di approfondimento di un altro interessante report

https://www.bellitaliainbici.it/valloria.htm



 

Breve filmato del percorso




CONCLUSIONE

A parte i mie personali suggerimenti su qualche aggiunta da effettuare sulle indicazioni del percorso, dato che non abbiamo raggiunto il borgo antico di Piani e l'Oasi dell'Airone Cenerino, per il resto penso che il tutto possa dare un buon spunto per una pedalata alternativa per riscoprire l'entroterra ligure.

TRACCIA GPX

 

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2026
pagina creata:29-10-2026
ultimo aggiornamento: 30 -10 -2026
Percorsi ciclabili - torna su
Ogni uso o sfruttamento dei miei progetti a scopo commerciale, senza un preventivo accordo scritto, é vietato. La riproduzione di questo sito in toto o in parte é vietata senza il consenso scritto dell'autore.

     

Info cookie »