Trentino in bici

Dal Lago di Ledro
al Rifugio Bocca di Trat
Nino Pernici
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Un giro ad anello che a seconda della propria preparazione fisica o alle proprie scelte, può essere fatto piú o meno in modo completo. Si prosegue quindi con la seconda parte che partendo dal Lago di Ledro vi porterà a Riva del Garda valicando la Bocca di Trat e con sosta al Rifugio Nino Pernici.

Bocca di Trat e il Rifugio Nino Pernici 1600m

 
Lago di Ledro - Verso Bocca di Trat - Rifugio Nino Pernici

Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
15,81 km
(+ 18,8 km)
917 m D+
1507 D-
Asfal/Sterr
Strad/Carr
8% / 20%
✩✩✩✩✩
✩✩
✩✩✩✩



 


La Mappa di Google Earth

Questo è il tracciato completo, ma in questo report verrà interessato solo il tratto da Molina di Ledro al Rifugio Bocca di Trat e discesa a Riva del Garda il precedente report lo trovate qui


L'Altimetria

Questo è il tracciato completo, ma in questo report verrà interessato solo il tratto da Molina di Ledro al Rifugio Bocca di Trat Nino Pernici, messo in evidenza dai cursori. Il tratto in discesa è quello verso Riva del Garda. Come leggerete piú avanti potrebbe essere una scelta opzionale.






Come arrivarci

Riva del Garda è raggiungibile da molte strade ad esempio: dall'autostrada A22 del Brennero uscita al casello Rovereto sud, oppure dalla Gardesana occidentale e dalla orientale; queste sono le principali vie d'accesso, ma ve ne sono altre.

Il percorso sino al Lago di Ledro

Il percorso si svolge al 90 % su percorso ciclabile il restante su strada a viabilità ordinaria. Il fondo passa dall'asfalto allo sterrato, al cementato.

Non è un percorso adatto ai bambini piccoli; persone con poco allenamento potrebbero comunque limitarsi al Ponale sin dove termina lo sterrato.

Il percorso sino al Rifugio Nino Pernici

In questo report si prosegue lungo la sponda del Lago di Ledro per poi deviare in Val Concei. Arrivati a Lenzumo si devia in salita verso la Bocca di Trat ed il rifugio Nino Pernici. Dal rifugio per la discesa ci sono due opzioni: 1) ritornare da dove si è saliti, oppure:

2) scendere a Riva del Garda attraverso la discesa sterrata per Malga Grassi, poi passando per Campi, Pranzo e arrivando in fine a Riva del Garda.

In questo caso il totale del giro ammonta a 48,5 Km

 Bici consigliata

Consiglio una Front o meglio ancora una Full ambedue con rapporti molto corti per affrontare gli strappi che si trovano a metà percorso. Ovvio che al ritorno poi serviranno ottimi freni!

Per chi dal rifugio volesse scendere sulla sterrata consigliatissima una All-Mountain ben gommata, buoni freni e capacità tecnica


Trentino

Dopo una breve pausa per il reintegro di un po' di calorie, abbiamo ripreso alla volta della meta successiva fissata alla Bocca di Trat Rifugio Nino Pernici.

Quindi da Molina di Ledro si pedalerà lungo la sponda del lago verso Mezzolago e Pieve di Ledro


 

Si parte, ci attendeva la sponda del bel Lago di Ledro




Siamo partiti lasciando l'area Museale archeologica delle Palafitte, con reperti di 4000 anni fa risalenti all'Età del Bronzo.

Chissà se gli archeologi futuri per la nostra epoca non la battezzeranno "L'Età dello Smartphone e dei Social Network" !


Si faranno qualche centinaio di metri sulla SS 240 per poi deviare a sx in questo punto per prendere la ciclopedonale


La ciclopedonale passa vicino alla riva del lago e piú avanti di fianco a dei campeggi diventando pedonale.

Di fatto per la presenza dei campeggiatori che raggiungono la spiaggia a piedi, occorre moderare la velocità ed eventualmente scendere e accompagnare la bici per quei brevi tratti.

In alternativa sull'altra sponda esiste un'altra ciclabile che per contro allunga un po' la percorrenza ed incrementa il dislivello totale da affrontare con decisi strappi, anche se poi compensa con alcuni punti panoramici.


 


Il Lago di Ledro offre queste aree verdi attrezzate in prossimità delle sue sponde.

C'è chi va e chi viene; osservando la signora in rosso forse aveva la sella un pochino alta, a giudicare dalla gamba troppo tesa.

Questo è un errore abbastanza frequente e quando si fa molta strada queste posture non corrette possono arrecare non pochi disagi fisici, come del resto avere la sella troppo bassa specie dovendo pedalare in salita!


 
Qui finisce la zona dei campeggi...

 

... e superata la zona dei campeggi diminuiscono le persone sulla ciclopedonale e cambiano anche gli scenari

 

Qui non c'è l'estensione del Lago di Garda ma nel suo piccolo questo lago è una piccola perla





Il bello è che vi sono ampie zone per il relax per cui le persone vi si possono distribuire senza concentrarsi, almeno questa è stata la mia impressione visto che eravamo in Giugno e non so se a Luglio-Agosto le cose potranno cambiare.

Una cosa è certa; Pulizia e ordine sono di casa quassú


In questo punto termina la ciclopedonale ed occorre tornare sulla strada Statale


Qui siamo a Mezzolago, sopra di me si intravede una villa con tanto di torre


Superato Mezzolago si attraversa Pieve di Ledro proseguendo diritti verso Bezzecca


 

Fra Pieve di Ledro e Bezzecca troverete l'indicazione per la Valle di Concei.

Se da Molina di Ledro a qui era tutto un falsopiano qui si inizia a salire



Ampie curve e tornanti fanno guadagnare quota

 


All'ultimo tornante si incontra il percorso ciclopedonale che sale da Pieve di Ledro, per poterlo percorrere occorre entrare in centro a Pieve di Ledro e deviare a sx prendendo Via Sant'Antonio che prosegue in Via Loca



la prima frazione che si attraversa è Locca


  

e a seguire questi sono Engusio e Concei


Giunti in periferia di Lenzumo si dovrà svoltare a dx seguendo le indicazioni del cartello marrone: rifugio Bocca di Trat Nino Pernici.

Da qui sono 8 km di salita continua e 793 m D+ da superare con pendenza media al 9,7%



Si lascia quindi la Valle di Concei


 

A questo bivio si svolterà a dx, il cartello non è stato posto in posizione ben visibile essendo posto piú avanti e sulla dx.


Sulla strada che sale alla Bocca di Trat non incontrerete molte case

 

 

La strada sale quasi sempre nel bosco per cui non vi sono molti panorami da vedere, in compenso avrete piú ombra

 



Sosta per un po' di allungamento dopo 25km e 1000m D+ superati, del resto erano quasi 3h che eravamo in sella


 

Si riprende, tornante dopo tornante ce ne sono 16 se non ho sbagliato il conto

 


Nonostante fossero i primi giorni di Giugno l'estate pazza si faceva già sentire, fra le rocce stavamo toccando i 30°C e oltre il caldo avevamo sbagliato un po' i tempi ed iniziavamo ad avere un languorino, dovevamo decidere se mangiare qualcosa o aspettare ad arrivare al rifugio.

 

Avevamo deciso di attendere l'arrivo al rifugio ed intanto avevamo trovato una ciclista


Naturalmente era di nazionalità Tedesca! D'altronde da queste parti, da tempo immemore, ci sono piú turisti Tedeschi che Italiani!


 

Chiacchierando stavamo ingombrando la stretta strada, ne stavano arrivando altri e manco a farlo apposta ancora dei Tedeschi!

 

   

Erano in vantaggio loro, tre a due

 

Intanto eravamo arrivati al termine dell'asfalto



Nel frattempo i Tedeschi erano andati avanti ma chiedendo troppa assistenza alle loro ebike alla fine stavano per finire le batterie...


... confermato anche dalla moglie

 

 

Sono quindi ripartiti con noi ad una andatura piú moderata

 

 

Io mi ero portato avanti ed ero in vista della Malga Trat


L'imbocco verso la Malga Trat


Sopra il muretto la scritta scolpita della MALGA TRAT qui si è a 1500m s.l.m.

 

Passati in discesa davanti alla malga, poi uno strappo con una ripida cementata portava di nuovo verso il bosco per l'ultimo tratto verso Bocca Trat


  

La carrabile sterrata dopo la Malga di Trat si fa piú stretta con tratti piú ripidi e fondo piú sconnesso


 

 

Si alternano anche tratti meno pendenti e con fondo piú regolare


 

Arrivo a Bocca di Trat 1581 m s.l.m. La montagna dietro è La Mazza di Pichea 1879 m s.l.m. mentre nello spiazzo erboso ai suoi piedi si trova la piazzuola per l'elisoccorso


 

Basta guardare a dx sullo spiazzo per vedere in fondo al sentiero il rifugio

 

Guardando indietro verso lo spiazzo di Bocca di Trat, piú sotto a dx si intravede il sentiero che poi prenderemo per scendere verso Riva del Garda

 


Il rassicurante rifugio era oramai a portata di pedale

 

E' stata lunga ma siamo arrivati alla nostra meta del giorno


  

E per fare piú in fretta ho salito i gradini in bici!




Lei ha preferito farli a piedi, del resto nella mia foto la prospettiva inganna e i gradini sono un po' ripidi


 

Raggiunta la meta ora potevamo dedicarci a riempire la "cambusa"


In attesa dei succulenti piatti. In effetti a distanza di tempo non ricordiamo il nome dei primi piatti che abbiamo mangiato anche se poi ne abbiamo fatto il bis! Direi che il nome non aveva molta importanza, l'importante era che fossero molto buoni!


Purtroppo il meteo era cambiato e non c'era molta visibilità verso valle dove fra le creste dei monti in primo e secondo piano si trova il Lago di Tenno.


 

Per quanto la giornata fosse calda, stando all'ombra dopo aver smaltito il calore della salita, lei ha preferito mettersi il giubbino


 

Intanto che aspettavamo stavano arrivando altri ciclisti ed in effetti a confronto erano in maggior numero i ciclisti che i classici zaino in spalla

 

Poi c'era chi dopo pranzo non rinunciava ad un relax sulle sdraio, mentre gli ultimi arrivati accaldati dalla salita e con il tavolo esposto al sole non hanno potuto far altro che togliersi le magliette bagnate dal sudore e metterle ad asciugare sulla ringhiera



L'interno del rifugio, che tra l'altro è aperto tutti i giorni


La scelta per il ritorno

Dopo esserci rimpinzati a dovere con il finale di dolce e caffé, ci attendeva il rientro alla base.

Avevo interpellato il gestore del rifugio per sapere le condizioni del percorso sterrato che scendeva alla Malga Grassi. Stante alle sue affermazioni c'erano solo un paio di chilometri impegnativi, per cui abbiamo optato per quella scelta. L'altra opzione sarebbe stata il rientro per la stessa strada fatta all'andata.

Ultimi scatti prima di partire


 

Per scendere occorreva ritornare in direzione della Bocca di Trat ma anziché prendere il sentiero in alto a sx fatto all'andata, abbiamo preso quello in basso a dx


 

Sulla dx troverete un palo con questi cartelli, con Capanna Grassi a 2,6 km e Campi che è il primo paese a 6,6 km.

Sotto l'inequivocabile cartello avvisa che vi trovate con una discesa al 20%, poca cosa ho pensato, visto che ne avevamo affrontate anche di piú ripide, ma sarebbe stato proprio così facile?

 

L'imbocco verso la discesa prometteva bene, tutto regolare...


... ma le cose in effetti non erano proprio rosee, infatti oltre la pendenza il problema era nel fondo non compatto e tutto smosso, dove era meglio non strizzare i freni se non si voleva perdere l'aderenza e volare

 

Quindi servono delle buone gomme con buon grip ed esperienza per questo tipo di tracciato.

Siccome lei il giorno prima su un'altra discesa sterrata simile gli era partito l'anteriore con una caduta anche se con lievi conseguenze, rischiare una seconda volta e per di piú senza avere le protezioni non le andava a genio, per cui i tratti piú brutti se li è fatti a piedi, tra l'altro con delle scarpe da ginnastica non proprio adatte per andare in montagna, del resto non avevo previsto un simile rientro.


di fatto di tutta la sezione disponibile del sentiero i passaggi col fondo ben compatto erano ben limitati ed occorreva cercarseli


Le foto poi non rendono mai la realtà e tra l'altro non potevo nemmeno fermarmi nei punti piú scassati, primo per la difficoltà di stare in equilibrio, secondo perché se fosse sceso un altro sarebbe stato un bello scontro visto che lui non si sarebbe potuto fermare, ne tanto meno deviare per evitarmi dove i punti difficili erano; stretti, scavati e sdrucciolevoli.


2,6 km sembrano pochi se fatti in bici in discesa, ma se fatti a piedi come lei...

Finalmente arrivati alla Malga Grassi sulla dx

La discesa disagevole sarebbe potuta terminare qui ma in effetti le cose sono andate in modo differente aggiungendo ancora un po' di difficoltà.

In pratica giunti al termine di questa discesa in fondo fra gli alberi si trova un bivio dove sulla dx è segnata la discesa con il relativo cartello di percorso per MTB che poi abbiamo fatto.

Ma a posteriori guardando la mappa del luogo, se avessimo proseguito diritti saremmo arrivati a Campi su una strada asfaltata piú agevole. Quindi ora che noi abbiamo fatto da cavia sapete cosa scegliere a secondo del vostro gradimento.



Guardando indietro al margine del bosco era il punto in cui ho scattato la foto precedente.

Vi dico subito che se sceglierete il percorso MTB x Campi è molto meno pendente del tratto appena fatto, la carrabile è piú ampia di sezione ma ha il fondo che in alcuni punti è un po' sconnesso ma fattibile al 100% senza dover scendere dalla bici.

Poi questo come sappiamo può essere relativo, anche in base alla bici che si ha.


Lo sterrato è terminato una volta raggiunto Campi, in centro il Monte Tombio




Si prosegue in discesa in direzione di Pranzo che si vede sotto in primo piano, mentre dietro esso c'è Tenno. Rimettendo le ruote sull'asfalto lei si trovava piú a suo agio nelle veloci discese.

Pranzo, un minuscolo borgo per cui merita soffermarsi per una breve visita. Sullo sfondo sempre Tenno e il suo castello

 

La bella discesa verso Riva del Garda offre anche alcuni punti panoramici; su di essa e sul Lago di Garda. sullo sfondo il Monte Baldo che il giorno prima ci ha visto sulla sua cima



Rientrati alla base; doccia, cena e poi una visita notturna a Riva del Garda ripercorrendo la ciclopedonale fatta al mattino, questa volta a piedi! Sullo sfondo a sx le montagne da dove eravamo scesi poco prima.


La darsena di Riva del Garda

 


A Riva del Garda era in corso una manifestazione con il tema dello sport con presenti tutte le associazioni del territorio e gruppi sportivi che ne promuovevano le loro attività


Il centro della movida serale nella piazza della torre. A dx ragazzi che si cimentavano nelle posture da attuare sulla tavola da windsurf


Si conclude qui la lunga giornata che ci ha visto passare da qui al mattino per affrontare il lungo giro e la lunga salita sino a Bocca di Trat. Era l'ora di andare a nanna, il giorno dopo ci sarebbe stato un altro report da fare!

 


 

 

Traccia GPX

 


Conclusioni

Come scritto all'inizio, si è trattato nel complesso di un giro articolato dove ognuno può scegliere sin dove spingersi in base alle sue capacità avendo anche a disposizione varie opzioni per variare il percorso da quello da noi fatto.

Le numerose foto del report immagino parlino da sole e vi possono meglio consigliare cosa fare.

 

 



buone pedalate a tutti, Outside

 

Un foto racconto di Cadore designer © 2017
pagina creata: 15-08-2017
ultimo aggiornamento: 16-08-2017
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