Lombardia in bici

Monte Marenzo
Boccio-Forcella Alta
Passo Valcava
(LC)
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Un giro panoramico che è complementare al precedente fatto sul montre Cornizzolo, permettendo di osservare in modo completo questa porzione di territorio fra la Brianza e il Lecchese e la vicina Bergamasca.

 


Sterrata che sale da Boccio a Forcella Alta, sullo sfondo i laghi della Brianza



Monte Marenzo - Forcella Alta - Passo Valcava

Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
42,5km a/r
1310
Asfa/Sterr
Cicl/Strad
5% - 18%
✩✩✩✩✩
✩✩✩✩✩



 

 

 

 

 

 



Fra Lecco e la Valcava si trova la località Forcella Alta o Pertus, accessibile da due strade asfaltate e da una che salendo da Boccio a Forcella Alta si trasforma in una carrabile sterrata.

Le viste una volta raggiunte le due mete di Forcella Alta e il successivo Passo Valcava sono ovviamente molto belle potendo spaziare a 360º


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IL PERCORSO

E' prettamente fatto di salite anche impegnative. Da Cisano Bergamasco si sale subito al Monte Marenzo, si scollina in ripida discesa fino ad incontrare la statale Lecco-Bergamo, breve svolta a dx e subito a sx direzione Carenno, poi si svolta verso Boccio, lì termina l'asfalto e si sale a Forcella Alta percorrendo una carrabile sterrata. In cima si ritrova l'asfalto, si scende di nuovo ad intercettare la strada che sale da Costa Imagna verso il Passo Valcava, si arriva al passo e si scollina di nuovo in ripida discesa verso il punto di partenza passando da San Marco e Torre De' Busi.

Rifornimenti idrici

Una fontanella la si trova a Carenno

Quale bici usare

Essenzialmente una MTB visto il tratto fuoristradistico, possibilmente con ottimi freni per affrontare la lunga discesa dal Passo Valcava e ancora prima dal Monte Marenzo.



 Salita al Monte Marenzo, Forcella Alta e Passo Valcava

Il Ritorno

Dopo 6 anni eccomi di nuovo a ripercorrere queste strade completando il giro che allora non avevo completato, fermandomi poco sopra la frazione di Boccio.

Quindi avendo già fatto in parte questo percorso, parto ancora dallo stesso punto a Cisano Bergamasco, luogo ottimale di partenza ed arrivo per chiudere l'anello senza problemi.

A Cisano Bergamasco si prende la strada che sale verso San Gregorio. Il riferimento è la chiesa da cui si passerà davanti e poco dopo si svolterà a sx verso San Gregorio.

Nella foto si distinguono le antenne dei ripetitori della Valcava ed in particolare quello solitario a sx è quello in corrispondenza del Passo Valcava.


Il percorso come ho scritto all'inizio è per la maggior parte in salita, per cui già da Cisano Bergamasco si inizia subito a salire lasciando sotto di sé l'abitato.
La montagna dietro è il Monte Canto

Salendo verso San Gregorio, i miei obiettivi ora sono tutti visibili. Forcella Alta è la sella posta fra i primi due rilievi a sx, mentre dietro il terzo rilievo si trova il Passo Valcava.

Ormai gli asinelli sono un classico di questi luoghi e se ne trovano ovunque, forse in previsione di quando finirà il petrolio o per tenere il prato falciato?




Una bella salita fra il 10% e il 14% porta a San Gregorio. Il mio GPS per l'occasione conferma la pendenza che ho trovato scritta su un cartello stradale.

Si prosegue passando per un bel bosco

Dopo questa edicola si ritorna allo scoperto

Terminato il bosco si scollina verso Monte Marenzo


La strada ora scende in modo abbastanza ripido portandosi verso l'incrocio con la statale Lecco-Bergamo. Sullo sfondo si vedono i caratteristici Corni di Canzo e a sx del campanile il Monte Rai, mentre vicino al ramo del pino il Monte Cornizzolo.

Dalla frazione di Butto Inferiore si ha l'occasione di imbattersi in questa visuale sui laghi di Olginate e di Garlate. Sullo sfondo da sx: Cornizzolo, Monte Rai, Corni di Canzo e davanti ad essi poco a dx il Monte Barro. A sx del lago di Olginate si trova il comune omonimo, mentre a dx è Calolziocorte. Vi rammento che questi due laghi sono stati oggetto di un report



Tra l'altro proprio nel precedente report eravamo saliti al Cornizzolo che è la cima a sx. Il puntino bianco che si intravede al termine del suo fianco è il Rifugio Marisa Consigliere. In centro alla foto è invece il Monte Rai e poco a dx dalla cima si vede spuntare l'antenna dei trasmettitori che si trova vicino al Sasso Malascarpa.

A dx come già descritto prima, sono i tre Corni di Canzo, profilo molto famigliare per chi abita in pianura e guarda verso nord.

Sulla sella in primo piano è l'abitato di Galbiate, mentre alla sua dx sono le pendici verso il Monte Barro.


Giunti sulla strada statale Lecco-Bergamo come ho già descritto si svolta a dx e subito a sx in direzione Carenno. La strada riparte in salita e porta di nuovo ad essere in zona panoramica sulla valle dell'Adda e i suoi laghi con ancora una bella vista sui Laghi di Olginate e Garlate e le solite cime sullo sfondo già descritte in precedenza.

Fate attenzione quando arriverete in questa rotatoria addobbata di una nutrita serie di cartelli, perchè quelli che vi serviranno non li troverete, salvo trasformarvi in Sherlock Holmes! Di fatto i cartelli che occorrono sono quelli per la direzione Carenno.

In effetti il cartello c'è (l'ho indicato con la freccia bianca) ma è posto in una posizione poco felice se non invisibile visto che è coperto dalla vegetazione.

Per me sarebbe stato sensato posizionarlo sotto il cartello di dare la precedenza, peraltro sono ridondanti, mentre a poco senso in quella posizione.

Si lascia la rotonda e si inizia a salire di nuovo in direzione Carenno. Nella foto, a circa un terzo da sx, si intravede un punto chiaro sulla montagna, si tratta del paese fantasma di Consonno

Di panorama in panorama si arriva in vista del campanile di Carenno

Un altro nuovo panorama si intravede fra gli alberi, questa volta è il lago di Como ovvero il ramo di Lecco. In centro alla foto, su una rocca, quello che è considerato il castello dell'Innominato, facendo riferimento al celebre romanzo "I Promessi Sposi" del Manzoni.

Sempre in centro alla foto ma osservando i monti sullo sfondo, si vedono due cime: a sx il Galbiga e a dx il monte di Tremezzo a cui ho dedicato un report che trovate qui , anche questo è un report molto panoramico che merita di essere visto.

Ingrandendo un po' la foto ecco il castello dell'Innominato

Carenno è sempre più vicina

Carenno si trova nella Valle di San Martino ed è posto a 636m s.l.m. Mancano ancora altrettanti metri di dislivello o poco più per arrivare a Forcella Alta che si vede sulla sella a dx nella foto.


Ingrandendo l'immagine, sulla sx si scorgono le ultime case della frazione di Boccio mentre in alto a dx è il punto di arrivo a Forcella Alta, riconoscibile per un edificio di 4 piani. In mezzo si inerpica la carrabile sterrata che con una serie di tornanti prima nel bosco e poi allo scoperto sale fino alla meta.

Non serve andare a Carenno, basta arrivare nella sua periferia in corrispondenza di questi ampi parcheggi per trovare il cartello che indica la frazione di Boccio.

La strada sin qui è in falso piano poi inizia ad inerpicarsi

Dopo un tornante appare la frazione di Boccio con le ultime case poste ancora più in alto.


Anche a Boccio un paio di asinelli fanno mostra di se

A 14km dalla partenza, da Boccio è già possibile avere questa visuale verso Ovest, con il monte Rosa sullo sfondo

Salendo nei pressi dell'ultima abitazione di Boccio, questa è la visuale. In primo piano Carenno poi il lago di Olginate e il comune omonimo. Alle loro spalle il Colle Brianza che ha la sua cima più alta nel Monte Crocione. A dx il lago di Garlate, dietro a esso i Laghi di Annone e Pusiano.

Carenno in primo piano e Olginate sulla sponda opposta dell'omonimo lago. Se avete bisogno d'acqua prima di salire, di fronte alla chiesa più grande si trova un parchetto con una fontanella.

La giornata è bella e ne è valsa la pena salire quassù

Qui terminano le abitazioni ed anche l'asfalto, da qui in avanti si sale sulla carrabile sterrata.

Salendo ancora più in alto si apre lo sguardo anche verso sud ovest. Di fronte tutto il profilo del Colle Brianza. Dietro ad esso e a sx si trova la Brianza.

Uno sguardo a sud verso il Colle di Sogno che si trova sulla sella in centro alla foto.

Ingrandendo la foto si scorgono le case della frazione di Colle di Sogno. Dietro ad esso spunta la cima del Monte Canto, poi si intravede la pianura avvolta nella foschia, visibili anche un paio di ciminiere e sopra la foschia il profilo degli Appennini

I punti più ripidi sono cementati e intercalati da solchi che servono a non fare scorrere velocemente l'acqua a valle in caso di pioggia, disperdendola ai lati nel terreno.

Come la carrabile attenua la pendenza, il cemento lascia lo spazio allo sterrato. Sulla dx la cima del monte Tesoro

In primo piano il Colle di Sogno, a dx Il Colle Brianza e dietro ad esso un piccolo colle, si tratta del colle dove si trova Montevecchia. Se ci fosse stata una giornata ancora più limpida si sarebbe potuta vedere la statua della madonnina del Duomo di Milano, ovvio con una vista d'aquila o un leggero cannocchiale.

Coincidenze, mi trovo nella Valle di San Martino il giorno dopo dell'estate di San Martino che cade l'11 Novembre. Direi che la tradizione è stata rispettata, visto che anche il giorno precedente era come questo.

La meta si fa più vicina, mancano ancora un quattro tornanti


Più in alto spunta un piccolo campanile che non avevo mai visto pur stando in cima a Forcella Alta

Più si sale e più il panorama si ampia. Oltre alla catena del Monte Rosa si scorgono altri monti

 

Fra alcuni alberi si scorgono alcuni gruppi di case poste sotto Forcella Alta

Ed ecco la chiesetta mai vista sino ad ora

6 colonne sorreggono il porticato

Ecco dove è posizionata la chiesetta. Direi niente male come posizione.

La pianura Lombarda è là sotto, tutta circondata da Alpi e Appennini che a malapena si scorgono fra le foschie e le nubi.

 

Chi in tempi passati ha deciso di costruirsi questo ricovero in questa posizione, doveva essere molto fortunato dal punto della vista panoramica di cui poteva godere. Forse la vita quassù sarà stata senz'altro molto dura, ma alla fine in cambio perlomeno aveva di che consolarsi con questo panorama di indubbia bellezza.

 

Dopo una fatica inenarrabile che non sto a raccontarvi, finalmente la meta è raggiunta!
Anche qui avrei da dire la mia: costruire in luoghi simili, visibili da quasi tutta la pianura, delle case così a più piani, trovo la cosa un po' fuori contesto per l'ambiente dove sono inserite.

  

Ormai sono diverse volte che ho raggiunto questo posto in bici e tutte le volte mi fermo in questo punto ad ammirare il panorama.

 

 

Verso Nord est questa è la visuale, con a sx il monte Resegone di cui si vede la parte sud, mentre a nord è la catena delle Orobie

 

Un ultimo meritato sguardo a questo gioiello della natura in cui sono visibili sei laghi ovvero: Olginate, Garlate, i due di Annone, poi Pusiano e Alserio, senza contare poi sullo sfondo l'onnipresente catena del Monte Rosa che con i suoi 4634m è visibile un po' ovunque in Lombardia

 

 

Mi lascio alle spalle Forcella Alta o in dialetto Pertus per scendere verso Costa Imagna e prendere la strada che conduce al Passo Valcava di cui si scorgono i ripetitori

 

Salendo verso il passo Valcava sulla sx si ha tutta la visuale sulla valle Imagna e dietro ad essa tutte le cime delle Orobie e delle prealpi Bergamasche.

Si potrebbe dire che questo giro lo potremmo definire il "Giro delle 100 Cime", giusto per dire che le vette che si possono ammirare lungo il percorso sono davvero tante e c'è da perderne il conto.

Costa Imagna con l'ultimo sole del pomeriggio, rammento che qui d'inverno il sole scompare presto.
Dietro ad esso la cima del Monte Resegone.

Questa invece è una vista verso sud est e le prealpi Bergamasche. Le antenne dei ripetitori invece mi fanno da riferimento per la successiva meta.

 

Alla fine arriva la volta anche del Passo Valcava a quota 1340m. Stendo la bandiera di bellitaliainbici con lo sfondo dell'antenna dei ripetitori. Fino a qui il grosso è fatto, sono 24,5km quasi tutti di salita.

Da qui tutta discesa, tranne un paio di brevi strappi di qualche decine di metri di dislivello, l'ultimo lo si trova proprio poco prima di entrare a Cisano Bergamasco.

 

Archiviata anche la seconda meta del Passo Valcava, si scende a valle. Chi volesse fare una sosta in qualche bar, può deviare a sx e andare alla frazione di Valcava

 

 

Al primo tornante che si incontra in discesa si trova questo nucleo di case con alle loro spalle la cima del monte Tesoro, altro punto panoramico raggiungibile solo a piedi partendo da Forcella Alta o dal Passo Valcava. Da qui in poi la strada in alcuni tratti presenta pendenze al 18%, occhio ai freni!

 

Vi ricordate che durante la salita c'era una foto in cui descrivevo Colle di Sogno? Bene ora in discesa e più alti in quota lo si potrà vedere dalla parte opposta, e per l'ultima volta sarà possibile ammirare il panorama sui laghi. Quindi questa è l'ultima occasione contemplativa che vi si presenterà.

 

 

Scendendo, incastonata nella montagna, una vecchia frazione sopra San Marco

 

 
Questo è il contesto in cui si trova

Si lascia la frazione avvolta dal bosco e fra castagneti ed altre piante si scende verso San Marco


Siamo a metà Novembre e gli alberi hanno ancora parecchie foglie, sarà forse perchè quest'anno la primavera è arrivata tardi e l'orologio biologico ha le sue cadenze naturali?

 

La Frazione di San Marco, cosa c'è di importante da vedere in questa foto? Direi quasi un primato Italiano. Lo vedete il traliccio in centro alla foto? Ebbene è quello che rimane della più vecchia funivia Italiana, si dice fosse la prima realizzata in Lombardia, ma probabilmente anche in Italia.

Il fatto è che nel 1925 non esisteva la strada che collegava Torre De' Busi alla Frazione Valcava e quindi si pensò di realizzare questo impianto a fune per garantire il collegamento con le frazioni poste a monte di Torre De' Busi.

Ora non ricordo bene, ma è probabile che abbia fatto in tempo a vedere ancora le funi al loro posto prima che venisse smantellato l'impianto a metà anni 70'.

Il mio foto racconto termina qui, basta comunque seguire il percorso sulla mappa per fare ritorno al punto di partenza.


 

CONCLUSIONE


Un giro impegnativo che di solito lo si fa a termine stagione quando si ha un po' di allenamento alle spalle. Chiaro occorre poter scegliere una bella giornata con il cielo terso per poter spaziare con lo sguardo attorno a 360º e vi assicuro che ne vale proprio la pena anche se la fatica c'è e la si deve mettere in conto.

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2013
pagina creata:17-11-2013
ultimo aggiornamento: 11-06-2015
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