Lombardia in bici

Valtellina
Alta Val Gerola
Da Morbegno
al Rifugio Trona Soliva
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Un ritorno in Alta Val Gerola, questa volta deviando a Gerola Alta verso la Val Vedrano e in seguito nella Valle Della Pietra raggiungendo in fine il Rifugio Trona Soliva.

Valle Della Pietra - Rifugio Trona Soliva m. 1907

 
Valle Della Pietra - Rifugio Trona Soliva - Lago di Trona

Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
26,4 km
1774 m
Asfal/Sterr
Strad/Carr
6,8%- 20%
✩✩✩✩✩
✩✩✩

✩✩✩✩✩



 


La Mappa di Google Earth

La mappa illustra il tracciato integrale fatto da noi a partire da Morbegno e già ampiamente illustrato in un report di qualche anno fa. Di fatto con questo report è interessato solo l'ultimo tratto da Gerola Alta al Rifugio Trona Soliva, tracciato di colore ciano. La traccia di colore rosso è riferita al report che sale al Rifugio Salmurano





L'altimetria del percorso: In questo report viene illustrato il tratto da quota 1000 m. sino a 1918 m, con traccia di colore ciano.

Vi sono due tracce a confronto quella di colore fucsia è riferita al report precedente con la salita al Rifugio Salmurano





Come arrivarci

Arrivando dalla superstrada da Lecco, Morbegno è facilmente raggiungibile, salvo l'intensità del traffico a Morbegno e dintorni. Traffico che quando apriranno il nuovo tratto in galleria dovrebbe scemare.

Il percorso

Da Morbegno si prende la direzione per la Val Gerola. La strada è ampia e con un buon fondo. Si sale per 15,5 km su asfalto sino a Gerola Alta dove al bivio si svolta a dx salendo in modo più deciso verso le frazioni di Castello e Laveggiolo dove termina l'asfalto ed inizia la carrabile sterrata. Da li mancano 6,38 km e 452 m D+ da superare.

Fondo stradale

Si divide fra la prima parte su asfalto, poi su sterrato a tratti abbastanza smosso

  Bici consigliata

O una MTB front di buona qualità o una biammortizzata (consigliata) tutte dotate di generosi freni e buoni pneumatici con discreto grip e buona sezione.


Alta Val Gerola - Val Vedrano - Valle Della Pietra

 

Come scritto sopra anche se partiti da Morbegno, il reportage inizia da Gerola Alta essendo già stato trattato in passato il tratto fino a qui.


A Gerola Alta ci sono ancora le tracce del Giro Rosa con tanto di bici pitturate di rosa e messe un po' ovunque, anche sui balconi!

 

Nel caso aveste bisogno d'acqua in questo punto, a fianco sulla sx c'è una piazzetta con una fontanella.

 


La strada fa una "esse" e ci si trova a ridosso del centro storico che è sulla destra


Gerola Alta è abbastanza "allungata" sulla strada principale che l'attraversa e che passa accanto al centro storico.

L'obiettivo di questa volta era quello di raggiungere il Rifugio Trona Soliva e dare un'occhiata dall'alto al Lago di Trona.

 

Sulla sx la passeggiata lungo la sponda del Torrente Bitto che dà l'omonimia al famoso formaggio che viene lavorato negli alpeggi di questa valle. Per saperne di più vi rimando a questo report.

Se siete già stanchi, delle panchine vi aspettano!

Fin qui la salita è stata abbastanza regolare ma fra un centinaio di metri occorrerà utilizzare le marce ridotte



A questo bivio si abbandona la strada del fondovalle e ci si dirige verso le frazioni di Castello e Laveggiolo.

Da questo bivio al termine della strada asfaltata a Laveggiolo sono 4,5 km con 422 m D+


Il piccolo centro storico è raccolto attorno alla chiesa parrocchiale di San Bartolomeo.


Si incomincia a salire in modo più deciso

 

Dimenticavo, ho anche un compagno di salita, la strada sale a tornanti e qui è rivolta verso la Valtellina



Se non fosse stato per le nubi da qui si sarebbe visto distintamente il Monte Disgrazia


Scrivevo dei tornanti, ne incontrerete 9


Si passa davanti alla centrale idroelettrica di Vedrano, nome preso dalla omonima valle che si trova sopra Laveggiolo

Località Castello, si prosegue verso Laveggiolo

Laveggiolo, dopo questo parcheggio le auto possono transitare solo se autorizzate.


I vari cartelli indicano i tempi di percorrenza e il Rifugio Trona Soliva è dato ad 1h e 30' naturalmente a piedi e per le scorciatoie dei sentieri con tracciato differente da quello carrabile che faremo noi.

 

Laveggiolo è una piccola frazione a 1500 m, ad occhio saranno una trentina di abitazioni

 


Un paletto scolpito menziona che qui si trovano le antiche mulattiere

 

Poco fuori Laveggiolo termina l'asfalto e ci si inoltra nella Val Vedrano

 

Un segnavia pitturato sulla roccia conferma la strada per il rifugio, raggiungibile sia dalla strada che dal sentiero che si vede al bivio poco più avanti . Naturalmente in bici si prosegue diritti.

 

Le pietre non mancano e cercavo di evitarle visto che la mia era una bici rigida anche se una Fat bike, dotata si di coperture a bassa pressione che però vanno messe ad una pressione adatta a seconda del percorso e del peso del ciclista.

 

La valle è bella e selvaggia


Una cosa che non manca lungo questo tracciato sono i numerosi attraversamenti di piccoli ruscelli o pozze d'acqua che si creano

Nelle pieghe della montagna il solco di un ruscello a formare piccole cascate, anche sullo sfondo se ne vede un'altra


Il compagno di salita era in fuga e andava ripreso

 

Solo che con le pietre di mezzo c'era poco da rincorrere! Anzi c'era da fare lo slalom. Lui era un po' in vantaggio sulla mia biammortizzata che gli avevo dato da provare.

 

Altro mini guado e via, non c'è il fondo scivoloso, ma sempre meglio stare all'occhio.

 

Bivio; dx o sx ? Quando sai che devi salire e ti trovi un bivio dove da una parte sali e dall'altra scendi saresti portato a prendere la strada in salita, o no?


 

Poi ti accorgi che fra l'erba su un sasso c'è dipinta una freccia. Forse un chiaro paletto con un cartello non sarebbe stato male ...


... e ti eviterebbe di fare la caccia al tesoro!

 


La direzione da prendere è quella in discesa verso il ponticello, a meno che non vi piaccia fare il guado previsto per i mezzi a quattro ruote!

Qui si passa sul torrente Vedrano cambiando versante della valle.

Il cambio del versante non va di certo in discesa, subito dopo presenta il "conto" con una bella salita di 3 km e 230 m D+ ma che con i su e giù portano a 358 i metri da superare e su fondo per niente comodo


Al primo cambio di pendenza ne approfittiamo per bere. Io mi ero dimenticato di cambiare la borraccia e questa non entrava nel portaborraccia ed ero costretto a tenerla nella tasca esterna dello zaino.

A parte questo particolare, visto il fondo del percorso ben in pochi tratti avrei potuto bere mentre pedalavo!



Del resto bere su simili fondi anche con una borraccia a portata di mano sarebbe stato alquanto difficilie abbandonare le mani dal manubrio, bere e nel contempo schivare sassi e pietre!.

E' soprattutto per questo fondo del tracciato che ho consigliato una bici ben ammortizzata

 

Si può dire che l'antropizzazione di questa valle sia quasi assente, sulla strada ho intravisto solo un paio di baite.

 

Se vi servirà dell'acqua qui c'è un'altra fontanella poi niente sino al rifugio.

Se non vado errato qui eravamo vicini alla Valle della Pietra e se il fondo che si trova è questo, un motivo ci sarà pure stato!

 

Da un sentiero laterale era sbucato un escursionista, gli avevo chiesto se il rifugio fosse aperto. Risposta affermativa, per cui avevamo anche la scelta di un piatto caldo.

Eravamo attorno ai 15°C ma in movimento non si sentiva il freddo.


Il "menu" del percorso ci stava proponendo una zuppa


Essendo reduce dalla salita al Rifugio Salmurano stavo facendo mentalmente il confronto fra le due salite. Questa più lunga e meno ripida ma più dissestata rispetto all'altra.






Con la percorrenza della Valle Della Pietra si cambia versante della montagna e naturalmente delle relative visuali


Questo tratto è un continuo belvedere



Abbiamo incontrato una giovane escursionista che aveva rinunciato una salita per il cielo troppo coperto. Alle nostre spalle a fondovalle era tutto sommato bello, ma davanti a noi sembrava di no.

In effetti dietro la curva... il cielo non era azzurro. Sulla sx si incominciava a vedere la diga del Lago di Trona


Una panoramica, da sx la conca del Lago Pescegallo e a dx il Lago di Trona

A sx la conca del Lago Pescegallo con la diga del lago. Sotto in centro l'impianto della seggiovia che sale verso il rifugio Salmurano in alto a dx


In centro alla foto la diga del Lago di Trona



Manca poco, si spinge a fondo sul falso piano

Qualche centinaio di metri ancora

 


Ultima curva!






Dopo 26 km di salita l'arrivo al Rifugio Trona Soliva



In bici si passa dietro il rifugio, e da qui si può già vedere il lago di Trona


 

Ero stato accolto da un cane di piccola taglia assai guardingo e "abbaiante"


Quota m. 1907 la porta del rifugio era davanti a noi



Dal rifugio questa è la visuale sul lago di Trona e il Pizzo Trona. Purtroppo il meteo questa volta non ci ha favorito

Alle spalle del Rifugio l'Alta Valle della Pietra con il Pizzo Mellasc.

Le due bici; magra full e grassa rigida

Dopo un veloce pasto caldo al Rifugio Trona Soliva si riparte

 

Ultimo sguardo al lago con il rammarico della,mancanza del sole. La temperatura era scesa a 13°C e il mio compagno di pedalata si era dimenticato la mantellina per la discesa. Prontamente ha adottato il vecchio sistema, non avendo un foglio di giornale si è inserito sotto la maglia la tovaglia di carta del rifugio che ha funzionato alla grande.


Si risale il falsopiano della Valle della Pietra


Penso che in caso di piogge prolungate poi il flusso d'acqua dei torrenti potrà anche essere più intenso per cui forse è meglio aspettare qualche giorno se si avesse voglia di salire quassù.


Scendendo appaiono altre vedute che mentre si sale, impegnati a schivare le pietre, si ha ben poco tempo per osservare cosa c'è attorno.

In fondo è la Valtellina


Basta ingrandire un po' e sotto si vede Morbegno mentre a sx in primo piano dovrebbe essere Sacco, una frazione di Cosio Valtellino


Il rudere di una malga



La Val Gerola e in fondo la Valtellina


Al ritorno al ponte sul torrente Vedrano a quanto pare abbiamo suscitato un po' di interesse generale sul nutrito gruppo di escursionisti locali, tutti pronti a fare domande.

In alto in mezzo alla valle si vede una delle tante cascate che caratterizzano questa valle.


Traccia GPX


Conclusioni

Un'altra meta che offre l'Alta Val Gerola e le sue valli attigue, Val Vedrano e Valle della Pietra. Ambienti molto belli e intatti per la bassa antropizzazione e panorami che in assenza di nubi dovrebbero garantire splendide visioni sulle Orobie e l'arco alpino oltre al lago di Trona. Certo la carrabile non è rosa e fiori e volendo risparmiarsi un po' di energie è possibile limitarsi alla sola salita sterrata parcheggiando a Laveggiolo o più sotto a Gerola Alta.

 

 



buone pedalate a tutti, Outside

 

Un foto racconto di Cadore designer © 2018
pagina creata: 14-09-2018
ultimo aggiornamento: 15 -09-2018
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