Lombardia in bici
Valtellina
Da Mazzo al Passo del Mortirolo
passando da Trivigno
(SO)
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Trivigno, sullo sfondo le creste dei monti posti sopra l'Aprica



L'Adda a Sernio - Trivigno - Lago Lagazuol





Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
62,5 km
1759 m
Asfalto
Stradale
7% - 18%
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L'ALTIMETRIA

Dalla partenza a Mazzo ci sono circa 6 km di falso piano da lì in poi fino al 25° km sono pochissimi i tratti dove fiatare e a dirla tutta a mio parere è una salita dove fino ai 1200m per me è più impegnativa del Mortirolo classico da Mazzo. Dopo Trivigno è un continuo sali scendi fino al 40° km al Passo del Mortirolo, poi si scende per 22 km di meritata discesa sino a Grosio.

IL PERCORSO

Si parte da Mazzo in direzione Tirano percorrendo 6 km del sentiero Valtellina. Lo si lascia e si sale a Sernio si devia poi a Cologna dove si prosegue in salita nel bosco con una serie di 13 tornanti che portano in quota attorno ai 1500 m. Si prosegue ancora in salita e al 22° km si arriva a Trivigno a circa 1700 m di quota.

Dopo 8 km si arriva al lago Lagazuol 1848 m di quota e omonimo ristoro oramai chiuso da circa 4 anni. Da lì mancano 2,3 km per arrivare al GPM posto a 1946 m dopo di che vi aspettano 7,5 km di un bel traverso orientato sulla Valtellina e che termina poco sotto il passo del Mortirolo. Scendendo a dx noi siamo andati a rifocillarci ad un ristorante mentre invece se si prosegue diritti si arriva al passo e da li poi tutta discesa fino a Grosio e ritorno a Mazzo al punto di partenza.



 
 


Mazzo in Valtellina, dal nostro punto di partenza sullo sfondo il profilo dei monti che andremo a percorrere da dx a sx passando per il Passo del Mortirolo che si trova come riferimento più o meno in mezzo alla foto.

Ancora una volta sfruttiamo il Sentiero Valtellina, la spina dorsale ciclabile che da Colico sale a Bormio e da lì proseguendo ancora si può arrivare in Valdidentro, oppure sempre da Bormio salire a Santa Caterina Valfurva.

Questa volta prendiamo la direzione Tirano.

Non siamo i soli che di primo mattino si trovano a pedalare sulla ciclabile, del resto è così comoda e sicura che anche i ciclisti in bici da corsa la frequentano evitando il rischio di percorrere la statale.

 

Oltre la staccionata è il fiume Adda che qui a Sernio forma un invaso sbarrato da una diga.

Sernio è il paese che si vede ai piedi della montagna. Chi ha percorso la statale scendendo da Bormio, l'avrà senz'altro notato in cima alla collina.

Quando arriverete alla diga la attraverserete, se si svoltasse a dx si andrebbe a Tirano.


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Arrivati in fondo alla diga la strada sale sino a raggiungere la statale.

Quando raggiungerete questo bivio si sarebbe portati a proseguire a sx sul tratto di strada più largo e anche il GPS per un tratto non vi segnalerebbe il fuori percorso, fatto sta che dovrete proseguire diritti!

Arrivati qui non dirigetevi sulla statale state a dx aggirando questa casa.


Poi per forza di cose affiancherete la statale per un breve tratto ma sarete in zona protetta

Giunti qui il passaggio ciclopedonale sopraelevato vi condurrebbe a Sernio ma.... sta a voi la scelta, in quanto ci sono i gradini e dovrete sollevare la bici.



Noi per il peso delle nostre bici abbiamo adottato l'alternativa dell'attraversamento della statale, con tutte le cautele del caso visto il traffico.


Attraversata la statale, accanto si trova una passerella che permette di raggiungere al suo termine il bivio dove a sx sale la strada per Sernio.

Sulla strada che sale verso Sernio un cartello di un B&B offre anche la possibilità di noleggiare le E-Bike. Oramai questa consuetudine prende sempre più piede presso le unità ricettive del nostro belpaese, segno che il pubblico apprezza questo modo di esplorare il territorio evitando tal volta alle famiglie di dover trasportare le loro bici che in tanti casi non saprebbero nemmeno come trasportarle.

Qui occorre deviare a dx, il centro di Sernio lo si raggiungerebbe proseguendo a sx.

Raggiunto il semaforo si svolta a sx verso Cologna e la cosa curiosa come si svolta è il cartello posto sul palo della luce dove è scritto:

Non seguite le indicazioni di Google Maps NO per auto, autocarri e Camper!

Arrivati nei pressi della chiesa un cartello stradale indica questa strada per la direzione Trivigno e Aprica

Attraversando Cologna si passa a fianco a molte vecchie case costruite in pietra.

Nell'ultima foto sulla parete una scritta che indica la presenza nella casa di un falegname.

Uscendo da Cologna si apre uno scorcio su Tirano

Da Cologna la strada prosegue nel bosco e si incontra una sbarra con cartello di divieto d'accesso, sarà forse per questo motivo che hanno posto al semaforo il cartello di non seguire le indicazioni di Google Maps?

Per un ciclista i vantaggi di salire immerso nei boschi sono: l'ossigenazione, assenza di smog e una salita all'ombra che in estate e col caldo è sempre ben accetta.

Qui la tempesta Vaia non ha infierito ma se hanno tagliato il bosco avranno avuto le loro motivazioni.

La strada sale di continuo con una serie di tornanti, qui eravamo vicini al 6° tornante a 1079m di quota sempre immersi nei boschi

Finiti i tornanti si arriva a quota 1460 m con 17,8 km lasciati alle spalle

Siamo arrivati ad un bivio, per noi si prosegue diritti verso Trivigno

A 1500 m di quota si apre una vista sulla Val Poschiavo, sulla Svizzera e il gruppo del Bernina

Si prosegue su un'ampia strada affiancata da alcune ville

La larga strada termina ad un incrocio dove a dx si scende all'Aprica, si prosegue in salita direzione Passo del Mortirolo come da cartello stradale turistico di colore marrone.

Quindi ancora salita verso Trivigno

Come al solito c'è chi sale e chi ha già dato!

La presenza di case che si vedono fra gli alberi è segno che a Trivigno non manca molto

 

Anche questa volta posso dire che Trivigno era uno fra i luoghi che mi ero segnato sul taccuino da molti anni, basta aver pazienza e prima o poi...

Qui è la chiesa dedicata a San Gaetano

 

Dopo 22km e a quota 1700 m siamo a Trivigno, un piccolo nucleo di case ragruppato in questa zona e poi poche altre sparse lungo la strada.

Vista all'opposto in direzione Sud sulle creste dei monti alle spalle dell'Aprica.

Ingrandendo l'immagine in direzione Nord-Ovest la cima più alta in centro all'immagine è il Piz Zupo che cela alle sue spalle il Pizzo Bernina. Le cime che si vedono sono quasi tutte in territorio Elvetico all'interno o a fianco della Val Poschiavo.

Lasciato Trivigno proseguiamo ancora in salita direzione Passo del Mortirolo.

Ancora una volta incrociamo gruppi di ciclisti che provengono dal Mortirolo. Per loro in genere le strade sono due una volta arrivati all'incrocio in basso da cui siamo passati: o proseguono diritti e scendono all'Aprica o svoltano a dx e scendono da dove noi siamo saliti.

A fianco della strada si stendono i pascoli che d'inverno sono dedicati alle ciaspole o allo sci da fondo. Le creste che si vedono sullo sfondo sono lo spartiacque fra la valle dell'Aprica e la Val di Scalve

Se si osserva la traccia sulla mappa, al 25° km la strada aggira la montagna attorno a 1860 m di quota ed inizia un tratto in costa alla montagna procedendo in discesa per circa 2 km. Se ci si sporgesse guardando nel fondo valle si scorgerebbe l'abitato di Corteno Golgi

In fondo alla valle più o meno nel centro della foto si trova Edolo.

Ingrandendo l'immagine in quel punto ecco cosa si vede: si scorge il bacino dell'Enel alimentato dalle due Centrali idroelettriche di Edolo.

Di fatto questo rappresenta un sistema sinergico di recupero dell'energia prodotta dalle centrali.

La Centrale di Edolo è una fra le più importanti e moderne d'Italia e d'Europa con una potenza di 1000 MW.

L'impianto ha la caratteristica di produrre energia durante il giorno nelle fasi di maggior richiesta, mentre durante la notte l'eccesso di energia prodotta viene recuperata pompando e trasferendo l'acqua dal bacino inferiore a quello in quota superiore.


La strada prosegue in una serie di curve in falsopiano in mezzo ai boschi. La meta di quel giorno prevedeva il raggiungimento del lago Lagazuol e omonimo ristoro, solo che stavamo apprendendo da una gentile signora locale che il ristoro era chiuso da 4 anni, per cui ci è sfumato il pranzo! Per fortuna come sempre quando si affrontano giri lunghi e per giunta in mezzo ai monti ci eravamo portati qualcosa di scorta sufficienti a calmare la fame.

In quel momento ci era giunto un dubbio amletico fra il proseguire o ritornare sui nostri passi, ha vinto la decisone di proseguire verso la meta iniziale!

Dopo 30 km esatti dalla partenza da Mazzo, l'arrivo al lago Lagazuol a quota 1830m e con 1462 m D+ scalati.

L'intero scenario della meta raggiunta, peccato per il ristoro chiuso!

Una cosa è certa il luogo è accattivante ma dovrete gustarvelo solo con qualche barretta o panino portato da casa!

Lasciato il lago e l'ex ristoro, girato l'angolo loro hanno trovato il ristoro aperto: una piana con fresca erba e acqua a volontà!

Sul nostro percorso mancava ancora un GPM da raggiungere a quota 1946 m dopo sarebbe stata quasi tutta discesa, ma prima c'è da godersi questo bel traverso panoramico posto sul versante opposto della montagna, ovvero ora si passa con la vista panoramica sulla Valtellina, questa la vista verso Ovest. A sx si vede l'ingresso della Val Poschiavo che avete visto all'inizio del report.

 

Ingrandendo la foto si scorge il bacino formato dalla diga di Sernio posta sul Fiume Adda e che avete visto poco dopo la partenza. A fianco al lago la serie di frutteti con i filari di piante di mele di differenti qualità, talvolta protetti da teli anti grandine.

Qui invece una bella vista panoramica verso Est con in fondovalle gli abitati come: Lovero, Tovo di Sant'Agata, Vervio, Mazzo di Valtellina, Grosotto, Grosio, Ravoledo e poi l'apertura a sx verso la Valgrosina

La Valgrosina che ingrandendo la foto se ne riesce a scorgere la diga del bacino di Roasco a Fusino. Ricordate il recente report del Rifugio Malghera? Oppure quest'altro report con la salita ad Eita?

Questo scatto fotografico inquadra dall'alto la Valgrosina. In particolare la "V" più bassa fra le montagne non è altro che il Passo di Verva posto a 2300 m raggiunto da noi in un report del 2016


Passo di Verva

E che dire di queste altre visuali? Devo dire che mi ha piacevolmente colpito questo tratto di strada che va dal lago di Lagazuol verso il Passo del Mortirolo, veramente molto bello, non capita sempre di trovare una strada panoramica posta a quasi 2000 m!

Per noi giunti al bivio fra il passo del Mortirolo e a dx la discesa verso Monno abbiamo preso quest'ultima, sapendo di poter contare a solo 1 km di un posto sicuro dove poterci prendere qualche dolce ed un caffè per completare lo spuntino fatto a Trivigno.

Dalla terrazza panoramica una vista verso Sud est e l'Adamello

Dopo la pausa caffé, risaliti al Passo del Mortirolo, una meritata discesa di 22 km sino al punto di partenza scendendo dal Mortirolo in direzione Grosio

Già che c'eravamo un passaggio da Grosio, ecco il Comune

E per finire una vista su Grosotto prima di rientrare a Mazzo di Valtellina da dove siamo partiti per questo lungo giro panoramico

 

TRACCIA GPX


CONCLUSIONE

Un lungo giro panoramico non adatto a tutti visto la salita, che a mio parere per la sua caratteristica è risultata più impegnativa della salita classica e diretta: Mazzo-Mortirolo.

Questa ha di bello che è molto panoramica ed abbraccia visuali di notevole bellezza spaziando su ogni lato dei quadranti N-S-O-E per contro è lunga ed impegnativa.

Naturalmente tutto ciò come sempre è soggettivo!

  

  

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2021
pagina creata: 17-09-2021
ultimo aggiornamento: 19-09-2021
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