Lombardia
in bici

Da Garlate a
Campo de' Boi

(LC)
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Alle volte sulla carta certi percorsi sembrano fattibili, salvo poi recarsi sul posto e realizzare che la realtà è diversa. Nasce così un report un po' differente ma pur sempre accattivante salvo le difficoltà aumentate.


Località Campo de' Boi (LC)

 
Pescate - Località Neguggio - Località Campo de' Boi

Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
12,5km
509m
Asf-Sterr
Strad-Carr
3,8% - 25%
✩✩✩✩✩
-
-
✩✩✩✩✩
 



 

Un tracciato che si svolge alle porte di Lecco salendo su alcune località poste sotto il Resegone. Qui è riportato il tracciato integrale. Io però consiglio di limitarsi al tracciato che sale a dx verso Campo de' Boi

 
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La mappa del percorso. Sul sito Garmin Connect, dopo che ci si è registrati, è possibile convertire le miglia in km e viceversa, nelle preferenze. Inoltre è anche possibile scaricare la traccia per i GPS Garmin

 
IL PERCORSO

Per non affrontare la difficile scalata a freddo, ho preferito fissare la partenza a Garlate, sull'omonimo lago, dove si trova anche un bel parcheggio in riva al lago.
Si parte dal parcheggio in ciclabile e si arriva sino a Lecco. Lo si attraversa in direzione dell'Ospedale Manzoni. Da quel punto è possibile decidere se seguire il percorso integrale che ho fatto io, salendo prima verso la funivia dei Piani d'Erna, oppure scegliere la salita verso Pian de' Boi, cosa che tutto sommato consiglio.

Rifornimenti idrici

A Pescate al termine del lago

Quale bici usare

Consigliabile MTB front o full suspended, buon cambio con rapporti corti 22/34, buone sospensioni e ottimi freni oltre ai pneumatici con buona presa

In giro per i borghi sopra Lecco

PREMESSA

Ero partito con l'idea che si potesse percorrere un anello salendo a Deviscio per poi continuare verso Costa , proseguire verso Campo de' Boi, scendere a Neguggio e da lì a Lecco chiudendo l'anello. In realtà giunto a Deviscio avevo di fronte uno stretto sentiero con sassi e pietre, non certo agevole da scalare in bici. Quindi dietro front e già che c'ero breve deviazione a Versasio per poi scendere e prendere la salita per Pian de' Boi. Se fate tutto quello che ho fatto io i km salgono a 35 a/r ed il dislivello da superare sarà 890m

 

Qualsiasi sia la decisione che prenderete, qui è dove ho fissato la partenza. Dietro alla bici si trova l'ampio parcheggio in riva al lago e alla ciclopedonale.


Dal parcheggio basta seguire la ciclopedonale in direzione Lecco e non ci si può sbagliare.


Dopo aver fatto un pezzo di ciclopedonale lungo 1km, e che andrà ad interessare il marciapiede dx a fianco della statale che porta a Lecco, giunti in questo punto svolterete a dx nel parco, dove la ciclopedonale riprenderà il percorso in riva al lago. Per non farvi mancare nulla, qui sotto troverete il filmato della ciclopedonale fino a Pescate.

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Giunti a Pescate vi troverete a fianco il fiume Adda che uscito come emissario dal ramo del lago di Lecco poi si immette a formare il Lago di Garlate poco distante da qui. Questo è lo scivolo dell'imbarcadero pubblico, per chi volesse risalire l'Adda ed andare a navigare sul Lago di Lecco.


Dopo l'imbarcadero un tratto di qualche centinaia di metri su viabilità secondaria e poi si riprende la ciclopedonale sino al ponte ferroviario che si intravede in lontananza. Le case che si intravedono dietro i rami in centro alla foto sono quelle di Pescarenico, dove A. Manzoni descrisse la fuga in barca di Renzo e Lucia.


Superato il ponte ferroviario ci sarebbe ancora un centinaio di metri di marciapiede e poi si dovrebbe attraversare il vecchio ponte Azzone Visconti che si vede in foto. Purtroppo era in atto la sua ristrutturazione per cui ho proseguito verso il ponte nuovo per attraversare il fiume Adda.


Ingrandendo la foto precedente si possono osservare le mete di questo report.
In basso a sx si scorgono alcune abitazioni che dovrebbero essere quelle di Deviscio. Nella radura verde, poco in alto a dx altre abitazioni che dovrebbero essere quelle di Costa, mentre a dx fra i pini, è la località Campo de' Boi e se da lì tirate una retta ipotetica in alto, sopra le creste frastagliate del Resegone è possibile scorgere un'aquila che inseguiva le correnti termiche.


Questo è il ponte Kennedy, il più recente. Lecco come tutte le città che dopo gli anni 60' hanno visto uno sviluppo demografico veloce, paga pegno, perché non sempre le costruzioni edificate si possono giudicare coerenti come stile al paesaggio che le circonda e questo ne è un esempio.

Dopo aver attraversato Lecco, percorrendo il Corso Promessi Sposi, si prende la Via ai Poggi che porta alla stazione della Funivia per i Piani d'Erna.
Se invece volete tralasciare questa salita, allora svoltate a dx in Viale Monte Grappa, arrivate all'Ospedale Manzoni e svoltate a sx seguendo la strada in salita a fianco del torrente Bione fino alla Via Alla Rovinata dove sulla dx troverete il ponticello sul torrente Bione; attraversatelo e vi troverete sulla carrabile per Campo de' Boi.

La foto sopra invece è presa dalla strada che sale alla funivia. A sx è il monte Barro, mentre a dx si trovano il Monte Rai, Il Sasso Malascarpa, il Cornizzolo, poi più staccati a dx due dei tre Corni di Canzo ed in fine il Monte Moregallo


Presa la strada che sale alla funivia fra gli ultimi tornanti si incominciano a scorgere le cime del Pizzo d'Erna 1366m s.l.m.


Si arriva a questo bivio, a dx per la Funivia che sale alla stazione a monte situata nella sella sopra il cartello blu mentre. A sx si va in località Deviscio, mia meta.


Poco avanti un altro bivio a sx in località Versasio a dx per Deviscio

Presa la direzione per Deviscio, purtroppo sono arrivato davanti al cancello della proprietà privata, mentre a sx parte il sentiero per la frazione Costa.

Provato a salire sul sentiero, subito dopo una decina di metri ho desistito per il fondo poco praticabile essendo formato da grossi sassi e pietre poco agevoli da superare.

Dal passaggio a Lecco sul ponte dell'Adda arrivando sino a qui, si devono mettere in conto 6,5km e 385m di dislivello con pendenza media 6% max 10%


Preso di sorpresa ho girato la bici e mentre stavo ritornando indietro pensando su cosa fare, a sx ho visto una deviazione. Il segnale dava l'indicazione per il castello dell'Innominato (Ricordate i Promessi sposi?), soltanto che oltre 3 ore di cammino mi hanno fatto escludere di praticare questo sentiero che senz'altro era più da zaino in spalla che da bici.


Già che c'ero, arrivato al bivio ho svoltato per Versasio giusto per curiosare. Sempre in alto, il Pizzo d'Erna. In mezzo alla sella a "V" si trova la stazione a Monte della Funivia per i Piani d'Erna




La frazione di Versasio è subito raggiungibile e alla fine delle abitazioni la strada termina. Il monte in centro è il Due Mani e sulle sue pendici si trova scavata nella roccia la strada che porta al piccolo Comune di Morterone



Un gruppo di vecchie abitazioni posto a 540m s.l.m.


Come ho scritto prima, in fondo all'abitato la strada termina. Un segnale del CAI indica un sentiero per il Passo Del Lupo e un sentiero in direzione Ballabio inferiore. Lasciata un attimo la bici sono andato a vedere lo stretto sentiero ed anche lì ho preso la decisione di non percorrerlo.




Non potevo fare altro che scendere a Lecco e strada facendo pensare sul da farsi. Dalla strada,a sx, una vista panoramica sul lago di Garlate, mio punto di partenza mentre in centro e a dx Lecco e il suo lago

Arrivato in via Maria Montessori nel Comune di Germanedo, ho pensato di salire verso Pian de' Boi. Chiesti lumi ad una persona con lo zaino in spalla che era della zona, mi ha indicato il percorso da fare con scorciatoia per arrivare al ponticello sul torrente Bione. Di fatto c'era da superare una breve scalinata con gradini in legno fra delle case.


Il Resegone con alcune creste ancora innevate domina questo angolo della Valle Comera. Qui il torrente Bione.



Sul corso del torrente, a sx, dei pneumatici sono stati posti come vasi per fiori

 

Questo è il fondo che si trova su questo sentiero carrabile, molto pendente e sconnesso. In effetti quando a tavolino avevo pensato di effettuare questo giro, l'idea era di farlo in senso orario in modo da affrontare le salite meno ripide ed in ultimo fare questo ripido percorso in discesa. Farlo al contrario non era certo nei miei piani!


Già dal primo centinaio di metri ho capito a cosa sarei andato in contro, mettendo in conto di dover anche scendere e spingere. Sullo sfondo a sx il M.te Coltignone e dietro la Grignetta.


La Grigna Meridionale o Grignetta, con i canaloni innevati e sotto il Pian dei Resinelli. Si può scorgere la strada che sale e che è contornata da pini che notoriamente sono alberi sempre verdi mentre il resto degli alberi sono larici, castagni, faggi ed altre essenze che sono caduche.

Gli alberi ancora spogli permettevano una visione, seppur filtrata, verso Lecco e le montagne attorno. Tratti ripidi si alternano a quelli meno duri.


Qui inizia un pezzo più facile, attorno al 19% e dal fondo meno sconnesso. Ancora un centinaio di metri e si arriva alla frazione di Neguggio



Ultimo strappo ripido al 25% e si arriva a Neguggio


Neguggio è posto su una breve piana ed interrompe la salita verso Campo de' Boi dando un po' di respiro e pause di contemplazione dei paesaggi attorno.


Di fronte a Neguggio la piana termina su un balcone con bella vista


Dal "balcone naturale" una vista su Lecco e le montagne attorno



Una vista sul monte Coltignone 1473m s.l.m. in secondo piano la Grigna Meridionale 2177m s.l.m.



Un ritaglio di terreno destinato ai cavalli


Neguggio, come riporta la targa, è una frazione del Comune di Germanedo che si attraversa all'inizio della salita.



Neguggio verso Pian de' Boi


Un attimo di riposo su un tratto piano fa sempre piacere e permette anche di osservare meglio quanto ci sta attorno.



Da Neguggio, proseguendo, si apre un'ampia vista sul Resegone e il Magnodeno



Il Resegone, e sotto di esso, a dx, si scorge la prossima meta



Ecco la prossima meta, Campo de' Boi, è là sopra che aspetta nel bosco


Questo è il panorama guardano indietro verso Neguggio...



...e salendo ancora un centinaio di metri, l'orizzonte si fa ancora più ampio



Qua e là alcune case sono state costruite sui punti più panoramici. Del resto immagino che solo la fatica per portare quassù il materiale necessario alla costruzione, la si sia fatta per poi essere ripagati dai panorami attorno!



Siamo ai primi giorni di Aprile ma il bosco è ancora spoglio



Oramai non manca molto alla meta, ma le pendenze continuano ad essere rilevanti.



Del resto se si stanno percorrendo tratti a forte pendenza, questo significa anche che in poco spazio ci si innalza in quota, ed infatti voltandosi indietro il paesaggio che si può osservare conferma questa regola elementare



Un centinaio di metri più avanti ed il panorama si libera anche degli alberi. Ne è valsa la pena arrivare quassù anche se però di fatica se ne farà tanta e a questo punto ci sarebbe da chiedersi se forse non varrebbe la pena farsi una semplice passeggiata, visto che alcuni tratti si faranno a piedi a causa delle ripide pendenze ed il fondo non certo dei migliori.

Il fatto di essere sceso a spingere più volte non è stato dovuto al fatto di aver perso aderenza, ma più che altro per la ruota anteriore che impennava con relativa perdita di equilibrio.

Non è detto che chi sia più avvezzo a questo genere di salite non se la cavi meglio di me! La salita aspetta, basta provare!



Ultimo strappo verso Campo de' Boi a quota 685m s.l.m. in pratica in 2,86km partendo dal Comune di Germanedo si supera un dislivello di 386m

Scollinando si attraversa questo vallone per poi risalire ancora ed oltre il bosco arrivare finalmente alla meta


Ai margini del bosco una cappella votiva raffigurante un Cristo in croce



Direi niente male come posto per viverci... ma per arrivare quassù non è altrettanto semplice e mi immagino in caso di pioggia, neve o peggio ancora con del ghiaccio!



A fianco, un cavallo mi osserva incuriosito, di gente a piedi ne avrà vista tanta ma in bici mi sa ben poca!



Finalmente arrivato alla meta: Campo de' Boi, una radura in mezzo al bosco, 8 case, una chiesetta ed alle spalle il Resegone. A sx la cima del Pizzo d'Erna



In cima al Pizzo d'Erna una croce e a dx un' abitazione



Alberi enormi e vetusti spuntano qua e là, questa è la cornice della meta raggiunta


Dopo aver fatto molta attenzione alla discesa, si ritorna alla pianura e alla tranquilla e panoramica ciclopedonale del lago di Garlate.



CONCLUSIONI

Ne vale la pena spingersi lassù in bici? Di fatica se ne farà e non tutti saranno in grado di salirci. Lascio a voi le decisioni, del resto solo voi conoscete i vostri limiti.

 


 

 

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2015
pagina creata:04-04-2015
ultimo aggiornamento: 30-05-2015
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