Trentino in bici
Dal Lago di Ledro
al Lago di Cavedine

Giro dei tre laghi
Seconda Parte

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Un percorso ciclabile del basso Trentino che a partire dal Lago di Ledro scende sul tracciato della vecchia strada del Ponale, ora trasformata in percorso Ciclopedonale, si prosegue passando per Riva del Garda e Torbole risalendo poi in Ciclopedonale il fiume Sarca per terminare in fine al Lago di Cavedine.


La Ciclopedonale del fiume Sarca nei pressi di Arco di Trento


Lago di Ledro - Lago di Garda - Lago di Cavedine

Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
26km
+235
-62
Asfalto
Cicl/Strad
1% - 15%
✩✩✩✩
✩✩✩
✩✩✩✩
✩✩✩✩
Nota: dati riferiti al tratto: Riva del Garda - Lago di Cavedine


  

 

 

 



Questo è il tracciato complessivo dell'intero percorso che in effetti è composto da tre distinti tracciati: La Valle di Ledro sino a Biacesa - Il percorso della vecchia strada del Ponale fino a Riva del Garda e poi da Torbole la Ciclopedonale del Fiume Sarca dove noi abbiamo deviato poco prima di Pietramurata verso il lago di Cavedine.



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La mappa del percorso. Sul sito Garmin Connect, dopo che ci si è registrati, è possibile convertire le miglia in km e viceversa, nelle preferenze. Inoltre è anche possibile scaricare la traccia per i GPS Garmin


IL PERCORSO

Ho deciso di suddividere il percorso di 42km, come informazioni e relative fotografie, in due parti: La prima dal Lago di Ledro a Riva del Garda trattato nella prima parte , mentre in questo report è la seconda parte riguardante la Ciclabile del Fiume Sarca fino al Lago di Cavedine

Vista la lunghezza del percorso completo di 82km a/r, intendo dal lago di Ledro al Lago di Cavedine e la presenza di ripide salite fino al 20%, lo consiglio a persone ben allenate a questi tipi di percorsi. Per quanto riguarda questa tratta: Riva del Garda - Lago di Cavedine e ritorno, c'è qualche strappo ripido da superare e da tener conto che al mattino e al pomeriggio c'è un costante vento contro.

Rifornimenti idrici

Ci si trova in montagna in zone ricche di acque per cui le fontane sono molto diffuse.

Quale bici usare

Assolutamente bici MTB front o meglio ancora biammortizzate e dotate di buon impianto frenante. Cambio efficiente e rapporti tali da poter superare rampe al 20%.

Questo per l'intero percorso, mentre per la ciclabile del fiume Sarca trattata in questo report può andare bene anche una bici da corsa o da trekking basta che abbiano un cambio adatto per affrontare strappi abbastanza ripidi e relativi freni funzionanti.



Seconda Parte

La Ciclopedonale del fiume Sarca

Questa pista Ciclopedonale a partire da Torbole affianca sul lato dx orografico il fiume Sarca, attraversando paesi e campi coltivati a frutta, vite e ulivi.


Riprendiamo ciò che abbiamo sospeso nel report della Prima Parte, ripartendo da Riva del Garda. Questa è la zona centrale che si trova arrivando dalla Gardesana dopo aver fatto la Ciclopedonale del Ponale.


Roby mi sta aspettando, visto che non conosce il percorso, in verità nemmeno io, ho qualche traccia sul GPS ma a partire da Torbole, comunque la cosa più logica è stata seguire la passeggiata lungo lago.


Passiamo davanti al castello ora adibito a museo

Riva del Garda è sempre stata una zona turistica preferita dai turisti Tedeschi - Austriaci - Olandesi e di fatto il 90% di chi si incontra è straniero, soprattutto in bici!




Quindi seguendo il lungo lago passiamo fra giardini e parchi

A metà settembre pur essendoci il sole non è più stagione di bagni nel lago e le piattaforme a lago sono invece prese in prestito dagli uccelli.

A Riva del Garda ci sono un paio di torrenti che si gettano nel lago e sono il torrente Albola e il Varrone

e i ponti in legno servono appunto a scavalcare i torrenti che sfociano a lago


Riva del Garda oltre che godere di un clima temperato è famosa per i suoi venti costanti che si invertono durante il corso della giornata, favorendo così la pratica della vela sia in barca che in wind surf o kay surf. L'impulso maggiore è stato dato anche dal fatto che la navigazione a motore è vietata nello specchio d'acqua della Regione Trentino.


Tutte queste prerogative fanno si che qui è la patria della vela e lo dimostrano anche le numerose e famose regate veliche che si svolgono sul lago.

Arrivati in questo punto occorre attraversare il parcheggio e dirigersi verso la strada che sale verso il tunnel per Torbole




Davanti alla galleria si svolta a dx. I cartelli bianchi che si vedono sono quelli che indicano le destinazioni della ciclabile.

Francamente io avrei preferito che si utilizzasse un esempio come quello riportato sotto, più visibile ed adatto.

Ecco un esempio di come potrebbero essere fatti i cartelli per indicare il percorso, li ho ricostruiti sulla base di quelli trovati sulla ciclabile della Valtenesi.


Qui la ciclabile aggira il monte Brione, caratteristico per la sua curvatura ad arco, e si procede verso Torbole.

Giunti nei pressi della foce del Sarca si prosegue in ciclabile lungo la sponda dx. Questo è il ponte ciclabile che porta a Torbole.

Noi proseguiamo diritti e poi in questo punto scendendo lungo l'argine in direzione Sarche 23,9km

Si procede con un bel tratto affiancato da oleandri

Il corso del Sarca ogni tanto presenta alcuni salti



Ciclopedonale che risulta sempre frequentata, qui siamo in vista di Arco

Proprio in centro alla foto la rupe che sovrasta Arco e che ospita il castello. Nella piana meleti e vigneti


Lo spuntone di roccia e il castello con le rocche


Giunti ad Arco la Ciclopedonale affianca il centro sportivo



Il contrasto, siamo in nord Italia e ci accolgono delle palme, questo fa capire il clima che si gode quassù, del resto ci sono anche gli ulivi per cui..
Sulla rupe il Castello che fu dei Conti d'Arco dalla storia assai lunga e contorta, come del resto lo sono le rocche che furono poste a difesa del territorio.

Ad Arco seguendo i segnali dopo il centro sportivo, vi indirizzeranno verso il centro per poi ridiscendere lungo la statale in questo punto dove si riprende il percorso lungo il Sarca. Qui il segnale con la freccia è corretto come forma ed indicazioni, ma sarebbe meglio adottare lo sfondo marrone.


Lasciato Arco alle spalle, si prosegue sino ad incontrare un ponte che si intravede sullo sfondo


Si attraversa il ponte che è ciclopedonale andando sulla sponda sx del Sarca


Dal ponte uno sguardo verso sud

Qui invece una vista verso nord, sulla dx si vede la ciclabile

 

E guardandosi alle spalle dal ponte si vede la rocca in cima alla rupe

 

Si prosegue superando Ceniga e arrivando a Dro, un piccolo borgo di 4.000 abitanti e famoso per le rinomate prugne e il Vin Santo. Nella foto a sx la chiesa sconsacrata dei S.S. Sisino, Martirio e Alessandro e a fianco la chiesa Barocca di S. Antonio. Dro è il centro più antico della valle del Sarca

Si procede fra i vigneti, con ancora grappoli d'uva appesi.

 

In alto sulla destra della valle dopo Dro si vede il Castello medievale di Drena, costruito a difesa della gola del rio Salgoni della valle del fiume Sarca e più in su verso nord del lago di Cavedine

Rocce a strapiombo sul Sarca ripide ed adatte alle arrampicate.

C'è chi sale e chi scende sulla Ciclopedonale e spesso di carrelli che portano le bestiole al seguito o i bambini se ne incontrano.



E a dire il vero ammiro queste persone perché poco più avanti dovranno affrontare una ripida salita, ma credo che dovranno arrendersi e scendere a piedi e spingere, magari aiutati dagli altri!

Arrivati a questo bivio nei pressi di Pietramurata, di cui si intravede il campanile, ci dirigiamo diritti verso le indicazioni per il lago di Cavedine. Se si andasse verso Pietramurata poi a seguire si arriverebbe a Sarche poi al lago di Toblino e Santa Massenza.
Per noi avendo già fatta parecchia strada e dovendo affrontare anche il ritorno, preferiamo fermarci al Lago di Cavedine.

affrontiamo una serie di ponti che passano sugli immissari del lago di Cavedine

Un altro ponte, c'è di bello che almeno i ponti sono strutturati alla stessa maniera, giusto per dare una continuità al progetto della Ciclopedonale.

tutti con le assi in legno sul fondo


Finalmente si arriva ad intravedere il lago

Ed ecco il lago di Cavedine visto da Nord. Questo lago assieme al lago di Toblino e di Santa Massenza posti più a nord fanno parte della Valle dei Laghi.
Sopra il lago sulla sponda sx (est) si trova il Comune di Cavedine noto per avere dato i natali all'inventore della fisarmonica moderna ovvero Mariano Dallapè che fondò la fabbrica di fisarmoniche a Stradella

Una breve sosta pranzo e subito dopo intraprendiamo il ritorno alla base al lago di Ledro, sino a qui sono 41km altrettanti per il ritorno

Ripassiamo sul ponte del affluente Rimone che si getta nel lago di Cavedine. Si tratta di un canale artificiale che collega anche i laghi di Toblino e Santa Massenza ma solo per uno scopo di sfruttamento idroelettrico.

 

 

E' il primo pomeriggio stiamo procedendo verso sud, cambia la luce che fa variare il paesaggio e cambia il vento che lo abbiamo ancora contrario.

Essendo una valle temperata dove le acque del lago raramente gelano d'inverno, nelle sue morte si diffondono le canne palustri e i cosiddetti "masagat-tifa-mazza sorda- coda di gatto" fam. Typhaceae

 

Vigneti, meleti e ripide pareti di rocce sono il contorno a questa Ciclopedonale del Sarca

Arriviamo ancora in prossimità di Pietramurata che si scorge sulla dx

Si attraversano anche porzioni di boschi

La resa! Sugli strappi ripidi molti gettano la spugna e per non farsi venire un infarto scendono e spingono la bici e fanno bene.

Tanti non hanno bici adatte alle scalate per cui sono in evidente difficoltà, altri non si aspettano salite ripide e non essendo degli scalatori o ciclisti abituali salgono a a loro volta a piedi.

Si ritorna a valle e il più delle volte lo stesso percorso fatto a ritroso cambia aspetto e si possono vedere particolari che all'andata in salita non hai visto.

A Dro la luce differente del pomeriggio mi fa scattare ancora una foto alla chiesa sconsacrata e con accanto le palme!

Un rapido passaggio per la strada principale e via verso Riva del Garda

 

L'inconfondibile rupe con la torre di vedetta di Arco appare in lontananza

Giunti a Riva del Garda in un attimo il meteo cambia e le nuvole coprono il sole che c'era fino a qualche minuto prima.

Facciamo una breve pausa, avremmo voluto fermarci di più, ma il rischio di prendere acqua e per giunta sulle ripide salite da affrontare nella Valle del Ponale e di Ledro, ci ha fatto ripartire ben presto.

Questa volta non commettiamo l'errore dell'andata che poi a dire il vero non è stato un nostro errore ma la mancanza di cartelli adeguati. Giunti nel punto sottostante della ponale, in corrispondenza del bivio dopo l'ultima sbarra salendo da Riva del Garda, svoltiamo a dx prendendo la strada a tornanti che sale verso la Valle di Ledro. Ovvero la vecchia strada del Ponale che avremmo dovuto percorrere anche in discesa.

Dalla strada si può vedere la cascata del Ponale

Salendo ancora, più avanti, scorgiamo la strada che passa sul ponte della gola del Ponale e che a dx sale verso Pregasina, dove poco più avanti si collega al sentiero scosceso che scende dalla Valle di Ledro e che noi abbiamo fatto per sbaglio al mattino.

Chiaro che se al mattino ci fossero stati dei cartelli che indicavano questa vecchia strada del Ponale, sarebbe stato molto meglio fare la discesa!

La vecchia strada del Ponale sbuca a fianco del tunnel che collega ora la Val di Ledro a Riva del Garda.

Purtroppo non esiste uno straccio di attraversamento ciclopedonale ne una corsia evidenziata a terra e riservata ai Ciclo - Pedoni per cui occorre fare la massima attenzione nell'attraversare la statale.

Si arriva poi a questi cartelli che indicano il bivio da prendere come direzione consigliata.

Anche qui devo fare delle segnalazioni:

1) A mio avviso Mountain&Garda Bike può dire tutto e niente ad un ciclista privo di cartine specifiche che richiamino questa sigla.

2) Direzione consigliata è un generico che sarebbe meglio che indicasse sotto almeno in che direzione ci indirizza.

3) Il cartello grande, come già spiegato nella prima parte, indica "Percorso Consigliato" e poi sotto ne elenca ben 5 differenti, forse era il caso di scrivere "Percorsi Consigliati" . Io stesso, conoscendo ancora poco la zona, capivo che Tremalzo era l'ultima meta e il lago d'Ampola la località precedente, ma non mi capacitavo di dove il cartello mi volesse indirizzare verso Leano- Vil e Concei-Trat per giungere al Passo Tremalzo. Sarò ottuso ma io l'Italiano lo interpreto a questo modo.

Non d'ultimo, in seguito munito di cartina molto dettagliata e gentilmente fornitami e cercando la Val Concei non l'ho trovata!

Quindi se sono rimasto disorientato io figuriamoci un turista straniero!

Forse è il caso di rivedere i cartelli e le cartine.

Eccoci ritornati al famoso bivio della mattina dove non abbiamo trovato il cartello per prendere la vecchia Strada del Ponale.

In pratica noi ora siamo scesi dalla curva dopo aver fatto la deviazione consigliata arrivando qui.

In mattinata invece abbiamo proseguito lungo la strada in discesa seguendo la direzione Garda, l'unica disponibile, mentre chiaramente occorreva risalire la curva, arrivare allo stop e svoltare a dx verso la direzione di Riva del Garda e prima del tunnel andare a dx per la Vecchia Ponale.

Semplice, ma se mancano i cartelli uno non se li può inventare!

Anche in questo punto viene ripetuto il cartello marrone già visto sopra e che va corretto!

Prendiamo la sterrata che ci porta in Val di Ledro, ormai il sole sta per abdicare alla sera.


Aspetto Roby, non vorrei che si perdesse nei boschi!


Ripassiamo davanti alle palafitte ormai manca poco al rientro

Dopo la frazione di Pur, l'ultimo sforzo di salita nel bosco, ammirando dall'alto le acque blu del lago di Ledro


Ancora una corsa nel bellissimo bosco con strada sterrata che conduce a Pieve di Ledro


Ed ecco finalmente apparire il campeggio " Al Lago" a Pieve di Ledro, dopo 80km di pedalate fra tre laghi, quattro valli e fiumi e torrenti attraversati.

Scende la sera, ci aspetta una doccia calda e una buona cena per reintegrare le energie consumate.

Domani si vedrà!


 

CONCLUSIONE

Ribadisco, le foto dei luoghi attraversati parlano da sole della loro bellezza, certo se si uniformasse la segnaletica come quella esistente sul basso Garda, vedi ciclabile Valtenesi, sarebbe una buona e ottima cosa! Mi auguro per ora di avervi dato tutte le informazioni necessarie per non costringervi a chiedere a dx e a manca come abbiamo fatto noi.

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2013
pagina creata:22-09-2013
ultimo aggiornamento: 14-06-2015
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