Lombardia in bici

Dorsale Lariana
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Nel Triangolo Lariano e Alta Brianza in provincia di Como si trova questa percorso che fa parte della Traversata del Triangolo Lariano da Como a Bellagio. Un percorso suggestivo e panoramico che con il bel tempo dona scorci a 360°


Verso i faggi della Braga di Cavallo a 1350m s.l.m.


Verso il sentiero dei Faggi - Colma Palanzone - Inizio salita al Muro di Sormano

Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
50km
1446m
Asfa/Sterr
Strad/S.Tr.
4% - 28%
✩✩✩✩✩
✩✩✩✩✩
✩✩✩✩✩

 

 

 

 


Un giro nel Triangolo Lariano che percorre metà della Traversata Lariana che andrebbe da Brunate a Bellagio. Il giro che propongo abbandona la Traversata Lariana alla Colma di Sormano per poi fare rientro ad Albavilla, fissato come punto di partenza ed arrivo.

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La mappa del percorso. Sul sito Garmin Connect, dopo che ci si è registrati, è possibile convertire le miglia in km e viceversa, nelle preferenze. Inoltre è anche possibile scaricare la traccia GPX per i GPS Garmin.


 

IL PERCORSO

Sono una ventina di km di salita. Si parte su strada asfaltata da Albavilla sino a Brunate e al limite della località C.A.O. Si prosegue poi su ogni tipo di terreno in fuoristrada, da carrabili, a cementate, ad acciottolati, basolati, single track su terreno compatto, costellati a tratti da rocce, sassi e radici, ce n'è per tutti i gusti. Si alternano falsi piani a brevi strappi dove si ha la ruota davanti che tende ad alzarsi. Diversi passaggi vanno fatti a piedi accompagnando la bici per la presenza di rocce che interferiscono alla pedalata. Percorso tecnico con tracce strette e pendi ripidi al fianco nella parte della Faggeta.

Rifornimenti idrici

Lungo il percorso è presente una fontanella, oltre a quattro rifugi sul percorso

Quale bici usare

Io consiglio una buona biammortizzata o una leggera front, un buon cambio e freni

AVVERTENZE

Per la presenza di radici, rocce e fogliame è consigliabile non farlo se ha piovuto da poco e dotarsi di scarpe con un buon grip.



LA TRAVERSATA DEL TRIANGOLO LARIANO

 

Il punto di partenza l'ho fissato ad Albavilla al parcheggio del mercato comunale (che si tiene al Martedì). Si sale verso Civiglio e da lì verso Brunate. Nonostante le previsioni dessero una giornata accettabile, l'inizio non è stato dei più rassicuranti. Qui una vista verso Como dalla salita verso Civiglio

Raggiunto Brunate un passaggio nella stretta via che sale nel centro storico


La strada scende di nuovo in questo punto che ha un belvedere (dove si vede la pianta) su Como ed il lago. La strada a dx sale invece all'arrivo della Funicolare che sale da Como.

Dalla partenza da Albavilla sino a qui sono 10,5km e 265m D+ con pendenze dal 7 al 9%

Erano le 11 quando abbiamo ripreso a salire verso San Maurizio, 2km al 9%. Qui la parrocchiale di Brunate.

Dimenticavo... con me c'erano Giordano e Sergio. Arrivati a San Maurizio, Giordano ha voluto che salissimo al Faro Voltiano, lo abbiamo accontentato, qui che spinge la sua bici sulla ripida scalinata!

Un attimo di respiro, le primavere sono oramai tante da contare, oltre ai kg che non danno sconto nelle salite! Questa è la base del faro dedicato ad Alessandro Volta, a sx fra le croci c'è Sergio



Il Faro Voltiano dalla cui sommità si può ammirare uno splendido panorama, ma non per noi, visto che era chiuso e la giornata non era delle più splendide

Sergio incomincia ad integrare gli zuccheri con qualche caramella, mentre Giordano affacciato alla ringhiera osservava il lago sotto di noi. Come si può osservare in lontananza la visuale era molto limitata da nubi basse e foschia.

Cernobbio, Villa Erba, a sx un idrovolante decollato da Como ed un battello turistico

Cernobbio, fra Villa Erba e Villa d'Este



Cernobbio Villa d'Este e a dx i Queens Pavillon

Ma noi non eravamo li per trastullarci, si era in tre ed ognuno si è caricato in spalla la sua croce e via verso la dorsale Lariana. Scesi di nuovo a San Maurizio, di fronte alla chiesa abbiamo preso la strada in salita a dx.

Ancora 1,6km al 5% e siamo arrivati alla località C.A.O. a 962m s.l.m. e 14km dalla partenza.


Chiesetta al C.A.O.

azza della

Sul piazzale un pannello con una carta del percorso, cliccare sull'immagine per ingrandire.

Si prosegue nella strada in centro, a sx si trova il cartello giallo con le quote dei monti che si troveranno lungo la dorsale, ma la dorsale li sfiora tutti senza salire sulle cime.

Lasciato il C.A.O. e l'asfalto alle spalle, ci si inoltra subito nel bosco, da qui sino alla Colma di Sormano ci aspettavano 15km di percorso sterrato con 593m D+ e 433m D-

 

Gli alti pini ci hanno scortati per un po' sulla carrabile


Si passa davanti alla Baita Bondella, dove a dx un cartello abbassato riporta la scritta:CAMERE

Poco dopo, alla Baita Boletto Fabrizio 1180m s.l.m. incontriamo tre bikers che poi ritroveremo al rifugio Riella. Sino a qui è una carrabile, oltre, solo a piedi o in bici e tante volte a spinta!

I compagni sulla ripida salita basolata se la sono presa comoda intenti a chiacchierare. Questo è un tipo di fondo che personalmente non gradisco molto perché richiederebbe sospensioni sufficientemente morbide e tarate con un rebound lento per poter assorbire al meglio i continui saltellamenti.

Lasciato il rifugio il terreno cambia subito aspetto ed una ripida e sconnessa salita dove la ruota tende ad alzarsi obbliga a stare tutto avanti facendo anche fatica a dove impegnare la ruota anteriore verso traiettorie più favorevoli e meno impegnative restando sempre in equilibrio.

Se si sbaglia e ti ritrovi davanti una pietra rilevante su quelle pendenze e non si ha la forza necessaria per superarla, devi per forza scendere e spingere.

Nella foto chi segue è riuscito nell'intento di superare anche il suo compagno ed arrivare in cima, cosa per nulla facile. Anch' io in questo pezzo ero sceso, perché davanti a me Giordano si era fermato occupando la parte più accessibile del percorso. Del resto fermarsi e ripartire era praticamente impossibile da farsi.

Superato l'ostico punto ci si ritrova di nuovo nel bosco di alti e maestosi pini

Non pensate che andando avanti non si dovrà più scendere dalla bici! Le situazioni saranno numerose, poi ovviamente in una buona parte di esse chi ha più dimestichezza in questa pratica potrebbe anche non mettere piede a terra, ma noi non siamo di quella pasta!

Qui avevamo bypassato il Monte Boletto e di fronte a noi avevamo il Monte Bolettone.

Sergio accecato dal controluce stava cercando di leggere le scritte dei cartelli.

Dove si trovava Giordano in effetti c'era un bivio con un sentiero in alto ed uno verso il basso. Noi dovevamo aggirare il Bolettone, per cui dovevamo stare sul sentiero alto.


 

Il meteo reggeva anche se la prevista apertura tardava ad arrivare. Il monte Bolettone mostra la parte superiore spoglia di vegetazione.

Qua attorno quasi tutte le cime, pur non essendo a quote elevate dove in genere si ha il limite naturale della vegetazione, sono spoglie.


 

Qui stavamo pensando; se il percorso sarà così come qui, sarà un lusso! Sarà vero?


Finite le nostre speranze, il percorso si tramuta in single track, a dx invece si sale alla cima del Bolettone. Noi dovevamo seguire verso Capanna Mara e il Rifugio Riella.

Qualche metro indietro invece ci è toccato spingere e sollevare le bici fra le rocce troppo alte e sul ripido, dove già a piedi si faticava a procedere!

Questi passaggi critici in genere non sono più lunghi di una decina di metri.

Di fatto sarebbe più un percorso da farsi a piedi, ma oramai anche le bici qui sono di casa!

Iniziamo il Sentiero dei Faggi su un tappeto di foglie che nasconde tutto in un contesto da fiaba

Come descritto all'inizio il percorso presenta diverse tipologie di fondo e molti tratti anche se brevi, occorre farseli a piedi. Per il sentiero stretto ed esposto a valle è sempre consigliabile lasciare la bici verso valle come stava facendo Sergio e non come stava facendo Giordano. Portatevi anche scarpe con un buon grip, il rischio di scivolare c'è sempre!

 

Pietre bagnate e foglie o radici bagnate sono molto scivolose e su certi passaggi meglio procedere con cautela ed approfittare per fermarsi a osservare il bosco.

Tappeti di foglie e radici contorte dei faggi ci assorbono nel loro paesaggio incantato

Si riprende da dove il tratto è meno esposto ed impegnativo, anche se visto in foto non sembrano esserci grosse difficoltà, ma ripeto, non siamo atleti e facciamo 200 primavere in tre

La bussola naturale, dove non batte mai il sole c'è il nord, anche i bambini lo sanno!

La faggeta è uno spettacolo da vedersi e queste frequenti discese qualche sguardo in più in giro ce l'hanno permesso.

Come si allontanavano un po' perdevo i miei compagni nel bosco, guardandomi in giro per vedere da dove erano passati.

 

Ah! Eccoli la, fra i tronchi dei faggi

Finalmente arrivati al bivio per la Capanna Mara e per la Dorsale. Ho chiesto ai miei compagni che ora fosse; era l'una e mezza, ed avevo superato la mia soglia abitudinaria di pranzo, per cui ho ordinato la sosta pranzo!

Sergio voleva raggiungere Capanna Mara, ma io ho estratto subito dallo zaino il mio pranzo ed avevo già addentato il primo boccone! Non se ne parlava assolutamente di spostarsi da li.

Dal C.A.O. avevamo percorso 8km di su e giù dalla sella e l'appetito o meglio la fame non mancava assolutamente a ciascuno di noi.

Il bivio è posto alla Bocchetta di Lemna 1115m.

VARIANTE

Da questo punto chi volesse accorciare il percorso potrebbe andare alla Capanna Mara e da li scendere all'Alpe del Vicerè e di seguito ad Albavilla.

Il frugale pranzo ci serviva per ritemprare le forze dopo 22km e 1003m di dislivello. La temperatura era scesa a 5°C che ci ha indotto a coprirci meglio.

 

Proseguendo verso la dorsale siamo arrivati davanti a questa curiosa stratificazione di rocce



Dire che è un lavoro curioso delle forze della natura è dire poco. Chissà l'entità delle forze in gioco per creare questo spettacolo.

Un enorme faggio secolare incombeva sui "ragazzi"

La dorsale verso il rifugio Riella

Il monte Palanzone e sul suo pendio il Rifugio Riella, che già si intravedeva da questo punto


Il Rifugio Riella è posto sotto il ripido pendio del Monte Palanzone

Uno sguardo da dove siamo saliti

Passati fra secolari alberi siamo arrivati al Rifugio Riella dopo 2,1km dalla Bocchetta di Lemna e 165m D+ inframezzati dai consueti brevi e ripidi strappi

Al rifugio, di nuovo incontriamo i tre biker che qui si erano fermati per la sosta pranzo

Verso il nostro punto di partenza il meteo non sembrava cambiato, anzi forse peggiorato, pazienza!

 

Loro erano pronti per la partenza, noi invece pronti per prendere un caffè.

La nostra prossima meta era a sx dell'asta della bandiera.

 

Lasciato il rifugio si sale verso il Cippo Marelli, sono 700m e 37m di D+



 

Siamo ancora su un tratto di basolato/lastricato

Le nubi alle nostre spalle cambiano repentinamente. A metà del pendio si intravede il rifugio

Il rifugio sovrastato da grigie nuvole


Il Cippo Marelli alla Bocchetta di Nesso 1313m s.l.m.


Si prosegue con una porzione di cielo azzurro che si affaccia fra le nuvole.


Altra meta da raggiungere era la montagna di colore più chiaro poco a sx dal centro della foto

 

Sulla dx del percorso, dietro le piante, si vedeva la cima del monte Palanzone 1436m. s.l.m.


Da questo punto si osservava meglio il sentiero per la prossima meta sotto il monte Croce


Sulla dorsale si incominciava a vedere la parte della valle verso Asso. Peccato per la foschia altrimenti si sarebbero visti tutti i monti del Lecchese.

Davanti a noi ancora un tratto ostico da affrontare per il fondo instabile fatto da uno strato di rocce e sassi grandi poco meno di un pugno e non compattati nel terreno


Nel frattempo loro si erano portati avanti


Intanto il cielo stentava ancora ad aprirsi


Pedalare sui sassi e le pietre mobili e posti su ripidi pendii, non fanno altro che mettere a dura prova i praticanti di MTB

Anche se sembra di più un greto di un torrente, pensate che alle mie spalle avevo visto una Roulotte coperta da un telo, chissà che fatica trainarla quassù!

Ancora un sali scendi e avremmo poi terminato di salire. Sullo sfondo sempre la cima del Palanzone


Dal monte Croce uno sguardo verso nord e l'ultimo saliscendi verso i grandi faggi in centro alla foto.


Raggiunti i faggi, sulla dx in sequenza il monte Croce, il monte Bul ed il Palanzone.

 

Tre maestosi faggi e tre bici. Qui le tre croci sulle spalle potevamo anche togliercele, da qui in avanti era tutta discesa o falsopiano.

Fino a qui erano 26,68km e 1278m D+ e 348m D- questa a 1353m s.l.m. era la quota massima del nostro giro della dorsale Lariana

Fra un tappeto di foglie abbiamo iniziato la discesa verso Sormano. Una serie di ripidi tornanti attorno al 20% ci aspettavano nel bosco.

Qui abbiamo raggiunto il bivio di fronte al Monte Falò, lo abbiamo aggirato scendendo a sx verso la Colma di Sormano

Breve discesa e ci siamo ritrovati alla Colma di Sormano

Questa è la strada verso il Pian del Tivano

Oltre la Colma di Sormano si scende al Pian del Tivano, a dx la cupola dell'osservatorio astronomico

Dal belvedere una lunga foto panoramica elenca tutte le cime che si possono vedere in una giornata col cielo terso verso il Lecchese.



Ritorno alla normalità, asfalto e auto! Qui eravamo a quota 1123m s.l.m.



Missione quasi compiuta, 29km percorsi, mancavano ancora 21km su asfalto per chiudere l'anello

 

Siccome erano ormai secoli che volevo vedere il famoso "Muro di Sormano", finalmente si è presentata l'occasione buona!

Sul muro i freni non si risparmiano e le sospensioni lo mostrano

 

Giordano alle prese del tratto più ripido del muro dove i freni puzzavano di bruciato!

Percorso leggendario incluso nel giro d'Italia e che ha visto darsi battaglia campioni del passato. Sull'asfalto le scritte riportano le quote a cui ci si trova

Le "pastiglie fumanti "sono arrivate al termine della discesa o se vogliamo all'inizio della salita

Sergio e Giordano posano soddisfatti per il giro che gli ho fatto fare.

 

Commenti di Sergio

 

La prima volta in bici su un percorso in buona parte già noto, ma solo per escursioni fatte a piedi: le emozioni sono differenti ma entrambe gradevoli.

Splendidi i colori autunnali, a compensare il fondo insidioso nel Sentiero dei Faggi, che ha dato dei momenti di apprensione.
Completati con apprezzabile risultato i lavori di sistemazione della carrareccia tra capanna Mara e colma di Sormano, in corso ancora pochi mesi fa".

 

 

 

Commenti di Giordano

Bellissimo giro, era una vita che lo volevo fare e l'avrei fatto con la muscolare (biamortizzata) anche se sono sicuro che ne avrei fatto una metà a piedi!

Avrei accettato anche due gocce di pioggia aggiungendo particolarità all'ambiente da favola.

Non mi aspettavo uno spettacolo come l'attraversamento del faggeto tutto tappezzato di foglie rosse e qualche faggio rivestito di muschio verde che sembrava fosforescente.

Forse le foto rendono poco rispetto la realtà.


Conclusione

Tutti e tre lo volevamo fare da tempo, questa è stata l'occasione buona anche se sinceramente se avessi impiegato una biammortizzata e con un meteo migliore il tutto sarebbe stato ancora più bello.

Un percorso tecnico e per certi versi faticoso per i numerosi sali scendi dalla bici e ripartenze ma il percorso è questo, o lo si affronta a piedi magari in più tappe o lo si fa in bici come abbiamo fatto noi.

Di certo è senza dubbio faticoso e riservato a chi è allenato a simili giri in fuoristrada.

 

 

  

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2015
pagina creata:23-10-2015
ultimo aggiornamento: 24-10-2015
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