Emilia in bici

Anello del Burana
e Rocca Possente
di Stellata (FE)
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Un percorso Ciclopedonale che partendo da Ferrara percorre la destra Po sino a Bondeno, con una escursione alla Rocca Possente di Stellata e ritorno lungo il Canale di Burana

Rocca Possente di Stellata sulla ciclovia Destra Po


Ferrara le mura - Destra Po - Rocca Possente a Stellata

Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
77km
100m
Asfalto
Strad/Cicla
0,01%- 5%
✩✩✩
✩✩
✩✩
✩✩✩✩✩

 



 



Il tracciato si snoda ad ovest di Ferrara ed è su percorso Ciclopedonale

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La mappa del percorso. Sul sito Garmin Connect, dopo che ci si è registrati, è possibile nelle preferenze, convertire le miglia in km e viceversa. Inoltre è anche possibile scaricare la traccia per il GPS

 

IL PERCORSO

Partendo da Ferrara, nel nostro caso abbiamo fissato il punto di partenza presso il Campeggio Comunale, sempre in Ciclopedonale si raggiungono le mura sino a Porta Po. Da lì svoltando a dx si prende Viale Po deviando poi a dx su Via Padova o SS 16 Adriatica, arrivando al Ponte di Lagoscuro dove a sx si prende la Ciclovia Destra Po sino a Bondeno. Abbiamo aggiunto una variante proseguendo verso Stellata. Poi il ritorno a Bondeno e da lì verso Ferrara, attraverso la Ciclopedonale lungo il Canale di Burana.

Rifornimenti idrici

Nelle aree di sosta previste e a Bondeno

Quale bici usare

Qualsiasi bici tenendo conto che ci sono 77km da affrontare



Il Ferrarese - Anello del Burana 


Luogo di partenza il Camping Municipale di Ferrara
 

Ferrara come è noto è patria delle biciclette ed ovunque per spostarsi è preferibile usarle, utilizzando le numerose piste ciclopedonali e percorsi dedicati. Usciti dal Campeggio e adiacente Centro Universitario Sportivo CUS di Ferrara, svoltiamo a dx e prendiamo la Ciclopedonale lungo il canale verso il centro. La via che si vede oltre il canale è Via Riccardo Bacchelli. Oltre la rete si trova invece Il "Centro studi biomedici applicati allo sport"

 


Alla prima intersezione svoltiamo a sx, attraversando questo ponte sopra il canale. In fondo al passaggio pedonale si trovano le mura di Ferrara. Qui basta ingaggiare il semaforo con l'apposito pulsante e dopo aver attraversato dirigersi sotto il ponte delle mura.

Sbucati da sotto il ponte si svolta a sx sul marciapiede, prendendo la breve salita sterrata a fianco della scalinata che conduce sul percorso delle mura.

Il camminamento sulle mura è lungo svariati chilometri, anche se non completo nella parte sud.




La maggior parte del percorso delle mura è ampio ed affiancato da alberi. Normalmente è molto frequentato dai cittadini Ferraresi che lo scelgono per farvi camminate o corse a piedi. Si può comunque andare in bici, certo è consigliabile moderare la velocità.




Proseguendo le mura terminano presso Porta Po, qui si scende e si svolta a dx si attraverserà Viale Belvedere in questo punto e si seguiranno i cartelli marroni come quello posto sotto il segnale di divieto. Si segue Viale Po e poi si svolta a dx in Via Padova o SS 16 Adriatica dirigendosi verso Pontelagoscuro.

Qui devo fare un appunto in quanto di norma l'anello del Burana lo si affronterebbe in senso orario. Noi abbiamo sbagliato e a circa un centinaio di metri da qui abbiamo proseguito diritti invece di cambiare marciapiede andando sul sx di Viale Po. Alla fine abbiamo fatto il percorso in senso antiorario! Tutto questo lo capirete meglio analizzando il tracciato GPS




Avendo sbagliato siamo arrivati sino a qui al Pontelagoscuro, dove il cartello marrone indica la DESTRA PO. Il problema è che qui c'è un traffico intenso e non è previsto l'attraversamento ciclopedonale.

E' forse anche per questo che hanno previsto il giro in senso orario, in modo che chi sbuca presso il ponte deve semplicemente immettersi nel senso di marcia senza dover attraversare.

Quindi in questo punto consiglio di scendere dalla bici e attraversare a piedi. Devo aggiungere che a Ferrara la gente del posto appena vede uno in bici che deve attraversare una strada si ferma, ma ovvio non tutti possono essere di Ferrara e tutti disposti a fermarsi anche senza la presenza di un attraversamento segnalato.

Oltre il ponte sul fiume Po, giusto per precisare, si è in territorio della Regione Veneto e precisamente in provincia di Rovigo




Superato questo piccolo inconveniente ci troviamo sulla DESTRA PO. Per un breve tratto la viabilità è ordinaria, poi è riservata alle bici e pedoni. Sull'altra sponda come scritto sopra si è nel Veneto.



Per rendere più sicura l'attraversamento della SS16 Adriatica conviene seguire il tracciato in colore Verde anzichè quello in rosso che abbiamo fatto noi. Come riferimento svoltate allo svincolo quando sulla vostra sx vedrete il capannone con la grande scritta: SEMERARO




Il ponte sul fiume Po a Pontelagoscuro. Da notare che in questo punto la DESTRA PO è di fatto interrotta e per riprendere l'argine per proseguire verso il mare occorre fare una deviazione segnalata in Pontelagoscuro, idem per chi provenisse in senso inverso. Guardando la mappa che ho messo sopra basta seguire il tracciato verde e svoltare dove compare la scritta Pontelagoscuro. Proseguendo ci si riallaccia alla DESTRA PO che prosegue verso il mare



Poco più avanti chiari cartelli avvertono che si tratta di una Ciclopedonale, salvo autorizzati. Lungo il percorso si trovano molti cartelli che indicano i luoghi e le loro distanze per raggiungerli e questo è positivo perchè di rado lungo le Ciclopedonali sono presenti queste indicazioni che sono preziose per un cicloturista. In questo caso si trova la distanza al primo borgo raggiungibile e Stellata, l'ultimo borgo della Provincia di Ferrara dove andremo a vedere la Possente Rocca.


A complemento informativo una cartina del tracciato Destra PO, una breve descrizione dei luoghi toccati e le distanze progressive nei sensi di marcia


Ci si trova sull'argine del Po, a sx la pianura Ferrarese e a dx la zona golenale del Po in genere occupata da pioppeti


Nella zona Golenale come ho scritto ci sono per la maggior parte pioppeti e le poche case agricole che si trovano sono per la maggior parte disabitate.

Come penso saprete in queste zone se non ci fosse l'argine a ripararle sarebbero spesso sommerse dalle piene del Po, com'è del resto è già successo in passato nel caso di piene eccezionali del fiume dove è riuscito anche a rompere gli argini in alcuni punti.



I pioppeti sono stati scelti sia perchè salvaguardano le rive ma anche perchè resistono bene anche in caso di esondazioni prolungate e non d'ultimo offrono il legname per la trasformazione in cellulosa o altri utilizzi del legno.


Qui a dx si vede che a rotazione aree vaste vengono disboscate e poi di nuovo impiantate con piante giovani.


In fondo boschi di pioppi a perdita d'occhio e dx quelli abbattuti, mentre a sx i campi coltivati a riparo dell'argine



Bondeno è la nostra prossima meta intermedia ed ora appare sul cartello. Da notare che sempre sui cartelli sono menzionate sotto a sx il n° della rampa della deviazione.


Un vecchio casolare sotto l'argine protetto con il tetto mancante. Questa purtroppo è stata la causa del recente terremoto del 2012 che ha interessato l'Emilia e dove ha fatto una strage fra le vecchie costruzioni.



Oramai le piantumazioni dei pioppeti sono fatte a macchina e con precisione millimetrica! Come si suol dire in gergo militare: Allineati e coperti!


Le zone golenali sono spesso ampie e non lasciano vedere il fiume Po, solo in alcuni punti è visibile. Devo dire che la scelta del senso antiorario di questo giro mi è piaciuta in quanto abbiamo avuto in genere il sole alle spalle o di lato e non in fronte.




Come ho già scritto i cartelli informativi sono molto utili perchè oltre le distanze indicano anche i servizi che si possono trovare, come ad esempio a Ravalle si troverà un'area di sosta e una fontanella, oltre ad un centro cittadino ed una chiesa in questo caso. Ma vi potrebbe anche essere l'indicazione ad una stazione ferroviaria, ad un museo o un luogo di interesse storico.

Ritengo che questi modelli informativi debbano essere presi ad esempio per le amministrazioni che si apprestano a realizzare nuove ciclabili dovendo poi mettere dei cartelli informativi. Questo è un esempio chiaro e conciso di ciò che serve ad un cicloturista.

Non mancano poi le informazioni sulla denominazione del percorso "DESTRA PO" il Comune "Ferrara" il numero identificativo del percorso in sede locale "FE 20" e quello in sede Europeo "Eurovelo 8"


Trovarsi su una lunga ciclovia, spesso con niente attorno come punto di riferimento, ma con chiari cartelli lungo il percorso ti rassicura permettendoti anche di pianificare meglio il viaggio in corso, specie se dovessero mutare le condizioni meteo o anche semplicemente se dovesse calare una nebbia o trovarsi in ritardo con il buio che sta scendendo. Del resto non tutti viaggiano con un GPS!




A dx giovani pioppi attendono di crescere, seguendo poi il ciclo che l'uomo gli destinerà


Sua maestà il fiume Po! Giustamente è il fiume più lungo e grande che abbiamo in Italia, anche se le sue dimensioni fanno sorridere a paragone con altri fiumi giganti presenti in altri continenti! Ma per la nostra piccola Italia direi che basta e avanza!



Questi ciclisti viaggiano in senso inverso al nostro i casi sono due, ho hanno fatto il giro nel senso orario, oppure provengono da più lontano come da Mantova per esempio.




Arriviamo al Bosco di Porporana e la sua edicola esplicativa ed informativa. Se ci cliccate sopra potete leggerne il contenuto




Il Bosco di Porporana che si trova sotto l'argine nella zona golenale è importante perchè con la lungimiranza del suo proprietario si è conservata un'area con un habitat inalterato dalla mano dell'uomo e governato solo dagli eventi della natura.

Infatti le aree Golenali sono oggetto di frequenti allagamenti dovuti al cambio di livello del fiume che le può sommergere per più o meno tempo determinando una selezione naturale delle specie di piante presenti, riportando l'ambiente a quello che era molti secoli fa, quando l'uomo non aveva ancora creato gli argini lungo il fiume ed i terreni attigui seguivano l'andamento del suo corso restando più o meno sommersi fra zone paludose, acquitrini e altro.
Comunque se volete un dettaglio leggetevi quanto riportato nella edicola


La nostra rilassante pedalata si sta avvicinando alla prima meta di Bondeno. Come potete vedere dalle case l'argine è abbastanza alto da arrivare ad eguagliare i loro tetti. E' un po' per noi come ricordare i percorsi fatti tanti anni fa in Olanda. La situazione è la stessa, la si proteggono dal mare e qui dal fiume, alla fine sempre di acqua si tratta.



Un discesa privata ad un attracco sul Po ci permette di vedere il fiume da vicino. Ogni tanto avvertiamo nel silenzio dei tonfi nelle acque. Grossi pesci mentre predano quelli più piccoli, balzano fuori dall'acqua per poi ricadervi. Qui è la vista verso la foce




Qui la vista verso la sorgente e sull'imbarcadero privato in concessione demaniale



Giungiamo nei pressi del Cavo Napoleonico e svoltiamo a dx superandolo. Il cavo Napoleonico è situato fra le frazioni di San Biagio e Salvatonica.

Lungo circa 18km serve a collegare il fiume Reno al Po evitando in caso di piene la sua esondazione. Viceversa in caso di piene del Po può essere utilizzato come Cassa di Colmata. Serve inoltre in estate per poter deviare le acque e rifornire il C.E.R. Canale irriguo per la pianura Emiliana Romagnola.

L'hanno chiamato Napoleonico perchè fu il primo ad iniziare nel 1807 gli scavi che poi furono abbandonati nel 1814 a seguito del suo declino. I lavori furono ripresi a cavallo degli anni 1950 e 1960



Ultima vista verso il Po dopo il cavo Napoleonico. La ciclabile poi piega verso sud a fianco del Fiume Panaro e in direzione di Bondeno. In centro alla foto fra la vegetazione si trova la foce del Panaro che dopo 115km confluisce nel Po . Tra l'altro è l'ultimo affluente di destra del Po.



Oramai manca poco a Bondeno, ancora qualche boschetto e ci siamo



Siamo praticamente a Bondeno e a ridosso dell'argine dx del Fiume Panaro, una serie di cartelli dà le informazioni sulle ciclabili. Se volete tornare indietro e raggiungere Gorino sul delta del Po, accomodatevi, dopo 112km ci arriverete!


In pratica a questo bivio, al ritorno dopo essere usciti da Bondeno, non si riprenderà più questa strada ma si seguiranno le indicazioni per Burana




I cartelli posti sul campanile e sulla chiesa indicano che anche questa è stata toccata dal terremoto del 2012 ed è stata sottoposta a restauro.




E' ora di pranzo e preferiamo fermarci a Bondeno dove ci hanno suggerito il Cafè del Ricordo in via Mazzini. Un posto tranquillo all'interno di un cortile dove si pranza a menu di lavoro a prezzo fisso e dal costo contenuto.



Si può pranzare all'interno o all'esterno e c'è lo spazio per mettere le bici




Terminato il buon pranzo, lasciamo Bondeno, attraversando la sua piazza dirigendoci verso il ponte sul Panaro. Bondeno tra l'altro è il più antico insediamento situato nel territorio Ferrarese risalente al periodo Neolitico.




Invece di prendere per Burana facciamo prima la deviazione per Stellata

Fino alla frazione Gamberone si costeggia sull'argine il Fiume Panaro



Anche in questi vecchi cascinali il terremoto ha lasciato i suoi segni facendo crollare i tetti, e se già erano semi abbandonate, ora penso lo saranno del tutto per i rischi di crollo connessi. E' comunque un peccato perché come si vede qualcuno ne cura i campi ed il fazzoletto di verde attorno.



In prossimità di Stellata incontriamo l'impianto idrovoro delle Pilastresi

Questo impianto concepito negli anni 30-40 e all'avanguardia nei suoi tempi , serviva come scolo delle acque della pianura Ferrarese verso il Po.

Successivamente fu rivisto il progetto per renderlo bivalente pescando le acque dal Po per immetterle nei canali interni del Ferrarese e servire per l'irrigazione, ma anche per la navigazione sul Po di Volano.


Dall'argine sul Po arriviamo a Stellata piccolo borgo al confine fra Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia.




A quanto pare già nel 1655 la torre era stata restaurata

Costruita attorno all'anno 1000 la Rocca Possente di Stellata, essendo vicina al Po, ne faceva un punto strategico per il controllo fluviale assieme alla Rocca di Ficarolo posta sulla sponda opposta. Il controllo sulla navigazione veniva effettuato tendendo una lunga catena fra le due Rocche bloccando se necessario le barche in transito.


La Possente Rocca di Stellata come si può vedere da questa angolazione non ha le mura in squadra ma convergono al centro dei lati dando una forma a Stella, se la si disegna in pianta. La logica costruttiva adottata era quella di deviare le palle di cannone sparate da certe angolazioni.

Anche questa costruzione a quanto pare ha subito danni dal terremoto, almeno penso, perché sulla sua facciata sono state poste delle "mire" per un controllo ottico a distanza che può determinare eventuali deformazioni della struttura.




Non penserete che siamo arrivati sin qui e torniamo subito a Ferrara! No, non prima di essere tornati in Lombardia! Ci prepariamo per il lungo viaggio!

Svoltiamo l'angolo lungo il viale a fianco della Rocca Possente e se i miei calcoli non sono sbagliati siamo arrivati a sentire aria di casa nostra, siamo in Lombardia!

Siamo arrivati a Quatrelle frazione di Fellonica in provincia di Mantova l'estrema punta sud orientale della Lombardia, bellitaliainbici non vi fa mancare proprio nulla!

Tra parentesi sul cartello si parla del "Tiròt " lo dobbiamo ancora cucinare ma le premesse culinarie di un buon piatto non mancano! Ci sarebbe da discriminare se sia un piatto Emiliano o Lombardo, ma questo non è importante basta che sia buono!



Ed ora giusto per non farvi mancare nulla, lo vedete il campanile? Si tratta del campanile di Ficarolo e si trova a solo 1km da qui



Anche questo campanile è stato interessato dal sisma del 2012, e se la torre di Pisa pende anche questo non scherza. Avendo sulla sua sommità una campana da 16 Q.li l'hanno dovuta rimuovere assieme alle altre cinque minori per poter procedere in sicurezza a montare l'impalcatura di sostegno.

Ma oltre a questo non ho fatto la foto a caso, quel campanile si trova in provincia di Rovigo quindi nel Veneto! In pratica a Stellata ci sarebbe bastato attraversare metà ponte sul fiume Pò per ritrovarci nel Veneto facendo il giro di tre province in cinque minuti. Vabbè ci accontentiamo della foto così virtualmente siamo stati anche in Veneto.


Ma guardandoci alle spalle anche qui le cose non stanno bene e anche questa chiesa è stata interessata dal sisma che a quanto pare ha picchiato forte in queste zone lasciando i suoi segni ovunque siamo passati.


E' ora di girare le bici e fare ritorno, respiriamo per l'ultima volta l'aria di Lombardia e torniamo in Emilia


Trovandoci in questo punto al confine Lombardo-Emiliano la Provincia di Ferrara nel Comune di Bondeno fissa il suo Km 0.00, eh sì ci tocca anche questa incombenza, partire da questo Km zero e fare ritorno a Ferrara pedalando per 40Km. Lei guarda il cartello e poi dice: Però, si può andare ad Atene, dai che andiamo! 2000 km li tengo, però ho dei dubbi sui restanti 380km! Iniziamo a tornare a Ferrara, poi ce ne mancano solo 2.340




E se andassimo a Cadice? No, non puoi! Perché ? Leggi cosa hai scritto sulla maglietta: "bellitaliainbici"! Non "bellaspagnainbici"!



La torre di Stellata segna le 15,25 ci sta ancora una vista a queste poche case



Borgo dove qualche cosa di strano la troviamo, nello spazio di meno di 100m troviamo due Oratori e una Chiesa Parrocchiale!


Infatti a fianco della Chiesa più grande in fondo se ne vede un'altra



Queste logiche di dover costruire tre chiese in un fazzoletto di terra e per così pochi abitanti francamente mi sfugge!

Anche a questo campanile come si può vedere sono state applicate delle funi di contenimento a causa del sisma del 2012


Ritorniamo verso Bondeno e questa scritta eloquente messa dopo il sisma, anche se con un errore grammaticale, ne ha segnalato l'evento




Di fronte a queste case, oltre l'argine si trova un'area di sosta




Ecco la piccola area di sosta sotto l'argine protetto

Il fiume Panaro a sx e Bondeno a dx


Facciamo ritorno al bivio di Bondeno a fianco del ponte sul Panaro. Attraversato il ponte proseguiamo per circa 400m e al bivio proseguiamo diritti prendendo la ciclabile del Burana che inizia ufficialmente in questo punto sotto il viadotto ferroviario. Da qui, un bel tratto nel bosco con rampe che salgono per attraversare il Cavo Napoleonico e la ferrovia.


Ecco il bel percorso fra le robinie


Un paio di tornanti portano in quota per lo scavalco sul ponte




Siamo sul ponte sul Cavo Napoleonico


Il sole ormai si sta abbassando sull'orizzonte


La Ciclopedonale del Canale Burana che porta a Ferrara



Campi arati in profondità aspettano di essere fresati, intanto l'ombra a terra si allunga



Si cambia sponda del canale e da qui la ciclopedonale scorrerà sempre protetta da due filari di piante. Mancano 15km a Ferrara



Le indicazioni sul cartello sono chiare, guinzaglio corto ai cani e pedoni e bici a 10km/h massimi, il perché?

Forse a mio parere è da ricercarsi nelle numerosissime radici degli alberi che affiorano, sollevando il manto della ciclopedonale come si vedono nella foto.

Chiaro che una velocità più elevata potrebbe causare qualche incidente a chi è disattento o fare inciampare qualche corridore a piedi.

Un modo come un altro per cautelarsi, nel senso: te l'avevo scritto di andare piano!



Comunque sia la ciclabile é molto attraente, affiancta dal canale e dai campi coltivati spesso a frutta.


A fianco nei campi montagne di sassi? No, sono le barbabietole da zucchero!


Anche questo giro è quasi concluso

Quasi 15 km di ciclabile piantumata non sono pochi e infatti questa è molto frequentata dai Ferraresi, specie nel tratto vicino alla città


A Ferrara facciamo ritorno presso le mura


Prima di far rientro al campeggio una sosta nel parco attiguo


Qui un laghetto ci accoglie con i raggi del sole che creano ormai lunghe ombre, è proprio ora di rientrare, concludiamo qui questo lungo giro Ferrarese




CONCLUSIONE

Come avrete letto si tratta di un percorso al 95% su ciclabile e che va a toccare ben tre Regioni attraversando una miriade di canali a fianco del fiume Po e Panaro in ambienti assolutamente tranquilli e rilassanti.

 

 

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2014
pagina creata:11-10-2014
ultimo aggiornamento: 12-06-2015
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