Alto Adige-Veneto in bici
Dal CaravanPark Sexten
a Valgrande in Val Comelico
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Ritorno a casa, si fa per dire, ma trovandomi a due passi dal territorio degli antenati, volete che non ci si metta piede? Anzi; le ruote nel Cadore? Seguiteci e non ve ne pentirete, i luoghi fantastici esistono, eccome!


Cadore - Comelico Superiore - Località Valgrande



P.sso Montecroce di Comelico - Località Valgrande - Strada del Comelico SS52


Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
23,6km
a/r
549m
Innev/Ghiac
Stradale
4% - 13%
✩✩✩✩
-
✩✩✩✩✩

 

 

 

 

 

 


Il percorso si snoda fra due confini demarcati dalla linea grigia che attraversa il Passo di Monte Croce di Comelico; a sx il Veneto a dx l'Alto Adige. In pratica Il Cadore da una parte e il Südtirol dall'altra, mentre la riga gialla demarca il confine Italo-Austriaco




L'altimetria del percorso tratta dal software Garmin BaseCamp. Da sx si sale al Passo di Monte Croce di Comelico per poi scendere in località Valgrande. Il Ritorno è speculare.



IL PERCORSO

Dal nostro campo base fissato al CaravanPark Sexten, siamo saliti sulla strada che porta al Passo di Monte Croce di Comelico. Superato il Passo si entra nel Veneto nella Valle di Comelico. Vi aspetta una discesa di 8km ed un breve tratto per raggiungere la località Valgrande.

 

Rifornimenti idrici

In inverno non ve ne sono se non al Passo di Monte Croce di Comelico

Quale bici usare

Consigliabili MTB front dotate di impianti frenanti a disco e con la possibilità di montare gli pneumatici chiodati.

AVVERTENZE

Utilizzare solo pneumatici chiodati, non usarli significherebbe andare incontro a seri infortuni o danni a persone o cose. Si consiglia di salire nei mesi freddi quando le temperature si mantengono sotto lo zero termico anche durante la giornata, questo favorirà di molto la tenuta degli pneumatici. Contrariamente a quanto si possa pensare, la loro tenuta migliora quando il fondo è molto compatto o ghiacciato, oltre a fare molta meno fatica voi stessi.

Altra precauzione da prendere: Se le vostre gomme chiodate sono il salvacondotto per affrontare la salita e la discesa e questo finché sarete in sella, ricordatevi che come metterete un piede a terra in presenza di ghiaccio c'è il rischio di fare un bel volo. Per cui assicuratevi di avere delle calzature con comprovata tenuta sul ghiaccio, eventualmente munitevi di sottosuole chiodate, se ne trovano ad esempio alla Decathlon.

Potreste anche trovare condizioni senza ghiaccio, ma se le trovate fate molta attenzione a voi stessi nel camminare o spingere la bici in caso di necessità. Indossate scarponi da montagna impermeabili.

Quest'anno in bici ho voluto provare questi dopo sci e mi sono trovato molto bene per la loro leggerezza, ottimo grip, buona calzabilità, tessuto esterno in Novadray ed imbottitura termica che mi ha sempre tenuto i piedi al caldo. In sostanza una buona alternativa alle solite pedule da montagna con suola in Vibram.

 

Se non avete dimestichezza con attività fisiche con temperature sotto lo zero, vale il consiglio di vestirsi a strati. Quindi assolutamente solo capi certificati traspiranti! Si parte dall'intimo traspirante che può essere T-shirt o manica lunga, a seguire un leggero capo intermedio, termico e traspirante a maniche lunghe, poi un Pile leggero ed infine un layer protettivo traspirante antivento. Non scordatevi anche uno scaldacollo in Pile.

Possono andare bene giubbini con tessuto tipo Gorotex , Novadry o similari ma non imbottiti, oppure dei giubbini normalmente in uso per lo sci di fondo che di solito hanno un layer antivento sull'anteriore mentre maniche e schiena sono con tessuto più traspirante per evacuare meglio il sudore.

In salita la norma è sempre quella: coprirsi il minimo indispensabile per non sentire freddo e allo stesso tempo che ti permetta di sudare il meno possibile e non accaldarsi. Togliere subito un indumento non appena si sente il primo accaldamento seguito da sudorazione, aspettare non farebbe altro che farvi inzuppare gli indumenti. In sostanza occorre un giusto equilibrio in funzione della temperatura esterna, del grado di copertura e traspirazione degli indumenti e dello sforzo fisico che ci state mettendo.

Portarsi sempre un cambio per il primo e il secondo strato per quando arriverete in quota e successivamente dovrete affrontare la discesa. Essenziale uno zaino per riporre i capi che non state utilizzando. Inutile dire che è meglio usare una buona crema solare a protezione delle parti esposte al sole e ottimi occhiali con schermi UV.

Per i guanti sarebbe meglio avere delle moffole per manubrio o guanti invernali da moto, tutto ciò in funzione delle temperature che si potrebbero incontrare.


Premessa


Per chi dovesse leggere a posteriori questo report è doveroso ricordare che l'inverno 2015-2016 sino ai primi giorni di Febbraio è stato avaro di precipitazioni ed inoltre anche con temperature più elevate della media stagionale.

Caso vuole che abbiamo avuto la fortuna di capitare nel mezzo di alcune nevicate ed abbassamenti delle temperature di una decina di gradi sotto zero.


Al CarvanPark Sexten nostro "campo base", stava albeggiando


e quando si ha in mente di fare un'escursione è sempre meglio confrontare le previsioni meteo con ciò che realmente si trova sopra le nostre teste. Le previsioni davano una finestra di apertura in mattinata e pareva che il tutto fosse confermato scrutando il cielo.



Una buona colazione e via verso il Passo di Monte Croce di Comelico facendo una prima sosta anche per lasciare passare i camion a rimorchio che sono soliti trasportare legname, oltre ai bus di linea.



La precipitazione abbondante di due giorni fa ha lasciato ancora le sue tracce sugli alti pini.

A fianco a noi le creste della Meridiana di Sesto

Questo è il panorama ad un centinaio di metri dal Passo di Monte Croce di Comelico, dove sulla dx si trovano gli impianti di risalita e le piste da sci.

Diciamo che qui si trova il confine fra Alto Adige e Veneto

Infatti davanti a noi i cartelli sono eloquenti e dicono che oltre si passa in territorio Veneto e precisamente nel territorio del Comelico Superiore che assieme al Centro Cadore e la Val Boite costituiscono il territorio del Cadore.

Sullo sfondo si vedono le cime del Cadore, mentre a dx una pista per le motoslitte parte dal Passo.

Anche questo impianto sciistico del Passo fa parte del Dolomiti Superski. In centro alla foto la Cima 11

La strada era sgombra dalla neve e nemmeno era ghiacciata, salvo la presenza di sporadiche strisce di neve a bordo strada, naturalmente noi eravamo in sicurezza col gli pneumatici tassellati e chiodati.

La scritta ci accoglie nella Provincia di Belluno

Lasciato il Passo s'incomincia a scendere ed il paesaggio cambia in continuazione curva dopo curva

Distese di pini ovunque ci accolgono fra loro mentre il sole tenta ad aprirsi un varco fra le nuvole

E' già da qualche anno che bazzichiamo in Alto Adige e non abbiamo mai avuto l'occasione di sconfinare, questa è stata la volta buona e non poteva esserci niente di meglio con il paesaggio tutto imbiancato di fresco.

proprio, proprio bello! Da rimanere senza parole!

Terminata la discesa un chiaro cartello dà le indicazioni turistiche per Valgrande

Dal bivio occorre scendere e dopo circa 500m si arriva alle Terme di Valgrande. Intanto le creste del Comelico Superiore fanno la loro parata lungo Valgrande

 

Davanti a questi scenari avreste qualche cosa da dire? Io si, ma è solo un dettaglio: fino a qui gli pneumatici chiodati non sono serviti a nulla, ma da qui in avanti lunghi lastroni di vivo ghiaccio mi attendevano dietro ai pini nelle zone d'ombra. Senza i chiodi non sarei riuscito per nulla a proseguire!

Ecco dimostrato che dietro l'angolo questi preziosi strumenti di sicurezza vengono sempre buoni, vi ricordo che sono solo due ruote, null'altro, basta solo che ne scivoli una per ritrovarsi per terra!

Due totem avvisano che ci troviamo alle Terme delle Dolomiti Valgrande nel Comelico, Terme che però mi risulta siano chiuse per molteplici vicissitudini occorse e troppo lunghe da spiegare. Ciò non manca, come sempre, che dietro a tutti gli eventi questo magnifico territorio potrebbe ricevere una spinta in più, sempre che si ripristinasse l'efficienza dell'impianto realizzato senza lasciarlo all'abbandono di se stesso.

Sono semplicemente dei quadri da cartolina quelli che si parano davanti all'obiettivo della fotocamera.

Dietro alla bici la tavola in legno riporta questa scritta: Alla sorgente delle acque solforose. Dietro la struttura che assomiglia ad un castello ci dovrebbe essere un lago, mi è sembrato inutile andarci perchè probabilmente sarebbe stato coperto dal ghiaccio e dalla neve, e poi perchè il nostro tempo era scaduto e avremmo dovuto tornare per il pranzo. Del resto poi almeno qualche sorpresa per chi ci volesse emularci la dovremmo pur lasciare, o no?

Abbiamo ripreso la strada per il ritorno risalendo al Passo. Nel frattempo il sole si era fatto più presente dando una luce differente all'ambiente.


E' proprio vero che una strada va sempre vista da ambo le prospettive specie quando ci si trova in montagna dove quella che prima era una discesa poi all'inverso si trasforma in salita dando un senso diverso al paesaggio.

Dietro a lei si apre il varco nella montagna il corso del torrente Padola

Il Torrente Padola è un affluente del Fiume Piave dove vi confluisce a Santo Stefano di Cadore

Sotto la montagna più o meno in centro alla foto, termina il corso del torrente Padola nella Piave (n.d.r.: si scrive La Piave e non Il Piave)

 

La strada è sufficientemente ampia per cui le bici non creano un intralcio alla circolazione è sempre comunque un bene prestare attenzione all'eventuale traffico.

 

Il paradiso in terra ci stava donando ancora alcune cartoline


Non sempre si può essere in montagna a ridosso di giornate nevose seguite da un'uscita del sole, per cui queste rare occasione, naturalmente per chi non vi abita sono da tenere ben impresse nella memoria dei bei ricordi.



Del resto dopo una stagione invernale decisamente anomala, questa nevicata non poteva altro che rallegrarci. Poi erano anche tutti gli Italiani a volere neve e piogge, per cui direi che in parte sono stati accontentati.

Lei si ferma e guarda...


mmm.... mi sa che fra il Cadore e il Sudtirolo è una bella guerra per i paesaggi che si possono trovare, non vi pare? Le cartoline si sprecano!



Oramai il passo era a portata di pedale

Se prima la scritta dava il benvenuto ora dava un arrivederci

Ancora un colpo di pedale e si ritorna nel Sudtirolo-Alto Adige

Rientrati al CarvanPark Sexten un breve sopralluogo sul sentiero 13A che sale al Passo Monte Croce di Comelico per vedere come mai non siamo riusciti a prenderlo scendendo dal passo. Il motivo era molto semplice: non era stato liberato dalla neve!

Se non altro abbiamo fatto assaggiare un po' di neve agli pneumatici, visto che tutto il percorso lo si era fatto sull'asfalto. Lei ovviamente soddisfatta dei luoghi che abbiamo visto strada facendo.

A riprova l'Alpina VII si dimostrata un buon mezzo poliedrico, buona per tutte le stagioni, come del resto per alcune stagioni lo è stata l'Alpina III poi divenuta Alpina III MKII. Sullo sfondo la Cima 11 oramai abbandonata dal sole da un po' di tempo, era ora di andare a pranzo!


 

 

CONCLUSIONE

Secondo report invernale del 2016. Anche qui luoghi magnifici e del resto le foto non mentono, Sudtirolo o Cadore scegliete quello che volete, sarete sempre nella bellitaliainbici !

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2016
pagina creata:18-02-2016
ultimo aggiornamento: 18-02-2016
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