Lombardia
in bici

Valle San Giacomo
Da Campodolcino a
San Sisto

(SO)
Home


 

 

PRIMA PARTE

Un ritorno in Valle San Giacomo sul versante occidentale della valle. Una bellissima salita verso un angolo di paradiso con incantevoli visuali sulla valle e su San Sisto


San Sisto (SO)

 
Splughetta - Starleggia - San Sisto

Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
9,13km
679m
Asf-Sterr
Strad-Carr
7% - 15%
✩✩✩✩✩
✩✩✩
✩✩✩✩✩
 

 

 

 

 

 

 

Questa è l'alta Valle San Giacomo, oltre le creste delle montagne è territorio Svizzero. Il percorso parte da Campodolcino e sale alla località San Sisto



Collegamenti ad altri siti

Il Sito di "bellitaliainbici" può contenere collegamenti a Siti Web di terze parti mantenuti da altri. I collegamenti a tali siti Web di terze parti vengono forniti per motivi di praticità; tali collegamenti come ad esempio: per le mappe dei percorsi o dei video caricati da "bellitaliainbici" non costituiscono un approvazione di altri contenuti presenti su tali Siti di cui "bellitaliainbici" non è responsabile sia per il contenuto o l'accuratezza dei materiali ivi presenti o le prassi di riservatezza di tali terze parti. L'accesso ai siti Web di terze parti collegati è interamente a rischio dell'utente.

 
IL PERCORSO

La Valle San Giacomo o meglio nota come Valle Spluga perché porta all'omonimo valico Italo/Svizzero è raggiungibile passando da Chiavenna. Una bella salita con alcuni tornanti sale sino a Campodolcino, punto di partenza per questa escursione.

Sono poco più di 9km di salita con molti tratti nei boschi, piacevolmente fresca anche in giornate molto calde come lo sono state quelle del 2015

Rifornimenti idrici

Fontane si trovano lungo il percorso nelle frazioni attraversate

Quale bici usare

Consigliabile MTB front o full suspended, buon cambio e sospensioni e ottimi freni

L'Alta Valle San Giacomo - San Sisto

Nei pressi del campeggio di Campodolcino troverete ampi spazi per poter parcheggiare e dove a sx inizia subito il percorso per San Sisto

 

Lascito il parcheggio la strada parte subito in salita con a fianco una graziosa cappelletta e più a dx il campeggio.


Il giorno prima aveva fatto temporali in tutta la Lombardia e la decisione di partire l'abbiamo presa all'ultimo momento, visto che il meteo dava una finestra di bel tempo. Il risultato è stato che eravamo in sella attorno alle 11,30 passate e durante la salita abbiamo incontrato chi aveva già profuso sudore e se ne stava tornando a valle ben coperto dai giubbini antivento. Il termometro segnava 24°C


La salita inizia subito nel bosco con alti pini a contorno del tracciato e in alcuni casi pareti di rocce. Il percorso è bello perché è sinuoso e con diversi tornanti che spezzano la monotonia delle lunghe salite che a volte si incontrano, con interminabili rettilinei che non finiscono mai


Uno squarcio nel bosco ed appare la conca verde in cui si trova Campodolcino


Come scrivevo il percorso offre diversi tornanti ed in alcuni tratti ampi muri in pietra fanno da contenimento alle pareti della montagna


La salita tutto sommato inizia abbastanza regolare senza pendenze estreme a due cifre ma pur sempre attorno al 7-9%, però accompagnati da simili paesaggi con boschi, si sale piacevolmente nel silenzio.


Altra apertura nel bosco e la mia "gregaria aiuto regista " si ferma e mi mostra una cascatella sul versante est della valle di San Giacomo.


Si tratta di una cascata che si trova lungo la strada che sale a Madesimo riservata ai veicoli con lunghezza contenuta a causa degli stretti tornanti e gallerie che si vedono a dx della foto.

Per i veicoli come, Camper, Camion, Bus, c'è un'altra strada alternativa che passa sul fondo valle.

Poco più in alto, in fondo alla valle, si vedono le gallerie della strada che porta al passo dello Spluga, mentre sopra ad esse si trova l'altopiano degli Andossi


Un bel tornante dove la mia gregaria sfodera tutta la sua grinta


La salita prosegue e le visuali cambiano in continuazione. Sempre sul versante est della Valle di San Giacomo si trova la frazione Motta Alta, dove sulla cima posta a 2000m è posizionata la statua alta 13m di Nostra Signora D'Europa e facente parte del Santuario omonimo. La statua rappresenta la Vergine delle Vette ed è ricoperta da una lamina d'oro che la rende ben visibile anche da lontano.


Una cosa che non manca nella Valle di San Giacomo sono i corsi d'acqua e qui ne stavamo attraversando uno, sempre attorniati da alti pini


Dopo 3,5km di salita e 266m di dislivello superati si arriva alla frazione di Campodolcino: Splughetta a 1369 s.l.m.

 

L'incantevole paesaggio a cui eravamo di fronte, in una giornata che si stava rivelando bellissima.


Splughetta, non avendo nulla davanti a se, gode di uno stupendo panorama sulla valle di San Giacomo e sulle montagne verso est, come il Pizzo Stella nel centro della foto, qui incappucciato dalle nubi, mentre a sx dietro il pino è la Valle di Fraciscio dove scorre il Torrente Rabbiosa.


Splughetta, un piccolo nucleo di abitazioni la maggior parte in pietra, con i caratteristici tetti anch'essi in pietra.




Alcune di queste abitazioni sono state ammodernate con nuovi tetti ed intonacatura esterna...



...con qualche testimonianza del passato; una targa che ne ricorda la data di costruzione del 1867 ed una slitta di legno per quando la stagione cambiava vestito ed indossava quello bianco


Ripresa la strada per San Sisto, ecco i panorami verso nord est




Uno scorcio dall'alto su Splughetta e di fronte si intravede ancora la statua della Nostra Signora D'Europa a Motta Alta

L'asfalto tutto sommato per essere in questo ambiente montano è abbastanza ben messo. Chiaro, protezioni a valle qui non ne troverete, se non in alcuni punti irrinunciabili.


Il solito ruscello fa mostra di sé scendendo fra le rocce che si è scavato nel corso di chissà quanti anni.

Ad ogni tornante panorami sempre più belli




Dopo Splughetta s'incontra un'altra frazione: Cà De Luc, una quindicina di case poste sul pendio della montagna.

 

Questa frazione è posta a 1438m s.l.m. ed è a 4,88km dalla partenza


Sulla parte est della valle si vede quello che è il comprensorio sciistico di Madesimo con la cima del Pizzo Groppera, dalla cui cima partono le piste verso la Val Di Lei, oppure la mitica discesa del Canalone di Madesimo, una ripida discesa fra le rocce di cui conservo ancora il ricordo e che senza dubbio non rifarò mai più. In centro alla foto la frazione di Motta di Sotto


Verso monte una prateria in infiorescenza di color lilla sale a perdita d'occhio

Campodolcino è là sotto, illuminata dal sole, mentre alle sue spalle il medio rilievo in costa della montagna sarà una nostra prossima meta della giornata.


Inutile dire che ci si fermava spesso ad osservare i vari panorami che ci si presentavano davanti durante la salita, tanto non avevamo l'assillo di arrivare al ristorante!


Questa foto per me è emblematica in quanto inquadra a dx gli Andossi che sono stati oggetto negli ultimi giorni d'inverno di questo 2015 di un report fatto sulla neve e a seguire un altro report verso il Passo dello Spluga.

Ed è stato proprio durante la discesa dal Passo dello Spluga che all'altezza degli Andossi ci siamo fermati ad osservare il paesaggio innevato di questo lato della valle ed ho pensato prima o poi di farci una escursione, cosa che stavamo facendo.


In una giornata abbastanza nitida sembrava di toccare con mano ciò che era distante alcuni chilometri mentre lei imperterrita affrontava la salita in modo regolare.

Come vedete i bassi paracarri concepiti un tempo, servirebbero a ben poco per delle bici, ma anche a delle auto o moto, del resto lo stesso nome "paracarro" era fatto per un lento carro trainato da animali.

A proposito di paracarri mi sono venuti in mente quelli trovati sulla strada militare della Val Lagarina che porta ai forti dove ci si trova letteralmente a strapiombo sulla valle sottostante.

Una giornata senza dubbio azzeccata, d'altra parte il meteo di questo 2015 non è che ha aiutato molto alternando giornate torride a brevi intervalli di repentino cambio climatico, con poche ideali giornate per andare in bici.


Con la montagna in fiore siamo arrivati a Starleggia



Con 460m di dislivello da Campodolcino e 6,2km percorsi, si arriva qui a 1.550m s.l.m.




Anche qui poche abitazioni in pietra addossate alla montagna

Questa è la penultima frazione che si incontra, poi ci sarà San Sisto


Il campanile con tanto di quattro campane ed un bel tetto conico ricoperto dalle tradizionali pietre dette: "Piode" , le stesse pietre che opportunamente levigate e di sottile spessore vengono utilizzate per le cotture degli alimenti.

 

Starleggia è anche l'ultimo avamposto dove si trova la strada asfaltata, da qui in poi solo sterrato o cemento in alcuni punti critici.

Da qui in poi traffico consentito solo a chi ha dei terreni o delle abitazioni. Oltre la sbarra il "paradiso"

Durante la nostra ascesa questo torrentello lo abbiamo incontrato più volte e qui di nuovo si mostra...

...facendosi strada fra grossi massi

Da Starleggia mancavano 3km e 200m di dislivello per arrivare a San Sisto, tutto su sterrato con qualche punta al 15%

Si apre la valle e comincia lo spettacolo

Non si può non fermarsi in continuazione e guardarsi attorno, d'altra parte salire a testa bassa che gusto darebbe?


Davanti a queste tele di quadri naturali, occorre prendersi l'adeguato tempo per ammirarli.

L'alta valle ora si mostra in tutta la sua ampiezza. Oltre quelle montagne il territorio Svizzero.


Tutte "in fila per tre"


Qualche tratto in cemento sul fondo della carrabile non toglie di certo la bellezza a questa valle...

... e se c'era il cemento era perché semplicemente poco dopo il tratto era in salita ripida e per preservare la strada che si sarebbe sgretolata ed incavata dalle ruote dei fuoristrada hanno preferito cementarla, ma questa è una prassi comune sulle carrabili in alta montagna. A parte questo i paesaggi da cartolina non cessano.

Su "gregaria " che manca poco! Eravamo ormai vicini alla testa della valle

Attraversato l'ennesimo ponticello sul torrente, di fronte siamo passati in quello che era una cava

Dal ponte il torrente verso monte in mezzo ad una selva di pini

Eh sì, quella era proprio la torre di San Sisto

La Torre in pietra del 1600' era di origine militare e probabilmente già esistente in epoca romana.

A circa 1770m di quota arrivo all'Alpe di San Sisto

Un gruppo di baite forma questa località con altre sparse sulla testa della valle.

Su in cima a sx, quello spacco nella montagna è il passaggio per l'Altopiano dei Cavalli, che in realtà sarebbe stata la nostra meta finale, ma sconsigliataci dai locali per essere troppo impervia da raggiungere in bici.

In realtà sapevo di un progetto per fare un anello ciclopedonale per collegare San Sisto al Pian dei Cavalli, per poi scendere in Val Febbrero, ma pare che disaccordi fra i Comuni di Madesimo e Campodolcino ne abbiano decretato un nulla di fatto! Direi un vero peccato visti gli ambienti da sfruttare, turisticamente parlando.

Verso la testa della valle altre baite sparse

Una lastra di pietra ed ecco un semplice ponte su un ruscello. Le baite mostrano una costruzione mista. Alcune sono solo esclusivamente in pietra, mentre altre hanno la base in pietra e la parte superiore in legno, più caldo e confortevole.

In genere le parti sottostanti erano riservate al ricovero degli animali e la parte soprastante riservata ad abitazione o in parte a fienile. Questa tipologia costruttiva dava il vantaggio di sfruttare il calore degli animali che si propagava poi verso l'alto mitigando le temperature negli spazi abitativi. Questo tipo di soluzione è molto diffuso su tutto l'arco alpino

Naturalmente ci sono anche quelle tutte in pietra dotate di spesse mura che risultano calde d'inverno e fresche d'estate.

Lei appena arrivata si è preoccupata di mettere la bici all'ombra di una baita

 

La mia l'avevo trattenuta un attimo al sole per una foto in Oregon. In effetti non penso che in Oregon vi siano simili montagne, ma la bandiera Americana, quella sì.

Era in corso per tutta la Valle San Giacomo la festa degli emigrati in America, ritornati alle origini con una delegazione proveniente da Genoa nel Wisconsin. 150 anni fa i loro antenati lasciarono Campodolcino e la valle di San Giacomo in cerca di fortuna in America.

Sassi su sassi, pietre su pietre le baite sono state costruite le une vicine alle altre; in armonia con la natura



Non manca anche una piccola chiesa


A giudicare dai legni alcune baite sono state ristrutturate di recente con pareti e tetto nuovo in legno, poi rigorosamente coperto da "piode"



Isolato, non manca neppure un edificio più recente che no so quale funzione abbia


In alto, dietro queste case si trova il Pian dei Cavalli mentre a dx parte il sentiero per raggiungerlo, però troppo ripido per le nostre bici!

Anche qui la presenza dell'antenna satellitare!


Basta osservare questa foto per vedere che l'armonia delle baite rispetta il contesto del paesaggio senza deturparlo, anche la "gregaria" con la sua maglietta è in tinta con il cielo!


E qui un bel morso ad una pagnotta che strada facendo ci siamo fatti fare in un negozio a Chiavenna, ovviamente con bresaola che a 1750m dopo la scalata ha assunto un sapore ancora migliore! Del resto sapevo che qui non avrei trovato nulla se non della buona acqua ed erba a volontà!

Pietre, sassi, marmi, legno, le risorse naturali primarie della terra, questi sono gli ingredienti utilizzati da secoli dai nostri antenati per realizzare le loro dimore e non solo, materiali riutilizzati anche nel corso dei secoli successivi!

E' risaputo che molti monumenti o castelli nel corso dei secoli sono stati utilizzati come fonti di materiali per ricostruire altre abitazioni, un po' come si fa quando si utilizzano i mattoncini del gioco del LEGO, dalle possibilità infinite di riutilizzo.

Al giorno d'oggi se demolisci una casa, un palazz, un capannone, ne fai solo un cumulo di macerie inservibile e non riutilizzabile. Forse è il caso di dire: Una pietra è per sempre!

Che ci fa una bici quassù? Bhé loro risponderebbero: perché solo voi andate in bici? Del resto in questo pianoro si può andare in bici senza molti sforzi e una bici fa sempre comodo averla sotto mano.

La trave riporta due date 1901 - 2009. Esattamente 108 anni dopo hanno fatto una piccola ristrutturazione!


Ancora una volta la bandiera Italiana sventola sul confine, al di là dei monti c'è la Svizzera

Era ora di riprendere le bici


Dai "gregaria" che scendiamo a valle e ti porto in un altro bel posto!




La mia bici già scalpitava in vista delle discesa


Abbiamo lasciato il trasparente ruscelletto per riprendere la strada verso valle


Era proprio il caso di dire che in posti come questi e soprattutto in giornate simili, non si vorrebbe mai andare via

 

Sulla "corona dx orografica della valle" altre malghe ora appaiono in pieno sole

Un ultimo quadretto fotografico come ricordo

Vengo richiamato dalla "gregaria" : Allora andiamo?

 


Mollati i freni giù per la valle a malincuore, ma solo per poco... ci aspettava un altro incantevole luogo!




CONCLUSIONI

Il mio sito si chiama bellitaliainbici e direi che questo percorso ha tutte le caratteristiche per essere un bel percorso. L'Italia è uno scrigno di cose belle da scoprire ad ogni angolo, ed io sto facendo il possibile per portarvi a conoscere posti incantevoli, aggiungete pure alla vostra lista questo posto e non ve ne pentirete!



SECONDA PARTE

 

 

  

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2015
pagina creata:13-09-2015
ultimo aggiornamento: 14-09-2015
Percorsi Ciclabili- torna su
Ogni uso o sfruttamento dei miei progetti a scopo commerciale, senza un preventivo accordo scritto, é vietato. La riproduzione di questo sito in toto o in parte é vietata senza il consenso scritto dell'autore.

     

Info cookie »