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Malga Lunga da Peia (BG)
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Un ritorno al rifugio Museo Malga Lunga salendo da Peia e ritorno con discesa da Valpiana verso Gandino. Un giro ad anello dai panorami fantastici.


Vista sul Lago d'Iseo e la Val Camonica dal Rifugio Museo Malga Lunga


 

I tornanti - Vista dal Museo di Malga Lunga sulla Val Camonica - Malga Lunga

Lunghezza
Diff.
Dislivello
Fondo
Percorso
Pend. med./max.
Panoramico
Fontanelle
Punti ristoro
mio Voto
26,2km
+945m
-927m
Asfal/Sterr
Strad/Carr
7,2% - 23%
✩✩✩✩✩
-
✩✩✩✩✩
 

 





 

 

 

 

  

 

In questa mappa tratta da Google Earth ho inserito il tracciato. Ci si trova in Val Gandino una Valle laterale della Val Seriana. Il tracciato per la salita si snoda lungo il versante est del Monte Sparavera e permette di avere visioni sulla Val Cavallina e il Lago d'Endine e sulla Val Camonica con il Lago d'Iseo. Il ritorno lo si fa scendendo dalla Val Piana


 

La mappa del percorso. Sul sito Garmin Connect, dopo che ci si è registrati, è possibile convertire le miglia in km e viceversa, nelle preferenze. Inoltre è anche possibile scaricare la traccia per il GPS.

 
IL PERCORSO

Si tratta di un percorso molto impegnativo sia per le pendenze che per il fondo che in alcuni tratti a seguito delle piogge insistenti in questo 2014 di fatto hanno eroso la terra sulle carrabili con una certa pendenza, lasciando sassi e pietre scoperti e liberi di muoversi sotto le ruote delle bici, oltre a profondi canali ove é meglio scendere e spingere.

La salita è composta da 7,16km su asfalto e cemento nelle parti più ripide fino ai 1065m s.l.m. poi si prosegue per 4,7km su carrabile sterrata misto cemento per le rampe più ripide fino a raggiungere lo scollinamento a quota 1338m s.l.m. . In fine 1,7 km di sali e scendi nel bosco sino al Rifugio Malga Longa con una perdita di circa 100m di quota.

Rifornimenti idrici

Non ce ne sono

Quale bici usare

Essenzialmente una buona MTB Front o Full con una buona forcella e freni in buone condizioni

 

Servizi

Per le informazioni sulle aperture della Malga Lunga conviene visitare il loro sito web

 

Da Leffe al Rifugio Malga Lunga 

 

Come ho scritto all'inizio si tratta di un ritorno al Rifugio Malga Lunga in quanto ci si era già stati nel 2012 ma facendo tutt'altro percorso partendo addirittura da Ranica, il report lo trovate qui.

Questa volta ho voluto effettuare un percorso ad anello, salendo da Peia per poi scendere dalla Val Piana sul percorso già fatto nel 2012. Sono salito con Giordano che aveva già partecipato al precedente report. Qui è di fronte alla Chiesa di San Rocco o Liberata.

Non ho effettuato altre foto dalla partenza sino a qui perché ero impegnato a seguire la traccia che mi ero preparata sul GPS e volevo essere sicuro di prendere il percorso giusto, cosa non sempre facile da fare sullo schermo piccolo del GPS e dalla sua leggibilità.

Visto che la prima parte dalla partenza ad arrivare qui è un po' un volta e risvolta, è stato meglio seguire la traccia.

 


Abbiamo ormai lasciato alle spalle Peia e Leffe il punto di partenza e di arrivo quando concluderemo l'anello passando dalla Val Piana e da Gandino. Il giorno prima c'è stato un leggero vento che ha aiutato a mantenere il cielo sgombro da nubi e in questa strana stagione questa è una rarità


La strada da Peia si è rivelata una salita costante, includendo anche strappi oltre il 10%. Ora si pedala quasi sempre all'ombra del bosco, qui il traffico è pressochè assente, ma non sono assenti le pendenze che ora superano agevolmente a tratti il 16% e ci fa capire subito come sarà la salita andando avanti.


Giordano è impegnato a spingere sulla sua nuova bici che non ha rapporti proprio adatti per le salite impegnative.


Stranamente siamo riusciti a partire abbastanza presto per il mio standard e lo testimoniano le ombre lunghe proiettate dalle piante. Qualche albero incomincia a mostrare qualche foglia gialla, un segnale di cambio stagione che a ben guardare in questo 2014 direi quasi che non ci sia stato!


Un piccolo inconveniente da risolvere



Gli presto le miei chiavi e risolve il problema in poco tempo, non abbiamo le ammiraglie al seguito e il motto è: "fago tuto mi"



Veramente incantevoli questi passaggi nei boschi, ma non illudetevi c'è sempre la salita in agguato dietro ogni curva!


Il cartello ora è eloquente e Malga Lunga anche se sbiadita e messa in cima al palo. Si, anche perchè con il GPS ai bivi tipo questi, non sai mai quale direzione prendere. Comunque non perdetevi d'animo, si sale, si sale e si sale ancora, ma chi va in montagna questo lo sa a memoria!


Fra una salita e una salita c'è tempo anche per guardarsi attorno. Uno sguardo verso la Valle Seriana, a dx la cima più alta è il monte Alben, inquadrato diverse volte anche in questo recente report, mentre all'estrema sx si trova la cima del Monte Rena oggetto di quest'altro report




Una lunga rampa oltre il 20% ci fa fare una sosta ad un tornante. Un'occhiata al cardiofrequenzimetro e segna subito un fuori soglia anche se temporaneo. Del resto anche la foto mi pare eloquente, ma fin quando c'è l'asfalto si è sotto il 20% è quando vediamo il cemento, che ormai è diventato il motto di bellitaliainbici: Quando in montagna incontri il cemento stai pur certo che sei oltre il 25%! che le cose si fanno più impegnative




I nostri "muli" ci stanno attendendo e si consolano a vicenda!



Giordano rompe gli indugi, inforca gli occhiali e si riparte



Come sempre questi bivi impercettibili sono un testa o croce per il GPS, quindi occorre fermarsi e leggere i cartelli fra i tanti e quello che serve a noi è il più piccolo di colore bianco a sx.

Ci fosse una volta che lungo un percorso si mantenessero i cartelli della stessa dimensione colore e forma, siamo proprio in Italia in questo senso, ognuno lo fa a sua discrezione.

Di fatto se vedete a dx c'è un cartello di senso vietato, si vede che il proprietario era stufo di vedersi arrivare ciclisti a casa sua!

A 1065m s.l.m e 7km dalla partenza, si arriva fuori dal bosco e si apre una prima veduta panoramica. Davanti alla casa è posto un "Roccolo" per la caccia degli uccelli con le reti, mentre la montagna che si vede a sx sono i Colli di San Fermo.

Con lo zoom riesco a intravedere un riferimento posto sul colle, si tratta di un monumento ai Carabinieri, il relativo report lo trovate qui. A sx invece si arriva da un altro bel report : La Strada Verde.

In una sella verso nord ancora una vista verso il Monte Alben




Verso est invece compare un altro monte, il Guglielmo, dalla cui cima si godono dei panorami favolosi. La piramide che vedete nell'ingrandimento la troverete in questo report . Sotto di esso si trova la Val Camonica e il Lago d'Iseo. Da questo punto in avanti si passa su carrabile sterrata o cementata nei punti più pendenti.

 

Poco più avanti unendo due foto si riesce a capire cosa si può vedere in questo punto, dove a sx lo sguardo spazia dalla Val Camonica, il Lago d'Iseo, il Monte Guglielmo, mentre a dx i Colli di San Fermo e sotto la Val Cavallina e il Lago d'Endine. Senza contare in fondo alla pianura Padana la vista sugli Appennini.

Sotto i Colli di San Fermo il Lago d'Endine e la Val Cavallina. In primo piano le mucche al pascolo che di certo non saranno stressate da questi ambienti senza dubbio più belli dell'essere chiuse in una stalla o in un recinto


Non fatevi illudere dalla foto dove la strada sembra in piano, ne abbiamo appena superato una bella erta. A sx di Giordano si vede una cima, si tratta del Pizzo Formico, dove è visto da vicino in questo recente report


In cima alla montagna sotto un albero si trova una casetta in posizione altamente panoramica, mi pare si chiami Cà del faggio


Ancora un bivio dubbioso e altra sosta per consultare il GPS. I monti sullo sfondo: a dx il Pizzo Formico, a sx il Pizzo Arera anche di questa montagna potete vedere qualche scatto da vicino in questo report . Giordano si è già portato sul rampone parabolico cementato




Il cartelli ci sono, ma se manca l'indicazione giusta occorre ricorrere ancora al GPS, io poi avevo fatto un tracciato un po' differente che prevedeva la salita al Monte Sparavera, cosa che poi non abbiamo fatto per un bivio mancato.




Finito il rampone in cemento si passa al solito sterrato, sopra Giordano si intravede un Roccolo




Sotto il Monte Guglielmo si incomincia a vedere meglio il Lago d'Iseo

Sulla cima a sx il Roccolo, in centro il Guglielmo e sotto delle mucche al pascolo

Quando le mucche si trovano su un pendio, basta che tendano il collo per alimentarsi agevolmente

Salendo ancora lo sguardo spazia per intero sulla Valle Cavallina, il Lago d'Endine e i Colli di San Fermo



Monasterolo sul Lago d'Endine, anche qui c'è un percorso che ha generato un report


Fate largo, sto arrivando!


Raggiungiamo un gruppo di Tedeschi che si erano fermati a scattare delle foto, anche loro rapiti dal panorama. Gli altri nel frattempo erano già ripartiti. Sotto, il termine del lago d'Endine verso est, in località Endine Gaiano. Sullo sfondo l'immancabile Monte Guglielmo



Dal Lago D'Iseo al Lago d'Endine, dalla Val Camonica alla Val Cavallina, ecco ciò che potrete ammirare una volta arrivati quassù, scusate se è poco!



Nulla da dire, avremmo pure fatto fatica sulle rampe, ma questi panorami direi che ripagano ampiamente


Lasciamo questo punto altamente panoramico, certo venire quassù con condizioni di visibilità non eccelse lascerebbe l'amaro in bocca, ma si sa il meteo fa quello che vuole lui.


Giordano dà un ultimo sguardo e via verso le prossime salite che si riveleranno le più ostiche


Si va diritti? E no! Si sale a sx ! Mi raccomando mettete la prima se verrete quassù




E qui se prendi male la salita con le profonde incavature che ci sono e rischi di perdere l'equilibrio, poi non riesci più a ripartire e non rimane che spingere, nulla di che, salendo in montagna questo è scontato.

Attendendo Giordano un altro scatto sul lago d'Endine e verso la pianura Lombarda sullo sfondo, dove a certi tratti abbiamo visto anche gli Appennini. Immagino di sera quassù che spettacolo, con tutte le luci accese nella valle e nella pianura!


Più avanti, sulla carrabile, vediamo altri profondi canali, traversi abbastanza alti per cui decidiamo di spingere una cinquantina di metri, giusto per trovare un fondo migliore.

Ce n'è ancora di salita da fare prima di scollinare definitivamente verso il Rifugio Malga Lunga. Dalla prospettiva non sembra ma la pendenza è abbastanza ripida tanto da richiedere a tratti il rapporto più corto




Un'altra baita in posizione panoramica



In effetti la baita è proprio in posizione panoramica, facciamo un paio di tornantini e zac !....


... cemento! E ci troviamo di nuovo oltre il 20%




Finito il cemento la carrabile spiana un po' in corrispondenza di un'altra baita.




Arriviamo in una piana, Giordano vede una collinetta e si fionda per vedere cosa si vede oltre




Giordano è il puntino in cima alla collinetta a sx




L'ultima baita è dietro e sotto di noi ...dimenticavo, c'era ancora salita da fare


A sx una pozza d'acqua, mentre a dx ci sarà l'ultimo punto da scollinare



Giordano mi chiama e salgo da lui


Da quassù si intravede Montisola e l'isolotto di Loreto. Sulla montagna a sx un gruppo di cavalli stanno pascolando


La mandria di cavalli trovandosi su un ripido pendio, ha pensato bene di spostarsi in senso trasversale alla pendenza creando una serie di camminamenti per spostarsi agevolmente e pascolare senza sforzo, anche loro si ingegnano!


Ritorniamo alla pozza Càssac, la cima sullo sfondo a dx è la Corna dell'Altare e a sx dovrebbe essere la cresta della Montagnina


Ora ripida discesa e altrettanto ripida salita. Come si può vedere, in centro alla foto c'è una scia di materiale nel prato e altrettanto c'è un canale che parte da qui.

Questi sono i segni di questa stagione 2014 che è stata ricca di frequenti ed anche abbondanti piogge dove in montagna con la presenza di forti piogge, sulle forti pendenze si incanalano verso valle fiumi d'acqua che erodono il terreno lasciando liberi i sassi e le pietre. Questo è ciò che troviamo su questo percorso, dove alle volte ci costringe a scendere e spingere. Tanto che la carrabile in certi punti sembra avere più l'aspetto di un greto di un torrente.

Quella di fronte è la sella che ci permetterà di scollinare definitivamente verso il rifugio Malga Lunga


Ultimo bivio, non andate a sx, questa volta si va diritti e in discesa! Ora ci aspetta una bella discesa nel bosco. In effetti era già salito Giordano e io lo stavo seguendo, quando il GPS ha segnalato il fuori traccia!


Finalmente obiettivo raggiunto, il Rifugio Museo Malga Lunga è a portata di ruota, con il Lago d'Iseo sotto a dx.

La Malga Lunga ora è tutta ristrutturata, nel nostro precedente report era ancora in fase di ristrutturazione. In corrispondenza delle bandiere, dietro ad esse riconosco le montagne, si tratta del Monte Pora e sotto di esso il Rifugio Magnolini

 

A sx il Monte Pora, e sotto, in corrispondenza delle antenne il Rifugio Magnolini

 

Questo è quanto si può vedere dal Rifugio Museo Malga Lunga. Sulla montagna in basso a sx c'è Bossico, sulla montagna dietro ci sono gli impianti sciistici di Monte Campione. Sotto, il Lago d'Iseo ed in fine il solito Monte Guglielmo o Golem

Giordano si mette in posa per la foto di rito




Mi ci metto anche io per la foto ricordo



Ecco il rifugio Museo Malga Lunga rimesso a nuovo, con notevole impegno fatto dai volontari che ora lo gestiscono amorevolmente




Entriamo nel Rifugio e notiamo un cartello sopra le bottiglie




Ho chiesto se ci fosse del dolce, cosa che in genere nei rifugi si trova, ma questo non è un classico rifugio, per cui c'era qualche cosa confezionata, ma non torte fatte da loro.... ma sentendo la mia richiesta uno dei volontari mi dice: Se vuole una fetta di torta fatta in casa ce l'ho io!


Così, visto che loro avevano appena terminato di pranzare ci siamo uniti a tavola per il dolce che ci hanno gentilmente offerto con tanto di buon vino. Ecco i volontari della Malga Lunga radunati attorno alla tavola.

A sx la persona che ci ha offerto la torta fatta da sua moglie. Alla fine avanzava una fetta e me l'hanno offerta, offerta non rifiutata dovevo pur onorare la cuoca pasticciera!

In effetti questa Malga Lunga è un luogo della memoria e al piano superiore ingloba un Museo sulla resistenza Partigiana e sugli eccidi che sono stati fatti in questi luoghi durante l'ultima guerra.

Quest'anno tra l'altro cade a Novembre il 70° anno dal sacrificio del Partigiano Giorgio Paglia


Questo è il documento che racconta il perchè è stata data la medaglia d'oro al valor partigiano a Giorgio Paglia


Passiamo al piano superiore nella sala del Museo della Malga Lunga. Qui si vede anche il lavoro che è stato fatto per ristrutturare questi ambienti che avevano tutt'altro aspetto. La sala dispone anche di postazioni multimediali interattive


Alle pareti nelle bacheche sono esposti documenti originale come questo Decreto di Mussolini del febbraio 1944




Giordano è interessato ai documenti originali dell'epoca



Molte fotografie dell'epoca testimoniano fatti accaduti o i luoghi com'erano allora.


Dalla finestra della sala Museo della Malga Lunga si intravedono le nostre bici che oramai si stanno crogiolando al sole, è giunta l'ora di raggiungerle e scendere a valle.

 

Lasciamo il Rifugio Museo Malga Lunga


Nel Museo ho trovato anche una foto dell'epoca di come era la Malga in origine, bella differenza, no?

Ultimo scatto verso la Malga Lunga. Il ritorno lo faremo verso la Val Piana e Gandino. Il relativo report fatto nel 2012 lo trovate qui



CONCLUSIONE

Come avrete potuto vedere, la salita al Rifugio Museo Malga Lunga si è rivelata molto interessante per i bellissimi panorami che abbiamo potuto ammirare. C'è poi la storia da scoprire nel Museo, oltre agli altri panorami che si sono potuti vedere dalla Malga, senza contare la successiva bella discesa immersa nei boschi della Val Piana.

La fatica si farà ma sarà ampiamente ripagata, e chi va in montagna questo lo sa.



 

 

 

buone pedalate a tutti, Outside

Un foto racconto di Cadore designer © 2014
pagina creata:03-09-2014
ultimo aggiornamento: 27-01-2018
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