Romantische Strasse
&
Via Claudia Augusta

Viaggio a tappe
fra Würzburg (Germania)
e Bolzano
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bellitaliainbici in teoria non dovrebbe comprendere itinerari esteri ma questa è una eccezione in quanto la Via Claudia Augusta presente sul territorio nazionale ha la sua continuità attraverso l'Austria e la Germania per poi proseguire con il nome di Romantische Strasse sino a Würzburg.

Per questo motivo abbiamo dato continutà al percorso coprendo tutto il tracciato con diversi report suddivisi a tappe.

Per motivi logistici il percorso è stato iniziato in Germania con trasferimento dall'Italia fatto con treno+bici.


In questo report

13° tappa: da Malles a Bolzano


L'Adige tumultuoso scorre nella val Venosta, mentre ci si avvicina a Merano.
Sulla destra la torre del Castello


Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
100 km
306 D+
1114 D- m
Asfalto
Cicla/Strad
-0,8% - 5%
✩✩✩
✩✩✩✩
✩✩✩✩
✩✩✩✩
 

 
E giù senza pedalare! - Le mura difensive di Glorenza - Val Venosta

 

 

 

 

 




Una parte del lungo tracciato che da Würzburg in alta Baviera arriva in centro all'Austria. Il tracciato della Romantische Strasse lungo 366 km parte da Würzburg e termina a Füssen in Germania.

Nel contempo sopra la città di Augusta a Donauwört inizia il tracciato denominato Via Claudia Augusta andando a sovrapporsi con la Romantische Strasse.

Nel nostro caso il tracciato attraversa l'Austria sino al passo di Resia proseguendo lungo la Val Venosta passando per Merano e con arrivo a Bolzano.

Ancora oggi non c'è la certezza sul tracciato, in particolare sul versante Italiano, in quanto vari studi ipotizzerebbero varie tracce come ad esempio il passaggio nel Cadore lungo La Piave per poi attraverso il Passo Montecroce di Comelico continuare in Val Pusteria per poi da Vipiteno proseguire verso il Brennero; mentre altri sostengono un passaggio fra Belluno, Feltre, Trento, Bolzano, Merano, Passo di Resia.


L'altimetria del tracciato: Una tappa in discesa nulla da segnalare

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IL PERCORSO

Ultima tappa e come al giro d'Italia una tappa "passerella". Oggi sarà tutta in discesa attraversando tutta la val Venosta arrivando a Merano e proseguendo per finire a Bolzano.
Ciclabile adatta a tutti, certo 100 km sono tanti con i bagagli e con i chilometri già percorsi, per cui si può dividere in due parti e gli alloggi non mancano lungo la ciclabile. Addirittura ci sono delle strutture segnalate lungo la ciclabile e attrezzate per cicloturisti e ciclisti.
La cena di ieri è stata caratterizzata da prodotti della zona, e anche la colazione abbondante prevede uova, formaggi e altre prelibatezze tutte rigorosamente km 0 e fatte in casa.


13° tappa - da Malles a Bolzano

 


Oggi ce la siamo presa comoda partendo alle 10.15. Credo che sia la partenza più tardiva del viaggio. Sole alto e una lieve brezza attenuata solo dagli alberi.

 

L'abitato di Clusio, frazione di Malles. All'inizio della ciclabile, partendo da Clusio c'è una fontana con acqua fresca dove abbiamo riempito le borracce


Chicane in discesa. Pinzare leggermente i freni e ridurre la velocità per essere pronti a fermarsi qualora qualcuno sbucasse dalla curva all'ultimo momento.


Non c'è nessuno, quindi possiamo andare e continuare a non pedalare.


Al centro l'opera 13 dello sbarramento Malles-Glorenza che faceva parte della seconda linea di difesa dalle invasioni dei tedeschi. La prima linea si trovava più a monte, sul lago di Resia. Sulla sinistra l'abitato di Laudes


 

 

Al centro Malles, più a sinistra Laudes e tra i due si intravede Burgusio e il Monastero benedettino (abbazia Marienberg).


 

Eccoci in prossimità di Glorenza, mentre Alby verifica il percorso e cosa vedere. Anche se sappiamo che sarebbe da girare bene. Ma non possiamo dedicargli molto tempo.


La ciclabile corre lungo le mura sud di Glorenza, ricostruite dall'imperatore del Sacro Romano Impero Massimiliano I dopo che gli asburgici avevano raso al suolo la città a seguito della battaglia della Calva 1500.


La chiesa di San Pancrazio con la torre rimasta originale dal 1220, anno della costruzione del primo edificio


Deby e il mastio all'entrata della città.

 


Alby sfreccia nel centro sui sanpietrini. Il centro non è affollatissimo e le macchine sono limitate. In fondo si vede l'uscita che conduce a Malles e al lago di Resia.


Un giro per la città che mostra in molti angoli il carattere medioevale. Qui, Alby e un lunghissimo porticato sotto il quale si trovano piccole botteghe, un ambulatorio e abitazioni.


Piccola deviazione verso Sluderno, un po' fuori dalla ciclabile ma ne vale la pena. Il caldo del sole che volge a mezzogiorno è mitigato dalla presenza costante di una leggera brezza.


Che ci crediate o meno questo ruscelletto è in realtà il secondo fiume più lungo d'Italia: l'Adige


Il castello Coira di Sluderno. Ci siamo allontanati dalla città. La visita al castello è preclusa dal fatto che dobbiamo fare molti km, anche se è un peccato non poter godere della vista di questo edificio medioevale che conserva la più grande armeria in Europa.


Usciti da Sluderno abbiamo percorso pochi km in campagna sotto il sole, un po' d'ombra ci allevia.


Montechiaro dominato dal castello. Dietro quelle montagne si sale sul passo dello Stelvio.


mmm... quasi quasi andiamo di là ...

... sul passo dello Stelvio, lo valichiamo andiamo a Bormio a mangiarci una torta e poi torniamo a casa per la Valtellina.


Alby vuole proprio salire lo Stelvio.


Magari lo Stelvio lo faremo un'altra volta, meglio seguire gli altri verso Merano attraversando la Val Venosta


Alberto si rilassa in mezzo a filari di meleti, come nei ricordi del viaggio del 2012. Qui, in val Venosta, mele Golden e Stark Delicius a volontà.

 

In questa valle, piena di storia, ogni paese ha un castello maniero o edifici risalenti al medioevo. Anche Cengles ha il suo edificio, come mostrano i cartelli, ma passiamo oltre, perché dobbiamo ancora mangiare.


In volata verso il pranzo. La colazione abbondante è solo un ricordo, e fortunatamente non siamo più in Germania e doverci preoccupare di arrivare entro un certo orario per avere qualcosa da sgranocchiare


Alla fine tra pizzerie e altri baretti abbiamo preferito una fiera locale a Lasa dove abbiamo pranzato con pane artigianale con uva , e del pane di segale con semi tipico di questa zona


Sempre in discesa seguendo il corso dell'Adige. Poche pedalate e tanta velocità


Il castello di Silandro. Poco prima ci siamo fermati in uno dei tanti ristori segnalati sulla ciclabile, per rinfrescarci con due centrifugati di frutta.


Ultimi chilometri nella Val Venosta, poi ci aspetterà una discesa oltre il profilo della prima montagna, per arrivare a fondo valle Merano.


Merano, prima della discesa.

Inizia la discesa con pendenze che arrivano al 16% e tornanti stretti.



Qualcuno in discesa si diverte, non si può dire lo stesso in salita. Arrivati a Merano facciamo pausa, girando per il centro.


Chiesa di San Nicolò

Porta di Bolzano, come a Glorenza e in altri paesi il nome delle porte indica la direzione.


Non è la passeggiata più famosa di Merano, come quella della Principessa Sissi, ma è pur sempre bello passeggiare lungo il Passirio, verso il Kurhaus, edificio storico di importante valenza architettonica


Dal ponte delle poste una visione della Valle Passiria alle spalle del paese e del centro cittadino su cui svetta il campanile della chiesa di San Nicolò .

 

Il torrente Passirio che proviene dall'omonima valle Passiria e che affluisce nell'Adige


Non sapevamo se fermarci a Merano, lasciando gli ultimi 30 km per il giorno successivo o continuare fino a Bolzano. Alla fine abbiamo optato per arrivare a Bolzano.

Dopo Merano il paesaggio è decisamente cambiato con la ferrovia che ci accompagnerà fino a Bolzano e l'Adige a destra, molto più calmo e decisamente più grande.

Sono già le 17.30 e dalle 16 inizia a salire il vento contro. Mancano ancora tanti km, e quelli già fatti sono circa 90. La stanchezza si fa sentire. Spilucchiamo gli ultimi pezzi di pane..


Mancano circa 15 km a Bolzano. Le piante sono piegate dal vento che arriva da sud.

Decidiamo di assecondare le indicazioni del gps che ci permettono di ridurre di 5 km la distanza dalla meta. Questo però a discapito della sicurezza perché si esce dalla ciclabile andando su strade secondarie. Effettivamente il traffico è minimo, quasi nullo e arriviamo a Bolzano per l'ora di cena. Inoltre, con questa soluzione abbiamo evitato il vento, rimanendo sotto la montagna.


Il viaggio termina dopo 759 km e 790 metri.

Ritorno a Bolzano! Dopo 8 anni passiamo ancora da qui. Nel 2012 era all'inizio del viaggio, oggi chiude un viaggio bellissimo, intenso e profondo per quanto visto dal punto di vista culturale. Abbiamo conosciuto persone, passato giorni avventurosi. Un giro che rifarei volentieri.
Intanto ci godiamo una buona cena in questa bella città, passeggiando per il centro.


Ponte Talvera, sull'omonimo torrente, affluente più a sud dell'Isonzo. Il giorno dopo facciamo due passi per il centro:.


Piazza delle Erbe con il mercato ricco di profumi di spezie e prodotti tipici.


Alberto, in borghese, gira per il centro con uno zaino sospetto. Che sia pieno di shüttelbrot (pane di segale croccante) e altri tipi di pane tipici del Trentino, comprati in un panificio storico???


Il ritorno in treno, diligentemente appese come salami, anche le bici riposano le ruote e le giunture metalliche

 

 

Traccia GPX 

Vai alla tappa precedente

 


Conclusioni

beh! Certo non è una tappa per tutti gli improvvisati. Circa 100 km e gli ultimi 40-50 fatti contro vento. Sì, in discesa ma leggera e ininfluente considerando la velocità del vento.
Il percorso è sempre su ciclabile, asfaltata e larga a sufficienza. Il paesaggio nella parte alta della Val Venosta è affascinante e con scorci degni di nota; in valle alla fine resta piuttosto monotono, dato che si viaggia in basso senza aperture a paesaggi, chiusi da alberi. Merano meriterebbe più di un giretto per il centro, e anche a Bolzano ci sarebbe piaciuto fermarci un giorno in più. Magari per ritornare a vedere Soprabolzano.
Spezzando le tappe e trovando la combinazione adeguata si possono visitare anche castelli e centri storici in modo più approfondito.

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

 

Un foto racconto di Cadore designer © 2020
pagina creata:14-05-2020
ultimo aggiornamento: 15-05-2020
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