Lombardia in bici

Lago d'Iseo
salita da Sarnico
al Corno Buco
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La cima del Corno Buco è un punto panoramico sul versante sud del bacino del Sebino e sulla pianura padana.

Panoramica dal Corno Buco sul lago d' Iseo e le torbiere

 

Lago d'Iseo - Croce al Corno Buco - Lago d'Iseo a Riva di Solto

Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
50km
873m
Asfal/Sterr
Strad/Carr
7,2%- 36%
✩✩✩✩✩
✩✩✩
✩✩✩✩

  

 

 

 


La Mappa di Google Earth

Il percorso si snoda sulla sponda Bergamasca del lago d'Iseo, con partenza da Sarnico.






L'altimetria del percorso rivela una salita solo nella prima parte. Se la salita è abbastanza impegnativa attenzione perché la discesa lo è ancora di più!





Come arrivarci

Sarnico è raggiungibile uscendo dai caselli autostradali della A4 di Castelli Calepio o Palazzolo. Un comodo parcheggio lo si trova a Sarnico lungo la statale in corrispondenza della rotonda che scende in Via Foppe.

Il percorso

Partendo da Sarnico ci sono da affrontare 10,5 km di salita abbastanza impegnativa con 773 m di dislivello. I primi 6,8 km sono su asfalto, poi i restanti 3,7 km alternano tratti cementati a sterrati con pendenza media al 10% e punte oltre il 20%. La discesa è la parte più ostica con tratti di fondo molto smosso e ripido da non farsi appena piovuto. Gli ultimi tratti asfaltati hanno pendenze che superano il 35%. Raccomando freni efficientissimi e gomme con un buon grip!

Il resto sul lago è normale asfalto senza alcun problema, tranne un paio di lunghe gallerie in cui occorre avere l'illuminazione a bordo o giubbino rifrangente come da C.d.s.

 Bici consigliata

MTB con ottime sospensioni, meglio full, un adeguato cambio e soprattutto buoni freni in ordine e per la discesa gomme non consumate. Non dimenticate anche un buon paio di scarpe con un buon grip nel caso dobbiate scendere dalla sella in discesa.


 

Dal parcheggio si prende la direzione per Viadanica prendendo la via Cerro che vi farà accorciare il percorso ed evitare il traffico della statale. La stretta via passa in costa alla collina fra ville e giardini.

Superato un ponte sul torrente Guerna, in fondo troverete un semaforo dove svolterete a dx.

 

La strada affianca il torrente Guerna solo per un 600 m dopo di che si svolterà a dx direzione Viadanica


Viadanica con le sue case in parte con pietre a vista.


La parrocchiale di San Giovanni Battista e Sant' Alessandro


Costantemente in salita si prosegue in un ambiente ben curato e tenuto in ordine anche con l'aiuto ....


... delle pecore! Spesso pecore, caprette e asini sono utilizzati per mantenere i terreni con l'erba rasata al punto giusto dal loro ininterrotto appetito, risparmiando così la fatica di tagliare l'erba!



Queste sono valli che in tempi passati erano vocate all'agricoltura, all'allevamento di alcuni capi e al taglio del bosco, cose che con il tempo sono state abbandonate. Il tutto richiedeva mano d'opera e là in fondo è l'esempio di un ampio cascinale


Un cascinale montano strutturato per avere a disposizione ampi portici coperti esposti a sud dove si potessero esporre al sole i raccolti destinati ad essere essiccati, e visto che in montagna poteva anche piovere spesso ecco che i portici venivano in aiuto.


Dopo 7 Km in località Lerano, a 600 m s.l.m. la strada asfaltata termina, lasciando il posto a tratti cementati o sterrati


In centro la strada da cui si è arrivati nella foto a sx è la strada da prendere, mentre a dx è quella che porta alla chiesa e alla sede degli Alpini. Preparatevi a proseguire con un rapporto bello corto! Il mio software dice pendenze con tratti al 38% ma non ci credo, di certo senz'altro un po' superiori al 20%


Questa è la salita dopo il primo ripido tratto, sullo sfondo il monte Bronzone.


Per mostrare meglio com'è la pendenza basta lasciare la bici nello stesso punto e salire a piedi una decina di metri facendo uno scatto, ecco forse si rende meglio l'idea.

Comunque al di là dei puri numeri sappiate che sono ripide


Il tratto scoperto fa vedere meglio la cima del Bronzone a sx, cima da cui si dovrebbero vedere dei bei panorami sull'area del Sebino.


Si apre uno spiraglio per una veduta sula valle sottostante da dove si sale con i paesi che si sono passati come Lerano, Colognola e Viadanica


La maggior parte di questo tratto finale è immerso nei boschi per cui se non altro si è all'ombra.


In alto svetta una bandiera dell'Italia. Non sembra, ma di case sparse quassù se ne trovano diverse a dispetto delle ripide salite da affrontare, certo che con un 4x4 le cose cambiano un po'!

 


Lasciati i tratti cementati si prosegue su sterrato. Viste le numerose possibili deviazioni che si possono incontrare lungo il percorso é meglio seguire la traccia con un GPS e vi sarà senza dubbio meno difficoltoso. Troverete anche un paio di sbarre dove passarci sotto.

La vista della croce in ferro mi ha fatto capire di essere quasi arrivato alla meta.

 


Si sale a fianco del tetto della cascina e subito il lago d'Iseo appare sulla sx. La macchia bianca sull'acqua sono ancora i residui della passerella galleggiante di Christo in attesa di essere smantellati e riciclati. Passerella che ha caratterizzato l'evento mondiale nell'unire la sponda di Montisola alla terraferma anche se è stato un evento di effimera durata.


Finalmente ecco la Cima del Corno Buco posto a 966 m s.l.m. e da cui si dovrebbe avere una buona visuale sul lago d'Iseo. Sulla dx c'era un rapace che volteggiava.



Prima di salire in cima sulla sx si trova la croce in ferro con l'altare

 


La croce è posta in bella vista sul lago sottostante

Sotto di essa si farebbe un bel salto nel vuoto. Sotto si vede Predore e di fronte sull'altra sponda Clusane, famosa per la tinca ripiena. A sx invece è la zona umida delle torbiere d'Iseo, a dx invece è la cima del Monte Alto 650 m s.l.m.

Un dettaglio ingrandito di Clusane


Sempre dallo stesso punto una panoramica che da sx parte da Iseo per terminare a dx a Paratico. Se ci fosse stato più limpido si sarebbe potuto vedere anche una buona parte della pianura padana


Un particolare delle Torbiere d'Iseo



Sempre dallo stesso punto una vista verso est con un'altra porzione di lago d'Iseo visibile in corrispondenza della sella.


Lasciata la croce e salito al Corno Buco, ecco una vista verso ovest. A dx è la valle da cui sono salito

Ingrandendo fra la sella delle montagne in mezzo spunta il corso del fiume Oglio all'uscita del Lago d'Iseo

 


Il palo indica la cima del Corno Buco


Da quassù i panorami sono quasi identici solo un po' più allargati essendo più in alto. Sotto in centro alla foto è dove è posizionata la croce.

 


La passerella di Christo, ciò che ne rimane

 


Senza dubbio occorrerebbe venire quassù con una bella limpida giornata per trarne una ottima visuale.

 

Direi soddisfatto delle panoramiche offerte da questa cima del Corno Buco

 


Non rimaneva che fare downhill e riguadagnare la via per la discesa


Discesa dove in cima erano in sosta delle mucche

In un certo senso beate loro che se ne stanno in zone panoramiche


La scelta


Ad un punto della discesa arriverete a questo bivio dove sulla vs. sx troverete la pozza e alla vs dx una carrabile in discesa, nella foto dietro alla bici. (Nota: questa è la vista verso la strada da cui si scende)

Qui occorre fare una scelta ben precisa:

La strada che avete fatto in salita la conoscete bene perché l'avete già fatta, per quanto riguarda la discesa è giusto che vi metta in guardia che non è proprio tutto rose e fiori!

Le pendenze in discesa in alcuni tratti sono ancora più accentuate di quelle affrontate fino ad ora in salita. Il fondo è molto sconnesso, soprattutto da evitare se appena piovuto.

L'ultimo tratto sebbene cementato/asfaltato è molto ripido oltre il 35% per cui se avete una buona bici perfettamente in ordine come freni, ammortizzatori, gomme ecc. e voi siete abituati a simili tracciati, ok, per gli altri il mio consiglio è quello di scendere da dove siete saliti.


Per chi sceglie di scendere secondo il mio tracciato questo è l'inizio apparentemente comodo. A seguito delle difficoltà di rimanere in equilibrio non ho fatto foto!


Qui un tornantino sufficientemente piano mi ha permesso uno scatto


Finalmente si esce dal bosco .... verso la civiltà, visto che sopra non c'è nulla!


Si lascia alle spalle il bosco. A dire il vero non avrei idea di chi voglia passare da queste parti o ne abbia necessità di farlo in quanto non mi risulta che vi siano delle baite su questo versante, l'unica che c'è è quella in prossimità della croce.

 


Scendendo verso Predore non aspettatevi che le pendenze si attenuino, anzi aumentano! Tanto che un incrocio con un'auto che saliva sulla stretta strada mi ha obbligato ad una frenata per lasciarla passare, dove mi sono trovato con la ruota posteriore sollevata da terra!


Questa è la zona dove si trova il santuario che domina dall'alto Predore


Qui chi ha realizzato queste strade non si è certo curato delle pendenze, le ha fatte e basta.


La foto come al solito non rende la pendenza, comunque sia qui troverete anche una fontanella oltre alla vista panoramica sul lago.

La striscia azzurra per delimitare un percorso pedonale per me non è una novità, già ripresa in un vecchio report

 

Scesi a Predore se vi voltate indietro scorgerete in alto, in questo caso sopra il tetto del municipio, la chiesa della Madonna della Neve

 

Già che c'ero uno sguardo diretto al lago d'Iseo che si trova ad un centinaio di metri dalla strada statale.

Dalla piazzetta vicino al lago ancora una vista sulla chiesa della Madonna delle Nevi

Essendo relativamente presto ed una giornata soleggiata ho deciso di costeggiare la sponda del lago in direzione Lovere, qui in una sosta spuntino.

Accanto una fila di Tassodi con le radici immerse nelle acque del lago

Ci sarebbe anche una nuova ciclabile a fianco del lago in prossimità della prima galleria in una delle zone più belle e suggestive del lago, purtroppo è chiusa già dal 2011

Uscito dalla galleria la visione su Montisola.

Se non avete il giubbino o delle luci sulla bici vi suggerisco di non fare la galleria, anche se ho trovato incoscienti con bici da corsa senza luci ne giubbino rifrangente!

La strada è abbastanza larga ed il traffico non è così stressante, salvo i TIR che dalla cava di Tavernola Bergamasca percorrono questa strada.

 

Una sosta caffè a Tavernola Bergamasca ci voleva, da qui sale la strada verso vigolo in due altri bei percorsi:

Strada Verde 1 - 2

Strada Verde 3

 

Altro scorcio sul lago in prossimità di una seconda galleria

Si esce con una vista verso Riva di Solto e il lago verso Lovere


Riva di Solto, il lungo lago

Anche questo un antico borgo di cui ne conserva tracce con costruzioni in pietra

Le cime del Corna Trentapassi

Una vista verso Montisola al centro del lago, ricordando che si tratta dell'isola lacustre più grande d'Europa.

Un veloce ritorno verso Sarnico non prima di concedermi un gelato sulla passeggiata lungo il fiume Oglio

Qui inizia il corso del fiume che uscendo dal lago termina poi la sua corsa nel fiume Po.
Vi rammento che esiste una
ciclabile che percorre tutto il corso del fiume Oglio

Una colonia di cigni attendono come sempre l'elargizione di bocconi di pane, di certo non previsti dal piano nutrizionale della natura!

Era ora di andare a recuperare il mezzo di trasporto percorrendo tutto il lungo lago di Sarnico, come se ancora non mi fossero bastate le belle visuali di questa bella giornata!

 

Traccia GPX


Conclusioni

Un giro in parte impegnativo che però sa offrire una via di fuga evitando la difficile discesa per poi rilassarsi sul lungo lago della sponda Bergamasca. Sta a voi decidere se siete in grado di affrontarlo.

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2016
pagina creata: 21-08-2016
ultimo aggiornamento: 22-08-2016
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