Lombardia in bici

Ciclabile
canale Vacchelli
(CR)

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Da ovest a est nella pianura lombarda scorre il canale Vacchelli che prelevando acqua dal fiume Adda la distribuisce poi nella pianura del Cremonese.

Accanto al canale per tutta la sua lunghezza corrono sugli argini delle polverose strade sterrate più o meno ampie, non certo prive di buche e sassi , che qualche buontempone apponendovi dei semplici cartelli, vorrebbe far passare per ciclabili.


Una parentesi prima di iniziare 

Vorrei esprimere una mia opinione a riguardo dei percorsi ciclabili.
Per mia esperienza nel documentare ciclabili e percorsi ciclabili, ho potuto verificare di persona come vengono utilizzati i vari tipi di ciclabili.

In primis, la classica ciclabile ben asfaltata è quella in assoluto la più utilizzata dal pubblico comprendendo : ciclisti, pedoni, carrozzine con mamme, skate roller, bambini con biciclettine e genitori, famigliole al completo, carrozzine di disabili, bici da corsa, tutto questo usufruito in parte anche con tempo inclemente.

Seconda classificazione:, tratti misti fra asfalto, e sterrato :
un esempio classico e noto è stato il tratto della ciclabile
Peschiera - Mantova, 40 km lungo il fiume Mincio e il canale derivato. Ebbene io l'ho documentato nel momento in cui esisteva un tratto ancora su strada bianca. Si da il caso che non abbiamo incontrato una sola persona nel tratto sterrato sia all'andata che al ritorno, tutti hanno preferito immettersi nella viabilità ordinaria facendo la deviazione.

Noi che siamo arrivati a Mantova, dopo aver mangiato abbastanza polvere, ci siamo accorti che avevamo le bici di diverso colore, e all'Osteria dove ci siamo recati per forza di cose ci siamo recati in bagno per renderci un minimo presentabili a tavola!

Ora la situazione attuale è cambiata e tutto il percorso è asfaltato.

Terza classificazione: percorsi misti asfalto sterrato, ma realizzato con criterio non certo da "strada bianca" ne è un esempio questo recente tracciato della Ciclovia della Valle Seriana

In questo caso nelle parti sterrate il fondo è stato preparato alla perfezione, compattato al massimo, perfettamente piano e privo di buche ricoperto di leggero strato di sassi in granellini il tutto risultante scorrevolissimo tanto da non far rimpiangere l'asfalto e senza problemi di polvere.

Quarta classificazione: Le Green Way o percorsi nel verde, strade sterrate tali e quali come sono rimaste nel corso degli anni, senza alcun adattamenteo se non l'aggiunta di qualche cartello indicatore.

Il percorso lungo il canale Vacchelli ricade nella "Quarta classificazione" siamo però di fronte ad una arteria se vogliamo così definire di rilevante importanza strategica.

Sono di fatto ben 40Km che aggiunti ai 30km verso Cremona e i 50km verso Milano, permettono di fatto oggi di recarsi da Milano a Cremona con 120km di ciclabili.

Ho scritto oggi, non in futuro, restano solo fuori alcuni brevi tratti fatti su strade secondarie a basso traffico, ed alcuni fatti su strade con linea delimitata "separando virtualmente la viabilità ordinaria".
Ora però 70 km di cosidetti percorsi nel verde o Green way in che stato sono?

Considerazioni

Ebbene ho voluto fare questi 40Km fra Spino d'adda , in effetti località Marzano da dove nasce il Canale Vacchelli, sino a Genivolta al capolinea "Tombe morte"

Apprestarsi a fare 40Km di sterrato in pessime condizioni, con buche, sassi, polvere, acqua, rami e quant'altro, vi dirò che richiede una buona dose di masochismo verso il nostro fondo schiena e al fisico in generale, per non parlare anche del mezzo meccanico, se poi il tutto lo radoppiamo per il ritorno, 80km in quelle condizioni farebbero desisitere anche il biker più incallito.

Nonostante tutte queste premesse la prova dei 40km è stata compiuta, salvo poi non riconoscere
più il colore delle nostre bici, il fatto di dover togliere ogni volta dita di polvere dalle borracce per poter bere, assenza d'acqua lungo il percorso, salvo alla Madonna delle Assi, con strisce di fango dal sedere sin sulla schiena per la presenza d'acqua nelle buche sulla ciclabile e ricoperti di polvere dal capo ai piedi, tanto che ospitati gentilemente a Genivolta al termine del percorso, ci siamo astenuti dal sederci in casa loro.

Ora con questa premessa, se questo percorso lo vogliamo classificare ciclabile... mettendoci i cartelli
è anche possibile, di fatti è successo così, se invece lo vogliamo portare ai livelli decenti degli altri blasonati percorsi allora occorre mettere mano al portafogli e fare una serie d'opere che lo rendano usufruibile dalla maggior parte di persone, cosa che attualmente non è assolutamente così.

 

Non so se é anche opera di sadismo il fatto di confinare i ciclisti su questi manufatti di fatto percorribili a fatica, mentre dall'altro lato si fa di tutto per rendere le strade asfaltate lisce e scorrevoli per auto ben molleggiate con sedili comodissimi.

Mi rivolgo ai signori delle stanze dei bottoni, vogliamo rendere questi percorsi usufruibili realmente da tutti e non solo dai super sportivi?

Io vorrei che su questi percorsi vi potessero transitare ciclisti con qualsiasi tipo di bici, pedoni, carrozzine con mamme, skate roller, bambini con biciclettine e genitori, famigliole al completo, carrozzine di disabili, bici da corsa, tutto questo usufruito in parte anche con tempo inclemente, cosa non certo fattibile nello stato attuale, a meno che di usare una MTB e farvi lavare con il getto della canna dell'acqua prima di rientrare in casa.

Analoghi percorsi sul Naviglio Martesana, Ciclabile Peschiera-Mantova, Ciclovia della Valle Brembana sulla Ciclopista del Brennero e chi più ne ha più ne metta sono stati tutti asfaltati .

Una strada sterrata priva di cure non ha nulla di bello e la natura di certo non se ne dispiacerà se dovesse venire asfaltata, anzi forse ringrazierà il verde attiguo non più soggetto ad essere imbiancato dalla polvere , e nemmeno penso che qualche ranocchio abbia da ridire nell'attraversare il fondo asfaltato.

Per coloro i quali fossero contro perchè non ci sarebbe il rispetto della natura, proporrei che il loro percorso abituale casa-lavoro, venga privato dell'asfalto per sempre, poi ne riparliamo dopo qualche tempo!


Ciclabile canale Vacchelli


Sopra il grafico della pendenza di tutto il percorso a/r, sono 40m di dislivello su 40km

Il tracciato in azzurro è quello della ciclabile, in rosso il ritorno fatto su strada a viabilità ordinaria. Ripercorrere ancora 40Km di sterrato sarebbe stato troppo da masochisti! le bici si stavano lamentando con cigolii vari!  


I tracciati sono stati ricavati da
TrailRunner

 

 

 

Con queste premesse è un percorso che va preso con calma e con una buona bici ammortizzata giusto per salvare schiena, polsi e fondoschiena, quindi è caldamente consigliabile una MTB.

 

 

 

 

Questo è il contesto in cui è inserito il percorso, la mappa comprende lo spazio da Milano a Cremona.

La traccia azzurra rappresenta la Ciclabile del canale Vacchelli 40km
La traccia viola la
Ciclabile del Naviglio Civico - Genivolta-Cremona 25,8Km
La traccia Verde la
Ciclabile delle città Murate 38km
La traccia rossa la Ciclabile
Melzo - Maleo 63km + Pizzighettone 4km

  


Dove nasce il Canale Vacchelli, l'argine in muratura a sx è il punto dove siamo nelle foto sottostanti.

 

L'inizio della ciclabile (ciclabile, si fa per dire!) in località Spino d'adda, Bocchi dall'altra parte della sponda del fiume Adda, sotto la frazione di Marzano.

Dal Parcheggio sulla Paullese a qui son 2,95km

Il Canale Vacchelli è altresì chiamato Marzano dal luogo in cui prende le acque

La traversa in cemento che si vede sull'altra sponda , oltre al "traversino di scolmo" ha la funzione di convogliare le aque nel Canale Vacchelli.

La vista della traversa mi ha riportato indietro nel tempo, a circa 40 anni fa quando con gli amici si veniva a fare il bagno.

Allora il corso dell'Adda era ben diverso dall'attuale, che ha subito numerose modifiche a seguito delle piene che si sono succedute nel corso degli anni.

Per questo motivo i sentieri che c'erano allora per raggiungere questo posto sono stati spazzati via, e per nostra fortuna due persone del posto ci hanno gentilmente accompagnato per raggiungere il luogo.

Da dove si parte

Occorre portarsi sulla strada statale 415 meglio nota come SS Paullese, raggiungendo la località Spino d'adda nei pressi del ponte sull'adda.

Se si proviene da Milano, superato il ponte la strada discende e sulla sx troverete le prime case, davanti ad alcuni esercizi commerciali troverete qualche posto per parcheggiare.

Occorre poi prendere la via Cassinetta per raggiungere il canale, attraverserete il ponte dirigendovi a sx, verso il manufatto che governa la presa d'acqua sull'Adda e ancor più avanti dove termina la strada troverete il punto esatto dove si incanala l'acqua dell'Adda , sono 2,95km.

Uno sguardo verso l'altra sponda dove c'è Bocchi, due persone si trovano sul traversino di scolmo, posizione non tanto sicura , alle loro spalle il vuoto della cascata, davanti a loro l'acqua che tracima.

Dal "Traversino di scolmo" parte il canale di presa, in fondo si vede la struttura che regola l'afflusso delle acque al canale Vacchelli

L'edificio di presa, il Canale fu progettato dall'Ing. Pietro Vacchelli e costruito fra il 1887 e 1892 dall'allora costituente Consorzio Irrigazioni Cremonesi.

Il canale ha una portata d'acqua di 38,5m cubi al secondo e termina dopo 34km a Genivolta in località Tombe Morte, il dislivello è di circa 40m.

Il vialetto alberato che porta all'edificio di presa.

Il fronte dell'edificio di presa che guarda verso il canale

Senatore Pietro Vacchelli

Il suo busto è stato inserito al centro dell'edificio di presa, mentre ai suoi lati sono state disposte le lapidi

Una delle lapidi

Il canale è costellato di ponti, e in particolare sono differenti l'uno dall'altro, questo in particolare sembra dotato di chiuse per eventualmente chiudere il corso del canale in caso di manutenzione o altro.

Alcune indicazioni per la pista, a parte che basta seguire il corso del canale, il problema che può nascere è quale sponda scegliere se non ci sono cartelli, nel dubbio quella più bella!

Qui abbiamo attraversato la strada SP91 da Nosadello a Spino d'Adda. Dall'inizio del Canale sono 5,16km

Una delle tante cascine lungo il corso del canale

Un susseguirsi di ponti e filari di pioppi lungo gli argini, come avrete potuto osservare tutto il percorso è privo di qualsiasi parapetto lungo l'argine, per cui conviene sempre mantenersi distante dall'argine, visto le frequenti buche e sassi che potrebbero crearvi qualche problema.

A maggior ragione se portate bambini piccoli con le loro biciclette, vanno assolutamente sorvegliati e fatti andare lontano dalla sponda.

Un'altra cascina

l'ambiente lungo un canale non può variare enormemente, ma comunque ha il suo fascino con continui cambi di luce a seconda della presenza più o meno di filari di piante e di come è posizionato il sole nel cielo.

Il verde comunque non manca e già questo non è poca cosa, se poi sono 40km ... Sentendo qualche pescatore nelle acque si trovano anche Trote, Temoli, Cavedani, in fondo è una derivazione del fiume Adda.

Si cambia argine e fra le piante si scorge in lontananza una chiesa, si tratta della chiesa della Madonna delle Asse che si trova sulla strada che da Monte Cremasco va a Palazzo Pignano.

Dall'ultimo rilevamento kilometrico ( la strada SP91 da Nosadello a Spino d'Adda.) sono 4,77km

Nella zona fra Monte Cremasco e Vaiano Cremasco il canale si infossa rispetto agli argini

Il cartello indica che mancano 9,3km a Crema

Il canale passa sotto questo massiccio ponte in mattoni , la strada che passa sopra va in direzione Vaiano Cremasco.

Sono 1,77Km dal precedente rilevamento. Qui si può apprezzare come è incassato il canale.

Sul ponte il cartello che dà l'indicazione con la descrizione della ciclabile.

Il canale visto dal ponte verso il punto di partenza

Sosta tattica, in lontananza abbiamo visto l'alzarsi di un polverone sulla strada, era un mezzo che stava procedendo nella nostra direzione, giusto per non essere investiti direttamente dal polverone , ci siamo messi di lato e sopravento, è l'inconveniente delle piste "bianche" non per niente le chiamano bianche, ed è perché se siete vestiti di nero poi cambiate colore.

Un'abitazione adornata di pini

Che ci faranno in fila quegli Aironi bianchi?

molto semplice... aspettano l'arrivo del trattore che falcia l'erba, l'avvicinarsi del trattore con il suo rumore fa scappare insetti , rane o altri piccoli animaletti di cui gli Aironi bianchi sono ghiotti. Quindi si tratta di una interazione fra animali e uomo di cui non sono per nulla intimiditi.

Questo non è il canale Vacchelli che si è ristretto, ma si tratta di uno dei tanti canali che si incrocia con il Vacchelli.

Per mantenere il corso di questi canali , vengono fatti passare con dei ponti, questa è la roggia Acquarossa nei pressi del Moso.

C'è da notare che non tutte le rogge vengono fatte passare in sopraelevata come in questo caso, ma con molte rogge si adotta il sistema del sifone sotterraneo, ovvero un passaggio al di sotto del Canale Vacchelli, per risorgere poi dalla parte opposta della sponda.

In primo piano il canale che scavalca, sotto il Vacchelli continua il suo corso.

Quindi non tutti i ponti servono per i passaggi interpoderali.

Spunta la sagoma della Chiesa di Santa Caterina o detta: degli Alpini, nei Mosi di Bagnolo

La chiesa in mezzo alle campagne aveva una sua precisa funzione con la scuola elementare nelle vicinanze. Questo era un punto di riferimento alle grandi cascine del circondario come la Cascina Grande, La Cascina Santi Benedetti e la Santa Maria dei Mosi

a sx fra gli alberi la scuola elementare, ovviamente tutto ciò non è più in uso.

Sosta pranzo, manca poco a Crema, ne approfittiamo di una zona ombrosa con pioppeto a fianco.

Da qui in poi arrivati al ponte vicino alla Cascina Colombara troverete una indicazione per una ciclabile dei Mosi, (freccia Blu) che dovrebbe arrivare a Crema. Noi tenendo fede al tracciato abbiamo proseguito diritti (frecce rosse) arrivando alla ferrovia Cremona - Treviglio , che abbiamo dovuto oltrepassare abbassandoci sotto le sbarre, ovvio attenzione ai treni! Il tracciato che prosegue verso Crema è un pò "country"

Visto che poi il canale si incrocia con il fiume Serio, abbiamo preferito proseguire con il percorso indicato dalle frecce riprendendo il corso del canale presso San Bernardino.

Dal precedente rilevamento sono 4,77km

Da Crema alla Tombe Morte di Genivolta abbiamo abbassato la testa e pedalato , qui a Salvirola il canale ha una diramazione, occorre svoltare a dx

Sono 6,4 Km da Crema in località San Bernardino dove si riprende l'argine del canale.

Da Salvirola dopo 7km siamo arrivati alle "Tombe Morte", il canale termina.

Dall'inizio del canale abbiamo percorso 37,66km in 3:24:47 alla media di 11km/h con dislivello di 38m

alle "Tombe Morte", sull'altra sponda del canale la casa del Consorzio irrigazioni Cremonesi di Genivolta

Una piccola struttura per il governo delle acque

Un emissario dalla "Tombe Morte" se non sbaglio si tratta del Naviglio Pallavicino

La ciclabile delle Città Murate, in direzione Pizzighettone

La località Tombe Morte non è un luogo qualsiasi sperso nella campagna ma bensì un luogo strategico importante sia per i corsi d'acqua che per le ciclabili.

Per quanto riguarda le ciclabili in questo nodo confluiscono: la ciclabile del Canale Vacchelli, la Ciclabile delle Città Murate e la Ciclabile del Civico Naviglio di Cremona (vi rammento la mappa all'inizio)

Per quanto rigurada la parte idraulica Le Tombe Morte rappresentano un nodo importante di raccolta e smistamento delle acque dei canali.

In pratica il canale Vacchelli in questo punto alimenta il Civico Naviglio Cremonese e in parte il Naviglio Pallavicino che proviene da Nord, non solo ma il Civico Naviglio Cremonese scavalca il Naviglio Pallavicino con una " Navazza" ovvero un ponte in mattoni usato per lo scavalco dei corsi d'acqua, ma non è finita , da questo nodo idraulico oltre a partire due Navigli dipartono anche 11 rogge che poco più in là la strada che da Soresina porta a Genivolta li scavalca con 13 ponti, da qui è nato il nome della località "13 ponti"


Giordano è in contemplazione della forza delle acque in questa ammirabile opera di ingegneria idraulica. Forse un paio di turbine avrebbero trovato una giusta collocazione per ricavare un po' di corrente elettrica!

Sotto si vede il corso del Naviglio Pallavicino, a dx la "Navazza" ponte in mattoni che permette lo scavalco del Canale Vacchelli che in questo punto diventa Naviglio Civico Cremonese, a sx la cascata è parte delle acque del Canale Vacchelli cedute al Naviglio Pallavicino

Certamente gli ingegneri idraulici hanno avuto il loro da fare per far convivere tutti questi corsi d'acqua!

Qui si vede meglio la "Navazza" sarebbe il ponte della foto sopra, che scavalca con le acque provenienti dal Canale Vacchelli, il Naviglio Pallavicino.

Il Canale Vacchelli è quello in centro alla foto che si vede sotto la pianta e la passerella.

Come già scritto, in questo punto a 360° arrivano e dipartono rogge e canali, tutti con diverse tonalità di colore delle acque a seconda della loro provenienza

Lasciate le bici, un giretto a piedi fra i canali è d'obbligo!

Altra confluenza, altro colore delle acque!

Finisce qui il nostro giro fuoristrada di 40km. Questa strada posta fra il Naviglio Civico Cremonese a sx, e a dx una roggia e poi ancora il Naviglio Pallavicino, ci condurrà sulla strada Soresina - Genivolta, in località 13 ponti.

Da li abbiamo fatto ritorno per la viabilità ordinaria. Personalmente io e il mio fondoschiena non ce la siamo sentiti di fare ancora 40km di bici cross, quando cambieranno le idee a riguardo nel battezzare solo con un cartello un sentiero affinché sia definito "Pista Ciclabile" senza fare nulla per renderlo praticabile da tutti, e ripeto da tutti, allora può darsi che rifaccia il percorso.

Nella situazione attuale ritengo, salvo percorrerne solo brevi tratti un percorso non certo adatto a tutti.

Dati del ritorno: 41,95km 2:27:48 media 17km/h Le ore effettive di moto a/r sono state 4:27 alla media di 18,4Km/h.

Dal mio punto di vista questo percorso è una risorsa già pronta e potenzialmente di grande pregio per l'afflusso turistico e per l'ultilizzo quotidiano e che si va ad integrare in altri percorsi, vedi mappa all'inizio, creando di fatto un anello nella bassa padana ed un collegamento portante fra Milano e Cremona, solo che il fondo va asfaltato. Lo si è fatto per le più importanti ciclabili sia Italiane che Europee e qui cosa si sta aspettando?

Occorre valorizzare i nostri territori ma per farlo occorre anche renderli fruibili a tutti, e non è pensabile di percorrere centinaia di km sullo sterrato oltretutto di pessime condizioni, non siamo al giro d'Italia degli anni 20' !

 



 

buone pedalate a tutti, Outside

 

 

Un foto racconto di Cadore designer © 2009
pagina creata: 20-06-2009
ultimo aggiornamento:12-06-2015
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