Lombardia in bici

Da Arnoga al Rif. Viola
in Val Viola
(SO)
Home


 

 

 

Terza parte del giro modulare che a partire dalla Valdisotto passando per la Valdidentro sulla Decauville, risale poi la Val Viola sino al rifugio Viola.

 
Val Viola - sullo sfondo il Corno di Dosdè



Val Viola - Rifugio Viola





Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
8,5 km
474m
Asf/Sterr
Strad/Carr
5,1% - 20%
✩✩✩✩✩
✩✩✩
✩✩✩✩✩

 

 

 

 

   

 


 

Questa vista dall'alto rappresenta il lungo percorso con la partenza da Tola (in basso a dx) in Valdisotto, il passaggio nella piana di Bormio, la salita coi tornanti verso i Laghi di Cancano e la deviazione in costa alla montagna sulla Decauville in Valdidentro.

Dove il tracciato si unisce in una unica traccia è la Val Viola ed è il tracciato di questo report. In basso sulla estrema sx la linea gialla rappresenta il confine Italo-Svizzero

 

L'ALTIMETRIA

La parte che interessa questo report è il tratto selezionato dai cursori.

L'altimetria completa riguarda tutto il tracciato con partenza e arrivo in Valdisotto.
Come si vede dal dato riportato nel grafico, dalla partenza in Valdisotto all'arrivo al rifugio sono 36,21 km e si arriva a quota 2312 m con un dislivello complessivo di 1300 m


IL PERCORSO

In questo report viene preso in considerazione il tratto da Arnoga al Rifugio Viola.

Fino al 4° parcheggio per 4,5 km si è su asfalto poi si passa su carrabile sterrata sino al rifugio.



Val Viola

Premessa

Ricapitolando: Il tracciato globale rappresenta il percorso dalla Valdisotto alla Val Viola passando per la Piana di Bormio e la Decauville in Valdidentro. Per quanto riguarda il tracciato da Tola in Valdisotto sino al 19° tornante, in passato è stato redatto questo report molto dettagliato per cui ho ritenuto inutile generarne uno nuovo. Poi c'è il report che prosegue sulla Decauville ed in fine questo.

Di fatto i report volendo potrebbero essere presi in considerazione come tre distinti.



Col precedente report eravamo arrivati ad Arnoga e da qui si riparte


Per chi volesse fare solo questo report qui ad Arnoga potete trovare un piccolo parcheggio

lasciato il piccolo parcheggio ci si immette sulla statale per cui fate attenzione

Sulla statale c'è da percorrere un centinaio di metri sino al tornante dove si trova questo albergo che risulta chiuso da un po' di tempo.

Giunti al tornante lo si deve attraversare per prendere la strada in centro fra le tre presenti.

Ovviamente prestate attenzione ad attraversare la strada.



Avendo quasi tutti poca acqua nelle borracce, mi sono ricordato di una fontanella a poca distanza a cui ci eravamo fermati in questo report

La fontanella si trova dietro l'auto a fianco a noi in bici.

Aggiungo che se avete scelto di arrivare in auto ad Arnoga e scaricare le bici, nel caso il parcheggio sopra fosse pieno potete scendere in questo che è più ampio.

Riempite le borracce si riparte con meta il Rifugio Viola. Come recita il cartello si trova a 8 km mentre l'ultimo parcheggio auto disponibile è a 5 km e sino a lì la strada è asfaltata.

 

Si parte a quota 1837 m per arrivare ai 2312 m del rifugio Viola. In centro alla valle si erge il Corno di Dosdè

Volendo prestare attenzione, lungo il percorso qualche fontanella la si trova, come questa a sx.


Nei primi chilometri a tratti si è affiancati da boschi

Il cambio di direzione addentrandoci nella valle fa vedere altre montagne, sullo sfondo si vedono da sx il Pizzo di Dosdè, il Pizzo di Selva e il Monte Verva.


la strada incomincia a mostrare un pendenza più accentuata...

... Infatti al termine della salita si scollina in una veloce discesa ....

... discesa che in fondo presenta una nuova salita ...

.... e di questo particolare tenetelo a mente che non sarà tutta discesa quando dovrete fare ritorno ad Arnoga




Un cartello in legno con scritte sbiadite indica la località

Ogni tanto si attraversa qualche ruscello o piccolo torrente che scende a valle.


Qui ci si trova su un tratto che sale in modo non impegnativo ma siamo pur sempre in montagna e si sa le salite non mancano mai.

 

Una fragorosa cascata scende a valle con acqua spumeggiante. Dovrebbe trattarsi del Rio Minestra

Un tratto boschivo. Pur essendo una strada dove le auto possono circolare noi ne abbiamo incontrate ben poche per via dell'orario attorno a mezzogiorno.

 

Questo è il parcheggio indicato dal cartello all'inizio della strada. Da questo punto in poi si passa al fondo sterrato.

E come volevasi dimostrare le auto c'erano ma senza dubbio saranno arrivati qui presto, in quanto salire a piedi al rifugio richiede sempre del tempo.


Oramai alle nostre spalle la Valdidentro appare lontana ...

... mentre la Val Viola incomincia a mostrare il meglio di sé ...

... e cosa volere di più da viste simili?

In centro alla foto nella valle scorre il torrente Viola Bormina. Nella valle Dosdè si trova anche il Rifugio Federico

Questa panoramica riassume la visione di questa valle adornata da vette, da sx: Il monte Verva, Il Pizzo Dosdè, il Sasso di Coca, la Punta d'Avedo, il ghiacciaio Dosdè centrale, La Cima Viola ed in fine il Corno Dosdè.

A sx è la carrabile che scende al rifugio Federico.



Fra una baita e un ruscello si riprende a pedalare di buona lena

Avevamo anche uno spettatore a 4 zampe interessato al nostro passaggio

Ragazzi, basta fermarsi a rimirare il paesaggio, c'è la polenta che ci aspetta al rifugio, pedalareee!



Questo è il tratto più impegnativo che porta alla colma, io avevo giocato d'anticipo per fermarmi a fare qualche scatto....

Singolare la distesa di rocce alle mie spalle, penso che anche a piedi si farebbe fatica ad attraversarla!


... e poi via di nuovo a rincorrerli....

... e superarli di nuovo



Ultimi sforzi e si arriva a scollinare...

 

... e si apre una nuova visione verso il fondo valle, inteso come termine della valle

Il cartello vicino al masso indica con una freccia il Rifugio Viola...

... ed infatti proprio in centro alla foto dietro il Lago Viola un puntino marrone era il Rifugio Viola.

Dietro di esso le creste in centro alla foto non sono altro che il confine Italo-Svizzero.

Di fatto precedentemente il rifugio non era altro che una caserma della Guardia di Finanza posta a sorvegliare il confine.




Mancava poco alla meta ma alla sosta per indossare i giubbini, un insetto molesto pungendo Franco gli ha provocato una importante reazione allergica con un primo intervento di applicazione di una crema e poi altre cure fornite al rifugio con pastiglia specifica.

 

Schivando le pozzanghere si prosegue verso il rifugio



Il lago Viola, non certo per il suo colore ma per omonimia della Valle Viola.


Altre spettatrici lungo il percorso

Ultimo guado e poi un recinto d'aprire, grazie Franco, a chiuderlo ci penserà l'altro ciclista che stava scendendo.

Dopo il passaggio sul ponte del Torrente Val Cantone c'è ancora una breve salita per il rifugio

Ultimo strappo e la meta è stata conquistata!

 

Una panoramica verso valle dal rifugio affollato di escursionisti. A sx il Pizzo Bianco a dx il Corno Dosdè

Siamo in era Covid-19 e vigono le regole della mascherina, gel, distanziamento ecc.




Si dice: Beati gli ultimi se i primi saranno stati onesti. In effetti siamo stati fra gli ultimi ad essere stati serviti e alla fine siamo riusciti comunque a pranzare.


Il laghetto dietro il rifugio e verso il confine Italo_Svizzero

Il fatto che gli escursionisti a piedi se ne siano andati quasi tutti è dovuto anche al fatto che a piedi ci vuole sempre un po' di tempo per scendere ...

... in bici invece si è più veloci e anche se si parte dopo si è in grado di recuperare.

Dopo la polenta meglio proteggersi col giubbino!

Lasciato il rifugio si scende ancora passando per il ponte sul Torrente della Val Cantone.

A dx si erge il Pizzo Bianco

Scendendo; ancora qualche scatto della affascinante Val Viola, dove raggiunta di nuovo la colma...

... si scollina verso valle...

... non prima di dare di nuovo uno sguardo contemplativo verso la Val Dosdè...

... e raggiunto Arnoga e la veloce discesa su asfalto ci siamo ritrovati di nuovo sulla ciclopedonale a fianco del Fiume Adda che conduce alla Piana di Bormio e a seguire in Valdisotto nostro punto di partenza.

  •  
TRACCIA GPX

CONCLUSIONE

Con questo dettagliato report si conclude il lungo giro che ci ha visto pedalare passando per tre valli. Di scatti ne ho fatti tanti e non possono che rendere in parte le bellezze a cui ci siamo trovati di fronte. Un giro senza dubbio consigliabile, come sempre quando si tratta di montagna non per tutti anche se parte del primo report ed il secondo possono essere fatti da tutti.

  

  

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2020
pagina creata: 29-08-2020
ultimo aggiornamento: 31-08-2020
Percorsi ciclabili - torna su
Ogni uso o sfruttamento dei miei progetti a scopo commerciale, senza un preventivo accordo scritto, é vietato. La riproduzione di questo sito in toto o in parte é vietata senza il consenso scritto dell'autore.

     

Info cookie »