Toscana in bici

Pian d'Alma e
Punta Ala

(GR)
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Un breve giro in Maremma fra il Pian d'Alma e Punta Ala. Si attraversa la piana con colline tutt'attorno fino ad arrivare con la vista mare a Punta Ala

   

Punta Ala la spiaggia, a sx lo scoglio dello Sparviero e sullo sfondo l'Isola d'Elba





Punta Ala il Porto - Pian d'Alma - Pian d'Alma "La Merenderia"


Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
30km a/r
300m
asfalto
Stradale
1% - 7%
✩✩✩✩
-
✩✩✩
✩✩✩✩

 

 

 

 

     

 


Ci si trova in Maremma, sul Golfo di Follonica e con l'entroterra del Pian d'Alma

La mappa del percorso. Se vi dovessero uscire le indicazioni in "Miglia" é possibile convertirle in Km nelle preferenze di accesso al sito Garmin Connect una volta che si è registrati.


IL PERCORSO

Il percorso non è particolarmente lungo, spesso però si può trovare il vento, che è normale in una configurazione orografica come questa, influenzata dalle termiche che si ingenerano ciclicamente fra il mattino e la sera, salvo in caso di bonaccia! La maggior parte del percorso è in falsopiano, però ci sono da tener conto salite, anche se brevi, in fondo a Pian d'Alma e poi più accentuate a Punta Ala, specie quando si risalirà dal Porto.

La parte dove occorre fare maggiore attenzione per l'eventuale traffico (dipende ovviamente dalla stagione in cui si va) è sulla strada che congiunge Pian d'Alma a Punta Ala. Sia all'andata che al ritorno ho previsto però due strade secondarie a basso traffico fino alla zona campeggi. Una volta giunti a Punta Ala poi il traffico diminuisce.

Quale bici usare

Qualsiasi tipo di bici può essere impiegata, salvo abbia il cambio per affrontare le salita, consiglio almeno una doppia corona all'anteriore, meglio ancora una tripla se poco allenati.

Come si raggiunge

Pian d'Alma è posto sulla strada delle Collacchie che da Follonica va a Castiglione della Pescaia



Un percorso a cui ho abbinato il finale
con un giusto premio a tavola

Da dove si parte? Ho pensato questo itinerario con un punto ben preciso di partenza e arrivo, direi più che altro di arrivo, per soddisfare anche il palato con preparazioni tipiche Toscane. Qui sopra è la località Pian d'Alma, sulla dx oltre le piante c'è una vecchio lungo caseggiato dove in testa si trova "La Merenderia", un gradevole posto che vale una sosta, sia per spuntini o qualche cosa di più sostanzioso.


Giunti qui potreste anche prenotare, non si sa mai di arrivare e poi non trovare posto al termine del giro, con la fame che vi assale!


Lasciato l'incrocio, ci si dirige verso Follonica per circa 400m, dopo aver superato il ponte sul fosso Vecchia Alma si svolterà a sx.


Qui una strada vicinale che serve le poche abitazioni e fattorie porterà verso Punta Ala, evitando per un tratto il traffico della strada principale.



Il lungo rettilineo procede affiancato dai campi in direzione del mare. Attorno le colline. In fondo a questo rettilineo poi la strada fa una curva a sx, per riallacciarsi in fondo alla strada che proviene dal Pian d'Alma e che porta a Punta Ala.



Il ponte sul fosso dell'Alma, lo si trova dopo la curva


Proseguendo oltre si raggiunge la strada provinciale e si svolta a dx. La strada procede fra boschi e macchia mediterranea sino a Punta Ala.




Nei pressi di Punta Ala, giunti a questa curva, occorre spostarsi sulla dx prendendo la ciclabile in corrispondenza del lampione. Poi si seguirà la traccia della mappa iniziale per dirigersi verso il porto



 

Prima di prendere la strada in discesa verso il porto, sulla dx troverete un parcheggio con questo punto panoramico verso Torre Civetta, che non è quella di sx ma è sullo sfondo, circa in centro alla foto, punto bianco spostato un po' a sx. Più avanti troverete anche una fotografia e un cartello che la riguardano.

Il porto di Punta Ala con lo Scoglio dello Sparviero

Imbarcazioni ancorate, con lo sfondo della Punta Ala con in cima il Castello, noto anche col nome: "Torre di Troia Nuova" e risalente a metà del 1500, fatta costruire da Cosimo dei Medici. Sull'isolotto dello Sparviero, posto di fronte, è invece posta la "Torre di Troia Vecchia".

Nel 1932 divenne la residenza di Italo Balbo, famoso aviatore del Ventennio Fascista di cui si dice diede il nome alla località "Punta Ala" perché vista dall'alto del suo aereo gli assomigliava ad un profilo d'ala.


Se si è in bici, in genere vi faranno entrare nel porto, che come è noto è anche zona ristretta al traffico visto che è una zona doganale e l'accesso in entrata ed uscita è sorvegliato.




Essendo un porto turistico vi si trovano quasi tutte imbarcazioni di una certa levatura e non certo di piccole dimensioni.




Noi ci limitiamo a scattare qualche foto di rito e ad osservare qualche strana imbarcazione

All'estremità del molo di protezione ai marosi, si trova l'accesso al porto, in zona più riparata. Ecco l'accesso di una barca a vela che una volta ormeggiata è risultata quella ad avere l'albero più alto di tutte le altre già ormeggiate. Vederlo da vicino era una cosa impressionate!


La spiaggia di Punta Ala con lo sfondo della Torre di Troia Vecchia posta sullo scoglio dello Sparviero.


Lasciamo alle nostre spalle il porto e prendiamo la ripida salita che ci riporta in cima alla collina per poi più avanti prodursi in una paio di lunghi sali scendi. Basta seguire la mappa per capire che la strada ad un certo punto non segue più il tratto di andata. Naturalmente nessuno vi costringe a fare quello che vi ho indicato e potete benissimo rifare lo stesso percorso fatto all'andata.



Quindi rifatto il percorso inverso con i lunghi rettilinei che portano verso Pian d'Alma, giunti a questo punto in zona campeggi si svolterà a sx.




In prossimità del Campeggio Baia Verde, che potrebbe essere anche un comodo punto d'appoggio nel caso vi fermaste qualche giorno, proseguirete sulla strada a dx. Attenzione che è piena di buche e più avanti ha anche un tratto sterrato.




Ecco, questo è il tratto sterrato che porta al Campeggio Punta Ala e che da decenni è sempre così, ingenerando un polverone ad ogni veicolo che vi transita. Il motivo per cui non lo si asfalta non mi è stato riferito, pare comunque che sia una strada privata e preferiscono bagnare ogni giorno invece di asfaltare.

Finito lo sterrato ci si ritrova a superare questo ponte sul fosso Alma.



Dall'altra sponda del ponte si possono osservare i resti del vecchio ponte, mentre in alto sulla dx, a malapena si scorge Torre Civette. La foce del fosso d'Alma e a circa un centinaio di metri o poco più.



La Torre Civette vista dalla spiaggia vicino alla foce dell'Alma





Questa è una strada che è parallela a quella fatta nell'andata da Pian d'Alma solo che è situata a nord vicino alla collina.




La strada è poco battuta quindi più tranquilla, anche se occorre sempre fare attenzione ai veicoli che sopraggiungono perchè la strada è stretta.


Si prosegue sino a dove si sbuca all'incrocio con la strada delle Collacchie, in corrispondenza della casa bianca che si vede sullo sfondo. Si svolta a dx e dopo circa 50m si svolta a sx, facendo attenzione nell'attraversare la strada.


Questa strada poco trafficata è molto bella e attraversa la campagna con prati e filari di alberi da frutto e piante secolari come questa.



Superata la curva ci si addentra in un bosco


All'uscita del bosco la strada incrocia quella che da Pian d'Alma sale a Tirli, qui si svolterà a dx e in leggero falso piano si terminerà il giro.

Più o meno è da là in cima dove si sbuca su questa strada. Oltre le creste delle colline si trova Scarlino

Ora però terminato il giro ci aspetta un piccolo premio e facciamo uno strappo alla regola con qualche cosa di sostanzioso, rifugiandoci alla "Merenderia da Paguro"


Rinfrescati e cambiate le magliette ci presentiamo a tavola incominciando con un tagliere. Dalla faccia si deduce che sta pensando a cosa mangiare!




Il sorriso poi appare quando arriva qualche cosa di molto più sostanzioso!




Pedalare si, ma poi ogni tanto un po' di carburante speciale si può anche assaggiare!


Rimpinzati a dovere una breve siesta è d'obbligo!



Concludiamo qui il nostro ennesimo giro in maremma indossando le magliette di bellitaliainbici





CONCLUSIONE

Come avrete visto non è necessario fare molta strada per vedere dei bei luoghi e poi terminare con un tranquillo pranzo in un ameno locale.


 

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2013
pagina creata:08-06-2013
ultimo aggiornamento: 28-07-2015
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